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MADRE SPERANZA DI GESÚ



Alhama Valera, fondatrice delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso e del Santuario di Collevalenza, beatificata il 31 maggio 2014.

1. Cenni biografici, opere e beatificazione
- 1893: il 30 settembre Alhama Valera nasce a Santomera, nella provincia spagnola di Murcia,  prima di nove figli del bracciante agricolo José Antonio e di María del Carmen. Data l'estrema povertà della famiglia, che vive in una baracca, la piccola viene affidata a don Manuel Aliaga, parroco di Santomera, che vive insieme alle sue due sorelle e rimase con loro fino all'età di 21 anni;
- 1914: parte per farsi religiosa. Dopo una breve esperienza in un istituto di suore addette agli ammalati, su consiglio del vescovo di Murcia, entra tra le Figlie del Calvario, un Istituto di semiclausura.
- 1916: Il 15 agosto fa la sua professione religiosa e assume il nome di suor Speranza di Gesù Agonizzante;
- 1920: a partire da quest'anno, suor Speranza collabora con il domenicano padre Juan González Arintero a diffondere la devozione a Gesù Misericordioso, una missione iniziata quando aveva dodici anni, in seguito ad una visione di santa Teresa del Bambino Gesù, che l’esortava a diffondere nel mondo questa devozione;
- 1921: data la scarsità di vocazioni, viene decisa la fusione delle Figlie del Calvario con le religiose dell’Immacolata o Missionarie Claretiane, fondate nel 1855 da sant’Antonio Maria Claret. Il 19 novembre suor Speranza di Gesù emette i voti perpetui. In questa Congregazione, svolge le mansioni di sacrestana, portinaia, economa, assistente delle bambine. In questi anni si approfondiscono ed ampliano le sue particolari esperienze mistiche, che attirano l’attenzione delle consorelle e di personalità spagnole ed estere. Per questa ragione, viene affidata alla guida dei più noti direttori spirituali dell’epoca.
- 1922: Trasferita nella casa di Vicalvaro-Madrid, suor Speranza comincia ad avere problemi di salute ed è più volte in punto di morte. Per poter svolgere, senza restrizioni, la sua missione verso i poveri, con l’aiuto di alcuni benefattori, apre il collegio di “Nuestra Señora de la Esperanza” a Madrid in Calle del Pinar;
- 1930: alla fine dell'anno, consigliata dal suo direttore spirituale, lascia le Missionarie Claretiane e dà vita a una nuova congregazione. Nel mese di dicembre, nella povertà più assoluta, ha inizio in forma privata la fondazione delle suore Ancelle dell’Amore Misericordioso;
- 1931: Madre Speranza di Gesù, apre il primo collegio a Madrid, a cui, con ritmo impressionante, seguono altre case in diverse regioni della Spagna. Lei e le compagne, che nel frattempo si erano aggiunte, annunciano l’Amore Misericordioso attraverso la carità, dedicandosi anche all’assistenza domiciliare dei molti poveri e all’accoglienza di anziani e disabili;
- 1935: il 6 gennaio le Ancelle divengono una congregazione di diritto diocesano, con decreto del vescovo di Vitoria;
- 1936: nel mese di maggio Madre Speranza si reca a Roma insieme a una insigne benefattrice ed apre una casa, presa in affitto, in via Casilina 222, una zona delle più povere della capitale italiana:
- 1936 - 1941: mentre in Spagna infuria la guerra civile, anche Madre Speranza vive una sorta di martirio incruento. La sua congregazione trova infatti l’opposizione di vescovi e sacerdoti spagnoli, opposizione che si estende anche fra le stesse suore, alcune delle quali giungono ad accusarla e calunniarla, invocando la sua rimozione da superiora generale;
- 1940: a partire dal 6 agosto, per tre anni, Madre Speranza viene interrogata dal Sant’Uffizio per rispondere sull’ortodossia della dottrina dell’Amore Misericordioso, sulla sua condotta e sulla veridicità e natura dei particolari fenomeni a lei attribuiti;
- 1941: il 10 aprile il Sant’Uffizio accoglie la congregazione sotto la sua diretta protezione, lasciando a Madre Speranza il titolo di superiora generale e la possibilità di formare le suore, mentre alla Vicaria Generale, viene affidato il governo dell’Istituzione. Madre Speranza accoglie il provvedimento con spirito di sottomissione e ubbidienza, esortando le sue figlie a fare altrettanto;
- 1951: Il 15 agosto Madre Speranza fonda la congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso: il loro indirizzo specifico doveva essere quello di sostenere i sacerdoti del clero secolare in spirito di comunione. Tre giorni dopo, il 18 agosto, Madre Speranza si trasferisce a Collevalenza, in provincia di Perugia e diocesi di Orvieto-Todi. A Collevalenza, fa costruire un santuario dedicato all’Amore Misericordioso, come segno tangibile della sua più profonda intuizione spirituale: Dio non è «un giudice severo ma un Padre pieno di amore e di misericordia che non tiene in conto le debolezze dei suoi figli, le dimentica e le perdona». Lì Madre Speranza accoglie e riceve più di cento persone al giorno, ascoltandole una alla volta, consolandole e invitandole ad amare il «buon Gesù»;
- 1952:  nel Capitolo Generale, Madre Speranza viene nuovamente eletta superiora generale e tale rimane per diversi anni;
- 1976: viene nominata Madre generale “ad honorem”. Libera da responsabilità e scagionata dalle accuse, intensifica la diffusione del messaggio dell’Amore Misericordioso. Avvia un laboratorio di cucito per aiutare con i proventi i bisognosi e per accogliere gratuitamente molti bambini poveri, apre una nuova mensa, dove giunge ad accogliere oltre mille persone al giorno;
- 1981: il 22 novembre Madre Speranza incontra san Giovanni Paolo II, che si era recato a visitare il santuario di Collevalenza, il primo viaggio dopo l’attentato del 13 maggio precedente;
- 1983: l'8 febbraio muore a Todi;
- 1988:
il 24 aprile viene aperto il processo diocesano per la canonizzazione, nella diocesi di Orvieto-Todi che si conclude l’11 febbraio 1990;
- 2002: l’11 gennaio i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, si esprimono all’unanimità sulle virtù eroiche di Madre Speranza, parere confermato, il 5 marzo, dal Congresso dei cardinali e dei vescovi membri della stessa Congregazione. Il 23 aprile, san Giovanni Paolo II autorizza la promulgazione del decreto che dichiara Venerabile Madre Speranza;
- 2013: il 5 luglio viene riconosciuta la miracolosa guarigione di Francesco Maria Fossa, un bambino affetto da una intolleranza alimentare multipla alle proteine, a cui era stata fatta bere l’acqua del Santuario dell’Amore Misericordioso;
- 2014: il 31 maggio, Madre Speranza viene beatificata a Collevalenza col rito presieduto dal cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica della Beata Speranza di Gesù è stata fissata all’8 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo. I suoi resti mortali sono venerati nella cripta del Santuario dell’Amore Misericordioso.

2. Madre Speranza e Maria
Madre Speranza non ha scritto molte pagine sulla Madonna ma le poche cose che ha scritto hanno un grande peso. Ripeteva convinta “La persona che ama la Vergine santissima non deve aver timore di nessuna cosa. Fra tutte le cose belle di cui è possibile godere qui sulla terra, la più grande è quella di vivere uniti a Maria; Essa ci prepara per la felicità suprema che consiste in vivere in Dio”. Sorprende questa affermazione della Madre, espressa quando nella sua vita già aveva fatto esperienza di cose molto belle e straordinarie: estasi, esperienze mistiche della Passione di Gesù,bilocazioni, ecc.; “fra tutte… la più grande è vivere uniti a Maria…”. D’altra parte in molti santi è presente il concetto che “nessuno si salva se non per mezzo di Maria”. Madre Speranza, nei suoi scritti, sottolinea due atteggiamenti della Madonna: Abbandono e disponibilità a Dio; Attenzione e premura per gli altri Questi due atteggiamenti aprono le porte a quel Dio “ricco di misericordia” e Gli consentono di elargire l’abbondanza di quella Sua Grazia che già Lui stesso vuol donare agli uomini dei quali “cerca la felicità con tutti i mezzi”. È più che certo che anche per la Madre Gesù è l’unico Mediatore e che non manchi proprio nulla alla mediazione di Gesù. Ma sembra significativo che la Madre, quando parla della Madonna, la presenti sempre abbinando il duplice concetto di Mediatrice e di Modello. La Madonna è la creatura che ha creato in sé le condizioni ideali per le quali la misericordia di Dio può liberamente operare ed essere accolta. Madre Speranza vede che tutte le grazie passano per la Madonna perché essa è la creatura che ha saputo spalancare le porte della sua anima al Signore; per questo la ripropone come modello e lo ripropone come conseguenza naturale del carisma e della dottrina dell’Amore Misericordioso. 

3. Maria, Mediatrice di grazia e nostro modello.
«Chi ama la SS. Vergine non deve mai temere, perché lei è tutto e si incarica di arricchire le nostre offerte prima di consegnarle a Gesù». Ricordiamo che non si può possedere Gesù se non per mezzo di Maria. La più grande felicità che si può provare sulla terra e assaporare come anticipo del cielo, è vivere uniti a Maria. Questa felicità è immensa e ci prepara alla suprema felicità di vivere uniti a Gesù; infatti il mezzo più efficace per purificarci e consolidare la nostra unione con l’Amore Misericordioso, è Maria. La Madre era convinta che quando andiamo a Gesù per Maria, è doppia la gioia e più pieno il possesso di Lui. Egli sapeva molto bene che per camminare sulla via del dolore e del sacrificio avevamo bisogno dell’affetto di una Madre. Infatti quando c’è la mamma non esistono pene insopportabili, perché il loro peso non ricade tutto e solo su di noi: lei ci è sempre accanto a sostenere il peso maggiore. Gesù, che ben conosce le necessità del cuore umano, ci ha donato Sua Madre, avendo prima sperimentato Egli stesso sulla croce l’eroismo di una Madre così buona, la sua fedeltà, il suo amore, la sua incoraggiante compagnia. «Gesù aveva presente anche la grande necessità che abbiamo di essere sostenuti e aiutati da una Madre. Ricorriamo perciò a Maria con affetto e fiducia filiale, ricordando che Gesù, donandoci come Madre la Vergine purissima, ha arricchito il suo cuore di misericordia materna, perché avesse compassione delle pene dei suoi figli». Alla Vergine ripeteva: «Tu, Madre mia, che con tanta delicatezza e premurati sei presa cura del buon Gesù, educami e aiutami nel compimento del mio dovere, conducendomi per i sentieri dei comandamenti. Dì per me a Gesù: "Ricevi questo figlio, te lo raccomando con tutta l’insistenza del mio cuore materno"». Madre Speranza precisava che è certo che la SS. Vergine è subordinata alla mediazione di Gesù, nel senso che Lei non può meritare od ottenere grazie se non per mezzo del suo Figlio divino. Pertanto la mediazione della SS. Vergine serve a rendere migliore e più efficace il valore e la fecondità della mediazione di Gesù. Affermava: «Se veramente desideriamo camminare nella perfezione, amiamo e invochiamo Maria Mediatrice. Se desideriamo essere devoti di una Madre così dolce, dobbiamo affidarci interamente a Gesù, a Dio, per mezzo di Maria». Il modello che noi dobbiamo seguire nella nostra vita, dopo il Gesù, deve essere la nostra amatissima Madre, Maria Mediatrice. Maria è una creatura come noi, ma con una profonda umiltà. Ella non desidera che essere sempre la serva del Signore, come manifestò con il "Magnificat" nel momento stesso in cui fu proclamata Madre di Dio. É stata la creatura che più ardentemente ha amato il buon Gesù, che con maggiore generosità ha accettato le prove di una lunga vita di sacrificio, povertà e privazioni, e la dolorosa immolazione del suo Figlio divino sul Calvario. Affermava la Madre: «Maria Mediatrice è il modello più facile da imitare. Si santificò nella vita comune, sempre nascosta sia nel momento della gloria come della tristezza, dell’esaltazione come della più dolorosa umiliazione. Per questo noi dobbiamo sforzarci di imitare la Madre del buon Gesù e Madre nostra, preferendo sempre invocarla come Mediatrice. In tutte le nostre sofferenze e nei pericoli, invochiamo questa eccelsa Madre, sicuri che è il canale per il quale ci giungono le grazie del buon Gesù». Ella si fa intermediaria tra suo Figlio e le anime che lo invocano, con i suoi meriti passati e le sue presenti suppliche. Maria Mediatrice, Madre dell’umanità, intercede e prega anche per coloro che non la invocano e per quelli che la ingiuriano. La conclusione logica di tutto questo è: «Chiediamo al buon Gesù che ci conceda la grazia di non dimenticare mai la sua SS. Madre. Pieni di fiducia, supplichiamo Lei, Madre misericordiosa, di aiutarci a camminare nella via dello spirito e di intercedere come Mediatrice affinché il suo divin Figlio allontani da noi la sua giustizia e, considerando la nostra debolezza, continui a guardarci sempre con amore e compassione». Affermava la Madre: «Se qualcuno ha avuto la disgrazia di offendere Gesù, non esiti un istante, corra da Lui per chiedergli perdono perché egli l’accolga come Padre buono poiché Egli l’attende con grande trepidazione e tenerezza. Allora vedrete come l’Amore Misericordioso vi stringerà a sé con l’infinita dolcezza del suo cuore e vi meraviglierete di costatare che Egli stesso vi ha attirato a sé proprio quando lo credevate adirato e pronto, con la spada in mano, a vendicarsi delle offese ricevute». Ma questa sua immensa bontà non si ferma qui. Egli promette a questa anima di spalancarle le porte del cielo se d’ora in poi si comporterà santamente e amerà con affetto filiale la Santissima Madre, nella quale, dopo Gesù, si deve riporre tutta la fiducia. Gesù ci chiede di essere non anime comuni, ma sante; che con il buon esempio contribuiamo alla santificazione dei fratelli e che il nostro distintivo sia un cuore materno arricchito delle suddette virtù. Ricordiamo che non si può possedere Gesù se non per mezzo di Maria. «La più grande felicità che si può provare sulla terra e assaporare come anticipo del cielo, è vivere uniti a Maria. Questa felicità è immensa e ci prepara alla suprema felicità di vivere uniti a Gesù; infatti il mezzo più efficace per purificarci e consolidare la nostra unione con l’Amore Misericordioso, è Maria. Io credo che quando andiamo a Gesù per Maria, è doppia la gioia e più pieno il possesso di lui. Man mano che l’anima progredisce nella conoscenza e nell’amore di Gesù, la sua vita si semplifica ed anche la sua contemplazione che diventa via via più semplice, più elevata, più perfetta, dal momento che l’unico suo oggetto è Dio, la sua bontà, la sua misericordia e la sua carità verso chi lo ha offeso». Ed ancora scrive la Madre: «Quest’anima arriva a sentirsi rivestita della bontà, dell’amore e della misericordia di Gesù; le sembra di essere un abisso senza fondo, capace di assumere e annientare tutte le malvagità dei fratelli. Ed è veramente così, perché l’anima si eleva verso Gesù implorando il perdono e la misericordia per i poveri peccatori ed Egli non glielo può negare; anzi, al contrario, si compiace di concederle quanto gli chiede in loro favore. E se questa anima ricorre alla SS. Vergine con affetto filiale e riponendo in lei, dopo Gesù, tutta la sua fiducia, può in ogni momento rivolgersi a questa Madre per invocarne la protezione sui fratelli con la sicurezza che essi saranno aiutati dalla misericordia di Gesù».

Bibliografia
MACCA V., P., Maria Madre e Mediatrice di misericordia nell’esperienza e nell’insegnamento di Madre Speranza, Edizioni Amore Misericordioso, Collevalenza 1988; GIALLETTI ME., Maria mediatrice di grazia, in L'Amore misericordioso, LX (2019), maggio 2019; IDEM, Vivere uniti a Maria, in L'Amore Misericordioso, LIX (2918), maggio 2018; ZAVALA J. M., Madre Speranza, Piemme, Milano 2017; SPEZIALE V., Madre speranza. La redenzione non è ancora finita, Edizioni Segno, Tavagnacco 2014; ROSSI G., Madre Speranza Alhama Valera. La vita, le opere e la beatificazione, Tau Editrice, Todi 2014; SALVOLDI V., Madre Speranza. Un nome che viene dall'alto, Elledici, Leumann 2011; IDEM, Semi di misericordia. Madre Speranza e Papa Francesco, Messaggero, Padova 2014; TASCINI G. - STORACE G., Madre Speranza. Una vita straordinaria, Edizioni Palumbi, Teramo 2016; VALLI A., Gesù mi ha detto. Madre Speranza testimone dell'amore misericordioso, Ancora. Milano 2012;  ZAVALA J. M., Madre Speranza. I miracoli dell'anima gemella di P. Pio, Piemme, Milano 2017.






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