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UMBRIA - PANICALE - Madonna delle Grondici


In origine era una semplice cappella, intitolata alla Madonna delle Grazie, costruita sul finire del quattrocento (1495) intorno ad un'edicola campestre ov'era raffigurata una prodigiosa Maestà rappresentante la Vergine col Bambino che aveva iniziato a fare miracoli. Era affiancata da un eremo che a partire del Settecento venne trasformato in un fabbricato ad un piano con camere da letto cucina, magazzini, cantina e stalla. La leggenda vuole che in un bosco vicino al paese davanti ad una edicola, lì posta da tempi remotissimi, con l'effigie di Maria avvenne il miracolo della resurrezione di un bambino in seguito alle preghiere dei suoi genitori. Furono proprio loro, con altri fedeli, che si mossero affinché fosse costruito sul luogo un santuario in onore della Madonna. Tale leggenda è riassunta nel quadro posto sopra l'altare maggiore, intitolato "la Madonna con i Santi". Gonfalone Madonna delle Grondici Gonfalone Madonna delle Grondici Si tratta di un gonfalone processionale, che misura due metri per uno e ottanta, opera di Gregorio Tedesco e data 1495. Il pittore fonde lo stile germanico con gli insegnamenti della scuola umbra. Il dipinto è amato e venerato dalla popolazione fin dalla sua realizzazione e non è da escludere che, almeno all'origine, come del resto quasi tutti i gonfaloni, ricoprisse il ruolo di baluardo contro la peste. Se in un primo momento era proprio la devozione a San Sebastiano e San Rocco ad attirare i devoti in questa chiesa, col tempo però si rafforzò la credenza della resurrezione del bambino ed esso divenne luogo di preghiera per le donne sterili e per le mamme che invocavano protezione sui loro figli. Del resto il termine 'Grondici' deriva dal latino 'suggrunda, e cioè gronda. Era il 'suggrundarium il luogo in cui anticamente venivano sepolti i bambini morti senza battesimo, si tratta quindi di un santuario denominato "à repit" (del respiro o della ripresa) un luogo cioè dove venivano appunto portati i bambini morti senza battesimo per implorare una resurrezione ed amministrare loro il sacramento del battesimo. Il patronato dalla fondazione del santuario sino al 1624 fu del Comune di Panicale. Nel 1624 a seguito dell'omicidio dell'eremita laico Giovanni Battista Sicchi, custode del santuario, il vescovo di Perugia sottrae il luogo sacro al patronato laico, ne entra in possesso e ordina ad un notaio l'inventariazione dei beni. La cura spirituale era affidata al clero secolare, ma la custodia del santuario fu degli eremiti fino al 1924, anno in cui venne nominato il primo rettore del santuario che era un sacerdote. Approfittando della definizione del dogma dell'assunzione in cielo di Maria Santissima e dell'anno giubilare l'arcivescovo Mario Vianello dette inizio alla costruzione, dalle fondamenta di un nuovo santuario, antistante la cappella, in onore della Madonna. La nuova chiesa si presenta con tetto a capanna campanile a vela portico. L'interno è a navata unica transetto sporgente (in uno dei bracci vi è conservata la Sacra Immagine) profonda abside semicircolare. Annesso alla chiesa vi era sempre stato un piccolo romitorio ed a lungo - con il bene placito del vescovato essa era amministrata da eremiti. Nel 1924 scomparve la figura dell'eremita custode e l'oratorio diventò cappellania alle dipendenze del prete di Macereto. Gli storici contrappongono il santuario della Madonna delle Grondici – luogo di pellegrinaggio della gente semplice – al santuario di Mongiovino, meta dei potenti.










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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA



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