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 Myriam nelle opere di Geza Vermès (1924s)
Giudaismo

Dal libro di Mario Masini, Maria di Nazaret nel conflitto delle interpretazioni, Edizioni Messaggero, Padova 2005, pp. 216-219.



Ungherese di nascita, Geza Vermès è un ebreo che ha studiato all'università di Budapest e in quella cattolica di Lovanio e si è specializzato, mediante un impegno venticinquennale, nella letteratura del rabbinismo e dei tempi intertestamentari, come pure dei manoscritti ebraici del Mar Morto, scoperti a Qumran33. Egli ha utilizzato le conoscenze cosi acquisite anche al fine di ricostruire il Sitz im Leben storico, culturale e religioso in cui si colloca Gesù. Avendo come fondamento questo retroterra, il Vermès propone la propria raffigurazione di Gesù, alla quale ha dedicato una trilogia34. Nel libro Gesù l'ebreo35 il Vermès presenta una raffigurazione di Gesù che mira a correggere la distorsione conseguente alla mitizzazione fattane sia dal cristianesimo che lo ha divinizzato sia del giudaismo che ne ha fatto un apostata. Nel volume La religione di Gesù l'ebreo36 il Vermès mostra che Gesù «è vissuto, si è mosso e ha avuto esistenza all'interno dell'ebraismo», del quale avrebbe assunto, afferma — senza sostanziali cambiamenti (?!) — la dottrina su Dio come Padre e come Re, sulla legge mosaica in generale e persino su quella del sabato37. La trilogia si è completata con il volume I volti di Gesù38 in cui il Vermès cerca di scoprire l'autentica fisionomia di Gesù, nascosta sotto la tradizione della letteratura cristiana, cosi da spiegare in qual modo l'oscura figura di un profeta palestinese possa essere stata trasformata in quella del Salvatore celeste del cristianesimo.
Il Vermès non propone una riflessione specifica su Myriam, e tuttavia il discorso su di lei si presenta due volte, e su punti di fondamentale importanza. Anzitutto in riferimento alla nascita di Gesù dalla vergine Myriam: questo argomento presenta ai pensatori ebrei e al Vermès grave difficoltà, in  quanto essi ritengono che le fonti giudeo-cristiane cui si rifanno Mt capitoli 1-2 e Lc capitoli 1-2, siano state utilizzate dagli evangelisti facendole volgere a prova della messianità di Gesù e della sua appartenenza alla discendenza regale di Davide. Da parte sua, l'ambiente cristiano legato alla cultura pagana intese tali racconti evangelici come dimostrazione della natura divina di Gesù, nato prodigiosamente da una vergine. Il Vermès annota che questo tema è sviluppato da Matteo e da Luca, i cui Vangeli si collocano, quanto alla successione cronologica della composizione, nell'epoca intermedia tra il Vangelo più antico e quello meno antico: di fatto, questo tema è ignorato da quello di datazione più antica — Marco — e da quello più recente — Giovanni —. Matteo e Luca concordano nel rifiutare a Giuseppe il ruolo generativo: Matteo simboleggiando nella «sorpresa» della gravidanza di Myriam la sua estraneità al fatto; Luca evidenziando la condizione verginale di Myriam. Il Vermès dà rilievo alla incompatibilità delle due affermazioni presenti nel racconto, il quale mira ad affermare contemporaneamente l'origine divina del bambino e la legittimità dell'appartenenza di Gesù alla discendenza davidica, esposta nell'albero genealogico di Matteo capitolo 1 e di Luca capitolo 3. Il Vermès accentua l'incompatibilità dei dati: se Gesù non è figlio di Giuseppe, non può appartenere alla stirpe davidica; se è figlio di Giuseppe, non è nato verginalmente da Myriam. Ciò nonostante la conclusione cui perviene il Vermès non è negativa; egli conclude infatti scrivendo: «Forse un nuovo esame di fatti può gettare nuova luce su questi problemi»39.
Il Vermès dedica specifica attenzione a quanto si rapporta alla verginità di Myriam. Egli richiama il significato che ha il termine "verginità" presente negli scritti rabbinici, ove essa è associata non all'assenza di esperienza sessuale, «ma all'incapacità di concepire: la vergine è una fanciulla non ancora arrivata alla pubertà», vergine è la donna non ancora pervenuta al tempo delle mestruazioni; in questo senso una giovanissima può essere nel contempo vergine e sposa. Secondo il Vermès, l'interrogativo che Myriam rivolge all'angelo Gabriele che le annuncia una imminente gravidanza («Come è possibile», Lc 1,34), può rientrare in quest'ottica e «venir parafrasato così: "Come può avvenire che io concepisca. se non sono ancora iniziate le mie mestruazioni? Potrei sposarmi, benché io non sia ancora pronta?"». Il Vermès completa la sua riflessione rilevando che alle parole di Myriam segue il parallelo, posto dallo stesso Gabriele, tra la verginità della non mestruata Myriam e la gravidanza in menopausa dell'anziana parente Elisabetta: lo scopo è di significare ciò che è possibile a Dio (Lc 1, 37). Il Vermès rileva, con pregevole obiettività, che gli antichi scrittori cristiani non si richiamano ai racconti anticostamentari di nascite come quelle di Isacco, Giacobbe e Samuele in cui si sommano l'apporto generativo del padre e un intervento divino straordinario (come nel caso del concepimento di Giovanni da parte di Elisabetta, Lc 1, 23-25). Da parte sua, il Vermès si arresta carico di interrogativi di fronte ad un mistero che supera quanto consentito alla sola intellettualità40.

NOTE
33 G. VERMÉS, Les manuscrits du désert de Juda, Desclée & Cie, Tornai 1953.
34 Alla presentazione e all'analisi critica della figura di Gesù quale risulta dalla trilogia del Vermès è dedicato l'articolo di W. B. TATUM, Jesus the Jew. An Analysis of Geza Vermes's Trilogy, in «Forum», 1 (1998), pp. 275-289.
35 G. VERMÉS, Gesù l'ebreo (Kyrios), Boria, Roma 2001; Id., Jesus and the Word of Judaism, SCM, London 1983.
36 G. VERMÉS, La religione di Gesù l'ebreo, Cittadella, Assisi 2002 (bibliografia e indici, pp. 270-297).
37 G. VERMÉS, La religione di Gesù l'ebreo, in G. Pirola (a cura di), Il Gesù storico. Il problema della modernità, Piemme, Casale M. 1988, pp. 20-33.
38 G. VERMÉS, I volti di Gesù, Bompiani. Milano 2000.
39 G. VERMÉS, Gesù l'ebreo, p. 250.
40 Ivi, pp. 257. 258.

 

Inserito Venerdi 4 Luglio 2014, alle ore 10:05:50 da latheotokos
 
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