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Maria nel Catechismo degli Adulti
MagisteroCosa insegna su Maria il Catechismo degli adulti

Il Catechismo degli adulti

1.1.Data di pubblicazione del Catechismo
Il Catechismo degli Adulti dal titolo "La Verità vi farà liberi" venne approvato dall'Episcopato italiano il 20 giugno 1994 e dalla Congregazione per il Clero, dopo il parere positivo della Congregazione della Fede, il 13 febbraio 1995 con lettera n° 95000450. Il 16 aprile 1995 il Card. Ruini, in qualità di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), ne ordinava la pubblicazione con lettera prot. N° 285/15.

1.2.Finalità del Catechismo
Il Catechismo si rivolge alle donne e agli uomini adulti italiani per indicare, alla luce che scaturisce da Cristo, un tragitto sicuro in un tempo di grandi cambiamenti e di profonda crisi che tocca non soltanto la globalità della vita, le verità fondanti e i valori etici fondamentali, ma anche la stessa possibilità di pervenire a certezze di fede oggettive e universali. Lo scopo fondamentale del Catechismo è, perciò, favorire l'incontro degli adulti con la fonte della verità che è Cristo, in vista di un'adesione di fede più consapevole e coerente.

1.3.Contenuti e articolazioni del Catechismo
Il Catechismo si divide in tre parti precedute da un'Introduzione:
INTRODUZIONE: il cammino della speranza
Partendo da se stesso, l'uomo trova nelle risorse della sua ragione un primo avvio al mistero di Dio.
PARTE PRIMA: per il Nostro Signore Gesù Cristo
Dio però viene incontro all'uomo rivelando se stesso nella persona e nell'opera di Gesù Cristo. Sono poste qui le tre domande fondamentali: chi è veramente Dio? Chi è veramente Gesù Cristo? Chi è veramente l'uomo? Le risposte alle domande sono: Dio è una Trinità di persone in comunione di amore; Gesù Cristo è il Figlio di Dio fattosi uomo; l'uomo è la creatura che, redenta da Cristo, viene da Lui condotta con tutta la creazione al compimento della vita eterna.
PARTE SECONDA: nell'unità dello Spirito Santo
Cristo Salvatore si può incontrare nella Chiesa animata dallo Spirito Santo. La Chiesa ha un suo volto storico e teologico. In essa è Cristo che dona la salvezza attraverso la Parola e i Sacramenti. La Chiesa, comunione d'amore, si rispecchia nel volto di Maria, la Vergine Madre.
PARTE TERZA: a Te Dio Padre Onnipotente
Centro dell'opera di Dio e della Chiesa è la persona del cristiano che qui il Catechismo delinea nel suo nascere come figlio di Dio, nella sua adesione libera e consapevole alla legge divina, nella sua vita di preghiera e di servizio dei fratelli, nel suo tendere, come al fine escatologico della sua esistenza, alla patria del cielo.
1.4.Modalità espressive e didattiche del Catechismo
La struttura del Catechismo è eminentemente didattica. Infatti:
- Una sintesi introduce le parti, le sezioni ed i capitoli;
- Frasi bibliche esprimono quasi tutti i titoli;
- I capitoli sono divisi in unità e queste in paragrafi;
L'unità si conclude con una sintesi contenutistica per la memoria della fede;
Un indice analitico - tematico facilita la consultazione;
Domande adatte in ogni capitolo aiutano a riflettere e ad interrogarsi sui temi trattati.
Il linguaggio usato è concreto e preciso, ricco di immagini e di riferimenti alle fonti della Catechesi come l'ispirazione biblica, la S. Tradizione e il Magistero della Chiesa. L'esattezza dottrinale, espressa con un'adeguata terminologia, si coniuga con l'istanza ecumenica e il dialogo con le altre religioni.
I destinatari del Catechismo sono i credenti adulti che vogliono essere aiutati nel loro cammino di crescita nella fede. Il Catechismo può essere usato per la meditazione personale ma anche nella catechesi parrocchiale per le famiglie, le associazioni, i gruppi e i movimenti.


Maria nel Catechismo degli adulti

Il discorso su Maria è inserito al termine della Terza Sessione, Sezione Terza della Parte Seconda che parla de "La Chiesa mistero di comunione". La motivazione di quest'inserimento è data al termine dell'introduzione: "Nell'assemblea immensa di quanti vivono in comunione con Cristo ha una posizione del tutto singolare la Vergine Maria, Madre del Signore e primizia della Chiesa, modello perfetto di vita cristiana e sostegno sicuro a chi è in cammino verso la patria celeste". Questo perché in Lei il Padre ha trovato la dimora dove il Figlio e il suo Spirito possono abitare la terra; perché lo Spirito ha preparato Maria con la sua grazia; perché in Lei si realizza il disegno misterioso del Padre, si manifesta al mondo il Figlio nato dal suo seno verginale, si attua la comunione di Cristo con gli uomini. Lei è perciò la Donna, la Nuova Eva, la Madre dei viventi del Cristo totale, la Madre delle membra di Cristo perché con la sua carità ha cooperato alla nascita dei fedeli nella Chiesa.
Il Catechismo divide in nove punti il suo discorso su Maria. Nel loro insieme essi riassumono l'insegnamento e la fede della Chiesa così come scaturiscono dalla S. Scrittura, dalla S. Tradizione e dal Magistero della Chiesa.

IMMAGINE E PRIMIZIA DELLA CHIESA
Maria è una persona storicamente esistita non un mito, pienamente inserita nel suo tempo che ha compiuto particolari gesta ed è stata investita di una missione singolare, quella di essere la Madre del Salvatore, al cui fianco Ella si pose con umiltà ma anche con decisione. Quello che la Scrittura scrive su di Lei è poco, ma essa la colloca al centro dei momenti decisivi della Salvezza: l'Incarnazione, la Pasqua e la Pentecoste. Maria è il modello dell'umanità salvata da Cristo, la primizia della Chiesa: in lei si è realizzato tutto quello che si realizza e realizzerà nella Chiesa. In lei risplende di viva luce il mistero stesso della Chiesa.

PREDILETTA DALL'ETERNITÀ
Maria è scelta dall'amore gratuito di Dio che dona la salvezza a tutti gli uomini. Egli che tutti pensa, ama, crea, redime e glorifica, per una sua liberissima scelta d'amore, elesse Maria alla missione di Madre del Redentore colmandola di ogni pienezza di grazia per cui Ella è la benedetta fra tutte le donne. Maria riconosce, nella sua profonda umiltà, che tutto in lei viene da Dio e che la gratuità dei suoi doni l'ha resta beata di fronte a tutte le generazioni.

IMMACOLATA
In Maria il Padre realizza la promessa fatta ad Israele: vengo ad abitare in mezzo a te (Zc 2,14) e porta a compimento la vocazione di Israele di essere l'amata e la Sposa fedele del Signore (Os 2,21; Lc 1,28). Proprio perché ama questa creatura il Padre l'ha ricolmata di grazia, per cui il peccato non ha mai offuscato il suo splendore ed Ella, primo germoglio della Chiesa, è tutta gloriosa, senza macchia, santa ed Immacolata. La Chiesa ha sempre creduto che Maria è stata ricolmata di grazia in modo singolare fin dal primo istante della sua esistenza in previsione dei meriti di Gesù Cristo ed ha espresso la sua fede nell'immacolato concepimento di Maria nella proclamazione dogmatica fatta da Pio IX nel 1854. Lei pure, come tutti noi, è stata redenta da Cristo ed anche Lei, con cuore puro da ogni colpa originale ed attuale, ha percorso il pellegrinaggio di fede conservando ed approfondendo sempre più la sua unione con Cristo.

MADRE DI DIO
Dopo aver presentato Maria come Sempre Vergine, realtà che approfondirò dopo, il Catechismo considera la Divina Maternità come il fondamento della sua posizione eminente e singolare nel Mistero della Salvezza. Questa maternità, anch'essa primizia della Chiesa che con la predicazione, i sacramenti e la testimonianza di carità genera e fa crescere i credenti come figli di Dio, non fu una maternità soltanto biologica, ma instaurò una relazione di grazia vissuta nella fede e nella carità e nemmeno una maternità puramente passiva, ma seguita al suo libero assenso. Maria vive questo dono, con atteggiamento di accoglienza grata, amante e dolorante e con una radicalità ed una pienezza inaudita.

DISCEPOLA E COOPERATRICE DEL SALVATORE
Accogliendo il dono della maternità di Cristo, Maria ne divenne anche la più perfetta seguace e la prima collaboratrice. Lo accoglie nel suo grembo, lo fa nascere alla vita nella grotta di Betlemme, lo offre all'adorazione dei Magi e al Padre nel Tempio, lo salva dalla persecuzione di Erode, lo ricerca smarrito, è vicina a lui all'inizio della sua vita pubblica sollecitando il primo miracolo per cui i discepoli credettero in lui, compie la volontà del padre seguendo il suo insegnamento, si pone ritta accanto alla croce partecipando al dolore e al sacrificio redentivo. La sua fede nel Figlio di Dio è più grande di quella di Abramo, è incrollabile e senza riserve. In lei, madre del nuovo Adamo si scioglie il nodo della disobbedienza di Eva per cui diviene la Madre dei viventi nell'ordine della grazia, la madre spirituale degli uomini, soprattutto di coloro che accolgono Cristo e la sua salvezza.

PRESENZA MATERNA NEL CAMMINO DELLA CHIESA
Maria è presente nel Cenacolo al nascere della Chiesa nel giorno della Pentecoste. La sua maternità perdura in maniera ininterrotta fino al coronamento eterno di tutti gli eletti. Con la sua azione materna ella coopera personalmente a rigenerare i figli di Dio, li accompagna nel loro cammino di fede, intercedendo per loro con efficacia del tutto singolare. Questa mediazione materna di Maria nulla toglie all'unica mediazione di Cristo ma ne dimostra, anzi, l'efficacia infinita e favorisce, anzicché impedirlo, il contatto diretto dei credenti con Lui.

ASSUNTA IN CIELO
Questa sua missione materna, Maria la svolge con efficacia dal cielo dove è stata assunta in anima e corpo, verità questa acquisita dalla Chiesa con sempre crescente chiarezza e poi dogmaticamente proclamata il 1 novembre 1950 da Papa Pio XII. L'assunzione al cielo è la Pasqua di Maria, frutto della Pasqua di Cristo, compimento di un'unione senza pari con il Signore della vita da lei portato in seno e coronamento dei doni di grazia e santità di cui Ella fu colmata dalla munificenza di Dio. Ella brilla quale segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio, ancora in cammino e in attesa che si compia il giorno del Signore.

IL CULTO MARIANO
Data questa singolare posizione di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa per cui Ella è stata la Madre e la cooperatrice del Salvatore ed è diventata il modello e la madre della Chiesa vicina a Dio e vicina agli uomini bisognosa di salvezza, la Chiesa la venera con un culto tutto particolare superiore a quello degli Angeli e dei Santi. Questo culto che nulla a che vedere con quello di adorazione dovuto solo a Dio, deve essere ancorato all'insegnamento della Chiesa ed essere soprattutto liturgico, anche se raccomandate sono le espressioni della sana devozione popolare e le preghiere che la chiesa da secoli le rivolge sperimentandone l'efficacia, come il Rosario e l'Angelus. Maria deve essere accolta tra i propri tesori come fece il discepolo amato per cui il vero culto mariano spinge ad una crescita e ad una maturità spirituale fatta di fede, di adesione totale a Cristo, di fiducia e di filiale abbandono.

La Verginità di Maria

Al n° 4 del Cap. 20 dedicato a Maria: "Insieme con Maria la Madre di Gesù", il Catechismo affronta il tema della sua Verginità. Le fonti alle quali il Catechismo attinge sono:
- I passi evangelici classici di Mt 1,18-25; Lc 1,34-37 ed anche Gn 3,16
- La Lumen Gentium del Vaticano II, al n° 64
- I discorsi di S. Agostino
- Le condanne contro i "Tre Capitoli" del Concilio di Costantinopoli II
- Il terzo dei canoni del Sinodo del Laterano
- Il Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 437, 488, 494, 495, 532, 534, 773 e 974.
Tutto il discorso sulla Verginità di Maria può essere diviso in tre parti: a) Fede e verginità; b) La Verginità di Maria; c) La Vergine Maria e Giuseppe.

3.1. Fede e verginità
Quando la fede si mantiene integra e senza incrinature, si ha la verginità del cuore. Essa è la generosa risposta alla grazia del Signore, come il "si" della sposa allo sposo che ama. La verginità è, quindi, in primo luogo un'apertura a Dio, un donarsi totalmente a Lui, un'anticipazione di quella condizione definitiva che sarà inaugurata dalla resurrezione dai morti.
In particolare alcuni cristiani sono anche chiamati, per il servizio del regno, ad unire a questa universale verginità, anche il segno concreto della integrità del loro corpo. Verginità del cuore e verginità corporale, che sono le due forme di verginità praticate dal Popolo di Dio, si realizzano in modo unico e singolare nella "sempre" Vergine Maria.

3.2.La verginità di Maria
Il Catechismo insegna che Maria, vergine nel cuore e nel corpo prima, durante e dopo il parto, ha concepito il Signore senza seme umano, lo ha partorito senza corruzione rimanendo integra, ha mantenuto questa verginità anche dopo il parto. Maria è, dunque, la "Sempre Vergine".
LA VERGINITÀ PRIMA DEL PARTO
Fin dalle sue prime formulazioni di fede, la Chiesa ha professato che Gesù è stato concepito nel seno della Vergine Maria per la sola potenza dello Spirito Santo, cioè senza seme umano. In questo verginale concepimento, i Santi Padri ravvisarono il segno che si tratta veramente del Figlio di Dio venuto a redimere gli uomini.
I racconti evangelici considerano questa concezione un'opera divina che va oltre ogni comprensione e possibilità umana. Soggetto ad atteggiamenti di perplessità, per cui si è pensato a leggende o ed elaborazioni teologiche senza appiglio alla storicità, il concepimento verginale di Gesù è comunque incomprensibile senza l'apporto della fede che vede questo mistero in piena comunione con tutti gli altri misteri di Cristo che, come afferma S. Ignazio di Antiochia, si comprendono solo nel silenzio di Dio.
Il concepimento verginale esprime, quindi, queste verità:
- Che Gesù è il Figlio di Dio, il dono gratuito del Padre per la nostra salvezza;
- Che è la fede ad accoglierlo con stupore ed umile gratitudine, rinunciando a confidare nell'uomo e nel suo orgoglioso potere.
LA VERGINITÀ NEL PARTO
Approfondendo la sua fede nella maternità verginale di Maria, la Chiesa è giunta a confessare anche la sua verginità reale nel momento del parto del Figlio di Dio fattosi uomo, per cui la sua nascita non ha distrutto la verginale integrità della madre ma anzi l'ha consacrata per sempre. La Liturgia della Chiesa celebra Maria come la Aeiparthenos, la "Sempre Vergine". La verginità nel parto significa che il dolore toccato ad Eva come conseguenza del peccato è stato trasfigurato dall'esperienza gioiosa del Salvatore, che libera l'uomo da ogni forma di corruzione.
LA VERGINITA DOPO IL PARTO
La Chiesa ha sempre ritenuto che Gesù fosse l'unico figlio di Maria, il primo di una moltitudine di fratelli cioè i fedeli, alla cui nascita e formazione ella coopera con amore di madre spirituale. La verginità dopo il parto ci dice, dunque, che Maria, dopo aver generato il Figlio di Dio al tempo umano, ha dedicato tutta se stessa a Lui e alla sua opera, rinunciando ad avere altri figli secondo la carne.
Quando si parla di fratelli di Gesù, devono intendersi in senso largo e cioè come cugini e cognati; due di essi, addirittura, Giacomo e Joses, sono espressamente indicati da MC 6,3 e 15,40 come figli di un'altra donna, anch'essa di nome Maria.

3.3.La Vergine Maria e Giuseppe
Pur essendo unita a Giuseppe da un vero legame coniugale, la Vergine non ha avuto con lui alcuna relazione sessuale ma, insieme, si sono consacrati al servizio totale ed amorevole di Cristo. Maria e Giuseppe hanno insieme consacrato sia la verginità che il matrimonio. Il loro stare insieme è stato segnato da una comunione ed amicizia profonda, un aiuto reciproco per cui si sollecitavano entrambi a vivere totalmente per Dio. Il prefazio della messa di "S. Maria di Nazaret" proclama: "Unita a Giuseppe, uomo giusto, da un vincolo di amore sponsale e verginale, Maria ti celebra con i cantici, ti adora in silenzio, ti loda con il lavoro delle sue mani, ti glorifica con la sua vita".
Giuseppe, uomo giusto nel senso biblico del termine, accetta di essere il padre legale di Cristo, per renderlo erede delle promesse fatte a Davide, lo custodisce e lo educa con carità e autorità come un vero padre. Questo è il mistero, secondo S. Bernardino da Siena, per cui tutta la Chiesa riconosce Maria come la Vergine Madre che ha partorito il Figlio di Dio tra noi ma esprime anche una particolare riconoscenza e riverenza verso S. Giuseppe.

CONCLUSIONI

Il Catechismo, affermano i Vescovi, è un aiuto per coloro che vogliono vivere con pienezza la loro fede. Che significato ha, allora, la verginità di Maria per il cristiano impegnato nella sua crescita spirituale? Ecco alcune conclusioni:
- Considerare la verginità di Maria, nell'insieme dei misteri di Cristo Salvatore, conduce a vivere questo mistero della nostra fede come l'espressione più luminosa del dono gratuito e totale che il Padre ci ha fatto senza l'affidamento ai poteri della terra: la verginità di Maria è la luce dentro la quale il Figlio di Dio si è presentato al mondo, inviato dal Padre, per un atto esclusivo del suo amore, a realizzare la nostra salvezza.
- Di conseguenza la verginità di Maria, si trasforma per la nostra vita cristiana in un principio di maturazione perché la Vergine ci insegna a vivere per Dio la nostra vita, a scegliere il suo servizio in piena dedizione a lui, a trasformare la nostra condizione umana, qualunque essa sia, in una limpida accoglienza del divino e in una fedele sua manifestazione al mondo, nella luce di una perfetta fedeltà.
- La Vergine ci insegna anche ad amare e comprendere la Chiesa, anch'essa nostra vergine madre perché nel Battesimo ci ha concepito nello Spirito e senza concupiscenza alla vita cristiana e attraverso l'annuncio della Parola ed i Sacramenti ci fa crescere spiritualmente, ci conduce al nostro destino escatologico e cioè alla perfetta comunione con Dio, ci offre, infine, costantemente a Lui, insieme a Cristo, come figli senza peccato.
- La Vergine si presenta perciò a noi come il fiore incorruttibile e casto che rese visibile agli occhi degli uomini il Signore della vita, Colui che l'ha salvata e resa santa prima di tutti noi perché noi fossimo liberati dall'errore, dalla schiavitù e dal peccato. Ma è anche Colei che con la sua piena adesione alla volontà del Padre, all'opera del Figlio e ad ogni mozione dello Spirito, ci insegna a vivere nella fede e nella carità la nostra vita. In lei Vergine gloriosa del cielo, noi pellegrini del tempo, possiamo contemplare la gloria e la gioia che il Padre concederà a coloro che hanno aderito a Lui nella verginità del loro cuore.

Inserito Mercoledi 16 Settembre 2009, alle ore 16:40:06 da latheotokos
 
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