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SINIGARDI BENEDETTO



Beato, compagno di San Francesco d'Assisi, iniziatore della preghiera dell'Angelus.

1. Cenni biografici e missione
Benedetto Sinigardi, conosciuto anche come Fra' Benedetto da Arezzo, nacque ad Arezzo nel 1190, figlio di Tommaso Sinigardi e di Elisabetta Tarlati dei Conti di Pietramala, una nobile e facoltosa famiglia. Nel 1214, dopo aver assistito ad una predica di San Francesco d'Assisi ad Arezzo in Piazza Grande, decise di mettersi al suo seguito, ricevendo direttamente da lui l'abito monacale. Benedetto inizia il cammino di obbedienza a Francesco che lo porterà, poco più che ventenne, a diventare uno dei principali responsabili del movimento. Nel 1217 fu nominato Provinciale delle Marche, ma nel 1220, avendo chiesto di andare missionario per morire come martire per la gloria di Dio, fu inviato missionario in Grecia e in Romania, per rendere concreta l’unità tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, in Turchia e in Terra Santa, per far conoscere anche ai musulmani la salvezza portata da Cristo. Fu confermato Ministro Provinciale per la Terra Santa e l’Oriente; a lui si attribuisce la costruzione del primo convento francescano a Costantinopoli, l’odierna Istanbul. Si dice che lo stesso imperatore d’Oriente abbia ricevuto dalle sue mani l’abito di terziario francescano. Dopo 16 anni di permanenza in Oriente, tornò ad Arezzo e trascorse i suoi ultimi anni nel convento di Poggio del Sole, dove morì in tarda età nel 1282. La memoria del Beato si celebra il 13 agosto.

2. Il beato Sinigardi e l'Angelus Domini
Una consolidata tradizione considera il Beato Benedetto l'iniziatore della recita dell'Angelus. Già dal  Medio Oriente, stupito dai continui richiami alla preghiera del muezzin, aveva sollecitato con una lettera i superiori perché si ricordasse in egual modo e più volte durante la giornata il mistero dell'incarnazione. Vissuto lunghi anni in Terra Santa, infatti, e amando sopratutto i luoghi dell'annunciazione di Nazaret, al suo ritorno in Italia, insieme alle reliquie, Benedetto portava stampato nel cuore quel momento decisivo per la storia dell’uomo: l’annuncio dell’Angelo a Maria, a Colei che ha permesso a Dio di compiere il suo disegno tra gli uomini. A tal fine, Benedetto «ripeteva e insegnava le parole rivolte dall’arcangelo Gabriele alla Vergine, cioè la prima parte dell’Ave Maria». Non si tratta esattamente del testo attuale dell'Angelus, ma il contenuto e la scelta dei tempi nella giornata erano i medesimi. Sarà proprio fra Benedetto, infatti, che nel 1241 introdurrà la seguente antifona mariana: «L'Angelo del Signore portò l'annuncio a Maria», disponendo che venisse recitata alla sera con il suono delle campane. La tradizione che vuole il beato iniziatore dell'Angelus, trovò un'autorevole sostenitore in papa Giovanni Paolo II che il 23 maggio 1993 pregò sulla tomba del beato e, prima di recitare l'Angelus affermò, fra l'altro: «Ci troviamo nel luogo dove, secondo la tradizione, è nata l'usanza di recitare l'Angelus... ». La devozione si diffuse rapidamente nell'ordine fracescano. San Bonaventura, nel Capitolo del 1263, prescrisse: «I frati devono invitare i fedeli a salutare Maria tre volte quando alla sera suona in convento Compieta. Devono farlo con le stesse parole con cui l'angelo Gabriele salutò Maria, ossia con l'Ave Maria», mentre il Capitolo di Padova nel 1294 ordinò: «In tutti i conventi si suoni brevemente la campana tre volte alla sera per onorare la Madre di Dio. Tuti i frati devono inginocchiarsi e pregare tre volte l'Ave Maria». Nel 1318, papa Giovanni XXII approva l’usanza e verso la fine del Trecento alla pratica serale si affianca quella del saluto a Maria da farsi al mattino. Ed è in un catechismo stampato a Venezia nel 1560, che appare per la prima volta la formula esatta Angelus Domini nuntiavit Mariae. A distanza di secoli, la tradizione dell’Angelus viene consolidata dai Papi. In tempi recenti, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ed anche papa Francesco, hanno fatto dell’Angelus il momento d’incontro domenicale con i fedeli in piazza San Pietro, riconoscendo all’essenzialità dell’Angelus la potenza della memoria, della fede e della speranza.

3. L'amore al Crocifisso e alla Vergine
La vita del beato Sinigardi, è stata caratterizzata da due devozioni particolari, apprese da san Francesco: l’amore verso Gesù crocifisso e la devozione alla Vergine Maria. Per quanto riguarda la sua devozione alla Passione del Signore, rimane la bellissima Croce detta del Beato Benedetto, che sovrasta l’altare maggiore della Basilica di S. Francesco e che ha seguito il corpo del Beato dalla chiesa di Poggio del Sole, quando questa fu abbattuta, alla monumentale Basilica, iniziata nel 1290 nel centro della città di Arezzo. La sua devozione alla Vergine, unita intimamente a quella di Cristo, è l’altra componente della spiritualità del Beato Benedetto d’Arezzo. Già di san Francesco, il beato Tommaso da Celano, suo biografo, diceva che il Padre Serafico ‘aveva una devozione tenerissima verso la Vergine Maria. Anche Benedetto, alla scuola del Serafico Padre, aveva una devozione e un amore tutto speciale per la Madre di Dio. Ammirava in Maria la sua disponibilità, la sua docilità alla Parola di Dio. Voleva emulare la sua carità con la donazione della propria vita per la salvezza delle anime: per questo aveva chiesto di andare missionario. Il suo amore per la Vergine rimane ancora presente e attuale in mezzo al popolo di Dio, come già detto, con la preghiera dell’Angelus, da lui ideata rifacendosi all’annuncio dell’Incarnazione, fatto a Maria dall’arcangelo Gabriele.

Bibliografia
CRESI D., Il beato Benedetto Sinigardi d'Arezzo e l'origine dell'Angelus Domini, Convento di san Francesco, Firenze 1958; IDEM, San Francesco e i suoi Ordini, Studi francescani, Firenze 1955; FOURNÉE J., Storia dell'Angelus. Il messaggio dell'angelo a Maria, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1997; SOLARI P., Beato Benedetto Sinigardi, in www.caritas-ticino.ch; Beato Benedetto Sinigardi, in amifrancesco; RENZI, GIULIO, Beato Benedetto Sinigardi (Frate Benedetto da Arezzo) compagno di S. Francesco, Frati Minori Conventuali, Arezzo1994; Blessed Benedetto Sinigardi da Arezzo, in CatholicSaints.Info; DI VENEZIA P. A., Leggendario francescano, per titpi di Domenico Lovifa, Venezia 1722.






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