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INGLESE MARIA DOLORES



 

Religiosa delle Suore Serve di Maria Riparatrici, riconosciuta Venerabile da Benedetto XVI il 2 aprile 2011.

1. Cenni biografici e attività
a) Maria Inglese, nasce il 16 dicembre 1866 nasce a Rovigo, da Giuseppe e Teresa Angelisca. Per motivi di lavoro, il padre si trasferisce a Padova e dai tre ai sedici anni Maria trascorre l’infanzia, la fanciullezza e l’adolescenza nella città del Santo. Rimasta orfana del padre nell’agosto del 1882 e privata pochi mesi dopo anche della sorella Clementina, nel 1883, a diciassette anni, ritorna con la madre a Rovigo, dove rimarrà per tutta la vita. Qui si distingue per due attività, una lavorativa e l’altra religiosa. Infatti la sua professione di sarta le consente di guadagnarsi il pane e quella religiosa l’avvicina ai gruppi che nell’ambito parrocchiale si attivano per ravvivare gli interessi spirituali. Tra questi gruppi sono in evidenza le Figlie di Maria, pia unione alla quale lei aderisce nel 1889, e il Terz’Ordine dei Servi. A quest’ultimo Maria Inglese si iscrive il 1° novembre 1892. Sede del Terz’Ordine è la chiesa di San Michele Arcangelo. I terziari mettono insieme le poche risorse economiche per acquistare un quadro dell’Addolorata da collocare nella loro chiesa. Priore del Terz’Ordine e attivo promotore delle attività ad esso connesse è Giacinto Ronconi, mentre Maria Inglese ricopre l’ufficio di segretaria.
b) Un avvenimento sconvolgente si verifica nella chiesa di San Michele il 1° maggio 1895: la Vergine Addolorata dipinta nel quadro lì collocato muove occhi e labbra! Anche l’Inglese avrà modo di accertare l’evento, che in lei inciderà profondamente negli anni a venire. Tra il 1889 e il 1910 Maria Inglese avvertirà il bisogno interiore di approfondire e divulgare la partecipazione attiva ai dolori della Vergine, cercando di riparare le offese che a lei vengono indirizzate. Inizierà la sua missione pubblicando un opuscolo: Quanto buona è Maria! che avrà molte edizioni. In esso si condensa il suo insegnamento circa la riparazione mariana: comunione settimanale riparatrice, recita della terza parte del rosario e mezz’ora di preghiera mariana al sabato. Il desiderio dell’Inglese che a Rovigo sorgesse un istituto tutto dedito alla riparazione mariana trova eco nel cuore del vescovo Pio Tommaso Boggiani, che suggerisce di indirizzare tale prospettiva verso le Suore Serve di Maria di Adria, fondate da madre Elisa Andreoli, congregazione che nella contemplazione della Vergine sotto la croce riconosce il carisma originario dell’Ordine. Il suggerimento viene accolto da Maria Inglese: alla morte della mamma, nel 1911, chiede all’Andreoli di entrare tra le sue suore per inserirvi tale aspetto della devozione all’Addolorata. La richiesta non solo è accolta, ma la stessa madre Elisa aderisce pienamente alla proposta, stabilendo che nella casa di noviziato si compisse giornalmente la pratica della devozione mariana.
c) Date queste premesse, il 29 dicembre 1911 Maria Inglese entra nell’istituto delle Suore Serve di Maria come postulante, il 24 maggio veste l’abito religioso assumendo il nome di suor Maria Dolores, e il 26 maggio del 1913 emette la prima professione. La riparazione mariana, considerata nel 1911 da monsignor Boggiani quale elemento da introdurre nel testo costituzionale della congregazione delle Serve di Maria di Adria, sarà giuridicamente approvata dal suo successore monsignor Luigi Pelizzo, l’8 dicembre 1913, aggiungendo il titolo di «Riparatrici» a quello già esistente di Serve di Maria. Nominata successivamente maestra delle novizie, durante il primo capitolo generale del 1920 le Suore Serve di Maria Riparatrici la eleggono vicaria generale dell’istituto. L’ufficio che ricopre diviene perciò per lei motivo ancor più valido per adoperarsi a trasfondere nelle consorelle e nel più ampio orizzonte ecclesiale l’ideale della riparazione mariana. Dopo la sua morte, infatti, questo ideale continuerà ad essere perseguito con encomiabile zelo.
d) Il 29 dicembre 1928, suor Maria Dolores Inglese, morì in concetto di santità. Il processo per la sua beatificazione fu aperto in diocesi a Rovigo il 12 aprile 1956. Sette giorni dopo, il 19 aprile 1956 la sua salma venne portata nella chiesa santuario della “Beata Vergine Addolorata” di Rovigo. Il processo informativo ordinario diocesano si è concluso il 2 febbraio 1965 e nel 1987 la Congregazione per le Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità. Dopo la sessione dei cardinali del 22 marzo 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha promulgato, Il 2 aprile 2011, il decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Dolores Inglese, dichiarandola così Venerabile.

2. Molteplici aspetti della presenza di Maria nella vita di Maria Dolores
Secondo gli storici della Congregazione delle Serve di Maria Riparatrici, Maria Dolores, occupa un posto di rilievo, perché «nella storia della devozione mariana, ella ha acceso una luce nuova ed intensa», tanto da divenire «una figura di primo piano». Maria Inglese era una laica affascinata dalla Vergine Madre, una persona propositiva perché donna spirituale e perciò capace di un vero zelo apostolico, tutto orientato ad affermare che «Maria è buona della bontà di Dio», e per questo lei invitava ad «amarla di gran cuore», valorizzando tutte le occasioni. Per la diffusione di questa spiritualità mariana, tre, in particolare, possono essere considerati gli ambiti di cui Maria Dolores si servì: il lavoro di sarta, la preghiera e gli scritti.
       
        a)
Con Maria in una vita dedita al lavoro
        Sull’Osservatore Romano della domenica, nel 1961, il Capomasi scrisse un articolo dal titolo: "Testimone di Dio. Tra forbici ed aghi scelse la sua via" e Fernando da Riese Pio X, nel settimanale diocesano La Settimana cattolica del 15 dicembre 1961, scrisse l’articolo: "La rodigina suor Maria Dolores protettrice della moda?", dove affronta vari argomenti come: il lavoro di sarta, moda e riparazione, l’apostolato della nuova moda, protettrice della moda? L’Autore è convinto che «è possibile il connubio di arte e di moralità, e testimoniare agli uomini che il cristianesimo ha il monopolio della vera eleganza». Si tratta di approfondire la spiritualità del lavoro, di ogni lavoro. Era il febbraio del 1899 quando Maria Inglese, nel mezzo della sua operosità artigianale, ovvero nel suo atelier, in silenzioso colloquio con la Vergine, aveva avuto l’intuizione della sua missione: diffondere la riparazione al Cuore addolorato di Maria. Infatti, avendo lei condiviso la sorte della maggior parte degli uomini, indicò come mezzo di riparazione il lavoro, anzi invitava all’offerta di un’ora delle proprie azioni come terzo modo della riparazione mariana. Maria Dolores, quindi, è una donna che fa della sua vita un’armonia di dono in ogni suo aspetto, dando a tutto un’unica direzione, la riparazione mariana: «Riparare: ricucire, come nell’arte laboratoriale di Maria Inglese, i lembi dell’umanità strappati, reintegrare l’uomo strappato da se stesso, dimentico di sé», recuperare la bellezza dell’immagine di Dio, con cui fu creato.

        b) Sempre immersa con Maria nella preghiera riparatrice
        Dietro l’abile artigiana, spunta la fervente paladina della preghiera, per cui si scopre animatrice e leader carismatica, cercando ovunque e sempre più lontano fedeli e devoti con cui condividere l’amore della Vergine Madre, prima contemplata come Madonna delle Grazie insieme alla Pia Unione delle Figlie di Maria, poi Addolorata con i terziari Servi di Maria. L’idea della Pia Opera Riparatrice viene affermata e diffusa da Maria Inglese prima in questi ambienti più vicini e poi più lontano, fino a che la Provvidenza, nella mediazione di mons. Tommaso Boggiani, vescovo della diocesi di Adria, le fa incontrare le Serve di Maria di Adria, fondate da Madre M. Elisa Andreoli. Le memorie autobiografiche di suor Maria Dolores hanno sovente il tono e l’indole della preghiera. La sua anima orante traspare dalle pagine dell’Autobiografia: «O Maria, Madre dolce e cara, non vogliate rivolgere altrove il materno vostro sguardo, perché siamo figli ingrati. Ricordatevi che siete venuta al mondo non per i giusti, ma per i peccatori, abbiate dunque di noi pietà». E ancora: «Avrei voluto valicare i monti, attraversare i mari. Avrei voluto fare il portavoce a tutti i popoli della terra. Dir loro i desideri della Santissima Vergine». È evidente in lei l’anelito e l’orizzonte missionario della preghiera! Nello sguardo della Vergine Addolorata, che “muove gli occhi” nella chiesa di san Michele in Rovigo il 1° maggio 1895, Maria Inglese coglie la cura materna della Vergine, che risveglia la consapevolezza di sé e invita a prendere coscienza della storia e dei suoi mali. Per lei, dunque, la preghiera riparatrice è la più alta forma di partecipazione al dolore del mondo, ai dolori di cui gli uomini sono insieme paradossalmente autori e vittime, artefici e succubi. Molti, tra quanti conobbero suor Dolores, solevano dire: «Era un piacere vederla pregare!».

        c) Apostola alla luce di Maria
        Alcuni dei suoi scritti sono editi, altri inediti, tutti sono utili per comprendere la vita e la spiritualità della venerabile. Sono costituiti da: opuscoli e pagelline (tra questi Quanto è buona Maria, edito a Roma dal 1899 al 1928); articoli su stampa periodica (1900-1928; ricordiamo che lei fonda nel 1916 la Paginetta della riparazione, oggi Riparazione mariana); l’Epistolario (1902-1928), interessante sia per il numero delle persone che abitano il mondo di Maria Inglese, sia per le notizie di cui è ricco; l’Autobiografia (1912-1923), emblematico l’inizio: «Quanto è buona Maria Santissima», e i Pensieri spirituali (1916-1925), brevi frasi scritte sul retro di immaginette sacre per la ricorrenza della vestizione o professione delle consorelle. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che fu vicaria generale delle Serve di Maria Riparatrici. Suor Maria Dolores non si muove personalmente da Rovigo, ma è prodiga di consigli per le Serve di Maria Riparatrici “d’oltre mare”. Scrisse, inoltre, alle Figlie di Maria, la Pia Unione di cui era presidente, a persone con responsabilità ecclesiastiche e religiose, certa che era la Madonna a volerlo. Persona umile, si lasciava guidare, sottoponeva ispirazioni e sogni al suo confessore e direttore spirituale, mons. Ernesto Vallini. Al cuore della sua operosità, dei suoi scritti e delle sue parole, c’è la convinzione più semplice e vera: «Gesù vuole tutti salvi», in ogni luogo e in ogni tempo, in ogni circostanza e in ogni frangente della vita. Con gli scritti raggiunge migliaia di persone, vuole avvicinare e mostrare a tutti l’umanità di Maria, partecipe delle vicende anche dolorose delle donne e degli uomini, proclamare che Maria è «buona della bontà di Dio». Da abile comunicatrice lo fa con un linguaggio semplice e diretto. Attraverso di lei la Vergine diventa presenza familiare, che si pone accanto all’umanità che soffre. Maria Inglese, ancor da laica, pone a tutti delle provocazioni: come viviamo il nostro quotidiano lavoro, oggi così complesso, a volte intrigante e fonte di tanto stress? Come possiamo evangelizzare questo ambito, che comunque esprime la dignità dell’uomo? E come guardiamo a coloro che non ce l’hanno e che per questo soffrono? E ancora: la nostra preghiera, anche quella mariana, di riparazione, che spessore ha? Cerchiamo il nostro gusto, o preghiamo con una dimensione missionaria, che abbraccia il mondo intero, con i suoi conflitti e le sue intese più o meno limpide, con le sue ansie e le sue speranze? Sono scontate le intenzioni? Non potremmo esprimerle per renderci più consapevoli, e quindi vivere un ringraziamento al Padre provvidente e un’intercessione fiduciosa, per queste situazioni, anche della Vergine Madre?

Bibliografia
SARTORI T., Suor Maria Dolores Inglese (1866-1928), Curia Generalizia OSM, Piazza San Marcello 5, Roma; COMPARINI M. G., Lo zelo apostolico di una laica affascinata da Maria, in Riparazione Mariana, n. 2 del 2018, pp. 25-27; AGASSO D., Maria Dolores. Il fascino dell'inattuale, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004; Concezioniste Francescane di Guadalajara, La serva di Dio Maria Dolores, Velar, Bergamo 2018;  BRANCHESI P. M., Maria Dolores Inglese: dalla contemplazione all’apostolato, in Riparazione mariana 64 (1979), n. 2, pp. 20ss;  ROSCHINI G. M., “Con Maria e per Maria”. Cenni biografici della Serva di Dio suor M. Dolores Inglese delle Serve di Maria “Riparatrici”, Roma 1955; FASOLI M. G., Maria Dolores. Nel segreto di un nome, Centro mariano «Beata Vergine Addolorata», Rovigo 2005; FABBRI M. R., Maria Dolores Inglese: gli scritti, in PEDICO M. M., (a cura di), Maria presso la croce. Volto misericordioso di Dio per il nostro tempo. 3° Convegno mariano delle Serve di Maria Riparatrici, Rovigo, 12-15 settembre 1995, «Beata Vergine Addolorata», Rovigo 1996, pp. 320-329.

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