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LEDÓCHOWSKA ORSOLA



 

Fondatrice della Congregazione delle Suore Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante, canonizzata da Giovanni Paolo II il 18 maggio 2003.

1. Cenni biografici, attività e fondazioni
Giulia Ledóchowska nacque il 17. IV.1865 a Loosdorf (Austria). Nel 1883 la famiglia si trasferì a Lipnica Murowana, vicino a Cracovia. Nel 1886 Giulia entrò nel convento delle orsoline di Cracovia. Qui, ormai come M. Orsola, si occupò prima di tutto del lavoro pedagogico. Nel 1907, con la benedizione del Papa Pio X, insieme a due consorelle, partì per San Pietroburgo, per assumere la direzione dell’internato per le ragazze, presso il Ginnasio polacco “Santa Caterina”. Nel 1910 nella Baia Finnica sorse una casa per la comunità e il ginnasio femminile con l’internato dove si attuavano le idee pedagogiche di M. Orsola. Lo scoppio della guerra nel 1914 provocò l’espulsione di M. Orsola dalla Russia. Si stabilì in Scandinavia: prima a Stoccolma e in seguito in Danimarca. Insieme alle suore che gradualmente lasciarono San Pietroburgo, organizzò una scuola per le ragazze scandinave, più tardi tra l’altro aprì un istituto per gli orfani degli emigrati polacchi. Si inserì anche nella vita della Chiesa locale e dell’ambiente ed intraprese la collaborazione con il Comitato di Aiuto per le Vittime della Guerra, fondato in Svizzera da Henryk Sienkiewicz. Attraverso una serie di conferenze sensibilizzò le società scandinave alla questione dell’indipendenza della Polonia. Nel 1920 la comunità delle orsoline di San Pietroburgo tornò nella Polonia libera e si stabilì a Pniewy, nei pressi di Poznañ. Poco dopo ricevette dalla Santa Sede il permesso di trasformarsi in Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante che vive la spiritualità delle orsoline e la tradizione del lavoro educativo, come strumento privilegiato di evangelizzazione; che contemporaneamente cerca forme rispondenti alle nuove necessità, specialmente a quelle dei meno abbienti. La congregazione si sviluppava velocemente. Sorgevano case e opere in Polonia e nelle zone del suo confine orientale, dal 1928 in Italia, dal 1930 in Francia. M. Orsola formava le suore all’amore di Dio al di sopra di tutto e di tutti, desiderando che vivessero nella semplicità, che fossero umili, e allo stesso tempo piene di spirito di sacrificio e creative nel servire gli altri, specialmente i bambini e i giovani. Riteneva una testimonianza particolarmente credibile del legame con Cristo; il sorriso, la serenità d’animo e la bontà. Si consumava nell’amore per Gesù Cristo e quest’amore le permetteva di amare ogni uomo, indipendentemente dal suo credo religioso, dalle sue convinzioni, dalla sua posizione. Quando morì a Roma, il 29 maggio 1939, la gente diceva: E’ morta una santa. Il 20 giugno 1983 a Poznañ, Giovanni Paolo II beatificò M. Orsola. Nel 1989 la salma della beata Orsola preservata dalla corruzione, fu traslata da Roma a Pniewy e deposta nella cappella della casa Madre. Canonizzatail 18 maggio 2003 a Roma da Sua Santità Giovanni Paolo II.

2. "Amate Maria": il testamento della santa per le sue religiose
Nel suo Testamento spirituale, la santa fondatrice dedica diverse pagine alla Vergine, offrendo consigli spirituali alla sua congregazione: «In questo mio testamento devo dedicare alcune pagine alla nostra Madre, Regina e Signora, Maria Santissima. Amate Maria, amatela teneramente, amatela sinceramente come buoni figli, amate questa nostra madre. Essa ci è stata donata da Dio. Gesù sulla croce ci ha lasciato in eredità Maria. L'ultima volontà di Cristo è che noi siamo buoni figli di Maria. Tendiamo dunque a questo, preghiamo per questo e cerchiamo con tutte le forze di esserlo. Maria è infatti Madre buona e misericordiosa, lei desidera più di noi stessi la nostra salvezza. Rifugiatevi perciò in lei con la fiducia del bambino. Non permettete mai che si annidino nel vostro cuore lo scoraggiamento, la diffidenza, mai! Siate sicure che Maria, per venire in vostro aiuto, compirà un miracolo piuttosto che abbandonarvi. Come un bambino in braccio a sua madre, così voi, rimanete tranquille ai piedi di Maria, anche se alle volte infuria la tempesta. Amate ciò che piace a Maria. Amate il rosario. Non recitatelo solo con le parole, ma con tutta la vostra vita, impregnandola delle virtù di Maria che ci sono proposte nei misteri del rosario. Sia la recita del rosario un atto di fervente amore verso Maria, sia un incoraggiamento alla virtù, un esame di coscienza sulla fedeltà nel seguire l'esempio di Maria, una preghiera per ottenere la santità imitando la santità di Maria. Abbiate sempre il rosario con voi, giorno e notte, non lasciatelo mai. Sia esso un vostro fedele amico, la catena che unisce il vostro cuore al cuore della Madre nostra in cielo. Vi siano particolarmente care le parole di Maria che formano il motto della nostra Congregazione: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). La prova più grande del nostro amore verso Maria è senz'altro l'imitazione delle sue virtù. Vogliate dunque come lei, che è santa e immacolata, essere fedeli serve del Signore, sempre pronte a compiere la sua volontà, sia essa portatrice di gioia e di piacere ovvero di croci e di sofferenze. La volontà di Dio! Come Maria salutava ogni espressione della volontà di Dio con le parole: “Eccomi, sono la serva del Signore…”, da lei dette un giorno e ripetute per tutta la vita con il cuore e con le azioni, così anche voi, Figlie mie, siate come lei sempre, in ogni circostanza della vita, umili ancelle del Signore che accolgono sempre la volontà di Dio, qualunque essa sia, col sorriso sulle labbra, col “Fiat" e il "Deo gratias" nel cuore, anche se con le lacrime agli occhi ‑ come Maria! E se la volontà di Dio vi opprimerà dolorosamente, e se vi mancheranno le forze per una silenziosa rassegnazione, allora volgete lo sguardo dell'anima verso Maria, verso la vostra tenerissima Madre e chiedetele: O Madre, insegnaci ad essere sempre silenziose serve del Signore, che desiderano un'unica cosa: che la volontà di Dio e non la propria si compia. Amate Maria, Figlie mie, amate il rosario e credetemi: la migliore devozione verso di lei è quella di essere come lei silenziosa, fedele, umile ancella del Signore che ripete continuamente col cuore e con i fatti: Eccomi, sia fatto come Dio vuole, come Dio vuole

Bibliografia
MOLINARI P., Orsola Ledochowska e la sua opera. Segno della vitalità perenne della vita religiosa apostolica, in Civiltà Cattolica del 2 luglio 1983, Quaderno 3193; IDEM, Dall’Introduzione all’album: Madre Orsola Ledochowska, ossia una lezione di ottimismo, Roma 1983; FIORILLO R., Investita dallo Spirito, Roma 1983; TIBURZI M., L’apostolato del sorriso, Como 1999; CALORI C., Madre Orsola, una santità contenta alle sorgenti della gioia cristiana, Como 2000; OLBRYCHT K., Il Sistema Educativo di Madre Orsola Ledochowska; ZDYBICKA J., Aprire gli occhi. L’apostolato di Orsola Ledochowska;  IDEM, Orsola Ledochowska. Santa dei tempi difficili e segno di speranza, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003.






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