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  Cara Madre, Vergine Maria 
Preghiere

Una meditazione di Don Egidio Deiana in Il Tempio di Don Bosco, 66 (2012), n. 5,  p. 3.


 



«Cara Madre, Vergine Maria: fa’ che io salvi l’anima mia».

È una meravigliosa, efficace e profonda invocazione mariana che ci hanno insegnato da bambini. È invocazione di estrema attualità. Don Bosco la insegnava ai suoi ragazzi e la pregava spesso.

«Cara Madre»: due parole ricche di affetto sincero e consolante. Oggi l’aggettivo affettuoso «caro » è spesso banalizzato, mortificato o ridotto a una formalità spesso ironica: «Ciao, carissimo». Chi lo riceve spera sempre che ci sia sincerità: a volte invece nasconde «il bacio di Giuda». Eppure è una parolina che fa piacere, fa sentire accolti, amati, importanti per qualcuno. «Mi sei caro… mi stai a cuore»: esprime un sentimento bellissimo. Ci fa sentire in sintonia con Gesù, con Maria. Per loro infatti siamo davvero tutti molto cari! Gesù ha abbracciato la croce e Maria ne ha condiviso la passione con enorme sofferenza: quanto amore per dimostrare che stiamo loro a cuore! «Cara Madre»: espressione di tenerezza, venerazione e abbandono filiale, confidenza e certezza di essere ascoltati, capiti, amati, sostenuti. Due parole che dicono anche il rispetto delicato per la donna vista nel suo ruolo più misterioso e vero verso la vita: «Madre». Guardando Maria, ogni donna può riscoprire la propria dignità: essere madre. Al di là di una maternità fisica, è chiamata a vivere una maternità morale e spirituale di accoglienza, accompagnamento, educazione e cura della vita, di ogni vita. «Cara Madre»: espressione da avere presente con ogni mamma, difendendo e sostenendo il suo ruolo con rispetto e delicatezza.

«Cara Madre, Vergine Maria». Ecco: è Lei, Maria, la destinataria dell’invocazione. Appellarsi a Lei come Madre e come Vergine, è riconoscerle due dei tratti più affascinanti della donna, proprio la verginità e la maternità. L’invocazione lascia suggerire una bella verità per ragazze e per giovani: se hai cura della tua verginità, saprai vivere con gioia e dignità anche la maternità/paternità. In un’epoca come la nostra dove tali valori sono svenduti e sviliti, l’invocazione dà una scossa formidabile di responsabilità e libertà autentica. Anche Dio è rimasto affascinato da questa Vergine e l’ha scelta come sua Madre: formidabile! E sulla croce l’ha affidata a noi: accogliendo lei, come Madre, impariamo a vivere da figli, educati da lei. Ci pare che l’azione di Maria negli ultimi due secoli, attraverso le numerose sue apparizioni, voglia suggerire questo: vegliare su di noi per aiutarci ad andare da Gesù. «Lasciati riconciliare da Gesù, afferra la sua misericordia e non smarrirti tra gli affanni di questo mondo. Sei nel mondo, ma non del mondo. Vivi sulla terra con il cuore del pellegrino che sogna una mèta bella. Guarda gli altri come compagni di viaggio: aiutali con bontà a raggiungere il cielo».

«Cara Madre, Vergine Maria: fa’ che io salvi l’anima mia!» Sei Madre, sei vergine e piena di grazia e del favore di Dio, mi sei cara e ti voglio bene: aiutami, Madre, a raggiungere la mèta, la salvezza, la felicità eterna della parte più profonda e preziosa di me, la mia anima. Don Bosco, riflettendo sul senso della vita, è arrivato a questa conclusione: scopo della vita è salvarsi l’anima, e quindi vivere i giorni di conseguenza (con la dignità dei valori umani e cristiani). Ne ha fatto lo scopo della sua esistenza e della sua opera: «Signore, dammi le anime e tienti il resto!»

Don Bosco invita a invocarla come «Ausiliatrice»: aiuto materno nei momenti difficili e inquieti della vita. Cara Madre, Vergine Maria, fa’ che si salvi l’anima di chi legge!

 

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Inserito Venerdi 15 Gennaio 2016, alle ore 10:50:30 da latheotokos
 
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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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