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POSTULATI DELLA MARIOLOGIA


La «vera» marialogia o discorso vitale su Maria ispirato alla Parola di Dio, perché non abortisca, ma nasca davvero nel nostro tempo è necessario che obbedisca ad alcuni postulati, senza i quali è difficile ipotizzare un suo lieto evento.

1. Riconoscere il primato assiologico della Parola di Dio
Data la coscienza acuta dell'importanza della sacra Scrittura per costruire una vera teologia cristiana di cui essa «deve essere come l'anima » ((DV 24; OT 16), risulta acquisito che anche il discorso su Maria deve essere animato dalla Parola di Dio in misura più grande e in modo qualitativamente nuovo che non nel passato. Con questo necessario riferimento alla Bibbia non si intende bloccare la varietà delle metodologie e impostazioni nel campo della marialogia: non è questione di priorità, che potrebbe essere consentita per esempio all'analisi critica della realtà ecclesiale e culturale, ma di primato assiologico da riconoscere alla testimonianza privilegiata (costituita dalla Scrittura ispirata) della rivelazione perfetta in Gesù Cristo. La vera marialogia esige una conoscenza approfondita dell'Antico e Nuovo Testamento, onde comprendere i brani mariani e dare all'intero discorso marialogico una base biblica esegeticaumente seria e solida; ma si aprirà al dialogo con le altre religioni per stabilire il significato di Maria nella storia spirituale dell'umanità.

2. Accettare le sfide culturali
Una marialogia ripetitiva, incapace di mettersi in questione e imboccare nuovi cammini, non ha futuro, perché rende cronica la crisi invece di risolverla. Il marialogo dovrà essere un'antenna sensibile alle interpellanze contemporanee: valorizzerà le varie correnti culturali che si susseguono cogliendone i valori atti a purificare, maturare, riscoprire tanti aspetti del riferimento dottrinale e cultuale alla Vergine; adotterà i diversi modelli di pensiero e indagine evidenziati nell'epoca recente (modello linguistico-analitico, socio-critico, ermeneutico); percorrerà i cammini alternativi (e complementari) a quello razionale, come la via del simbolismo, della tipologia, dell'estetica teologica ... Solo restando inserita nel movimento storico, la marialogia potrà presentare una figura di Maria davvero significativa: «un referenziale vivente» che non ritarda ma promuove un futuro migliore, anzi offre spiragli per una soluzione a livello più profondo delle problematiche contemporanee. Per questo, il marialogo sarà una persona ecumenica, saldamente ancorata alla Parola di Dio, pronta a cogliere i segni dei tempi e degli spazi senza lasciarsi incapsulare in unilaterali e provvisorie mode culturali; saprà districarsi dalle maglie delle opposte esigenze trovando il loro punto di incontro.

3. Aprirsi all’esperienza ecclesiale
Se nel passato si poteva scrivere di marialogia senza far trasparire il proprio atteggiamento verso Maria, che veniva considerata come oggetto di studio razionale, nel futuro non saranno gli accademici a parlare di Maria, ma i testimoni, cioè coloro, che sul paradigma di lei s'impegnano a realizzare il regno di Dio con l ascolto e con la vita. Parlare di Maria, anche in modo rigoroso e sistematico, presuppone una sintonia spirituale con la sua persona viva, maternamente operante nella Chiesa e modello compiuto  dei discepoli del Signore. La marialogia deve conseguire all'incon tro con la Madre di Gesù, divenendo testimonianza di quanto nello spirito e in connessione con il tessuto globale della vita cristiana si è sperimentato. Tale compito, come mostra la storia dei dogmi mariani, rischia di percorrere una strada individualistica qualora non lo si viva e condivida con il popolo di Dio in tutte le sue componenti. Ciò implica che il discorso marialogico consideri «luogo teologico » il popolo di Dio nella sua esperienza di Maria e non pretenda di costituirsi al di fuori del sensus fidelium. Poiché l'esperienza ecclesiale va intesa senza restrittive discriminazioni, la marialogia deve operare un esodo dalle sacche elitarie dell'Europa verso le prospettive delle teologie autoctone: un necessario tentativo di fondere gli orizzonti in vista di un ricupero dell'universalità dell'esperienza mariana.

4. Compiti del  mariologo
Il marialogo non può considerarsi un pensatore solitario, che cammina sul filo dei suoi ragionamenti, ma piuttosto un carismatico ecclesiale, che pone la sua preparazione culturale e i doni suscitati o comunicati dallo Spirito al servizio della Parola di Dio e della comunità degli uomini. Egli costruirà il discorso su Maria in comunione con la Chiesa in tutte le sue componenti, dal papa e vescovi fino alla più umile gente del popolo. La sua voce, mentre non si stacca dal coro dei fedeli, deve trovare risonanza vitale nel loro cuore e insieme riproporre il timbro dottrinalmente ortodosso proprio dell'autentica tradizione ecclesiale. Così insensibilmente siamo passati dalla marialogia al mariologo guidati dal presentimento che prima di imbastire un nuovo discorso su Maria sia necessario pensare alla persona in grado di assolvere tale compito. Spetta in modo speciale a lui - al di là degli interventi straordinari della stessa Madre di Gesù mediante le mariofanie - illuminare e testimoniare che la beata Vergine Maria è un 'bene' che appartiene all'intera Chiesa e a tutte le generazioni. Egli procederà nel suo severo e impegnativo lavoro ermeneutico e spirituale, sostenuto prima ancora che dalla prospettiva di una immancabile ricompensa - secondo gli effati della teologia medioevale - dalla convinzione che privare il mondo di questa bellezza di nome Maria è contribuire a renderlo più povero; farla conoscere in modo teologico e senza equivoci è trarre dalla comunità storica degli uomini un motivo stupendo di lode al Dio dell'alleanza, che compie 'grandi cose' nell'umile sua serva Maria (cf Lc l, 48-49).

Bibliografia
DE FIORES S., Maria nella teologia contemporanea, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1991, pp. 585-588; MÜLLER A., Discorso di fede sulla madre di Gesù. Un tentativo di mariologia in prospettiva contemporanea, Queriniana, Brescia 1983; AMATO A., Maria la Theotokos. Conoscenza ed esperienza, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2001; PERRELLA S.M., L’insegnamento della mariologia ieri e oggi, Edizioni Messaggero, Padova 2012.

VEDI ANCHE:
 - FONTI DELLA MARIOLOGIA
 - INSEGNAMENTO DELLA MARIOLOGIA
 - MARIOLOGIA
 - MARIOLOGIA AFRICANA
 - MARIOLOGIA DELLE «GLORIE»
 - MARIOLOGIA ECUMENICA
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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