Festa della Madonna del Paradiso
Messaggio alla Diocesi di Mons. Calogero La Piana del luglio 2003
DIOCESI DI MAZZARA DEL VALLO



Amati fratelli e sorelle in Cristo Gesù,
ci prepariamo a vivere, nella gioia e nella preghiera, la solennità di Maria SS. del Paradiso, tanto cara alla nostra Chiesa di Mazara del Vallo.

Desidero, anzitutto, proporre alla vostra meditazione ciò che San Luigi Maria Grignion de Monfort dice sulla devozione mariana: «Tutta la nostra perfezione consiste nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo. Perciò la più perfetta di tutte le devozioni è incontestabilmente quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, essendo Maria la creatura più conforme a Gesù Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che consacra e conforma di più un’anima a Nostro Signore è la devozione a Maria, sua santa Madre, e che più un’anima sarà consacrata a lei, più sarà consacrata a Gesù Cristo».

Il Papa Giovanni Paolo II, con una Lettera Apostolica dal titolo “Rosarium Virginia Mariae” del 16 ottobre 2002, ha proclamato il periodo di tempo che va dall’ottobre del 2002 all’ottobre del 2003 “Anno Mariano” ed ha riproposto ai fedeli di tutto il mondo la pratica del Rosario, fermamente convinto che esso rappresenta un mezzo validissimo di rinascita spirituale, un vero “compendio del Vangelo”, la via privilegiata per “contemplare il volto di Cristo con Maria”, o meglio con “gli occhi del suo cuore”.

Carissimi fratelli e sorelle, dal profondo del cuore, desidero esortarvi a riscoprire la preghiera del santo Rosa­rio, facendo mie e riportandovi le stesse parole del nostro Papa a riguardo.

“Mostrami il tuo volto, o Signore”
Sia ricorrente sulla nostra bocca questa bella invocazione del salmista.

La contemplazione del volto di Cristo, a cui tutti con slancio dobbiamo aspirare, ha in Maria il suo modello insuperabile. Con la recita del Rosario ci mettiamo alla scuola di Maria e ci lasciamo introdurre da Lei alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. “Il Rosario, infatti, ci trasporta misticamente accanto a Maria impegnata a seguire la crescita umana di Cristo nella casa di Nazareth. Ciò le consente di educarci e di plasmarci con la medesima sollecitudine, fino a che Cristo non ‘sia formato’ in noi pienamente”.

Pregando il Rosario, ci sintonizziamo col ricordo e lo sguardo di Maria e dal suo sguardo interrogativo, penetrante, addolorato, radioso e ardente, tutti abbiamo da imparare. La meditazione dei misteri della vita di Cristo, che il Rosario propone, ci porta, quasi naturalmente, a fissare lo sguardo sul volto di Cristo “per ricono­scerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre”; ci immette nella vita di Cristo e ci conduce a “respirare” i suoi medesimi sentimenti; ci apre “ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per speri­mentare sempre nuovamente l’amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo”.

La preghiera del Rosario ci porta, ancora, a ricordare Cristo con Maria, a fare cioè memoria delle grandi e meravigliose opere compiute da Dio nella storia della salvezza e che hanno in Cristo il loro vertice. Il Concilio Vaticano 11, ci ha insegnato che tale memoria raggiunge la sua massima attualizzazione nella Liturgia, nell’Eucaristia in particolare, “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua forza”. Ma, osserva il Papa, la vita spirituale non si esaurisce nella sola liturgia. Il cristiano deve anche “entrare nella sua camera e pregare il Padre nel segreto (cfr Mt 6,6); anzi deve pregare incessantemente, e se la liturgia, azione di Cristo e della Chiesa, è azione salvifica per eccellenza, il Rosario, quale meditazione su Cristo con Maria, è contemplazione salutare. L’immergersi, infatti, di mistero in mistero nella vita del Redentore fa sì che guanto egli ha operato e la liturgia attualizza venga profondamente assimilato e plasmi l’esistenza”.

Supplicare Cristo con Maria
“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt 7, 7). Gesù stesso ci invita a rivolgerci a Dio con insistenza e fiducia per essere esauditi.

Ora, “la preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria” che interviene con la sua intercessio­ne materna, a sostegno della preghiera che Cristo e lo Spirito Santo fanno sgorgare dal nostro cuore (cfr lGv 2,1; Rm 8, 26-27) ... Il Rosario è allo stesso tempo meditazione e supplica. L’insistente implorazione alla Madre di Dio poggia sulla fiducia che la sua materna intercessione può tutto sul cuore del Figlio. Nel Rosario Maria, santuario dello Spirito Santo (cfr Lc 1, 35), mentre è supplicata da noi, si pone per noi davanti al Padre che l’ha colmata di grazia e al Figlio nato dal suo grembo, pregando con noi e per noi”.

Carissimi fratelli e sorelle, mentre vi sollecito a non lasciare cadere inascoltato l’appello del Papa a riprendere la preghiera del santo Rosario, invoco la Vergine Santissima, Madre di Dio e Regina dei Paradiso i “rivolgere i suoi occhi misericordiosi” sulla nostra Chiesa di Mazara, sui tanti bisogni materiali e spirituali di cui tutti necessitiamo.

Vi benedico di tutto cuore

+ Calogero la Piana




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