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  Natività di Maria del Papiro Bodmer 
ApocrifiIl testo completo del Papiro Bodmer che racconta i natali di Maria

 

Nel 1958 è stato scoperto un papiro, il papiro Bodmer V, del IV sec. o forse addirittura del III, contenente il testo completo del Protovangelo di Giacomo, seppure con alcune abbreviazioni. Questo papiro rappresenta, già secondo il primo editore (E. de Strycker, 1961), la forma più antica che ci sia pervenuta, ma non quella originaria. Del testo manca oggi un'edizione definitiva. Moraldi riproduce la traduzione di entrambe le forme, quella dell'ed. Tischendorf e quella del pap. Bodmer; Erbetta solo quella dell'ed. Tischendorf. Conosciamo numerose versioni in lingue orientali: in siriaco, georgiano, armeno, etiopico, copto. Inoltre abbiamo citazioni e riassunti in omelie medievali e bizantine. L'opera fu condannata da Innocenzo I (405) e probabilmente anche dal Decreto dello Pseudo-Gelasio (500 circa), e la condanna fece sparire l'antica versione latina. Ma l'opera venne recuperata attraverso la riscrittura del Vangelo dello Pseudo-Matteo (vedi oltre) e in altre forme della Natività di Maria, in cui il racconto viene reso più conforme ai Vangeli canonici. Nella chiesa greca si continua a leggerlo.

I

[1, 1] Natività di Maria. Apocalisse di Giacomo. Nelle storie delle dodici tribù (é scritto) che Gioacchino era molto ricco, e presentava
[5] al Signore le sue offerte doppie, pensando: "Sia il mio di più per tutto il popolo, e quello del perdono (sia) per il Signore Dio in remissione per me".
[10] Gioacchino. Si avvicinò il gran giorno del Signore, e presentavano i figli di Israele le loro offerte. E si presentò davanti a lui Rubel, dicendo:
[15] "Non ti é permesso presentare per primo

II

[2, 1] in Israele". E Gioacchino rimase molto triste e se ne andò tra le dodici tribù del popolo
[3a] pensando tra sé : "Guarderò attentamente
[3b] (i registri) delle dodici tribù di Israele, se soltanto io non ho avuto
[5] discendenza in Israele". Fece ricerche, e trovò che tutti i giusti avevano avuto discendenza in Israele. E si ricordò del patriarca Abramo, al quale, nel suo ultimo
[10] giorno, il Signore Dio diede il figlio Isacco. Gioacchino rimase molto triste e non si fece vedere da sua moglie, ma se ne andò nel deserto, e
[15] innalzò qui la sua tenda e digiunò quaranta giorni e
le tue offerte, poiché  non hai avuto discendenza

III

[3, 1] quaranta notti, Gioacchino, dicendo tra sé : "Non discenderò né per mangiare né per bere, fino a quando il Signore mio Dio non mi visiterà.
[5] La mia preghiera sarà cibo e bevanda".
Anna. Ma sua moglie Anna si doleva il petto con due lamentazioni, dicendo: "Mi lamenterò della mia vedovanza e
[10] mi lamenterò della mia sterilità". Si avvicinò il gran giorno del Signore. E Juthine, la sua ancella, disse rivolta a lei: "Fino a quando mortifichi l'anima tua? Ecco,
[15] Si é avvicinato il gran giorno del Signore, e non é permesso piangere.

IV

[4, 1] Prendi, invece, questa fascia che mi ha dato la signora sarta e a me non é permesso indossarla poiché  sono la tua ancella
[5] ed ha un marchio regio". Anna rispose: "Allontanati da me! Non ho fatto questa, e il Signore Dio mi ha umiliato molto. Forse é stato un malfattore che
[10] ti ha dato questo e sei venuta ad associare me al tuo peccato". Rispose Juthine, l'ancella: "Che cosa ti posso imprecare per non aver tu ascoltato la mia voce? Il Signore Dio ha chiuso
[15] il tuo utero non dandoti un frutto in Israele". Anna si

V

[5, 1] rattristò. Tolse le sue vesti di lutto, si lavò la testa, e indossò le sue vesti
[5] da sposa. E intorno all'ora nona discese nel suo giardino
a passeggiare. Vide una (pianta di) alloro e si sedette sotto di essa; e dopo essersi riposata, iniziò invocazioni
[10] al Sovrano, dicendo: "O Dio dei miei padri, benedicimi, e ascolta la mia preghiera, come hai benedetto la madre Sara e le hai dato un figlio,
[15] Isacco". Anna guardò in alto verso il cielo, e vide un nido di passeri sull'alloro; e

VI
[6, 1] subito iniziò un lamento
Anna, dicendo tra sé : "Ohimé! chi mi ha generato? Quale razza di utero mi ha fatto? Poiché  io fui generata
[5] maledetta davanti a tutti loro e davanti ai figli di Israele. Fui oltraggiata, e mi hanno bandito dal tempio del Signore Dio mio.
Ohimé! a chi
[10] sono io assimilata? Io non sono assimilata agli uccelli del cielo, poiché
[11b] gli uccelli del cielo sono fecondi davanti a te, Signore.
Ohimé! a chi sono io assimilata? Io non sono assimilata agli animali
[15] senza ragione: poiché  anche gli animali senza ragione sono fecondi davanti a te, Signore.
Ohimé! a chi sono io

VII

[7, 1] assimilata? Io non sono assimilata
alle fiere della terra. Poiché  le fiere della terra sono feconde davanti a te, Signore.
Ohimé!
a chi sono assimilata io? Io non sono
[5] assimilata a queste acque. Poiché  anche queste acque (a volte) sono calme e (a volte) sono agitate, e i loro pesci ti benedicono, Signore.
Ohimé! a chi sono io assimilata? Io non sono assimilata
[9a] a questa terra, poiché  anche essa
[10] produce i suoi frutti secondo il tempo, e ti benedice, Signore".
La promessa. Ed ecco apparve un angelo del Signore, dicendo: "Anna, Anna, il Signore ascoltò la tua supplica. Concepirai e genererai e si parlerà
[15] della tua discendenza in tutta la ecumene".
E Anna disse: "Viva il Signore Dio. Se genererò - sia maschio

VIII

[8, 1] O sia femmina - lo condurrò in dono
al Signore mio Dio, e sarà in servizio di Lui tutti i giorni della sua vita".
Ed ecco due angeli
[5] vennero a dirle: "Ecco, Gioacchino, tuo marito, viene con il suo gregge".
Ritorno di Gioacchino. Un angelo del Signore discese da Gioacchino dicendo: "Gioacchino,
Gioacchino, ha ascoltato
[10] il Signore Dio la tua supplica. Discendi da qui. Ecco tua moglie ha concepito nel suo ventre". E subito Gioacchino discese e chiamò i pastori, dicendo loro:
[15] "Portatemi qui dieci agnelli senza macchia e senza difetti;

IX

[9, 1] e i dieci agnelli saranno per il Signore Dio. E portatemi dodici vitelli teneri: e i dodici
[3a] vitelli saranno per i sacerdoti e per la gherusia. E cento capretti
[5] e i cento capretti saranno per tutto il popolo".
Ed ecco che Gioacchino arrivò
con i suoi greggi.
E Anna se ne stava presso la porta e vide Gioacchino che veniva con i suoi greggi.
[10] E subito Anna corse e si aggrappò al collo di lui dicendo: "Adesso so che il Signore Dio
[15] mi ha benedetta molto. Ecco infatti che la vedova non é più vedova, e la sterile ha concepito nel grembo".

X
[10, 1] E Gioacchino si riposò nel primo giorno in casa sua. Nel giorno appresso offrì i suoi doni dicendo tra sé : "(per vedere) se il Signore
[5] Dio mi farà grazia, me lo indicherà la lamina
del sacerdote"; allorché  salì
[10] l'altare del Signore, non vide in se stesso alcun peccato. E Gioacchino pensò: "Ora so che il Signore Dio mi ha fatto la grazia, e mi ha perdonato tutti i miei peccati". E discese dal tempio
[15] del Signore giustificato, e andò in casa sua.

XI

[11, 1] Nascita di Maria. E si compirono
i mesi di lei, intorno a sei;
e nel settimo mese Anna
partorì, e domandò alla ostetrica:
"Che cosa ho partorito?". E la ostetrica rispose:
[4] "Una femmina". E Anna disse:
[5] "L'anima mia ha esaltato questo giorno". E la coricò. Allorché  si compirono i giorni, Anna si lavò della sua impurità e diede
[10] il seno alla bambina, e le diede il nome Maria.
Giorno dopo giorno la bimba si irrobustiva. Raggiunti i sei mesi di lei, sua madre la pose per terra
[15] per vedere se stava in piedi;
e, compiuto un giro di passi, ritornò in grembo di

XII

[12, 1] sua madre. Sua madre la prese dicendo: "Viva il Signore mio Dio: non compirai più giri su questa terra, fino a quando ti porterò via
[5] nel tempio del Signore". E fece un luogo sacro nella camera di lei, e non permise che ciò che é profano e impuro la attraversasse. E invitò figlie degli Ebrei,
[10] quelle incontaminate, e la divertivano.
Avvenne allorché  la bimba compì il primo anno Gioacchino fece una festa grande; e invitò
[15] i sommi sacerdoti, i sacerdoti e gli scribi e la gherusia e tutto il popolo di Israele.

XIII

[13, 1] E Gioacchino presentò la bimba ai sacerdoti, e la
benedissero, dicendo: "Il Dio dei nostri padri benedica
[5] questa bimba e le dia un nome illustre, eterno, in tutte le generazioni". E tutto il popolo disse: "Così sia. Amen!". Ed essi la presentarono ai sommi sacerdoti, e
[10] la benedissero, dicendo: "Il Dio delle Altezze, volga lo sguardo su questa bimba e la benedica con la sua benedizione suprema che non ha successione". E sua
[15] madre la portò nel luogo sacro della sua camera; e

XIV

[14, 1] diede il seno alla bimba.
E Anna (disse): "Innalzerò un inno sacro al Signore Dio mio, poiché  mi ha visitato, e ha allontanato da me il biasimo dei miei
[5] nemici, e mi ha dato - il Signore Dio mio - un frutto della mia giustizia, (frutto) semplice e multiplo davanti a Lui. Chi annunzierà ai figli di Rubel che Anna allatta?
[9a] Ascoltate, ascoltate, dodici tribù
[9b] di Israele, poiché  Anna allatta".
[10] E la pose a riposare nella camera del luogo sacro. Poi uscì a servirli. Finito il pranzo, discesero
pieni di gioia e glorificarono
[15] il Dio di Israele.
Per la bimba si moltiplicarono i suoi mesi.

XV

[15, 1] E quando la bimba compì i due anni, Gioacchino disse: "Conduciamola nel tempio del Signore per adempiere la promessa che abbiamo fatto, affinché
[5] il Sovrano non mandi su di noi, e la nostra offerta sia respinta". E Anna disse: "Aspettiamo il terzo anno, affinché  in seguito non cerchi il padre e la madre". E Gioacchino disse:
[10] "Aspettiamo!".
Presentazione di Maria al tempio. Quando la bimba compì i tre anni, Gioacchino disse: "Invitiamo le figlie degli Ebrei, quelle che sono pure; ognuna prenda una lampada e sia accesa,
[15] affinché  non si volti indietro.

XVI

[16, 1] e il suo cuore non sia trattenuto prigioniero (lungi) dal tempio del Signore". E così fecero fino a quando salirono nel tempio del Signore. E il sacerdote la accolse,
[5] la abbracciò, la benedisse, e disse: "Il Signore Dio ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Negli ultimi
giorni - il Signore manifesterà la redenzione
[10] ai figli di Israele". E la collocò sul terzo gradino dell'altare. Il Signore fece discendere su di lei la sua grazia,
e danzava con i suoi piedi; e le volle bene tutta
[15] la casa di Israele.

XVII

[17, 1] E i suoi genitori ammirati lodavano e glorificavano il sovrano Dio perché  non si era allontanato da loro.
E Maria era
nel tempio del Signore come una colomba:
[5] era curata e riceveva cibo dalla mano di un angelo.
Giuseppe. Quando lei raggiunse i dodici anni, ci fu un consiglio di sacerdoti. Dicevano: "Ecco Maria ha raggiunto i dodici (anni) nel tempio
[10] del Signore. Di lei che cosa ne facciamo, affinché  lei non contamini il santuario del Signore
Dio nostro?". E i sacerdoti gli risposero: "Tu sei il preposto all'altare del Signore. Entra, e prega
[15] per lei e quanto ti mostrerà il Signore Dio, questo noi faremo".

XVIII

[18, 1] E il sacerdote entrò, prese (l'abito) dei dodici campanelli nel santo dei santi, e pregò a riguardo di lei. Ed ecco apparve un angelo del Signore, dicendo:
[5] "Zaccaria, Zaccaria, esci e convoca i vedovi del popolo: ognuno prenda
[7a] un bastone, e colui al quale il Signore Dio mostrerà un segno, di costui sia la moglie". Uscirono gli araldi per tutta
[10] la campagna della Giudea, risuonò la tromba del Signore, ed ecco che tutti corsero. Giuseppe gettò l'ascia, e uscì anch'egli, si aggregò a loro.
[15] E riuniti assieme, si recarono dal sacerdote, portando

XIX

[19, 1] i bastoni. Il sacerdote prese
[1a] da loro i bastoni, entrò nel santuario e pregò. Terminata la preghiera, prese i bastoni, uscì, e li diede a loro.
[5] E in essi non vi era alcun segno. L'ultimo bastone lo prese Giuseppe.
Ed ecco che una colomba uscì dal bastone e si appollaiò sulla testa di Giuseppe. E il
[10] sacerdote disse: "Giuseppe, Giuseppe, tu hai avuto in sorte la vergine del Signore. Prendila in custodia". E Giuseppe replicò dicendo: "Ho figli e sono vecchio. Mentre questa
[15] é una fanciulla. Non avvenga ch'io sia oggetto di derisione per i figli di Israele". E disse

XX

[20, 1] il sacerdote: "Giuseppe, temi il Signore tuo Dio, e ricordati di quanto Dio fece a Datan e Abiron e a Core, come aprì la terra
[5] e li divorò tutti a motivo della loro contestazione. E ora, Giuseppe, temi che non avvenga questo in casa tua". Giuseppe, timoroso, la prese con sé
[10] in custodia, e le disse: "Maria, ho ricevuto te dal tempio del Signore. E ora ti lascio in casa mia. Me ne vado, infatti, a costruire i miei edifici,
[15] e (poi) ritornerò da te. Il Signore ti custodirà".

XXI

[21, 1] Lavori di Maria. Ebbe luogo un consiglio di sacerdoti; dicevano "Facciamo (fare) un velo
per il tempio del Signore". E il sommo sacerdote disse: "Chiamatemi le vergini
[5] pure della tribù di
Davide". E i subalterni partirono: cercarono, e ne
trovarono sette. E il (sommo) sacerdote si ricordò della fanciulla Maria perché  era della
[10] tribù di Davide ed era pura per Dio. I subalterni partirono e la condussero. E la introdussero nel tempio del Signore. E il sacerdote disse: "Tirate
[15] in modo che (si veda) chi filerà l'oro,

XXII

[22, 1] chi l'amianto, chi il lino, chi la seta, chi il
giacinto, chi lo scarlatto
[2a] e chi la porpora verace". E
[2b] a Maria toccò (in sorte) la porpora verace e lo scarlatto. Lei li prese e andò a casa sua. In quel tempo Zaccaria
[5] restò muto e in sua vece ci fu Samuele, fino a tanto che Zaccaria parlò.
Maria,
preso lo scarlatto, filava.
L'Annunciazione. E (un giorno) prese la brocca e
[10] uscì ad attingere acqua. Ed ecco a lei una voce che le diceva: "Ave, piena di grazia! Il Signore é con te.
[12a] Benedetta tu tra le donne". E Maria si guardò attorno a destra e a sinistra d'onde venisse
[15] questa voce. E tutta

XXIII

[23, 1] tremante entrò in casa sua, e, posata la brocca, prese la porpora e si sedette sulla sedia e si mise a filare
[5] la porpora. Ed ecco un angelo apparve davanti a lei, dicendo: "Non temere, Maria, infatti, hai trovato grazia davanti al sovrano di tutti. Concepirai dalla sua parola".
[10] E lei, Maria, sentendo, esitava in se stessa, pensando: "Concepirò io dal Signore Dio vivente, come ogni donna generò?". Ed ecco un angelo le apparve dicendole: "Non così,
[15] Maria. Poiché  la potenza di Dio

XXIV

[24, 1] ti adombrerà. Per questo il santo che nascerà sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. E lo chiamerai col nome Gesù. Egli, infatti, salverà il suo
[5] popolo dai suoi peccati". E Maria disse: "Ecco l'ancella del Signore davanti a Lui. Mi sia fatto secondo la tua parola". Lavorò la porpora
[10] e lo scarlatto e li portò al sacerdote. Dopo che l'ebbe ricevute, il sacerdote la benedisse e disse: "Maria, il Signore tuo Dio ha esaltato il tuo nome, e sarai benedetta in

XXV

[25, 1] tutte le generazioni della terra". Piena di gioia, Maria partì (per andare) da sua cugina Elisabetta; bussò alla porta.
[5] Elisabetta udì e gettò lo scarlatto e corse alla porta, le aprì, la benedisse, dicendo: "Donde mi viene che
[10] la madre del mio Signore venga da me? Ecco, infatti, ciò che é in me trasalì e ti benedisse".
Ma Maria aveva dimenticato i misteri dei quali aveva parlato l'angelo Gabriele e alzò gli occhi

XXVI

[26, 1] al cielo e disse: "Chi sono io
perché , ecco, tutte le donne della terra mi dicano beata?". E passò tre mesi presso
[5] Elisabetta.
E giorno dopo giorno il ventre di lei si ingrossava. E, intimorita, Maria andò a casa sua; e si nascondeva dai figli di Israele.
Ora lei
[10] aveva sedici anni quando questi misteri per lei si adempivano.
[11a] E nel sesto mese di lei, ecco che venne Giuseppe dai suoi edifici; entrò in casa e trovò lei
[15] incinta. E si colpì il viso e si buttò per terra

XXVII

[27, 1] sul sacco e pianse amaramente, dicendo: "Con che faccia alzerò lo sguardo verso il Signore Dio? Quale preghiera debbo fare per lei? Perché
[5] vergine la ricevetti dal tempio del Signore Dio e non l'ho custodita. Chi mi ha teso insidie? Chi ha compiuto questo misfatto in casa mia? Chi ha rapito da me la
[9a] vergine e l'ha macchiata?
[10] Si é forse ripetuto in me il racconto di Adamo? Quando, infatti, Adamo era nell'ora della sua dossologia venne il serpente, trovò Eva sola, e la sedusse
[15] e la contaminò; così avvenne anche a me".

XXVIII

[28, 1] Giuseppe si alzò dal sacco, la chiamò e le disse: "Tu circondata dalla sollecitudine di Dio, perché  hai fatto questo?
[5] Ti sei dimenticata del Signore tuo Dio? Perché  hai avvilito l'anima tua, tu che fosti allevata nel Santo dei Santi e ricevevi cibo dalla mano di un angelo?".
Lei pianse
[10] amaramente esclamando così: "Pura io sono, e uomo non conosco". E Giuseppe le disse: "Donde é dunque questo nel tuo ventre?". Lei rispose:
[15] "Viva il Signore mio Dio. perché  non

XXIX

[29, 1]
conosco donde é in me". Giuseppe ebbe molta paura e restò cheto a suo riguardo, riflettendo su che fare di lei.
Giuseppe
[5] pensava: "Se nasconderò la sua trasgressione, sarò trovato in contrasto con la legge del Signore; se la manifesterò ai figli di Israele, temo che quanto é in lei
[10] sia da un angelo, e io sia trovato
traditore di sangue innocente per una condanna a morte. Che farò dunque di lei? In segreto
[15] la ripudierò da me".
Ed ecco un angelo del Signore apparve

XXX

[30, 1] a lui in sogno dicendo: "Non temere questa fanciulla! Ciò che é in lei viene dallo Spirito santo. Ti partorirà un figlio
[5] e gli darai nome Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati". E Giuseppe si alzò dal sonno e glorificò il Dio
[10] di Israele che gli aveva concesso la sua grazia. E seguitò a custodire la fanciulla.
Lo scriba Anna. Andò da lui lo scriba Anna e gli disse: "Perché , Giuseppe, non ti sei fatto vedere
[15] alla nostra riunione?". Egli rispose: "Perché  [ero] stanco dal cammino

XXXI

[31, 1] e mi sono riposato una giornata". E Anna si voltò e vide Maria incinta. E, correndo, andò dal sacerdote
[5] e gli disse: "Ecco che Giuseppe al quale tu hai reso testimonianza, ha contravvenuto alle leggi, e di molto". Il sommo sacerdote domandò: "Che é questo?". Rispose "La vergine che Giuseppe ha ricevuto dal tempio del Signore
[10] la ha contaminata ed é segretamente involato
a nozze con lei, e non lo fece sapere ai figli di Israele". Il sommo sacerdote gli rispose: "Giuseppe ha fatto queste cose?". Rispose: "Manda dei subalterni e troverai la vergine

XXXII

[32, 1] incinta".
Maria e Giuseppe, e la prova dell'acqua. Andarono i subalterni e la trovarono come egli aveva detto; e la condussero nel tempio, e
[5] comparve davanti al tribunale.
E le domandò il sommo sacerdote: "Maria, che é
questo che hai fatto? Perché  hai avvilito l'anima tua? Hai dimenticato che il Signore tuo Dio ti ha allevata nel Santo
[10] dei Santi, e hai ricevuto cibo dalla mano degli angeli? Tu che hai udito il loro canto, hai fatto questo?". Lei pianse amaramente dicendo: "Viva il Signore Dio. Sono pura

XXXIII

[33, 1] davanti a lui e uomo non conosco". E il sommo sacerdote disse: "Giuseppe, perché  hai fatto questo?", ma
Giuseppe rispose: "Viva il Signore Dio mio
[4a] e viva il suo Cristo e
[4b] il testimone della sua verità,
[5] io sono puro di lei". E il sommo sacerdote disse: "Non spergiurare, ma dì la verità. Sei segretamente involato a nozze e non l'hai fatto sapere ai figli di Israele,
[10] e non hai abbassato la tua testa sotto la Mano possente affinché  fosse benedetta la tua discendenza". E Giuseppe tacque. E disse il sommo sacerdote: "Restituisci la[15] vergine che hai ricevuto dal tempio del Signore". Fattosi

XXXIV

[34, 1] tutto piangente, Giuseppe...
E disse il sommo sacerdote: "Vi farò bere l'acqua della prova del Signore, e apparirà la vostra mancanza
[5] agli occhi vostri". E presa (l'acqua) il sommo sacerdote la fece bere a Giuseppe e lo mandò nel deserto e ritornò illeso. E la fece bere anche alla fanciulla
[10] e la mandò nel deserto, e discese illesa. E tutto il popolo si stupì perché  la loro mancanza non apparve. E il sommo sacerdote disse: "Se il Signore Dio
[15] non ha fatto apparire la vostra mancanza, neppure io condanno

XXXV

[35, 1] voi". E li licenziò. E Giuseppe prese Mariamme e andò a casa sua pieno di gioia e glorificando il Dio di Israele.
[5] Nascita di Gesù. Ci fu un ordine da parte di Augusto imperatore affinché  si facessero iscrivere quanti erano in Betlemme della Giudea. Disse Giuseppe: "Io farò iscrivere i miei figli. Ma con questa
[10] fanciulla che cosa debbo fare? Come la farò iscrivere? Come mia moglie? Mi vergogno! Ma come figlia? I figli di Israele sanno che non é mia figlia. Questo giorno del Signore,
[15] farà come vuole". E sellò l'asino, e la fece sedere:

XXXVI

[36, 1] Suo figlio tirava e Samuele seguiva.
E avvicinandosi
al terzo miglio, Giuseppe si voltò e la vide
[5] triste, e disse: "Forse quello che é in lei la travaglia". E Giuseppe si voltò di nuovo, e la vide triste, e le disse: "Mariamme, che cos'é che hai?
[10] Vedo che il tuo volto un po' sorride e un po' é rattristato". (Lei) gli rispose: "Giuseppe, é perché  vedo due popoli
nei miei occhi, uno
[15] che piange e si lamenta, l'altro pieno di gioia e festoso".

XXXVII

[37, 1] E giunsero a metà strada, e Mariamme gli disse: "Giuseppe, mettimi giù dall'asino, perché  quello che é in me
[5] mi spinge per apparire". Egli la mise giù lì e le disse: "Dove ti condurrò e metterò al riparo il tuo pudore? Il luogo, infatti, é deserto".
[10] E quivi trovò una grotta: la condusse in essa e le mise affianco
i suoi figli, e poi
uscì a cercare una ostetrica ebrea nella regione di Betlemme.
E la trovò
[15] che discendeva dalla montagna. E Giuseppe disse

XXXVIII
[38, 1] alla ostetrica: "Maria é la mia fidanzata, ma ha un
concepimento dallo Spirito santo, (lei) allevata nel tempio del Signore".
[5] E lei partì con lui, e si fermarono nel luogo della grotta. E una nube oscura copriva la grotta. E l'ostetrica disse: "La mia anima
[10] oggi é esaltata perché  hanno visto i miei occhi cose meravigliose oggi, poiché  avvenne la salvezza di Israele".
E nello stesso momento la nube iniziò a ritirarsi dalla
[15] grotta; e apparve una luce grande nella grotta, tanto

XXXIX
[39, 1] che gli occhi non la potevano reggere. E poco dopo quella luce prese a ritirarsi, fino a quando apparve un bambino: venne e prese il seno
[5] di sua madre Maria. E l'ostetrica mandò un grido, e disse:
[6a] "Quanto é grande per me il giorno d'oggi! Poiché  ho visto questo inaudito spettacolo".
Salome. E l'ostetrica uscì dalla
grotta, e incontrò
[10] Salome, e le disse:
"Salome, Salome, un inaudito spettacolo ho da spiegarti: una vergine ha partorito: cosa che prescinde dalla di lei natura". Salome le rispose:
[15] "Viva il Signore Dio mio! Se non metto il mio dito ed esamino

XL

[40, 1] la natura di lei non crederò che la vergine abbia partorito". Ed entrò e la dispose; e Salome esaminò
[5] la natura di lei. E mandò un grido Salome, perché  aveva tentato il Dio vivente. "Ecco la mia mano - a motivo del fuoco - si stacca da me". E pregò il Signore, e fu guarita[10] l'ostetrica in quell'ora. Ed ecco un angelo del Signore stette presso Salome, dicendo: "Fu esaudita la tua supplica davanti al Signore Dio. Avvicinati, e tocca
il bambino
[15] ed egli sarà la tua salvezza".

XLI

[41, 1] Salome fece così; e fu guarita dopo che ebbe adorato; e uscì dalla grotta. Ed ecco un angelo del Signore diceva con voce:
[5] "Salome, Salome, non annunciare le cose meravigliose che hai visto, fino a quando il fanciullo non sia andato a Gerusalemme".
I magi. Ed ecco Giuseppe si preparò per andare nella Giudea.
E una grande confusione ebbe luogo
[10] in Betlemme di Giudea. Erano, infatti, giunti dei magi domandando: "Dov'é il re dei Giudei? Abbiamo visto, infatti, la sua stella in Oriente e siamo venuti a venerarlo".[15] Saputolo, Erode ne fu turbato;

XLII

[42, 1] e mandò subalterni perché  li chiamassero affinché  lo informassero a proposito della stella. Ed ecco avevano visto stelle in Oriente
[5] e li avevano guidati fino a che giunsero nella grotta, ed essa (la stella) si pose sulla testa del fanciullo. I magi vedendolo che stava con sua madre Maria,
[10] estrassero doni dalle loro bisacce, oro, incenso, e mirra.
E avvertiti dall'angelo di non entrare
[13a] nella Giudea, per un'altra strada ritornarono
[15] nella loro regione.
Erode e i bambini. Allora Erode vedendo che era stato ingannato dai magi,

XLIII

[43, 1] andò in collera: mandò i suoi sicari, dicendo loro di
massacrare tutti i bambini da due anni in giù.
Maria, saputo che
[5] massacrava i bambini, piena di paura, prese il fanciullo, lo avvolse nelle fasce e lo pose in una greppia di buoi.
Ma Elisabetta
saputo che Giovanni era ricercato,
[10] lo prese e salì sulla montagna; si guardò attorno (cercando) dove nasconderlo, ma non vi era alcun posto segreto. Allora Elisabetta, gemendo, dice: "Montagna di Dio, accogli me,
[15] una madre col figlio". Infatti Elisabetta non poteva continuare

XLIV

[44, 1] a salire a motivo della paura. E, improvvisamente, la montagna si spaccò e la accolse; per lei, questa montagna lasciava
[5] passare la luce: infatti, un angelo del Signore era con loro, e vegliava su di essi.
Erode e Zaccaria. Erode poi seguitava a cercare Giovanni
[10] e inviò dei subalterni
all'altare da
Zaccaria per dirgli:
"Dove hai nascosto tuo figlio?".
E quello rispose loro:
"Io sono al servizio di
[15] Dio e sono costantemente

XLV

[45, 1] nel suo tempio. Come posso sapere dov'é mio figlio?". E i suoi subalterni se ne andarono e gli riferirono tutte queste cose.
[5] Ed Erode, in collera, disse: "Suo figlio regnerà su Israele?". E inviò nuovamente subalterni a dirgli: "Dimmi la verità:
[10] dov'é tuo figlio? Sai che il tuo sangue é sulla mia mano?". I subalterni se ne andarono e gli riferirono questo. Egli rispose e disse:
[15] "Sono un testimone di Dio. Abbi il mio sangue. Ma il mio spirito

XLVI
[46, 1] lo accoglierà il mio Sovrano, poiché  verserai un sangue innocente nell'ingresso del tempio del Signore".
E intorno all'alba
fu assassinato Zaccaria;
[5] e i figli di Israele non seppero come era stato assassinato. Ma nell'ora del saluto partirono i sacerdoti, e non andò incontro
a loro, come era solito, la
[10] benedizione di Zaccaria. I sacerdoti stettero ad aspettare Zaccaria per salutarlo nella preghiera e glorificare il Dio Altissimo. Ma tardando egli, si spaventarono

XLVII

[47, 1] tutti. Ma uno di loro ebbe coraggio; entrò nel
santuario e vide presso l'altare del Signore del sangue pietrificato
[5] e (udì) una voce che diceva: "Zaccaria fu assassinato, e non si cancellerà il suo sangue fino a quando verrà il vindice". E all'udire queste parole ebbe paura.
[10] Uscì e annunziò ai sacerdoti quanto aveva visto e udito.
[11a] Si fecero coraggio, ed entrarono e videro ciò che era avvenuto. E i rivestimenti del tempio gemettero e anch'essi si strapparono le vesti
[15] dall'alto al basso. E il suo

XLVIII

[48, 1] cadavere non lo trovarono, ma trovarono il sangue di
lui pietrificato.
Pieni di paura uscirono
[5] e annunziarono che Zaccaria era stato assassinato. E tutte le tribù del popolo lo piansero e innalzarono lamenti per tre giorni e tre notti. Dopo i
[10] tre giorni tennero consiglio i sacerdoti su chi elevare al posto di Zaccaria. E la sorte cadde su Simone. Costui, infatti, era il designato
[15] dallo Spirito santo a non vedere la morte prima di aver

XLIX

[49, 1] visto il Cristo nella carne.
Colofon. Io Giacomo ho scritto questa relazione in Gerusalemme e mi sono deciso allorché  scoppiarono torbidi
[4] alla morte di Erode. Mi ritirai nel deserto fino a quando a Gerusalemme cessarono i torbidi. Glorificherò il Sovrano che mi ha dato
[10] la sapienza per scrivere questa relazione. La grazia sarà con tutti voi che temete il Signore. Amen.
Natività di Maria
Apocalisse di Giacomo.
Pace a colui che ha scritto e a colui che legge.

Inserito Venerdi 18 Settembre 2009, alle ore 10:12:49 da latheotokos
 
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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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