SIGNIFICATI DI LOURDES








 

 

 

 

 


La prodigiosa vitalità  di Lourdes, fa emergere con evidenza, l'attualità del santuario mariano e del pellegrinaggio, come “luoghi” privilegiati dell’esperienza “visibile” del soprannaturale, dove Dio continua a compiere le sue “grandi opere di salvezza”, che interpellano l’uomo e lo chiamano alla fede e alla conversione.

1. Il Santuario di Lourdes

Il santuario di Lourdes testimonia la presenza operativa e carismatica di Maria, che qui esercita la sua “regale” e potente maternità universale, fatta di intercessione, compassione e clemenza verso i “poveri”, gli umili, i malati, i semplici. Si tratta di quella maternità spirituale (o mediazione materna) che la Madre del Signore esercita “in Cristo”, venendo incontro ai bisogni materiali e spirituali dei suoi figli e fratelli pellegrinanti verso la salvezza.
[1] Vicino a Lei, essi riscoprono il “senso” profondo della loro fede in Dio e della loro esistenza, rinunciano ad ogni compromesso con la religiosità dozzinale per ritornare alla sorgente della vita e della testimonianza cristiana, toccano il soprannaturale con mano, si sentono avvolti e riempiti di grazia.

2.Il Pellegrinaggio a Lourdes

Il pellegrinaggio a Lourdes, non è manifestazione del sentimentalismo religioso, ma segno di una fede profonda in Dio e nella sua Onnipotenza ed è un modo di riconoscere il ruolo di Maria nella Storia della Salvezza. Esso manifesta le caratteristiche fondamentali che esprimono al meglio il pellegrinaggio cristiano: la celebrazione liturgica, la centralità dell’Eucaristia, la Confessione, l’amore per i malati e i bisognosi, la solidarietà, la preghiera. Il cristiano pellegrino sulla terra, va alla Grotta di Massabielle per ricaricarsi di fede e riprendere, in uno spirito rinnovato, il suo cammino verso il fine ultimo che è la salvezza, trasformando il suo “andare” per le vie della vita in un correre sicuro verso il Signore che viene. Il senso del Pellegrinaggio di Lourdes, sta proprio in questo porsi in cammino verso la Verità, verso Dio, nell’immediatezza e nella spontaneità di un atteggiamento di povertà radicale, nel bisogno di autotrascendersi, nel colloquio fiducioso con Maria persona viva e interamente protesa verso i suoi figli. Aiutando a riscoprire il soprannaturale in tutte le sue forme, il pellegrinaggio si trasforma nel memoriale delle opere di Dio per noi e nell’esperienza sensibile della Sua presenza in mezzo a noi, provocando la conversione e  promuovendo l’inizio di una vita nuova.
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3. Le guarigioni di Lourdes

Ed è proprio nel santuario, luogo privilegiato della presenza di Dio, che il cristiano scopre anche la Sua “potenza miracolosa”, cioè riceve da Lui dei “segni” che ne attestano l’esistenza, la misericordia e la voglia di salvezza dell’uomo, partner sempre cercato, sempre interpellato, sempre desiderato, sulla via dell’amore e della reciprocità. Le "guarigioni" di Lourdes, non sono un evento isolato, un dono solo per gli interessati, ma sono un dono per tutti, una chiamata di salvezza e di grazia per tutti. Nel riconoscere l’evento “miracoloso” la Chiesa ci invita a viverlo comunitariamente, come una delle grandi opere che Dio ha compiuto e compie, spinto dal suo amore per noi, trasformando la nostra storia di peccato in un cammino di grazia. Leggere e comprendere la storia di un “miracolo”, ha solo un senso per la vita nel momento in cui esso penetra nella coscienza con la sua carica sconvolgente di “chiamata” e suscita un’adeguata “risposta” che coinvolge tutto l’uomo, posto davanti all’evidenza delle opere meravigliose di Dio. La “risposta” non può non essere che la restaurazione, la rivitalizzazione o l’approfondimento di un dialogo con il Signore che, se ridona la vita è perché ci chiama alla vita, se guarisce è perché ci dona l’immortalità, se interviene nella storia è perché la nostra storia è per Lui “storia di salvezza”. Il “miracolo” è lo specchio in cui si riflette il volto “materno” di Dio sollecito verso l’uomo più che una madre con il suo bambino (Ger 31,3); , ma è anche, nella misura in cui esso viene accolto come “dono”, lo specchio della capacità dell’uomo di sapersi elevare dalla contingenza, illuminata per un attimo dallo splendore misericordioso di Dio, alla trascendenza e alla comprensione del mistero stesso di Dio.

Chi va con questi sentimenti a Lourdes, sperimenta nella propria esistenza, l’onnipotenza e bontà di Dio e la materna intercessione della Madre di Cristo divenendo, per provvidenziale e sovrano atto divino, testimone della sollecitudine del Dio Trinitario, in un tempo in cui ideologie e strutture sociali e politiche, si affannavano a relegare il Trascendente in un cantuccio della storia.


[1] Cf. Perrella Salvatore, Maria madre di Gesù nel servizio al compimento del regno, una questione attuale, in Aa.Vv., Maria nel mistero di Cristo pienezza del tempo e compimento del regno. Atti dell’XI Simposio Internazionale Mariologico (Roma 07/10/1997), Marianum, Roma 1999, pp. 535-618.
[2] Cf. Fattorini Emma, Il culto mariano tra Ottocento e Novecento: simboli e devozione, cit., pp. 101-107.

   

I Testi sono tratti dalla tesi di Licenza in S. Teologia con specializzazione in Mariologia del prof. Antonino Grasso: "LA PRODIGIOSA GUARIGIONE DI DELIZIA CIROLLI, IL MIRACOLO N° 65 DI LOURDES RICONOSCIUTO DALLA CHIESA" - Pontificia Facoltà "Marianum" - Roma 2001, 144-146