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Influsso di Maria nella vita spirituale
SpiritualitàDa Maria la via che conduce a Dio di Antonino Grasso

Accanto al Redentore

Maria ci chiama alla santità, non soltanto invitandoci a seguire i sui esempi splendidi e grandi, ma contribuendo anche praticamente allo sviluppo della nostra vita spirituale. Ella mette in campo tutta la forza del suo amore materno e del suo costante interessamento che si concretizzano nel misterioso suo intervento nelle anime. Per un piano mirabile di Dio, la Vergine fu in maniera singolare unita a Gesù, nella realizzazione della Redenzione. Con il concretizzarsi dell’opera del Figlio, Maria divenne la Madre che con la sua fede e con il suo corpo venne indissolubilmente legata al Salvatore. Dicendo il suo “Si!” a Dio, Maria abbracciò “con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato, la volontà salvifica di Dio, consacrando totalmente se stessa quale ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della Redenzione con Lui e sotto di Lui, con la grazia di Dio Onnipotente”.[1] Il “Si!” di Maria non fu meramente passivo, ma la Vergine “collaborò alla salvezza dell’uomo con libera fede ed obbedienza” [2] divenendo la Nuova Eva   che scioglie con la sua fede il nodo dell’incredulità di Eva, con l’ubbidienza il nodo della disubbidienza, portando la vita e divenendo la madre dei viventi in Cristo.[3] La partecipazione di Maria all’opera di riscatto dell’umanità raggiunse il suo apice ai piedi della Croce dove Ella “se ne stette[4] soffrendo profondamente con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da Lei generata” [5] e che, proprio negli ultimi istanti della sua vita la consacra anche Madre della Chiesa nella persona del discepolo amato, con le parole: “Donna, ecco  tuo figlio”.[6]

Partecipazione di Maria all'opera della salvezza

La partecipazione di Maria all’opera della Salvezza non fu qualcosa di necessario,  ma fu ugualmente voluta da Dio e scaturisce da Cristo stesso che è l’unico Salvatore e l’unico Mediatore degli uomini.[7] Dio decise con un piano imperscrutabile che anche la Donna , Maria, partecipasse alla sua opera: “ La Beata Vergine , insieme con l’Incarnazione del Verbo Divino predestinata fin dall’eternità quale madre di Dio, per disposizione della Divina Provvidenza fu su questa terra l’alma madre del Redentore divino, compagna generosa del tutto eccezionale e umile ancella del Signore. Col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al tempio, soffrire col Figlio suo morente sulla Croce, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, coll’ubbidienza, la fede, la speranza e l’ardente carità per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo fu per noi Madre nell’ordine della grazia”.[8] Anche Papa Pio XII dice chiaramente che “secondo il volere di Dio nella realizzazione del piano divino della salvezza, la Vergine Maria fu unita in modo indissolubile a Gesù e la nostra salvezza scaturì dal dolore di Cristo e dal dolore e dalle sofferenze di sua Madre”. [9]  La teologia parla di partecipazione all’opera della salvezza oggettiva. Da questo ne consegue anche la partecipazione alla distribuzione delle grazie nell’anima di ogni singolo uomo, cioè la sua partecipazione alla realizzazione della salvezza soggettiva.[10] Sempre Pio XII afferma: “ La Beata Vergine non ha raggiunto soltanto il supremo grado, dopo Cristo, dell’eccellenza e della perfezione, ma anche una partecipazione di quell’influsso, con cui il suo Figlio e Redentore nostro si dice giustamente che regna sulla mente e sulla volontà degli uomini. Se infatti il Verbo opera i miracoli e infonde la grazia per mezzo dell’umanità che ha assunto, se si serve dei sacramenti e dei santi come di strumenti di salvezza delle anime, perché non può servirsi dell’ufficio e dell’opera della Madre sua santissima per distribuire a noi i frutti della Redenzione?”. [11]

La Maternità spirituale di Maria

Maria, nostra madre nell’ordine della grazia, svolge con sommo amore e dedizione il compito che Dio le ha affidato. La sua maternità spirituale è una stupenda realtà che ci tocca profondamente e che non trascura mai nessuno: “Assunta in cielo, non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le grazie della  salute eterna. Con la sua materna carità, si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli ed affanni, fino a che non saranno condotti alla patria beata”.[12] Quando il Concilio afferma che Maria svolge la sua molteplice intercessione, intende tutte le forme di diretto intervento di Maria nella Chiesa e nelle anime dei singoli fedeli.  Quando parla di grazie della salute intende tutte le grazie: la grazia santificante, la grazia attuale e tutti gli aiuti spirituali necessari sia alla nascita che allo sviluppo, cioè al principio e la compimento della vita spirituale, perché sono soltanto queste grazie che ci portano alla salvezza, sono cioè le grazie della salute eterna. Gesù rimane il principio di tutto questo, ma Egli ha messo vicino a sé la sua Madre Santissima per una precisa, chiara, eterna scelta di collaborazione a nostro vantaggio. La grazia santificante, quella cioè che porta l’amicizia con Dio, è grazia di Cristo. La sua origine è in Lui, capo della Chiesa, inesauribile sorgente di salvezza eterna per tutti coloro che credono in Lui. La grazia santificante ha, tuttavia, anche un aspetto mariano: essa è contemporaneamente grazia di Maria, perché Maria ha partecipato alla Salvezza e ancora oggi partecipa alla salvezza degli uomini, unita indissolubilmente a Cristo, allo Spirito e alla Chiesa.[13]

Rapporto singolare di Maria con ogni credente

Come abbiamo già detto Maria svolge il suo ruolo materno non  soltanto nei riguardi di tutti gli uomini in generale, ma anche nei riguardi di ogni uomo in particolare e soprattutto di ogni cristiano. Paolo VI, proclamando Maria Madre della Chiesa riconosce che Ella è  madre non soltanto di tutto il popolo di Dio, ma anche dei fedeli e dei pastori che la chiamano madre amatissima.[14] Maria è, quindi, Madre del Cristo totale, del Corpo Mistico, ma anche di ogni singolo membro. Maria è la Madre che genera Cristo vita della Chiesa, quindi tutto il suo corpo ed anche i singoli membri. Senza di Lei la Chiesa , non può raggiungere la sua piena realizzazione di corpo nella vita di Cristo. Ella è perciò assidua nello svolgere questo suo compito speciale e straordinario e con amore instancabile e creativo guarda e segue ogni fratello di suo Figlio, lo aiuta a trovare la via del Padre per avere la vita di Cristo e lo conduce in tal modo al compimento finale della vita eterna.[15] Maria si mostra madre tenerissima, maestra di vita spirituale e di virtù, difesa sicura nei pericoli, consolatrice nelle sofferenze, conforto e ausiliatrice nelle prove. La grande mistica siciliana, la Venerabile Lucia Mangano scriveva così al suo Padre spirituale: “Finché siamo su questa terra, nulla possiamo comprendere dell’amore che Dio, infinitamente buono, ha portato all’umanità dandole questa madre”. [16] Ed ancora: “Noi non comprendiamo nulla della tenerezza della Madonna. Se lo comprendessimo saremmo felici!”. [17]

In unione con Maria

La sua profonda preoccupazione è quella della madre che vuole buttarci tra le braccia di Gesù, per farci godere del suo amore salvifico: “La mamma nostra spingendomi dolcemente con la mano, mi condusse a Gesù dicendo: Vieni figlia mia, vieni a riposarti in Gesù. Allora Gesù abbracciandomi mi fece riposare sul suo cuore”.[18]  Anime impegnate spiritualmente testimoniano con chiari pensieri l’opera di Maria nella loro anima ed esprimono il bisogno di vivere in unione con Lei: “Sono sempre convinto – scrive un sacerdote - che l’unione con Maria mi è necessaria per giungere alla perfezione. Più mi unisco alla SS. Vergine, più sento la necessità urgente della perfetta unione con Maria, per arrivare  all’amore perfetto di Gesù. Più mi unisco a Maria, più comprendo le mie colpe, i miei difetti, la mia debolezza; nell’abisso della mia miseria, io invoco dolcemente il nome della mia Madre celeste: ella mi risponde. Immediatamente sento rinascere nel mio cuore la pace, la confidenza, il coraggio. E ascolto una voce interiore che mi ripete: Non avere paura di nulla; io sono con te; io sarò la tua forza.  E nonostante la mia miseria, spero sempre di giungere al perfetto amore di Nostro Signore Gesù Cristo. Quando invoco la SS. Vergine , sento che Gesù è con me, o meglio con noi”.[19]

Lasciarsi guidare da Lei

Il modo migliore per essere uniti e vivere in piena sintonia con la Madre e lasciarsi guidare dalla sua mano esperta nel cammino, è l’atto  di affidamento a Lei che moltissimi praticano in forma piena e totale.  Tutti coloro che si affidano a Maria sono convinti che se lo Spirito Santo opera in loro delle meraviglie è perché vi trova un’unione grande e profonda con Lei, suo capolavoro. Uniti e abbandonati a Maria, essi pensano di essere radicati nell’albero stesso che porta il frutto della vita che è Cristo, di essere costantemente vicini all’acqua della salvezza che la Vergine diede al mondo come sorgente purissima, di abitare nella terra feconda che ha prodotto il frutto della Vita.[20] Essi avvertono che questo affidamento li spinge a mirare con più generosità ad una vita spirituale sempre più intensa, ad un costante rinnovamento pratico dei voti espressi nel Santo Battesimo. Appartenere alla Vergine in forma totale li fa sentire con più forza, assoluta proprietà di Cristo come lo fu Maria stessa. Camminando con Lei, in Lei e per Lei, essi sono convinti di unirsi e abbandonarsi completamente a Gesù, loro Signore e unico ideale.[21]

[1] LG, 56
[2] LG, 56
[3] LG, 56
[4] Gv 19, 25
[5] LG, 60
[6] Gv 26,27
[7] LG, 60
[8] LG, 61
[9] Pio XII, Enciclica “Haurientis Aquas” del 15 maggio 1956. 
[10] A. Grasso, Maria con te, Editrice Ancilla, Conegliano, 1993. 
[11] Pio XII, Enciclica “Ad Coeli Reginam” dell’11 ottobre 1954.
[12] LG, 62
[13] Aa Vv, Maria im Geheimnis Christi und der Kirche, Verlag Johann W. Naumann, Würzburg, 1987
[14] Paolo VI, Discorso di chiusura della III Sessione del Concilio Vaticano II, 21 novembre 1964.
[15] A. Grasso, Maria con te, Editrice Ancilla, Conegliano 1993.
[16] A. Martinelli, La Madonna e Lucia Mangano, Vol.1, Edizioni l’Addolorata, Mascalucia, 1959.
[17] idem
[18] P. Generoso Fontanarosa, Lucia Mangano orsolina, Vol.1, Edizione C.I.P.I., Mascalucia, 1991. 
[19] E. Neubert, La vita d’unione con Maria, Edizioni Paoline, Catania, 1956.
[20] Luigi G. da Montfort, Trattato della Vera Devozione alla Santa Vergine, Edizioni Paoline, Roma, 1959.
[21] E. Neubert, op.cit.

Inserito Giovedi 17 Settembre 2009, alle ore 22:36:53 da latheotokos
 
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