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Contemplando il cuore di Maria

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I SEGRETI DI NAZARETH
Contemplando il cuore di Maria
Traccia per una meditazione di parole e musica

Esecuzione della schola
"Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19).

Non posso negare, Maria, il fascino che il tuo cuore ha su di me. Fra di doni straordinari che il Padre ti ha dato c'è quello del "custodire". Quante "cose grandi" il tuo cuore ha raccolto e custodito come dei segreti gelosi. Mi avvicino a te, con l'affetto di figlio, e con il desiderio discreto di conoscere i tuoi segreti. Che cosa, Maria, serbavi nel tuo cuore? Che cosa andavi meditando? Quali fatti, quali volti, quali gesti, quali parole, si sono impressi indelebilmente nel tuo cuore? Donaci, o Maria, di condividere il segreto del tuo cuore!

Accolgo volentieri la tua preghiera. Lo farò, ma con il vivo desiderio che tu possa conoscere non solo il mio cuore, ma soprattutto il cuore del Padre, il grande cuore di Dio, dal quale ogni nostro cuore scaturisce e nel quale ogni nostro cuore è chiamato a risposare. Mettiti dunque in ascolto, con pace, e soprattutto con cuore aperto...

Il segreto della chiamata
Non potrò mai dimenticare lo sgomento che attraversò tutta la mia persona quando mi resi conto che quello che mi stava succedendo non era un sogno: il Padre stava facendo sul serio con me; e voleva fare di me, della mia umanità, una dimora per il suo Figlio!
Mai come in quei giorni ho provato il brivido del farsi vicino di Dio a me. Un farsi vicino discreto, tenue, ma nello stesso tempo esplicito, nitido.
Mai come in quei giorni ho avuto la consapevolezza di essere "sola" di fronte a Lui! "Sola" perché era proprio a me che si rivolgeva. "Sola" perché era proprio da me che attendeva una risposta.
Ripenso a quei giorni, con confusione e meraviglia. Ancora adesso faccio fatica a dire cosa sia successo veramente. Di una cosa sono certa: in quei giorni ho capito che il Padre prendeva sul serio la mia vita! La mia vita era importante per Lui! ...E da quei giorni anch'io ho preso sul serio il Padre!
Se ti apro così il mio cuore è perché vorrei che tu prendessi coscienza che questo è vero anche per te: tu sei importante per il Padre! Non avere paura di lasciarti avvicinare di più da Lui! Lasciati cercare e raggiungere da Lui. Lasciati possedere e amare da Lui! Perché hai ancora così tanta paura a lasciarti andare, ad aprirgli il tuo cuore? Perché continui a tenerlo fuori da quelle "zone franche" che gli impediscono di raggiungerti là dove sei? Perché non ti fidi ancora della gioia che Lui ti promette e vai in cerca di quelle fasulle? Prendi sul serio il Padre, perché il Padre, donandoti suo Figlio, ha preso sul serio te, quello che tu sei, così come sei!

Esecuzione della schola

Il segreto della Sua Vita in me
Ma voglio parlarti di un altro segreto. Voglio parlarti della sensazione unica ed incredibile che ho provato nel sentire quella Vita prendere spazio dentro di me: il Figlio di Dio pulsava, cresceva, si muoveva "dentro di me"! Il Figlio di Dio prendeva carne e sangue dalla mia carne e dal mio sangue! E poi l'avvicinarsi dei momenti grandi e tremendi del parto: la trepidazione, l'ansia, le doglie,... E infine vederlo lì, fra le mie braccia: toccarlo, accarezzarlo, nutrirlo, farlo sorridere... A tal punto il Padre si era fidato di me, si era fidato del fatto che io avrei potuto dare un "volto" a suo Figlio. Capisci cosa vogliono dirti? Il Figlio di Dio prendeva carne dentro di me; e a me veniva chiesto di delinearne i tratti! Non è straordinario? Il nostro Dio accetta di farsi carne e di diventarlo con i tratti che noi gli diamo.
Quante volte, nel tuo cammino di fede, hai rivolto a Dio questa preghiera: "mostrami, Signore, il tuo volto!". Non vagare ancora a lungo in questa tua ricerca. Cercalo in Gesù! Cercalo nella carne di Gesù! Cercalo nella carne di Gesù che è l'Eucaristia. Ma cercalo anche nella carne di Gesù che sei tu, perché anche tu sei suo figlio. Cercalo nella carne di Gesù che sono i tuoi fratelli, fatti a "immagine e somiglianza" di Lui. Che cosa ancora ti impedisce di vedere in te i tratti del Suo volto? Che cosa ti impedisce di volerti bene, accoglierti, stimarti come figlio teneramente amato dal Padre. E che cosa ti impedisce di fare questo con chi ti sta accanto?

Esecuzione della schola

Il segreto di Giuseppe
C'è un terzo segreto di cui vorrei parlarti. Si tratta di un segreto che non riguarda direttamente me. Ma è come se fosse mio, perché l'abbiamo capito e custodito insieme. Sì è del segreto di Giuseppe che vorrei parlarti.
Voglio parlartene perché credo abbia tanto da dire anche a te. Lo farò con discrezione e semplicità, ma tu ascolta con attenzione.
Vorrei pararti anzitutto del segreto del suo silenzio. Il nostro rapporto era fatto soprattutto di lunghi silenzi. A volte riuscivamo a comunicare più con il silenzio che con le parole. Ma devo confessarti che in quei giorni il silenzio si era trasformato in un incubo: si trattava vi spiegare, di dire, di fargli capire... Ma anche le parole sembravano così povere e inadeguate. Poi mi sono accorta che anche in quel cuore, capace di silenzio, il Padre stava rivelando i suoi segreti. Da a quel momento ho smesso di temere. E il silenzio ha continuato ad essere il luogo sorgivo della nostra storia, fatta di obbedienza e di abbandono.
Vorrei parlarti anche del segreto della sua verginità. Come per me, si trattò di qualcosa di inaudito. Non era questo il modo con cui immaginavamo la nostra maternità o paternità. E fu accogliendo il senso della mia verginità che scoprì anche la possibilità e il senso della sua: diventare per questo figlio il riflesso della tenerezza e del volto del Padre. E di esserlo semplicemente accogliendolo, custodendolo, "come se" fosse stato proprio suo figlio.
Quanto vorrei che anche tu imparassi il silenzio di Giuseppe! Il silenzio di chi crede che ci sono delle cose, delle verità, delle esperienze che si possono intuire, conoscere, capire, solo perché ci sono rivelate. Il silenzio di chi rinuncia ad affidare se stesso alla chiacchiera, per affidarsi unicamente alla Parola, che sola conosce il segreto della nostra vita. Non illuderti! Vorrei dirti che la misura della ricerca sincera della volto e della volontà del Padre è data dalla tua capacità di "ascoltare il silenzio".
Ti ho parlato anche della verginità di Giuseppe perché vorrei tanto che tu ti stupissi e sapessi ringraziare il Padre per il "dono" della verginità. Può sembrare paradossale che Dio, Padre/Madre di tutti, possa chiamare alcuni alla verginità. Eppure è stata questa la grande scoperta mia e di Giuseppe. Quanti "figli" attendono di poter chiamare qualcuno con il nome di "padre" o di "madre". Lo potranno fare se, ancora oggi, molti accetteranno di diventare un segno visibile della paternità e della maternità di Dio.

Esecuzione della schola

Il segreto dei volti incontrati
Vorrei parlarti anche dei volti che il mio cuore custodisce. Soprattutto dei volti di Betlemme.
Custodisco anzitutto il ricordo dei volti semplici e sinceri dei pastori. Volti di bambini, di anziani, di povera gente giunta là senza pretese, in cerca solo di speranza. Volti di gente sorpresa di essere stata ammessa ad uno spettacolo divino, eppure così umano. E' rimasta lì, in silenzio, semplicemente a guardare il volto del mio Bambino. Poi se né andata felice, con la gioia nel cuore e con quei volti trasfigurati da una luce nuova.
Ricordo anche il volto dei Magi. Il loro arrivo mi aveva davvero sorpreso. Gente che veniva da terre lontane, da altre culture, con altre religioni. Più che con le parole, siamo riusciti ad intenderci con i linguaggi universali dell'accoglienza e dello scambio reciproco di doni. Poi anche loro se ne sono andati, in silenzio. Non so se li rivedrò mai più. Però ne sono certa: qui pochi istanti condivisi attorno a quella mangiatoia ci hanno dato il senso di una fraternità che supera il tempo e lo spazio.
Ma, ancora oggi, non posso non pensare ai tanti volti non visti, non incontrati. Volti che avrei tanto voluto conoscessero quello del mio Figlio Gesù. Volti che avrei tanto voluto facessero della nostra povera dimora anche loro. Ma così non è stato! Da Gerusalemme, la grande città, non era venuto nessuno, anzi di ciò che in quella casa stava succedendo molti non si sono neppure accorti. Eppure anche nella grande città si aspettava il Natale! Qualcuno sì, si era preoccupato, ma solo di verificare che fosse tutto normale, che non ci fosse niente di straordinario. Chissà perché tanta paura di ciò che è davvero nuovo, diverso, fuori da ogni evidenza?
Ti confesso tutto questo con trepidazione e sofferenza. Quanto vorrei che il Mistero del mio Figlio Gesù fosse invece capace di parlare al cuore di tutti. Al cuore dei piccoli e al cuore dei grandi. Al cuore dei deboli e al cuore dei potenti. Al cuore dei credenti e al cuore dei non-credenti. Al cuore dei popoli, delle culture, delle religioni. Ti confesso questo segreto perché credo che tu possa condividere la mia ansia! Perché credo che tu abbia compreso la novità del Vangelo di Gesù e il suo invito a riconoscersi tutti figli di un unico Padre. Permetterai a questa fede di entrarti nel cuore, perché lo dilati e gli dia gli orizzonti del mondo? Permetterai alla tua fede di renderti più capace di incontro, di dialogo, di confronto, di comunione, con chi è diverso da te, con chi pensa diversamente da te, con chi cerca il volto di Dio su strade diverse dalle tue? Riuscirà il Vangelo di Gesù a mettere un po' di insonnia alle tue notti, pensando a chi è lontano, a chi non c'è, a chi non sa, a chi si è perso...? Non dimenticarlo mai: anche tu eri un lontano e sei stato cercato; anche tu eri un povero e sei stato accolto; anche tu non conoscevi la misericordia e sei stato perdonato. E senza meriti particolari, ricordi? Fai dunque in modo che la dimora in cui abiti sia la casa di tutti!

Esecuzione della schola

Il segreto della missione
Di un ultimo segreto vorrei oggi parlarti. E' quello della trepidazione per questo Figlio che, lo so, presto lascerà questa nostra casa di Nazareth. Al Giordano riceverà la sua consacrazione dal Padre. Domani sarà già in cammino sulle strade della Galilea. Il mio posto è qui a Nazareth. Qui lo aspetterò, da qui lo accompagnerò con il mio affetto di madre, con la mia preghiera, con le mie lacrime; in attesa che anche in me si compiano le parole del vecchio Simeone. Ma come vorrei essere certa che non sia lasciato solo nella sua missione! Il Padre è con lui. il Padre che è nei cieli veglia su di lui. Eppure avrà bisogno di fratelli e di sorelle che condividano con lui la missione datagli dal Padre: annunciare il suo Regno!
Da domani mio Figlio sarà sulle strade del mondo a testimoniare il volto del Padre: lo lascerai solo? Avrai il coraggio di dare una risposta positiva alla sua chiamata: "vieni e seguimi, ti farò pescatore di uomini"? Lascerai che questo suo invito risuoni ancora, con forza, dentro di te? Non è forse giunto il tempo di ridare slancio alla tua sequela, di ridare entusiasmo e passione alla tua vocazione, qualunque essa sia? Guardati attorno: c'è un mondo che attende una speranza!

Grazie di avermi ascoltato! Ma prima di lasciarti vorrei dirti un'ultima cosa: che anche tu mi sei caro! ...Che anche tu mi sei figlio! In te accolgo, amo, accompagno l'umanità del mio Figlio Gesù. Da Nazareth continuerò a pregare per te, veglierò su di te, e piangerò anche per te. Ora va', seguiLo, stagli vicino, ti farà conoscere ciò che ancora non conosci del cuore e del volto del Padre. E se lo lascerai fare, farà anche di te un segno grande del Suo amore per ogni uomo.

Esecuzione della schola

  

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