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COLOMBO CRISTOFORO



Navigatore ed esploratore italiano

1. Cenni biografici e attività
Cristoforo Colombo nacque a Genova il 3 agosto 1451, dal tessitore di lana Domenico e da Susanna Fontanarossa. Per diversi anni, Cristoforo seguì le orme del padre, per dedicarsi poi alla sua vera passione che era la navigazione. Colombo fu impiegato presso numerose compagnie commerciali, navigò su molte navi, percorrendo l’emisfero dall’Africa al nord Europa, interessandosi soprattutto ai confini del mondo conosciuto. Per un breve periodo visse insieme a suo fratello Bartolomeo, che esercitava il mestiere di cartografo, dal quale imparò la lettura e il disegno delle carte ed approfondì la conoscenza di molti geografi, convincendosi della teoria che il mondo, contrariamente a come si credeva a quei tempi, è tondo e non piatto e programmò il suo progetto di raggiungere le Indie.
        a) La prima spedizione
        Per poter realizzare i suoi progetti di navigazione ed esplorazione del mondo, Colombo si rivolse per anni senza successo ai sovrani di diverse nazioni, chiedendo un aiuto finanziario. Solo nel 1492 i sovrani di Spagna, Ferdinando e Isabella, fornirono a Colombo il necessario aiuto per partire e, cioè, le tre famose caravelle La Nina, La Pinta e La Santa Maria, più un equipaggio tutto spagnolo. Così, finalmente, il 3 agosto 1492, Colombo salpò da Palos in Spagna e dopo una breve sosta alle Canarie, il 12 ottobre 1492 giunse a Guanahani, chiamandola San Salvador e se ne  impossessò in nome dei sovrani di Spagna. Questa è anche la data ufficiale della scoperta delle Americhe, anche se Colombo era, invece, convinto di essere sull’arcipelago Giapponese. Poco tempo dopo, scoprì anche l’isola di Spagna e la moderna Haiti, che chiamò Hispaniola.
        b) La seconda spedizione
        Tornato in Spagna, dopo il successo della prima spedizione, Colombo fu colmato di onori e ricchezze dai sovrani, che organizzarono subito una seconda spedizione. Nel corso di questa seconda spedizione, voluta non soltanto per scoprire nuove terre, ma anche per diffondere il Cristianesimo, coltivare nuove terre, portare in Spagna le ricchezze e affermare la sovranità spagnola, Colombo scoprì Santiago,  l'attuale Jamaica, e la costa meridionale di Cuba.  
        c)  La terza e quarta spedizione
        In una terza spedizione Colombo scoprì Trinidad vicino alle coste del Venezuela. Intanto i sovrani di Spagna, per riaffermare il loro dominio sulle nuove terre, inviarono Francisco De Bobadilla come loro emissario, non tanto perché ritenevano che Colombo non fosse in grado di gestire la situazione, ma perché egli difendeva gli indigeni contro i soprusi degli spagnoli. L’emissario, perciò, lo fece arrestare e rispedire in Spagna. Due anni dopo Colombo riuscì ad intraprendere una nuova ed ultima spedizione, che fu stroncata però da un violento uragano che distrusse 4 navi e decimò l’equipaggio. 
        d) Cristoforo Colombo morì il 20 maggio 1506 a Valladolid, senza essersi reso pienamente conto di aver scoperto in realtà l’America.

2. La devozione a Maria di Cristoforo Colombo
La pietà di Cristoforo Colombo verso la Vergine emerge dai documenti dell'archivio di Siviglia e dai dati biografici, da cui appare tra l'altro che dieci isole scoperte ebbero un nome ispirato a Maria. Non vi è perciò alcun dubbio sull'amorevole relazione dell'ammiraglio con la Beata Vergine Maria, di cui si riteneva suo devoto servitore. La sua venerazione della Madre del Redentore era chiaramente un simbolo della sua fede e una fonte principale dell'opera di scoperta della sua vita. Inoltre Colombo fu anche un convinto sostenitore della dottrina, allora caldamente contestata, dell'Immacolata Concezione di Maria.
        a) La "Santa Maria", la prima delle tre caravelle
        All'inizio della sua grande avventura confermò la sua devozione a Maria dando il suo nome alla caravella ammiraglia, la Santa María. I marinai spagnoli di quell'epoca si riferivano spesso alle loro navi con due designazioni: una formale e dignitosa; l'altra informale e popolare. Insolitamente, proprio il soprannome informale, veniva usato in modo più popolare rispetto al nome ufficiale, spesso religioso, della nave. La Niña ("Ragazza") deriva il suo nome familiare dal suo maestro, Juan Niño. Formalmente battezzata Santa Clara, la caravella era quasi sempre elencata dal suo soprannome popolare. La Pinta ("Il dipinto") molto probabilmente portava il nome di un santo, ma fu usato così di rado che nessun documento esistente lo elenca. La terza e più grande nave di Colombo fu costruita in Galizia e fu chiamata La Gallega. I membri dell'equipaggio notarono la sua tendenza a barcollare e la soprannominarono la nave Marigalanta ("Frivolous Mary"). Nel maggio del 1492 fu noleggiata da Juan de la Cosa di Santona. Colombo volle soprannominarla Santa Maria, in omaggio alla Vergine. Mentre la Niña e la Pinta navigavano allegramente e spensieratamente, non così l'ammiraglia di Colombo. Ogni giorno, infatti, al calar della notte, l'ammiraglio radunava il suo equipaggio per cantare la Salve Regina e salutare così la loro Protettrice, dimostrando con forza che la sua devozione a Maria era vitale e vigorosa.
        b) Nomi mariani alle terre scoperte
        Colombo ha chiamato la sua prima scoperta nel Nuovo Mondo San Salvador in onore del Salvatore. Successivamente ha espresso la sua devozione all'Immacolata Concezione nominando un'isola Santa Maria de la Concepción. Solo dopo, nominò altre terre con i nomi dei suoi sovrani o del suo paese: Ferdinandina per il re, Isabella per la regina, Juana per il principe ereditario e Española per la Spagna. I geografi identificano queste prime scoperte con Watling's Island, Rum Cay, Long Island, Cuba, Crooked Island e Haiti. Sfortunatamente, i nomi di significato religioso e patriottico furono secolarizzati. Durante i successivi viaggi Colombo definì un arcipelago ad est di Cuba "Mare di Nostra Signora" e un'isola insolitamente circolare di Santa María Rotunda. Nessuno di questi nomi è stato però conservato nelle mappe moderne. E i geografi non sono riusciti a identificare la terra che ha battezzato La Concepcíon nell'agosto 1498.
        c) Le tempeste e gli uragani e i voti a Maria
       Nei suoi viaggi, Colombo dovette affrontare difficoltà sempre crescenti che mettevano alla prova non solo il suo, ma il coraggio di tutti i membri dell'equipaggio. Il cibo era scarso e le forniture diminuivano rapidamente ma furono soprattutto gli uragani che colpirono senza pietà le caravelle. Il primo causò l'affondamento della stessa Santa María il 25 dicembre 1492, dopo essersi arenata. Un nuovo terribile uragano colpì le imbarcazioni qualche mese dopo, il 14 febbraio 1493. Colombo convocò l'equipaggio ed esortò tutti a implorare l'aiuto di Dio. Tutti i membri dell'equipaggio, emisero anche il voto solenne di recarsi in pellegrinaggio ad un santuario mariano. Il primo santuario scelto fu quello di Santa Maria di Guadalupe, nel sud della Spagna; il secondo celebre santuario fu quello di Santa María di Loreto, vicino ad Ancona, in Italia. Inoltre, per concludere questo intenso periodo di intercessione orante, Cristoforo Colombo promise anche che non solo lui ma che l'intero equipaggio, sarebbero andati in visita riconoscente alla prima chiesa della Vergine Maria che avrebbero incontrato una volta raggiunta la terra. Alcuni giorni dopo, venti ululanti ricolpirono le mavi, spaccando le loro vele e minacciando di strapparle dagli alberi. L'equipaggio continuò a confidare nell'aiuto di Maria, promettendo un altro pellegrinaggio verso il santuario di Santa María de la Cinta a Huelva, il porto da cui erano partiti per il loro viaggio storico e rivoluzionario. Atterrando, finalmente alle Azzorre il 17 o 18 febbraio 1493, si recarono tutti in processione, camminando a piedi nudi e guidati da Colombo,  in una piccola cappella dedicata alla Vergine Maria. La messa fu celebrata per loro da un sacerdote locale e per gran parte della giornata Colombo rimase nella cappella in preghiera davanti all'immagine della Vergine che li aveva salvati. Quando finalmente raggiunsero la Spagna, Colombo fu fedele ai suoi voti. Viaggiando a sud da Barcellona a Siviglia, attraversò il monastero e raggiunse il santuario di Santa María di Guadalupe sul pendio della Sierra de Estremadura e poi, sempre in omaggio alla Vergine, nel suo secondo viaggio chiamò un'isola Guadipea perché le sue montagne assomigliavano proprio a quelle dietro Santa María di Guadalupe.
        d) Dedicazione a Maria
       Per tutto la vita, Cristoforo Colombo promosse attivamente l'onore di Maria e la sua venerazione. Nel 1498 eseguì un documento formale per la disposizione della sua proprietà e le entrate future. Uno dei maggiori lasciti fu fatto per l'istituzione di una chiesa su Española che si chiamasse Santa María de la Concepcion. Sette anni dopo stipulò nella sua ultima volontà e testamento il sito specifico per la chiesa proposta. Purtroppo, il monumento a Maria non fu mai eretto. I sovrani spagnoli non riuscirono a onorare il contratto con Colombo e la sua tenuta non aveva fondi sufficienti per concretizzare i suoi desideri.
        e) Un cuore mariano e francescano
        Negli ultimi anni, la dedizione di Colombo a Maria fu messa in evidenza in modo ancora più aperto. Dal 1480 Cristoforo Colombo intrattenne stretti rapporti con i francescani, che erano intervenuti con successo per lui a corte e avevano convinto Isabella a sponsorizzare il suo primo viaggio. Questi suoi legami erano così stretti e genuini che essi influenzarono la sua devozione a Maria e soprattutto alla sua Immacolata Concezione. Nel XV secolo gli oppositori teologici del mistero dell'Immacolata Concezione erano vari ed i francescani, che già dal 1263 celebravano la festa dell'Immacolata Concezione, furono invece i primi e ardenti sostenitori di questa verità. Colombo si sentiva francescano nello spirito, nella sua venerazione della Vergine Maria, nella sua fede nel suo Immacolata Concezione.

Bibliografia
BENGOECHEA I., La Virgen Maria en la vida y la obra de Cristóbal Colón, in Acta congressus mariologici-mariani internationalis Romae anno 1975  celebrati, PAMI, Roma 1979-1981, vol V, pp. 385-429; SAMAHA J., Christopher Columbus, Marian Devotion of, in All About Mary, International Marian Research Institute, Dayton, Ohio; SELVAGGI F., La traversata di Cristoforo Colombo, Libreria Geografica, Roma 2018;  TAVIANI P. E., Cristoforo Colombo, Famiglia Cristiana, Alba 2003; FELD F., Con Cristoforo Colombo verso il Nuovo mondo, Mursia, Milano 1985; COLOMBO C., Diario di bordo, Mursia, Milano 2006; DINI S., Cristoforo Colombo. La realtà e l'enigma, Mursia, Milano 1992; GIUSTI E. L., La religiosità di Cristoforo Colombo tra realtà storica e rappresentazione, in Italica 69 (1992), n. 3, pp. 394-409;  ICARDI F., Cristoforo Colombo «natural de Saona». Le origini savonesi secondo i testi manoscritti coevi e le testimonianze di chi lo conobbe di persona, Europa Edizioni, Roma 2017.






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