Ripartire da Cristo guardando a Maria
Lettera per il Piano Pastorale del 2001-2002di Mons. Luigi Bimmarito
ARCIDIOCESI DI CATANIA



1° Novembre del 1900, Leone XIII emanava l'enciclica "Tametsi futura". Con essa tracciava il bilancio di quell'Anno Santo e proiettava la Chiesa verso il futuro.
    Il documento di Leone XIII esponeva le caratteristiche dell'eredita' che egli lasciava al secolo XX: Gesu' Cristo redentore che e' la via, la verita' e la vita; il risveglio delle coscienze; I'impegno dell'evangelizazione; la pace sociale.
    Cento anni dopo. Quante analogie col nostro tempo!
    6 Gennaio 2001 Giovanni Paolo II firma la lettera "Tertio Millennio Ineunte". Con essa ha proiettato la Chiesa nel Tertio Millennio.
    Il Papa intende dare esecuzione al comando che Gesu' rivolse a Pietro e per lui alla Chiesa di tutti i tempi: Duc in altum! Prendi il largo! (Lc 5, 4).
    "All'inizio del nuovo millennio - scrive il Papa - riecheggiano nel nostro cuore le parole con cui un giorno Gesu', dopo aver parlato alle folle dalla barca di Simone, invito' l'apostolo a prendere il largo: Duc in altum! Pietro e i primi compagni sifidarono della parola di Cristo e gettarono le reti, e, presero una grande quantita' di pesci" (n. 1).
    La lettera apostolica nel quarto capitolo "Testimoni dell'Amore" (nn. 42-57), tratta della carita' in modo bellissimo e ricchissimo. Realizzando la comunione d'amore con Cristo, la Chiesa si manifesta come "sacramento", ossia "segno e strumento dell 'intima unione con Dio e dell'unita' di tutto il genere umano"... La carita' davvero e' il "cuore" della Chiesa, come aveva ben intuito Santa Teresa di Lisieux (n. 42).
  Carissimi, cellula vitale della Chiesa e' la parrocchia. Come presenza di Gesu' nel territorio, la parrocchia ha, deve avere, il cuore pieno, traboccante di quella carita' effusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo che e' lo Spirito di Cristo Signore.
    Nel Piano pastorale 2001-2002, che offro alla Madonna e che, in sintesi, ho la gioia di presentare a voi, amatissimi presbiteri e, attraverso voi, alla diocesi, richiamo l'attenzione di tutti sulla parrocchia, realta' da rinnovare sulle vie della santita' comunitaria come ci ha indicato il S. Padre nella T.M.I.
    Nella parrocchia deve avvenire il miracolo che sogniamo: da praticanti diventare credenti! E da credenti diventare discepoli! Lo so, questo e' grande sogno! So pure che siamo sempre giovani quando siamo preda di un sogno!
    Nella mia lettera che presenta il piano pastorale cerco di delineare la realta' sociale e mistica della parrocchia. Sappiamo bene che oltre alla parrocchia ci sono altre significative realta' ecclesiali meritevoli di attenzione, ma ricordiamo che la parrocchia - come l'ha definita il beato Papa Giovanni XXIII - e' l'antica fontana del Villaggio alla quale tutti vanno a dissetarsi. E' li l'acqua che rigenera e ci innesta nella misteriosa e affascinante storia della salvezza che e' la storia dell'alleanza.
    Si, c'e' una parola, miei cari, che sintetizza tutto il piano salvifico che solo l'amore infinito e fantasioso di Dio poteva concepire per l'umanita'. Questa parola carica di immensi contenuti di grazia e' "Alleanza".
    Il Popolo di Dio - noi siamo il popolo di Dio! - e' popolo dell'alleanza sponsale. Popolo in cammino sulle vie della storia per raggiungere il compimentoelapienezzadelladefinitiva alleanza d'amore nella Casa del Padre.
   Nel cammino sulle faticose strade del tempo talvolta aspre ed infide e qualche volta col pantano, il popolo di Dio nella parrocchia trova un'oasi, un ruscello fresco e pulito, un centro di rifornimento e di riposo.
    Nella parrocchia, guardando all'Odigitria, il popolo in cammino fa le sue soste e si ristora e, come Elia, ascolta la voce dell'Angelo: "prendi e mangia perche' ancora e' lunga la via ".
    In mezzo al labirinto rimbombante di tante parole e chiacchiere di questa societa' ciarliera, nella parrocchia, cattedra della Parola, guardando alla Vergine dell'ascolto, il popolo dell'alleanza trova la luce serena che e' lampada per i suoi passi e la verita' che rende liberi. Si, la Parola ci aiuta a disfarci dai nostri vecchi stracci per indossare gli "abiti di luce".
    Ma e' pur vero, miei cari, che nel cammino talvolta le forze vengono meno e si vacilla, si incespica, si cade e ci si ferisce.
    Il popolo di Dio, guardando a Maria salute dei malati, sa che nella parrocchia c'e' la clinica che cura e guarisce e prega col salmista: "A te ho gridato e tu mi hai guarito" (30, 3).
    Quando arrivano i momenti in cui le difficolta' si moltiplicano e le tentazioni ritornano con piu' forza seducente e ingannatrice, e sopraggiungono stanchezza e sconforto con qualche punta di disperazione, affiora nel cuore l'antica parola dell 'Esodo ( 16, 3): "ci avete portato in questo deserto per farci morire di fame". Allora il popolo di Dio non ingurgita psicofarmaci e non ricorre a psicanalisti dagli onorari stratosferici, perche' nella parrocchia, guardando a Maria, salutata da sempre "speranza nostra", sa di ritrovare il coraggio di confidare col salmo 39 (8): "in te, Signore la mia speranza". S“, miei cari, la parrocchia e' scuola e sorgente sicura di speranza e di equilibrio interiore.
   E quando il popolo dell'alleanza nel suo cammino verso Dio sente i morsi dell'individualismo mai pienamente domato e che oggi anzi sembra risorgere piu' forte e tiranneggia, viene in mente la parola del profeta Aggeo (1, 4-9): "il tempio e' in rovina e ognuno pensa alla sua casa". Allora, nella parrocchia, il popolo in cammino trova, con la Madre di tutti, la casa della fraternita', dell'accoglienza reciproca, della comunione e della solidarieta'.
    E quando per tante amare delusioni e tradimenti inaspettati, col salmista ( 116, 3) il popolo ha voglia di ripetere: "mi opprimevano tristezza e angoscia" e si sente la voce della Madre: non hanno piu' vino, manca la gioia, non c'e' piu' festa e si vorrebbe ripetere la parola di Gesu' nel Getsemani: "la mia anima e' triste sino alla morte", nella parrocchia, guardando a Maria consolatrice degli afflitti, si sperimenta la gioia di quanti si rifugiano nel Signore (Ps 5, 12), la gioia di chi incontra il Signore: "visto il Signore, i discepoli gioirono" (Gv 20, 20). "Quale gioia quando mi dissero andiamo alla casa del Signore" (Sal 12-1, 21).
    In una parola, nella parrocchia c'e' l'abbraccio dell'Alleanza, con Maria "foederis arca". Perche' Dio, con la sua bonta' e misericordia, col suo amore tenerissimo, dovunque, ma soprattutto nella parrocchia, soprattutto nell'Eucaristia domenicale, raccoglie la miseria umana e la redime e terge ogni lacrima e riempie il cuore di serenita', di pace, di festosa fraternita' dei figli dell'unico Padre.
    Ma che grande realta'di grazia e' la parrocchia! Che mistero d'amore! Quanto e' urgente, miei cari, rinnovare la parrocchia, valorizzando la grazia della domenica. Facendone scuola di preghiera, cenacolo di cordialita' fraterna, palestra di santita'! Rinnovare la parrocchia! Rinnovarla! E' urgente!
   Ma qui nei nostri cuori affiora precisa una domanda: Com'e' possibile rinnovare la parrocchia senza rientrare in noi stessi? Senza il nostro rinnovamento personale? Senza una nostra apertura di cuore ai doni dello Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose? Senza... ognuno di noi completi la frase con quel che lo riguarda.
    Come sara' bello quando il nostro cuore sara' pieno solo di Spirito Santo! Allora non avremo piu' bisogno di parlare di Dio alla gente. Si, faremo silenzio su Dio. Non parleremo piu' di Dio. Di Lui parleranno i nostri occhi sereni, il nostro volto aperto e accogliente, il nostro sorriso paziente e rasserenante, i nostri piccoli gesti d'amore. Sara' annunzio di Dio, silenzioso ed efficace. Sara' testimonianza incisiva e coinvolgente, tocchera' in profondita' il cuore della nostra gente. Sara' questo il vero rinnovamento.
    Allora dobbiamo dire: rinnovare noi e le nostre parrocchie! Questo e' il programma pastorale! Ed e' impresa che ci fa trepidare se vogliamo fare da soli con la superficialita' e la debolezza che ci portiamo addosso. Il rimnovamento diventa possibile e facile se guarderemo con fiducia a Maria, se con Lei, nostra madre, alla quale affidiamo il nostro Piano pastorale e soprattutto affidiamo noi e le nostre parrocchie e tutte le nostre realta' ecclesiali, se con Lei lasciamo entrare Dio nella nostra vita e, attraverso noi, nelle nostre parrocchie.
    Rimmovare noi e le nostre parrocchie diventa possibile e facile se, con Maria, sappiamo aprirci, alla grazia dello Spirito del Padre e del Figlio suo Gesu'. Lo Spirito ci rende servi silenziosi della Parola, uomini di autentica vita interiore. quella vita che ci fa sempre nuovi e coraggiosi, capaci di utopia e di audacia, uomini con l'intelligenza dell'umilta', uomini di santita', uomini del Magnificat.







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