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VENETO - SPIAZZI - Beata Vergine della Corona


Il Santuario Madonna della Corona si trova a 774 metri sul mare, a strapiombo sulla valle dell’Adige, dista appena qualche chilometro da Spiazzi ed è il santuario diocesano di Verona.Viene detto “della Corona”, perché anticamente era chiamato “la Corona”, a motivo della corona dei monti che lo circondano. E’ costruito su un angusto spiazzo naturale che si trova in parte sporgente ed in parte incavato su di una parete di roccia cruda a picco, e che si drizza sull’abisso per circa 400 metri. Ai lati stanno due dossi di monti, che si sporgono per un buon tratto in avanti ora rocciosi, ora alberati, costituenti un’ imponente anfiteatro naturale. A mezzo di questa dirupa parete rocciosa si trova il santuario che sembra aggrapparsi alla roccia come un nido d’aquila. La tradizione fa miracolosamente comparire nel 1522, sulla parete rocciosa del Baldo, la statua della Madonna. La Venerabile Elena da Persico (1869-1948), fondatrice delle Figlie della Regina degli Apostoli, riferisce che, in una notte del giugno 1522, una luce misteriosa illuminò le selve che coprivano le balze orientali del monte Baldo, in quella insenatura rocciosa, che scende a picco fin quasi all’Adige e guarda i monti sorgenti sull’altra riva del fiume. Così intensa e viva è quella luce che i terrazzani dei dintorni ne sono colpiti ed accorrono sui cigli della roccia per vederne la causa. Ma da lassù nulla possono scorgere, se non la meravigliosa luce. Oltre alla tradizione che riferisce l’apparizione miracolosa della statua della Pietà, si ritiene che, già prima del 1522 in quella cavità rocciosa vivessero dei religiosi eremiti, ai quali Ludovico di Castelbarco fa dono, come ex voto, di una statua dell’Addolorata che la tradizione vuole sia giunta da Rodi, dopo la caduta dell’isola in mano ai Turchi. Infatti sul piedestallo della statua vi è la scritta «Hoc opus facit fieri Ludovicus de Castro Barco AD 1432». Attorno a questa statua fiorisce la devozione all’Addolorata, molto viva in quel tempo, e sorge il Santuario che con gli anni si sviluppa ed abbellisce. La primitiva cappella fu inaugurata dopo la famosa storica visita alla Corona del Vescovo di Verona, Mons. Gian Matteo Giberti, avvenuta il 10 maggio 1530. Da allora si susseguirono numerosi interventi per ricavare in questo luogo molto ristretto e difficile da raggiungerei, un ambiente adatto ad accogliere i pellegrini che sempre più numerosi accorrevano per onorare la famosa Pietà, la Madonna Addolorata della Corona. La Chiesa precedente l’attuale fu un rifacimento di quella originale iniziato nel 1625 e completato nel 1680, rimanendo così intatta fino al 1898 quando si provvide ad allungarla di circa 2 metri in avanti verso il piazzale. In quella circostanza la facciata completamente rifatta nel 1899 fu decorata di marmi di S. Ambrogio e assunse le linee neogotiche attuali. Nel 1928 furono dati alcuni ritocchi all’altare maggiore per migliorare la nicchia della Madonna, così il legno fu sostituito dal marmo. Altri interventi vennero realizzati negli anni 1946-1949. Gli interventi più radicali vennero attuati a partire dal 1975, anno in cui  si diede inizio ai lavori per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione e ampliamento riguardante tutta la fabbrica del Santuario in quanto le strutture portanti versavano in precarie condizioni. Con il lavoro di alcuni anni si arrivò alla configurazione attuale. Il lavoro più lungo e delicato fu determinato dallo scavo in roccia per consentire l’ampliamento del Tempio. Oggi esso misura 600 mq, ha una lunghezza di 30 metri, una larghezza di 20 metri e una cupola alta 18 metri. Il nuovo Santuario fu consacrato il 4 giugno 1978 e il completamento della ristrutturazione fu portato a termine in occasione della visita apostolica del Papa Giovanni Paolo II il 17 aprile 1988. L’interno della chiesa ora si presenta a forma di croce latina affiancata da due navate laterali, al centro della crociera è collocata l’area presbiterale. Sull’asse verticale si susseguono i segni liturgici più importanti: l’aula per l’assemblea, l’ambone, l’altare, la sede, il tabernacolo, la statua della Madonna; questi segni sono ben visibili e comprensibili a tutti fin dal primo sguardo. La statua della Madonna che si venera alla Corona è un gruppo in pietra alto cm 70; la Vergine è raffigurata in atteggiamento di profondo e composto dolore materno, mentre sorregge e contempla afflitta il corpo di Cristo deposto dalla croce. È una delle tante immagini e statue della Pietà (in tedesco «Vesperbild», cioè «Quadro della sera») che ci riporta alla sera del venerdì santo, quando Maria riceve tra le braccia il corpo di Gesù deposto dalla croce. Una statua simile è quella che si venera nel Santuario altoatesino di Pietralba, «Maria Weissenstein», in provincia di Bolzano, molto amato dall’indimenticabile Papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I. Queste raffigurazioni della Pietà sono in gran parte una forma artistica caratteristica della regione tedesca e alpina.



















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SANTUARI MARIANI

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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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