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VIGNE PIETRO



Sacerdote francese, fondatore della Congregazione delle Religiose del Santissimo Sacramento, beatificato da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.

1. Cenni Biografici, fondazione e carisma
a) Pietro Vigne nasce a Pivas, diocesi di Viviers (Francia), il 20 agosto 1670. All’età di 11 anni è notato dal suo parroco che, per circa una decina di anni, lo incarica di firmare in qualità di testimone, i registri di cattolicità della sua parrocchia. Dopo aver compiuto i suoi studi nel Seminario di Viviers, viene ordinato sacerdote nel 1694 e inviato come vicario a Saint Agreve. Nel 1700 decide di entrare nella Congregazione dei Lazzaristi e partecipa con essi a Missioni popolari attraverso la regione di Lione fino a Bezier. A 36 anni esce dalla Congregazione per mettere in pratica i suoi metodi pastorali che si rivelano assai fruttuosi presso “il buon popolo” della campagna. Si stabilisce a Boucieu le Roi in cui nascerà la Congregazione delle Suore del SS. Sacramento. Pur dedicandosi alla formazione delle sue figlie, egli continua a predicare numerose missioni. Fino all’ultimo respiro, egli è stato il “camminatore” di Dio, poiché è nel corso di una missione che tiene nel Vercors, a Rencurel, che egli entra nella pace del Signore, l’8 luglio 1740 all’età di 70 anni. L’“eroicità delle virtù” di Pietro Vigne è stata proclamata il 7 luglio 2003; il decreto di approvazione del miracolo ottenuto per sua intercessione è stato promulgato il 19 aprile 2004. È stato beatificato a Roma il 3 ottobre 2004 dal Papa Giovanni Paolo II.
b) Il 30 novembre del 1715, Pietro Vigne consegna la croce e l’abito religioso a sette giovani che si sono riunite per accompagnare i pellegrini durante l’imponente “Via Crucis” da lui eretta in Boucieu Le Roi. Sotto la mozione dello Spirito, già da tempo, esse conducevano insieme una vita di preghiera e di carità; ben presto si aggiungono a loro altre giovani dando inizio così all’istruzione dei bambini del villaggio. Le prime “Suore del SS. Sacramento” pronunciano i loro voti l’8 settembre 1722. Da Allora la Congregazione si sviluppa fino ad oltrepassare ampiamente il Vivarais verso la Provenza e il Delfinato. La Rivoluzione Francese del 1789 disperde le Suore, ma esse continuano a compiere clandestinamente le loro opere di carità. All’inizio del 1804, la Congregazione può riorganizzarsi a Romans. Le Leggi anticlericali del 1901 in Francia, costringono le Suore a ritirarsi da 56 scuole e ospedali. Dopo 5 anni, bisogna lasciare anche Romans e la Casa Madre viene trasferita a Valence dove è tuttora. Attualmente le comunità della Congregazione si trovano in Europa (Francia, Italia, Inghilterra, Irlanda, Spagna), America Latina (Brasile), e dal 2004 in Africa (Tanzania).
c) La potenza della “grazia eucaristica” che ha accompagnato la vita del Beato Pietro Vigne è all’origine del Carisma che definisce la missione delle Suore nel cuore della Chiesa. Il Mistero Eucaristico è il fondamento della spiritualità che sgorga dall’ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli. “Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine“. Questo amore che giunge fino all’estremo, esse lo contemplano manifestato sulla Croce e fattosi dono nell’Eucarestia: tutta la loro vita vuole essere una risposta a questo Amore.

2. La Vergine Maria nel "Regolamento di vita" della Congregazione
a) Nel Regolamento di Vita, esorta le suore a porsi in presenza di Dio con questa preghiera: "Madre di Dio, la mia vita se ne va, la morte e l’eternità si avvicinano, quando sarà venuta l’ultima mia ora, sii tu la mia buona Madre, per questo ti dico: Ave Maria…", avendo coscienza dell’inesorabile fluire del tempo, preziosità del suo valore e spirito filiale verso questa "buona Madre". Nel Regolamento di Vita il beato Fondatore esorta le sue Figlie a recitare l’Angelus: "E’ la narrazione di ciò che avvenne quando il Figlio di Dio volle farsi uomo…. La preghiera dell’Angelus: riferisce che l’angelo Gabriele fu mandato dal cielo per annunciare alla più perfetta creatura che era stata scelta per diventare la Madre di Dio… " e al suo SI’: "il più bel capolavoro uscito mai dalle mani di Dio si realizzò: il Verbo eterno si fece come noi e dimorò tra noi". Nel capitolo XXXII Padre Vigne sottolinea anche l’importanza del Rosario: "è una devozione molto gradita alla Madonna, diffusa in tutta la Chiesa… Mentre meditiamo i misteri, il nostro cuore si accende d’amore e siamo talmente graditi a Dio che Egli esaudisce le nostre domande che vengono accolte più facilmente in virtù della Madre del Verbo Incarnato". "Dite a Maria la vostra gioia perché è stata scelta quale capolavoro dell’eterno Padre, Madre del Divin Figlio e tempio dello Spirito Santo… Ella è una Regina molto potente presso Dio di cui è l’opera  per eccellenza… Preghiamola con fiducia affinché ci ottenga dal suo Figlio di non soccombere alle tentazioni e venga in nostro soccorso nell’ora della morte…"  Non solo, ma Padre Vigne continua nei suoi amorosi suggerimenti: "se sapeste a memoria i nomi dei sette cori degli Angeli potresti aggiungere ad ogni Ave Maria il nome di uno di questi cori dicendo: ‘Ave Maria, Regina degli Angeli, Ave Maria, Regina degli Arcangeli…, dei Principati…, delle Virtù…, delle Potenze…, delle Dominazioni..., dei Troni…, dei Cherubini…, dei Serafini…, del cielo… E’ un metodo questo per trovare gusto in una preghiera ripetitiva." Che dire poi delle litanie che "riassumono le sue principali perfezioni, sono ininterrotte lodi innalzate all’augusta Regina del cielo e ardenti preghiere per ottenere da Dio per sua intercessione, le virtù di cui abbiamo bisogno?".
b) Padre Vigne si premura inoltre ad esortare le sue Figlie perché consacrino il sabato a Maria: "E’ bene consacrare il sabato alla Beata Vergine; abbiamo bisogno del suo soccorso perché ci ottenga da Dio, per la mediazione del suo Figlio, la grazia di santificare la domenica… In Maria Dio ha posto le sue compiacenze e il suo riposo come aveva fatto il sabato cessando il lavoro della creazione dell’universo… Dobbiamo onorare la Madonna con una perfetta devozione interiore piuttosto che col digiuno… la pregheremo con ardore… con grande desiderio d’imitare le sue virtù…
c) Nel pressante susseguirsi di tutti questi consigli, si coglie tutto l’animo squisitamente mariano del beato Fondatore che vuole dolcemente, soavemente paternamente condurre le sue figlie spirituali all’innamoramento di "Colei che Dio onora più di tutte le creature, di Colei che ricopre la prima dignità in tutto l’universo, di Colei che, imitando il suo caro Figlio è piena di tenerezza per i peccatori. Convincersi della sua sublime dignità, essendo Lei la Madre di Dio, è per conseguenza la Regina del Cielo, la più potente presso Dio, la più amata dal Figlio, la più abbellita dalle grazie e dai doni dello Spirito Santo… Ella pone le sue delizie nell’imitare il Figlio suo, nell’abbassarsi, condiscendente verso i poveri peccatori perché si moltiplichino gli abitanti del cielo e perché Colui che Ella ama, con tutte le sue forze, sia adorato, amato e servito sempre…".

3. Maria nelle "ORE NUOVE" del Beato Vigne
"Alla Regina dei cieli, incomparabile Vergine Maria," il Beato dedica "questa piccola Opera", ossia le "ORE NUOVE". A Lei che ci ha dato un perfetto modello ‘una vita divina, le cui insigni virtù l’obbedienza perfetta facendo in tutto il beneplacito di Dio, le hanno meritato di essere la sua Figlia prediletta, la Madre del suo adorabile Figlio, l’abitazione dello Spirito Santo". "Prego tutta la corte celeste e soprattutto la sua Regina di supplicare Cristo, nostro Mediatore, perché chieda al Padre suo di farsi conoscere, amare e servire da tutti gli uomini…" dal Trattato sull’eccellenza della Comunione. "Ti ringrazio mio Dio… d’aver elevato a sì alta gloria la Vergine Maria, mia buona Madre…" E’ questa la fierezza d’un figlio verso una sì "buona Madre" che lo porta a ringraziare Dio d’averla elevata a sì alta gloria"! Quale squisita sensibilità! Quale spessore umano di delicatezza, di tenerezza, di gratitudine! Ebbene, Padre Vigne, proprio perché lui, pellegrino itinerante sempre in compagnia con la "buona Madre" esorta le sue figlie spirituali ad intrattenere lo stesso rapporto con la Madonna , a pregarla con le stesse preghiere della Chiesa quale "l’Ufficio della Beata Vergine" (come era prima del Concilio) che pone in comunione con le innumerevoli schiere di anime sante che lodano questa incomparabile Regina del Cielo, questa amabile Madre e poter essere considerate sue vere figlie … Tuo Figlio che ti fa sedere sul trono alla sua destra, ti dirà certamente: Madre, chiedi ciò che vuoi, non te lo posso rifiutare". Troviamo nel Regolamento di Vita una miniera di consigli atti a disporre l’animo a pregare l’Ufficio della Beata Vergine. "Considerate l’eminente dignità di questa augusta Regina cui avete l’onor di parlare e ricordate ciò che disse S. Anselmo, dottore della Chiesa: ‘Credo che nessun angelo del cielo è degno di salutare questa illustre Signora. Potrei esserlo io, indegna creatura?". E nelle Ore Nuove troviamo le riflessioni "sull’eccellenza dell’Ufficio della Santissima Vergine Maria": " Dobbiamo sentire l’obbligo di onorare Colei che onora più di tutte le creature, Colei che ricopre la prima dignità in tutto l’universo, Colei che imitando il suo caro Figlio, è piena di tenerezza per i peccatori…"  La sua vita profondamente orante, il suo cuore teneramente cullato dalla "sua buona Madre" traspira ovunque, infondendo luce, pace, gioia in un crescendo di suggerimenti per lodare bene la Vergine Maria: "preparatevi bene a recitare l’ufficio… fate come coloro che debbono suonare i loro strumenti i quali per far piacere a chi li scolta, li accordano; così facevano gli angeli dell’Apocalisse (cf. Ap. 8,6) che preparavano le loro trombe per suonare bene… Faccia il cielo che unite le une con le altre, possiate con cuore unanime, glorificare Dio e sostenervi reciprocamente come Gesù Cristo vi ha unite con sé per la gloria del Padre… e rimanete per quanto è possibile, nella presenza di Colui cui avete l’onore di parlare; lodatelo per le sue grandezze.". E il Regolamento di Vita è coronato dalla stupenda preghiera di Consacrazione alla Madonna: "Madre purissima nella sua concezione, Madre di Dio, Regina degli Angeli e degli uomini… rifugio sicuro dei peccatori… Ti facciamo un’offerta volontaria di noi stesse… Sii nostra Madre durante la vita, ma soprattutto nell’ora della nostra morte.".

4. Maria nel "PIÚ BEL LIBRO" del beato Vigne
a) Ma veniamo alla: "Meditazione per ogni giorno tratte dal PIÚ BEL LIBRO" che Dio ci ha donato, che è Gesù che soffre e muore su di una Croce". Il Grande Viaggio, il Viaggio del Calvario, la Via Crucis dalle trenta stazioni che pone sotto gli occhi di quanti ne fanno il percorso, vari quadri che ne rappresentano il mistero, è il compendio di tutta la dottrina cattolica ed indica non solo ciò che bisogna credere , ma anche ciò bisogna fare e induce a un cammino di conversione . Ebbene come già detto, il secondo volume è dedicato "all’incomparabile Vergine, Regina dei Cieli, santa Madre di Dio". "Maria è sempre presente durante tutto il viaggio al Calvario, lungo tutta questa evangelizzazione in atti. Si dice "ad ogni stazione cinque volte l’Ave Maria in modo che percorrendo le trenta stazioni si possa dire l’intero rosario, e lo si prega come se fossero " le stesse lodi, gli stessi ringraziamenti dei 150 salmi di David che la Chiesa offre continuamente sulla terra…" Ecco una ecco una devozione mariana profondamente in consonanza con la Chiesa e per giunta, sempre attuale". Così la Positio!
b) Una piccola cappella dedicata all’Addolorata, voluta e fatta erigere da Padre Vigne esiste ancora oggi a Boucieu; sta a sottolineare l’importanza, il posto che Maria ha e deve avere nella vita di ogni cristiano, di ogni uomo! Ella indica a tutti i pellegrini di ieri e di oggi che è sempre presente ai crocicchi delle nostre strade: "In questa cappella coloro che intraprendono il Viaggio del Calvario, domandano d Dio, per intercessione della Madre sue, la grazia di rinnovare la devozione verso l’amabile Salvatore che soffre per noi e comprendere l’infinito amore che Egli ha avuto per noi quando ha voluto sopportare sul proprio Corpo, in Gerusalemme, tanto disprezzo, tante parole ingiuriose, percosse e insulti crudeli…" . Ed ecco la preghiera in versi per ottenere da Dio, per intercessione della Vergine Santa, la grazia di una viva compassione meditando i dolori del Figlio suo: "O Madre di misericordia, specchio di obbedienza, a Dio sottomessa sempre, anche nel dolore, nel vedere il Figlio tuo oppresso dai tormenti, ottienimi di grazia, i tuoi stessi sentimenti. Fa’ che meditando una storia sì triste, la mia mente si riscaldi al fuoco d’un santo amore. Mi guidi la grazia tua e ad ogni stazione io risenta nel cuore gli strali della sua Passione!" E qui, egli fa recitare le litanie della Madonna o pregare un’antifona mariana.
c) Come parlare dell’incontro di Gesù con la sua Santa Madre? Maria inabissata nel dolore si sottomette alla volontà del Padre e tu Gesù, pur vedendo la Madre Addolorata, continui il tuo viaggio!…. Maria, annullando la sua propria volontà, nel silenzio, nella pazienza e nella dolcezza accetta il calice di dolore, ripete il suo "sì". "Dobbiamo imitare la Madre Santa, riproducendo spiritualmente nel nostro cuore il suo Divin Figlio, vivendo sempre del suo spirito, della sua grazia e portare impresse nel nostro cuore, le sue sofferenze, nella memoria la Passione di Gesù Cristo"  (Vol. II p.31-43). Padre Vigne ci invita a domandare, niente di meno, a Gesù il suo amore per la Madre sua, la partecipazione alle sue sofferenze, amore che lo ha spinto a dare il suo corpo per renderci partecipi della vita divina e nello stesso tempo ci fa chiedere a Maria il suo stesso amore per Gesù. Lei che cade in un’estasi dolorosa vedendo il figlio cadere sotto il peso della croce! "La Santa Vergine cade in terra in un’estasi dolorosa che chiamiamo deliquio, nel contemplare il suo caro figlio cadere sotto il peso della croce" si sottolinea la profonda comunione di Maria con Gesù:"La Vergine Santa seguì il suo caro Figliuolo finché vedendolo cadere a terra sotto il peso della terribile croce, non cadde essa stessa"….
d) Padre Vigne nella XXX stazione contempla compassionevole la Vergine addolorata ai piedi della Croce esprimendosi in versi:
"Ecco arrivare ora la Vergine Desolata,
di tristezza e angoscia l’anima oppressa;
vedendo il suo Figliuolo prossimo alla morte,
piange e geme dolorosamente
Ahimè, Figliuolo amabilissimo, delizia dell’anima mia
Eccoti inchiodato su questa Croce infamante.
O croce, funesta croce, causa di tutti i miei sospiri,
perché mi rapisci l’oggetto d’ogni mia gioia ?
Ahimè, mio Figlio muore senza sostegno o aiuto,
possa io almeno morire insieme a Lui!
A tali parole il suo amore, come un’immensa fiamma,
invade il suo cuore e sembra rapire l’anima."
"Giuseppe d’Arimatea, animato da gran zelo,
distacca dalla Croce il Corpo adorabile.
La Madre lo riceve in grembo effondendo i suoi sentimenti
Che inducono a piangere i cuori più induriti:
O Figlio, caro Figlio, ripete come morta,
è dunque necessario che io ti veda in tale stato?
Era dunque necessario che per salvare esseri ingrati
Tu subissi gli orrori d’una morte sì spietata?
E’ mai possibile, Figlio mio amato e adorato
Che tu non viva più ed io sia ancora in vita?
Non lo permettere o cielo, e fa’ che all’istante
io muoia come lui in un eccesso d’amore."

5. La "Consacrazione a Maria" delle religiose della Congregazione
Certamente, spigolando tra gli scritti del beato Fondatore altri felici riferimenti si trovano sulla Madre di nostro Signore, ma è più che doveroso terminare con la formula di Consacrazione a Maria che egli chiede alle sue religiose di fare in comunità nelle feste che la Chiesa celebra in suo onore e che una catena ininterrotta di consorelle ha fedelmente consegnato alle suore di oggi, dopo oltre 300 anni dalla fondazione della Congregazione, della quale Maria rimane il modello, la guida, la tenera Madre: " O Santa Vergine Maria, Madre purissima nella tua Concezione, Madre di Dio, Regina degli Angeli e degli uomini, rifugio sicuro dei peccatori, ecco, ci prostriamo ai tuoi piedi, dinanzi al tuo trono, con tutta la nostra Congregazione. Ti riconosciamo e ti eleggiamo oggi, quale nostra sovrana Signora, nostra Madre e nostra Avvocata presso Dio; ti facciamo un’offerta volontaria di noi stesse, ci dedichiamo e ci consacriamo al tuo servizio. Se non fossimo tue suddite come lo siamo per molti titoli, dichiariamo che lo diverremo ora e per tutta l’eternità in virtù di questa consacrazione che facciamo tutte insieme e in nome di ciascuna in particolare. Degnati, Madre di Misericordia Accoglierci tutte nel numero dei tuoi figli e dei tuoi servi, degnati anche di volgere gli occhi tuoi misericordiosi su tutti coloro che sono qui presenti. O Madre piena di carità, proteggici dai nemici, e ottienici da Dio, per la mediazione del tuo Figlio, che nessuna di noi si renda indegna della tua protezione. Assistici in tutti i pericoli, consolaci nelle nostre afflizioni, e rendi ogni giorno più ardente la nostra devozione verso Dio e la nostra fiducia nei meriti del Figlio tuo e nei tuoi. Sii nostra Madre durante la vita ma soprattutto nell’ora della nostra morte. AMEN "

Bibliografia
Pietro Vigne e la Congregazione del SS. Sacramento, dal sito dell' Istituto Scolastico Paritario "SS. Sacramento" di Frascati; RELIGIOSE DEL SS. SACRAMENTO (a cura di), Pietro Vigne. Missionario dell'eucaristia, Edizioni du Signe, Strasbourg 2005; IDEM, Il Beato Pietro Vigne e la Vergine Santissima, Boucieu le Roi; IDEM, Scoprire Pietro Vigne e le religiose del Santissimo Sacramento, E.C.E., Marseille 2005; MASSA C. M. (a cura di), Pietro Vigne. Il più bel libro, Bolsena 2011; IDEM, Percorsi e momenti di ricerca spirituale in Pietro Vigne, Bolsena 2011; CONTE C., Pierre Vigne. La Pedagogia della Salvezza, Anicia, Roma 2004; GRECO G., Il Beato Pietro Vigne apostolo dell'amore eucaristico, Velar, Bergamo 2012; 






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