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AMORTH GABRIELE



Esorcista conosciuto a livello internazionale.

1. Cenni biografici e apostolato
P. Amorth nacque a Modena il 1° maggio 1925 da una famiglia profondamente cattolica. A 18 anni, con il pseudonimo di "Alberto",  si arruolò tra i partigiani della Brigata Italia, divenendo prima vice-comandante di piazza a Modena e poi comandante del III Battaglione della II Brigata Italia, ottenendo la Croce di guerra al valor militare. Nel 1947, a 22 anni, venne eletto da Giulio Andreotti, vice delegato nazionale dei Movimenti giovanili della Democrazia Cristiana. Dopo essersi laureato in giurisprudenza, entrò a far parte della Società San Paolo e fu ordinato sacerdote a Roma il 24 gennaio 1954 da Mons Ilario Roatta, vescovo di Norcia. Collaborò con la rivista della Società San Paolo "Famiglia Cristiana" e assunse anche la direzione del mensile Madre di Dio, divenendo membro della Pontificia accademia mariana internazionale. Nel 1986 il cardinale vicario Ugo Poletti, lo nomina esorcista nella diocesi di Roma. Formatosi alla scuola di padre Candido Amantini, per molti anni il più autorevole esorcista della Scala Santa a Roma, ha collaborato con diversi medici e psichiatri italiani ed effettuato circa 70.000 esorcismi dal 1986 al 2007. Nel 1990 fondò l'Associazione internazionale degli esorcisti, di cui fu e rimase presidente effettivo fino al 2000 ed onorario fino alla morte. Muore a Roma il 16 settembre 2016, dopo alcuni giorni di ricovero all'ospedale Santa Lucia. I solenni funerali si sono tenuti il 19 settembre nella chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo, celebrati dal vescovo ausiliare monsignor Augusto Paolo Lojudice e dal superiore generale della Società San Paolo don Valdir José De Castro.

2. Scritti mariani di P. Amorth
P. Amorth ha fatto molte pubblicazioni, tra cui segnaliamo quelli riguardanti la Vergine Maria:
- Consacrazione a Maria. Mese di maggio, Paoline, Roma 1959.
- Maria: un sì a Dio. Mese mariano, Paoline, Roma 1979.
- La consacrazione dell'Italia a Maria. Teologia, storia, cronaca, con Stefano De Fiores e Santino Epis,  Paoline, Roma1983.
Dialoghi su Maria. 31 temi, 164 domande,  Messaggero, Padova 1987.
- Il vangelo di Maria. Un mese con la Madre di Gesù, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1998.
- Il mio rosario, San Paolo, Cinisello Balsamo 2016.
- Un mese alla scuola di Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017
- Maria e Satana, San Paolo, Cinisello Balsamo 2018.
- Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2019.

3. Con Maria sempre accanto nella lotta contro Satana
La sua vita era scandita dalla Messa e dalla preghiera, soprattutto dal Rosario. Ne diceva tanti ogni giorno. Il suo amore per Maria era smisurato. Ci teneva a precisare che la "sua" materia è la mariologia, che stava sempre attaccato alla Madonna, affermando candidamente: «sto attaccato alla sua sottana». Maria è per lui «la donna nemica di Satana che lo vincerà!». Egli affermava: «Satana è forte, è molto attivo, è sempre in agguato; agisce quando cala la preghiera, ci si mette nelle sue mani senza riflettere, ci ostacola sulla via della santità; vuole distruggere i piani di Dio, vuole mandare a monte i progetti di Maria, vuole prendere il primo posto nella vita, vuole togliere la gioia; lo si vince con le preghiere e col digiuno, con la vigilanza, con il Rosario; ovunque va la Madonna, con lei c’è Gesù e subito accorre anche Satana; è necessario non lasciarsi ingannare…». È un fatto che «la Vergine ci mette continuamente in guardia dal demonio, in barba a coloro che ne negano l’esistenza o ne minimizzano l’azione». Maria è «la Donna nemica di Satana, dall’inizio alla fine della storia umana; così la Bibbia ci presenta Maria; si addicono bene agli atteggiamenti che Maria Santissima ha avuto verso Dio e che noi dobbiamo ricopiare per compiere i piani di Dio su di noi; si addicono bene all’ esperienza che tutti noi esorcisti possiamo testimoniare, in base alla quale tocchiamo con mano che il ruolo della Vergine Immacolata, nella lotta contro Satana e nel cacciarlo via da coloro che assale, è un ruolo fondamentale». S. Bernardo, alla fine del suo famoso Discorso dell'acquedotto, sul filo di ragionamenti strettamente teologici, conclude con una frase scultorea: «Maria è tutta la ragione della mia speranza». P. Amorth confessa che imparò questa frase mentre da ragazzo attendevo davanti alla porta della cella n. 5, a San Giovanni Rotondo; era la cella di p. Pio. Poi ha voluto studiare il contesto di questa espressione che, di primo acchito, potrebbe apparire semplicemente devozionale. Ma egli riesce a gustarne la profondità, la verità, l'incontro tra dottrina ed esperienza pratica. Per cui la ripeteva volentieri a chiunque trovava nello sconforto o nella disperazione, come accade di frequente a chi è colpito da mali malefici: «Maria è tutta la ragione della mia speranza. Da lei ci viene Gesù e da Gesù ogni bene. Questo è stato il disegno del Padre; un disegno che non cambia. Ogni grazia passa per le mani di Maria, che ci ottiene quella effusione di Spirito Santo che libera, consola, rallegra. S. Bernardo non esita ad esprimere questi concetti non una decisa affermazione che segna il culmine di tutto il suo discorso e che ispirò la famosa preghiera di Dante alla Vergine: " Veneriamo Maria con tutto l'impeto del nostro cuore, dei nostri affetti, dei nostri desideri. Così vuole Colui che stabilì che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria"».

4. Perché Maria è potente contro il demonio
In un suo intervento precisa perché Maria è così potente contro il maligno e i demoni tremano davanti a Lei: «Perché Maria è così potente contro il demonio? Perché il maligno trema e geme di fronte alla Vergine? Incomincio proprio con l'apologia che il demonio stesso è stato costretto a fare della Madonna. Costretto da Dio, ha parlato meglio di qualsiasi predicatore. Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani, p. Cassiti e p. Pignataro, furono invitati a esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora tra i teologi sulla verità della Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentuno anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto: una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. Si noti che l'indemoniato era un fanciullo di dodici anni e analfabeta. Subito Satana pronunciò questi versi: Vera Madre son io di un Dio che è Figlio e son figlia di Lui, benché sua Madre. Ab aeterno nacqu'Egli ed è mio Figlio, nel tempo io nacqui, eppur gli sono Madre Egli è il mio Creator ed è mio Figlio; son io sua creatura e Gli son Madre. Fu prodigio divin l'essere mio Figlio un Dio eterno, e me d'aver per Madre L'essere quasi è comun fra Madre e Figlio perché l'esser dal Figlio ebbe la Madre e l'esser dalla Madre ebbe anche il Figlio. Or, se l'esser dal Figlio ebbe la Madre, o s'ha da dir che fu macchiato il Figlio, o senza macchia s'ha da dir la Madre. Pio IX si commosse quando, dopo aver proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione, lesse questo sonetto, che gli fu presentato in quella occasione. Anni addietro un mio amico bresciano, d. Faustino Negrini, morto alcuni anni fa mentre esercitava il ministero d'esorcista presso il piccolo santuario della Stella, mi raccontava come costrinse il demonio a fargli l'apologia della Madonna. Gli chiese: «Perché hai tanto terrore quando nomino la Vergine Maria?». Si sentì rispondere, per mezzo dell'indemoniata: «Perché è la creatura più umile di tutte e io sono il più superbo; è la più obbediente e io sono il più ribelle (a Dio); è la più pura e io sono il più sozzo». Ricordandomi questo episodio, nel 1991, mentre esorcizzavo un indemoniato, ho ripetuto al demonio le parole dette in onore di Maria e gli ho ingiunto (senza avere la più pallida idea di quello che mi sarebbe stato risposto): «La Vergine Immacolata è stata elogiata per tre virtù. Tu ora mi devi dire quale è la quarta virtù, per cui tu ne hai tanta paura». Subito mi sono sentito rispondere: «È la sola creatura che mi può vincere interamente, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato». Se in questo modo parla il demonio di Maria, che cosa mai dovrebbero dire gli esorcisti? Mi limito all'esperienza che tutti abbiamo: si tocca con mano come Maria sia davvero la Mediatrice di grazie, perché è sempre lei ad ottenere dal Figlio la liberazione dal demonio. Quando si incomincia ad esorcizzare un indemoniato, uno di quelli che il diavolo ce lo ha dentro proprio davvero, ci si sente insultare, prendere in giro: «lo qui ci sto bene; io da qui non uscirò mai; tu contro di me non puoi fare niente; sei troppo debole, perdi il tuo tempo...». Ma poco per volta entra in campo Maria e allora la musica cambia: «E lei che lo vuole,contro di lei non posso fare niente; dille che la smetta di intercedere per questa persona; ama troppo questa creatura; così per me è finita...». Mi è capitato anche varie volte di sentirmi rinfacciare subito l'intervento della Madonna, fin dal primo esorcismo: «Stavo così bene qui, ma è lei che ti ha mandato; lo so perché sei venuto, perché è lei che lo ha voluto; se non fosse intervenuta lei, non ti avrei mai incontrato.. .».

Bibliografia
FRIGIDA F., Padre Amorth: ‘La Madonna mi è stata sempre accanto’, articolo su Papaboys del 7 Settembre 2017;  AMORTH G., Maria e Satana, San Paolo, Cinisello Balsamo 2018; IDEM, Il Vangelo di Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2012; IDEM, Dialoghi su Maria. 31 temi, 164 domande, Messaggero, Padova1987;IDEM, Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2019; IDEM, Il mio rosario, San Paolo, Cinisello Balsamo 2016; IDEM, Un mese alla scuola di Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017; IDEM, Maria, un sì a Dio, San Paolo, Cinisello Balsamo 2019; CIROLLA M. P., In cammino con don Gabriele Amorth, Edizioni Segno, Tavagnacco 2019; FEZZI E., Padre Amorth. La mia battaglia con Dio contro Satana, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017;  STANZIONE M., Il diavolo ha paura di me. Padre Gabriele Amorth, Edizioni Segno, Tavagnacco 2016; MUSOLESI A., Presidente degli esorcisti. Esperienze e delucidazioni di don Gabriele Amorth, Shalom, Camarata Picena 2010.

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