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Maria, chiave del mistero cristiano nel magistero di Giovanni Paolo II
Magisterodi Antonino Grasso dal libro "Maria, madre della speranza e Donna di legalità" edito dalla Regione Siciliana

Il Magistero mariano di Giovanni Paolo II

1. Tutta la vita di Karol Wojtyla - nato a Wadowice il 18 maggio 1920, eletto Pontefice col nome di Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1978, morto il 02 aprile 2005 - si è svolta sotto il segno di Maria, alla quale già in tenera età egli aveva affidato completamente se stesso. Il Papa non ha fatto mai mistero della sua concreta e forte pietà verso la Vergine, sua “speciale patrona”. Il “Totus tuus”, l’“appartenere” a Maria, ha segnato il suo modo di vivere e la sua esperienza cristiana;[1] è stato un dono che è diventato principio di una più piena consacrazione a Cristo ed ha avuto una determinante incidenza anche nel suo pensiero e nel suo ministero di Vescovo di Roma.[2]

2. Il magistero mariano di Giovanni Paolo II, ha il merito di aver costantemente proposto la Madre del Signore alla luce del mistero Trinitario e cristologico – ecclesiale, quale figura esemplare, carismatica e “trasversale”[3] nell’evento cristiano e della fede e nella difficile ma esaltante evangelizzazione contemporanea.[4] Secondo J. Ratzinger – oggi Papa Benedetto XVI -, l’insegnamento mariano di Giovanni Paolo II esprime la convinzione che nella Vergine di Nazaret, si concentrano tutti i temi fondamentali della fede,[5] per cui gli uomini e le donne, i popoli e le nazioni, cercano nella fede di Lei il sostegno della propria fede.[6]
In definitiva, Maria è per il Pontefice, quella che René Laurentin con lapidarie parole definisce: “La chiave del mistero cristiano”. Maria realizza i principali valori cristiani in un modo nel contempo singolare, esemplare, suggestivo, ispiratore, imitabile, dinamico perché è al principio dell’evento Cristo, quindi al centro della storia, e perchè Dio ha posto in questo principio una perfezione completa, quindi al centro della Chiesa. Agli occhi del popolo di Dio ella diventa perciò il “paradigma”, cioè il “modello perfetto” della santità preservata, colmata, splendente; della donna e della femminilità; della grazia come gratuità e pienezza; della fede consapevole e totale; della verginità e della maternità umana e divina e, conseguentemente, delle virtù e dei carismi di cui la maternità divina è formalmente il prototipo; della regalità di Dio come culmine della libertà e dell’onnipotenza peculiare dell’amore; del centuplo evangelico; della meta escatologica. Maria ricorda e mostra alla Chiesa e agli uomini soprattutto la dimensione “essenziale” ed “esistenziale” della fede che è una relazione personale, familiare, intensa con Cristo, rimediando ad un’antropologia orfana di Dio e contribuendo a restaurare quella cultura della vita, dell’accoglienza, del dono e dell’amore, proprie del Cristianesimo.[7]

3. Gli interventi più incisivi del magistero mariano di Giovanni Paolo II sono:
- La lettera Enciclica Redemptoris mater del 1987.[8] Essa è una poderosa rimeditazione della dottrina conciliare in chiave biblica, teologica e spirituale e presenta la Vergine, prima nell’evento storico – salvifico di Cristo, poi al centro del Popolo di Dio in cammino verso l’approdo Trinitario e, infine, nell’esplicazione della sua “mediazione materna”, con originali e congrui approfondimenti. L’enciclica sottolinea, in maniera più accentuata rispetto al Vaticano II, la dimensione “storica” di Maria nel suo itinerario di vita e di fede e la pregnanza della sua attiva ed esemplare “presenza” nel mistero della Chiesa e in quello dinamico della salvezza.[9]
- La lettera apostolica Mulieris dignitatem del 1988. Questo è il primo documento ecclesiale che tratta specificamente della “questione donna” e apporta un originale contributo mediante la proposizione dell’antropologia biblica e il riferimento alla persona e alla figura di Maria che rivela alle donne la loro dignità e la loro vocazione.[10] Maria è presentata come Donna – Theotokos posta nel cuore della storia; come Nuova Eva, verace segno dell’antropologia originaria; come Vergine - Madre che dà significato alla maternità – verginità; come “principio mariano” permanente nella Chiesa.[11]
- Le Catechesi mariane nelle udienze generali del mercoledì dal 07 settembre 1995 al 13 novembre 1997. Queste 70 catechesi costituiscono un “vademecum” preziosissimo per chi voglia conoscere la Madre del Signore, della quale il Pontefice delinea la vita, le virtù, la santità, la presenza nella S. Scrittura e nella Tradizione, alla luce del Concilio Vaticano II e possono considerarsi quasi una vera e approfondita “summa mariologica”.[12]
- La lettera apostolica Tertio millennio adveniente del 1994. In questo documento, dedicato alla preparazione del Grande Giubileo del 2000, Papa Wojtyla afferma che la Vergine è presente in modo per così dire “trasversale” all’evento. Il termine indicava, nel pensiero del Pontefice, la “relazionalità” della Theotokos con i protagonisti e i beneficiari del mistero dell’incarnazione redentrice: Dio Trinità; l’uomo e la donna redenti dal Signore Gesù; la comunità di fede pellegrinante nel tempo e diretta verso la sua meta originaria e definitiva.[13] Questa presenza, compresa e apprezzata nella sua capacità di relazione e di servizio, impegna la Chiesa a contemplare, imitare, a mostrare allo sguardo dei credenti la Madre del Redentore come esempio perfetto di amore sia verso Dio che verso il prossimo. [14]
- La lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002.[15] Scritta all’inizio del venticinquesimo anno di pontificato, il documento richiama, nel titolo e nei contenuti, alla preghiera mariana del Rosario, preghiera antica e sempre nuova, cara ai Pontefici, rimotivata e riaffidata da Papa Wojtyla alla Chiesa del terzo millennio. La lettera apostolica, una sorta di necessario completamento o coronamento dei contenuti della Novo millennio ineunte, esorta i cristiani della postmodernità alla contemplazione del volto di Cristo, in compagnia e alla scuola della Madre la quale, icona del credente che contempla rapito la bellezza del suo Signore, aiuta e abitua alla contemplazione di quel volto che lei, mediante il suo servizio materno – messianico, ha umanamente plasmato, che da lei ha attinto anche umana somiglianza e che evoca una intimità spirituale certo più grande e profonda.[16]

4. Tutte le altre più importanti encicliche o esortazioni apostoliche, ecc., portano quasi sempre una parte significativa dedicata alla Vergine. Così:
- nella Catechesi tradendae del 16 ottobre 1979, Maria è “Madre e modello del discepolo” (n. 73);
- nella Familiaris consortio del 22 novembre 1981, il Pontefice si augura che la Vergine Maria, come è Madre della Chiesa, così anche sia la “Madre della chiesa domestica", e, grazie al suo aiuto materno, ogni famiglia cristiana possa diventare veramente una piccola chiesa, nella quale si rispecchi e riviva il mistero della Chiesa di Cristo (n. 86);
- nella Redemptionis donum del 25 marzo 1984, il Papa afferma che tra tutte le persone consacrate senza riserva a Dio, ella è la prima e anche la “più pienamente consacrata a Dio”, consacrata nel modo più perfetto. Il suo amore sponsale raggiunge il vertice nella maternità divina per la potenza dello Spirito Santo. Ella, che come Madre porta Cristo sulle braccia, al tempo stesso realizza nel modo più perfetto la sua chiamata: "seguimi". E lo segue, ella che ne è la Madre, come suo maestro in castità, in povertà e in obbedienza. Se la Chiesa intera, perciò, trova in Maria il suo primo modello, a maggior ragione lo trovano le persone e le comunità consacrate all’interno della Chiesa (n. 17);
- nella Sollecitudo rei socialis del 30 dicembre 1987, il Papa affida a Maria la difficile congiuntura del mondo (n. 49);
- nella Redemptoris missio del 07 dicembre 1990, il Pontefice afferma che la Chiesa è invitata a vivere più profondamente il mistero di Cristo, collaborando con gratitudine all'opera della salvezza, con Maria e come Maria, sua madre e modello: è lei, Maria, “il modello di quell'amore materno dal quale devono essere animati tutti quelli che, nella missione apostolica della chiesa, cooperano alla rigenerazione degli uomini”. Perciò, confortata dalla presenza di Cristo, la Chiesa cammina nel tempo verso la consumazione dei secoli e si muove incontro al Signore che viene, “ricalcando l'itinerario compiuto dalla Vergine Maria” (n. 92);
- nella Veritatis splendor del 06 agosto 1993, Maria è “segno luminoso ed esempio affascinante di vita morale”, perché vive e realizza la propria libertà donando se stessa a Dio fatto uomo che concepisce, partorisce, alleva, fa crescere e accompagna con quel gesto supremo di libertà, che è il sacrificio totale della propria vita. Con questo dono di se stessa, Maria entra pienamente nel disegno di Dio, che si dona al mondo (n.120);
- nella Evangelium vitae del 25 marzo 1995, il Pontefice affida a Maria, “aurora del mondo nuovo”, “Madre dei viventi”, la causa e la difesa della vita (n. 105);
- nella Novo millennio ineunte del 06 gennaio 2001, si augura che la Vergine, accompagni la Chiesa , essendo lei la “Stella della nuova evangelizzazione, l’aurora luminosa e la guida sicura del suo cammino” (n. 58);
- nella Ecclesia de eucharistia del 17 aprile 2003, Maria è la “Donna eucaristica” che insegna alla Chiesa, da vera sua “Maestra”, come riscoprire il rapporto intimo che la lega all’Eucaristia (nn.53-58).

5. Giovanni Paolo II, che in tutti i suoi numerosi viaggi apostolici si è recato nei santuari mariani e ha affidato i popoli e le nazioni visitate a Maria; che l’8 ottobre 2000, alla presenza di circa milleseicento vescovi, in occasione del loro Giubileo, ha rinnovato solennemente l’Atto di affidamento della Chiesa e del mondo al suo Cuore Immacolato, ha quasi sintetizzato in maniera mirabile il suo amore per la Madre di Dio e il suo magistero mariano, in due stupende ed accorate preghiere: quella rivolta alla Vergine di Lourdes la sera del 14 agosto 2004, durante il pellegrinaggio in quel santuario in occasione del 150esimo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e quella con cui conclude l’esortazione apostolica Ecclesia in Europa:[17]

Preghiere alla Vergine

Preghiera alla Madonna di Lourdes del 14 agosto 2004
Ave Maria, donna povera e umile, benedetta dall'Altissimo! Vergine della speranza, profezia dei tempi nuovi, noi ci associamo al tuo cantico di lode per celebrare le misericordie del Signore, per annunciare la venuta del Regno e la piena liberazione dell'uomo. Ave Maria, umile serva del Signore, gloriosa Madre di Cristo! Vergine fedele, dimora santa del Verbo, insegnaci a perseverare nell'ascolto della Parola, a essere docili alla voce dello Spirito, attenti ai suoi appelli nell'intimità della coscienza e alle sue manifestazioni negli avvenimenti della storia. Ave Maria, donna del dolore, Madre dei viventi! Vergine sposa presso la Croce, Eva novella, sii nostra guida sulle strade del mondo, insegnaci a vivere e a diffondere l'amore di Cristo, a sostare con Te presso le innumerevoli croci sulle quali tuo Figlio è ancora crocifisso. Ave Maria, donna della fede, prima dei discepoli! Vergine Madre della Chiesa, aiutaci a rendere sempre ragione della speranza che è in noi, confidando nella bontà dell'uomo e nell'amore del Padre. Insegnaci a costruire il mondo dal di dentro: nella profondità del silenzio e dell'orazione, nella gioia dell'amore fraterno, nella fecondità insostituibile della Croce.

Preghiera a Maria, madre della speranza, nell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa
Maria, Madre della speranza, cammina con noi! Insegnaci a proclamare il Dio vivente; aiutaci a testimoniare Gesù, l'unico Salvatore; rendici servizievoli verso il prossimo, accoglienti verso i bisognosi, operatori di giustizia, costruttori appassionati di un mondo più giusto; intercedi per noi che operiamo nella storia certi che il disegno del Padre si compirà. Aurora di un mondo nuovo, mostrati Madre della speranza e veglia su di noi! Veglia sulla Chiesa in Europa: sia essa trasparente al Vangelo; sia autentico luogo di comunione; viva la sua missione di annunciare, celebrare e servire il Vangelo della speranza per la pace e la gioia di tutti. Regina della pace Proteggi l'umanità del terzo millennio! Veglia su tutti i cristiani: proseguano fiduciosi sulla via dell'unità, quale fermento per la concordia del Continente. Veglia sui giovani, speranza del futuro, rispondano generosamente alla chiamata di Gesù. Veglia sui responsabili delle nazioni: si impegnino a costruire una casa comune, nella quale siano rispettati la dignità e i diritti di ciascuno. Maria, donaci Gesù! Fa' che lo seguiamo e lo amiamo! Lui è la speranza della Chiesa, dell'Europa e dell'umanità. Lui vive con noi, in mezzo a noi, nella sua Chiesa. Con Te diciamo « Vieni, Signore Gesù » (Ap 22, 20): Che la speranza della gloria infusa da Lui nei nostri cuori porti frutti di giustizia e di pace!

.........................................

[1] Cfr. s. m. perrella, L’Immacolata Concezione nelle cinque catechesi mariane di Giovanni Paolo II del 1996, in Miles Immaculatae, 2 (2002), pp. 405-407.
[2] Cfr. l. moreira neves, Maria nella vita, nel pensiero e nel ministero pastorale di Giovanni Paolo II, in aa. vv., Una luce sul cammino dell’uomo. Per una lettura della Redemptoris mater, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1098, p. 32.
[3] Cfr. Giovanni Paolo II, Tertio millennio adveniente, lettera apostolica del 10 novembre 1994, in Enchiridion Vaticanum, 14, nn. 1714-1820. Il termine si trova al n. 1794.
[4] Cfr s. m. perrella, Il Rosario nel magistero dei Papi: da Leone XIII a Giovanni Paolo II. Una preghiera «con Maria la madre di Gesù» (At 1,14), in aa. vv., Contemplare Cristo con Maria, Pontificia Academia Mariana Internationalis, Città del Vaticano 2003, p. 146.
[5] Cfr. J. Ratzinger, Le 14 encicliche di Giovanni Paolo II, in Communio, 3 (2003), pp. 190 – 191.
[6] Cfr. s. m. perrella, L’Immacolata Concezione nelle cinque catechesi mariane di Giovanni Paolo II del 1996, op. cit., p. 407.
[7] Cfr. r. laurentin, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, pp. 8 -11.
[8] Cfr. Giovanni Paolo II, Redemptoris mater, lettera enciclica del 25 marzo 1987 in Enchiridion Vaticanum, 10, nn. 1272 – 1421.
[9] Cfr. s. m. perrella, Il Rosario nel magistero dei papi, op. cit., p. 146 - 147.
[10] Cfr. Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem, lettera apostolica del 15 agosto 1988, in Enchiridion Vaticanum, 11, nn. 1206 – 1345.
[11] Cfr. s. de fiores, Maria nella teologia contemporanea, Centro di Cultura Mariana «Madre della Chiesa», Roma 1991, pp. 569-577.
[12] Cfr. s. m. perrella, Il Rosario nel magistero dei papi, op.. Cit., p. 150.
[13] Cfr. e. m. toniolo, La Vergine Maria nella lettera apostolica «Tertio millennio adveniente» in Lateranum, 49 (1998), pp. 169 – 198.
[14] Cfr. giovanni paolo II, Tertio millennio adveniente, in EV, 14, nn. 1714 – 1820. [15] Cfr. Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, lettera apostolica del 16 ottobre 2002, in Acta Apostolicae Sedis, 95 (2003), pp. 5 – 36.
[16] Cfr. s. m. perrella, La Madre di Gesù nella coscienza ecclesiale contemporanea, Pontificia Academia Mariana Internationalis, Città del Vaticano 2005, pp. 231 – 232. [17] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Europa, esortazione apostolica post-sinodale del 28 giugno 2003, in AAS, 95 (2003), 724.

Inserito Mercoledi 16 Settembre 2009, alle ore 16:44:30 da latheotokos
 
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