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Rosario biblico con Paolo VI

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In preghiera con Maria, Madre di Gesù

RITI PENITENZIALI
In piedi

CANTO D’INIZIO

ACCLAMAZIONE DI LODE

P Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore nostro Gesù Cristo, che è nato dalla Vergine Maria, ha dato la vita per noi, ci ha lavato dai peccati nel suo sangue, ci ha rinnovati con il dono del suo Spirito.

T Sia benedetto il nostro Dio in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

MONIZIONE

L Fedele alle promesse, fedele al disegno del Padre, fedele nel tempo delle prove e della sofferenza, la Vergine Maria ci è sorella e madre nel cammino di fede.
Ella stella purissima mattinale, donna che ha patito il rifiuto del Figlio, ma che in Giovanni, ha saputo tutti accogliere come nuovi figli ed è diventata nel Cenacolo presenza di consolazione in attesa dello Spirito, soccorra il popolo che cade, ma che pur sempre anela a risorgere.
Forti della sua presenza materna anche nel momento della colpa possiamo. sperimentare il suo soccorso materno e la sua supplice intercessione. Sorella nel cammino di fede ci aiuti a dare la nostra adesione a Dio sempre, a cedere a lui anche quando da lui ci siamo allontanati.

PREGHIERA D’INTERCESSIONE

P Invochiamo Dio, nostro Padre, che nel cuore materno di Maria ci dà un segno della sua tenerezza verso i peccatori: Donaci, Signore, un cuore nuovo.

T Donaci, Signore, un cuore nuovo.

L Signore, fa' che la tua Chiesa, come Maria, volga il suo sguardo misericordioso verso tutti i tuoi figli e li presenti a te, perché siano salvi nel tuo amore.

Tu che hai mandato il tuo Figlio a sanare ogni genere di infermità, crea in noi un cuore nuovo, capace di vedere e di soccorrere il nostro fratello, che soffre e geme al margini della strada.

Tu che attendi ogni giorno il ritorno dei tuoi figli e prepari loro una grande festa, accendi in ogni uomo ferito dal peccato la nostalgia della tua casa.

Tu che riveli la tua potenza soprattutto nella misericordia, fa' che, riconciliati con te, diventiamo, come Maria, dispensatori di perdono e di pace.

P Dio di consolazione, tu non godi della morte del peccatore, ma vuoi che si converta e viva; accogli la preghiera che la Madre del tuo Figlio e Madre nostra innalza a te, perché non manchi nessuno dei tuoi figli, al banchetto gioioso della Pasqua eterna. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

CANTO PENITENZIALE

Intanto chi desidera si accosta personalmente al sacramento della penitenza

ORAZIONE

P Manda su di noi, Signore, il tuo Santo Spirito, cha ha santificato la Vergnie Madre, perché purifichi con la penitenza i nostri cuori e ci trasformi in sacrificio a te gradito: nella gioia di una vita nuova loderemo sempre il tuo nome santo e misericordioso.

T Amen.

ROSARIO MEDITATO
Seduti

INTRODUZIONE

L Dal prefazio della Messa “Maria Vergine Immagine e Madre della Chiesa (II)”
Nella tua bontà senza limiti hai offerto alla tua Chiesa in Maria di Nazaret uno specchio esemplare del culto a te gradito.
È lei la Vergine in ascolto, che accoglie lieta le tue parole e le medita incessantemente nel suo cuore.
È la Vergine orante, che esalta nel cantico di lode la tua misericordia, intercede sollecita in favore degli sposi, e si unisce con gli Apostoli in preghiera unanime.
È la Vergine feconda, che per la potenza dello Spirito genera il Figlio, e presso la croce è proclamata Madre del popolo della nuova alleanza.
È la Vergine offerente, che presenta nel tempio il Primogenito e presso l’albero della vita si associa al suo sacrificio.
È la Vergine vigilante, che attende senza esitare la vittoria del Cristo sulla morte e aspetta nella fede l’effusione dello Spirito.

1O MISTERO

L Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie lieta le tue parole e le medita incessantemente nel suo cuore.

CANTO

MEDITAZIONE

P Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede; e questa fu per lei premessa e via alla maternità divina, poiché, come intuì s. Agostino, “la beata Maria colui (Gesù) che partorì credendo, credendo concepì”. Infatti, ricevuta dall’angelo la risposta al suo dubbio (cf. Lc 1,34-37), “essa piena di fede e concependo il Cristo prima nella sua mente che nel suo grembo, “Ecco – disse – la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola” (Lc 1,38)”; fede, che fu per lei causa di beatitudine e certezza circa l’adempimento della promessa: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45); fede con la quale ella, protagonista e testimone singolare della incarnazione, ritornava sugli avvenimenti dell’infanzia di Cristo, raffrontandoli tra loro nell’intimo del suo cuore (cf. Lc 2,19.51). Questa, accoglie, proclama, venera la parola di Dio, la dispensa ai fedeli come pane di vita e alla sua luce scruta i segni dei tempi, interpreta e vive gli eventi della storia.
Paolo VI, Marialis Cultus, 17

Padre nostro...

 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Lc 1, 26-27

Ave Maria... (ad ogni frase biblica)

 Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.
Lc 1, 28
 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
Lc 1, 29
 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Lc 1, 30
 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Lc 1, 31-33
 Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”.
Lc 1, 34
 Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Lc 1, 35
 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.
Lc 1, 36-37
 Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.
Lc 1, 38
 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
Lc 2, 19.51

Gloria...

2O MISTERO

L Maria è la Vergine orante, che esalta nel cantico di lode la tua misericordia, intercede sollecita in favore degli sposi, e si unisce con gli Apostoli in preghiera unanime.

CANTO

MEDITAZIONE

Maria è, altresì, la Vergine in preghiera. Così essa appare nella visita alla madre del precursore, in cui effonde il suo spirito in espressioni di glorificazione a Dio, di umiltà, di fede, di speranza: tale è il cantico L’anima mia magnifica il Signore (cf. Lc 1,46-55), la preghiera per eccellenza di Maria, il canto dei tempi messianici nel quale confluiscono l’esultanza dell’antico e del nuovo Israele, poiché, – come sembra suggerire S. Ireneo – nel cantico di Maria confluì il tripudio di Abramo che presentiva il Messia (cf. Gv 8,56) e risuonò, profeticamente anticipata, la voce della chiesa: “Nella sua esultanza Maria proclamava profeticamente a nome della chiesa: L’anima mia magnifica il Signore”. Infatti, il cantico della Vergine, dilatandosi, è divenuto preghiera di tutta la chiesa in tutti i tempi.
Vergine in preghiera appare Maria a Cana dove, manifestando al Figlio con delicata implorazione una necessità temporale, ottiene anche un effetto di grazia: che Gesù, compiendo il primo dei suoi “segni”, confermi i discepoli nella fede in lui (cf. Gv 2,1-12). Anche l’ultimo tratto biografico su Maria ce la presenta Vergine orante. Infatti gli apostoli “erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui” (At 1,14): presenza orante di Maria nella chiesa nascente e nella chiesa di ogni tempo, poiché, ella, assunta in cielo, non ha deposto la sua missione di intercessione e di salvezza. Vergine in preghiera è anche la chiesa, che ogni giorno presenta al Padre le necessità dei suoi figli, “loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo”.
Paolo VI, Marialis Cultus, 18

 Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Lc 1, 46-48
 Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Lc 1, 49-50
 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili.
Lc 1, 51-52
 Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia”.
Lc 1, 53-54
 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Gv 2, 1-2
 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”.
Gv 2, 3
 E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”.
Gv 2, 4
 La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.
Gv 2, 5
 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Gv 2, 6-11
 Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
At 1, 12-14

3O MISTERO

L Maria è la Vergine feconda, che per la potenza dello Spirito genera il Figlio, e presso la croce è proclamata Madre del popolo della nuova alleanza.

CANTO

MEDITAZIONE

Maria è, ancora, la Vergine madre, cioè colei che “per la sua fede e obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito santo”: prodigiosa maternità, costituita da Dio quale tipo e modello della fecondità della vergine-chiesa, la quale “diventa anche essa madre, poiché, con la predicazione e il battesimo genera a vita nuova e immortale i figli, concepiti per opera dello Spirito santo e nati da Dio”. Giustamente gli antichi padri insegnavano che la chiesa prolunga nel sacramento del battesimo la maternità verginale di Maria. Tra le loro testimonianze ci piace ricordare quella del nostro illustre predecessore s. Leone Magno, il quale in una omelia natalizia afferma: “L’origine che (Cristo) ha preso nel grembo della Vergine, l’ha posta nel fonte battesimale; ha dato all’acqua quel che aveva dato alla Madre; difatti, la virtù dell’Altissimo e l’adombramento dello Spirito santo (cf. Lc 1,35), che fece sì che Maria desse alla luce il Salvatore, fa anche sì che l’acqua rigeneri il credente”. Volendo attingere alle fonti liturgiche, potremmo citare la bella Conclusione della liturgia ispanica: “Quella (Maria) portò la Vita nel grembo, questa (la chiesa) la porta nell’onda battesimale. Nelle membra di lei fu plasmato il Cristo, nelle acque di costei fu rivestito il Cristo”.
Paolo VI, Marialis Cultus,19

 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Lc 2, 1-5
 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
Lc 2, 6-7
 C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”.
Lc 2, 8-12
 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Lc 2, 15-17
 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
Lc 2, 18-19
 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Lc 2, 21
 Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”. Ma egli rispose: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.
Lc 8, 19-21
 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
Gv 19, 25
 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”.
Gv 19, 26
 Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Gv 19, 27

4O MISTERO

L Maria è la Vergine offerente, che presenta nel tempio il Primogenito e presso l’albero della vita si associa al suo sacrificio.

CANTO

MEDITAZIONE

Maria è, infine, la Vergine offerente. Nell’episodio della presentazione di Gesù al tempio (cf. Lc 2,22-35), la chiesa, guidata dallo Spirito, ha scorto, al di là dell’adempimento delle leggi riguardanti l’oblazione del primogenito (cf. Es 13,11-16) e la purificazione della madre (cf. Lv 12,6-8), un mistero salvifico, relativo appunto alla storia della salvezza: ha rilevato, cioè, la continuità dell’offerta fondamentale che il Verbo incarnato fece al Padre, entrando nel mondo (cf. Eb 10,5-7); ha visto proclamata l’universalità della salvezza poiché, Simeone, salutando nel bambino la luce per illuminare le genti e la gloria di Israele (cf. Lc 2,32), riconosceva in lui il Messia, il Salvatore di tutti; ha inteso il riferimento profetico alla passione di Cristo: ché, le parole di Simeone, le quali congiungevano in un unico vaticinio il Figlio “segno di contraddizione” (Lc 2,34) e la Madre, a cui la spada avrebbe trafitto l’anima (cf. Lc 2,35), si avverarono sul Calvario. Mistero di salvezza, dunque, che nei suoi vari aspetti orienta l’episodio della presentazione al tempio verso l’evento salvifico della croce. Ma la chiesa stessa, soprattutto a partire dai secoli del medioevo, ha intuito nel cuore della Vergine, che porta il Figlio a Gerusalemme per presentarlo al Signore (cf. Lc 2,22), una volontà oblativa, che superava il senso ordinario del rito. Di tale intuizione abbiamo testimonianza nell’affettuosa apostrofe di s. Bernardo: “Offri il tuo Figlio, o Vergine santa, e presenta al Signore il frutto benedetto del tuo seno. Offri per la riconciliazione di noi tutti la vittima santa, a Dio gradita”. Questa unione della Madre con il Figlio nell’opera della redenzione raggiunge il culmine sul Calvario, dove Cristo “offrì se stesso quale vittima immacolata a Dio” (Eb 9,14) e dove Maria stette presso la croce (cf. Gv 19,25), “soffrendo profondamente con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, armoniosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata” e offrendola anch’ella all’eterno Padre. Per perpetuare nei secoli il sacrificio della croce il divin Salvatore istituì il sacrificio eucaristico, memoriale della sua morte e risurrezione, e lo affidò alla chiesa, sua sposa, la quale, soprattutto alla domenica, convoca i fedeli per celebrare la pasqua del Signore, finché, egli ritorni: il che la chiesa compie in comunione con i santi del cielo e, prima di tutto, con la beata Vergine, della quale imita la carità ardente e la fede incrollabile.
Paolo VI, Marialis Cultus, 20

 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
Lc 2, 22-24
 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio.
Lc 2, 25-28
 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Lc 2, 33
 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
Lc 2, 34-35
 I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Lc 2, 41-43
 Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Lc 2, 44-47
 Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.
Lc 2, 48
 Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.
Lc 2, 49
 Ma essi non compresero le sue parole.
Lc 2, 50
 Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
Lc 2, 51

5O MISTERO

L Maria è la Vergine vigilante, che attende senza esitare la vittoria del Cristo sulla morte e aspetta nella fede l’effusione dello Spirito.

CANTO

MEDITAZIONE

Modello di tutta la chiesa nell’esercizio del culto divino, Maria è anche, evidentemente, maestra di vita spirituale per i singoli cristiani. Ben presto i fedeli cominciarono a guardare a Maria per fare, come lei, della propria vita un culto a Dio e del loro culto un impegno di vita. Già nel IV secolo, s. Ambrogio, parlando ai fedeli, auspicava che in ognuno di essi fosse l’anima di Maria per glorificare Dio: “Dev’essere in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore, dev’essere in ciascuno il suo spirito per esultare in Dio”. Maria, però, è soprattutto modello di quel culto che consiste nel fare della propria vita un’offerta a Dio: dottrina antica, perenne, che ognuno può riascoltare, ponendo mente all’insegnamento della chiesa, ma anche porgendo l’orecchio alla voce stessa della Vergine, allorché, essa, anticipando in sé la stupenda domanda della preghiera del Signore: “Sia fatta la tua volontà” (Mt 6,10), rispose al messaggero di Dio: “Ecco la serva del Signore: sia fatto di me secondo la tua parola” (Lc l,38). E il “sì” di Maria è per tutti i cristiani lezione ed esempio per fare dell’obbedienza alla volontà del Padre la via e il mezzo della propria santificazione.
È importante, d’altra parte, osservare come la chiesa traduca i molteplici rapporti che la uniscono a Maria in vari ed efficaci atteggiamenti cultuali: in venerazione profonda, quando riflette sulla singolare dignità della Vergine, divenuta, per opera dello Spirito, madre del Verbo incarnato; in amore ardente, quando considera la maternità spirituale di Maria verso tutte le membra del corpo mistico; in fiduciosa invocazione, quando esperimenta l’intercessione della sua avvocata e ausiliatrice; in servizio di amore, quando scorge nell’umile ancella del Signore la regina di misericordia e la madre di grazia; in operosa imitazione, quando contempla la santità e le virtù della “piena di grazia” (Lc 1,28); in commosso stupore, quando vede in lei, “come in una immagine purissima, ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere”; in attento studio, quando ravvisa nella cooperatrice del Redentore, ormai pienamente partecipe dei frutti del mistero pasquale, il compimento profetico del suo stesso avvenire, fino al giorno in cui, purificata da ogni ruga e da ogni macchia (cf. Ef 5,27), diverrà come una sposa ornata per lo sposo, Gesù Cristo (cf. Ap 21,2).
Paolo VI, Marialis Cultus, 21-22

 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Lc 1, 39
 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Lc 1, 40-41
 Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
Lc 1, 42-44
 E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
Lc 1,45
 Dopo la sua risurrezione dai morti Gesù apparve agli Undici. Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
Lc 24, 45-49
 Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Lc 24, 50-53
 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
At 2, 1
 Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
At 2, 2-4
 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, Perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Ap 21, 1-2
 Udii allora una voce potente che usciva dal trono: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, Perché le cose di prima sono passate”.
Ap 21, 3-4

CANTO: SALVE REGINA
In piedi

LITANIE A MARIA MADRE DEI POVERI
In ginocchio

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo esaudiscici

Dio Padre, nostro creatore, abbi pietà di noi
Dio Figlio, nostro redentore,
Dio Spirito santo, nostro santificatore,
Trinità santa, unico Dio,

Figlia del popolo di Dio guida il nostro cammino
Vergine di Nazaret illumina la nostra strada
Eletta fra le donne donaci tuo Figlio

Vergine semplice nel cuore guida il nostro cammino
Sposa dell'operaio Giuseppe illumina la nostra strada
Regina della famiglia donaci tuo Figlio

Donna del nostro popolo guida il nostro cammino
Speranza degli oppressi illumina la nostra strada
Fiducia dei più poveri donaci tuo Figlio

Vergine, Madre di Cristo guida il nostro cammino
Vergine, Madre della Chiesa illumina la nostra strada
Vergine, Madre degli uomini donaci tuo Figlio

Madre che ci conosci guida il nostro cammino
Madre che ci ascolti illumina la nostra strada
Madre che ci capisci donaci tuo Figlio

Vergine figlia dell'uomo guida il nostro cammino
Figlia di un popolo pellegrino illumina la nostra strada
Presenza viva nella storia donaci tuo Figlio

Madre che conosci il dolore guida il nostro cammino
Madre ai piedi della croce illumina la nostra strada
Madre per coloro che soffrono donaci tuo Figlio
Signora della gioia guida il nostro cammino
Vergine luminosa illumina la nostra strada
Regina della pace donaci tuo Figlio

Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo perdonaci, o Signore
ascoltaci, o Signore
abbi pietà di noi

ORAZIONE
In piedi

Padre, donatore di luce e creatore dei secoli, tu ci doni in Maria Vergine, Madre del Cristo, una presenza viva per la nostra storia: accogli il pregare che ti rivolgiamo in comunione con lei, Madre che ci conosce; apri i nostri occhi alla bellezza di ogni alba e il nostro cuore alla sofferenza di ogni giorno, per gustare già ora i beni che ci hai promesso nel tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

  

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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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