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Maria, compagna dei nostri giorni
Spiritualità

Dal libro di Antonino Grasso Maria madre di misericordia. Sotto il tuo manto c'è posto per tutti. Meditazioni, Edizioni Segno, Tavagnacco 2016, pp. 99-107.



1. Con Maria, sulla via dell'amore

Se Dio non fosse venuto per primo a noi per assumerci ed elevarci a Lui, invano cercheremmo di salire fino a Lui, perché la distanza è infinita e da noi stessi non abbiamo alcun mezzo per superarla ed elevarci fino a Dio; se Dio non si fosse dato a noi per primo, invano ci sforzeremmo di amare Dio, perché solo l'amore di Dio è degno di Dio ed è soltanto con il suo amore che possiamo anche noi amarlo degnamente ed efficacemente. Questo fatto della nostra impotenza ad agire sopranaturalmente da noi stessi, determina sia il carattere della vita cristiana e sia la condizione della nostra elevazione e della nostra santificazione: «la condizione di ogni elevazione e di ogni progresso nella vita spirituale è, prima di tutto, riconoscere questa impotenza, nell'umiltà che ci annienta a noi stessi e fa posto all'attività divina in noi». Per questo l'umiltà è il fondamento della perfezione dell'uomo, che la raggiunge solo perdendosi in Dio. Nell’amore di umile donazione, si fa il vuoto in sé donandosi a Dio e sottomettendosi alla sua azione. Questo amore di donazione, infatti, «ci vuota di noi stessi, unifica la nostra volontà a quella di Dio, fa della nostra vita, la stessa vita del Cristo in noi». Ma se la perfezione suppone questa “passività amorosa” sotto l'azione divina, e ciò sempre e senza interruzione, non per questo termina nella passività, perché la vita divina in noi deve divenire nostra vita in Dio «mediante un'adesione libera ed una cooperazione volontaria alla sua azione». Se Dio, infatti, ci dà il suo amore perché noi amiamo in Lui e per Lui; se ci dà la sua forza perché noi agiamo e viviamo in Lui, Egli, tuttavia, ci lascia liberi di riceverlo e di unirci a Lui, o di rifiutarlo e vivere lontano da Lui.
Tutta la vita di Maria fu una chiamata ed una risposta all’Amore. Il suo “Fiat” d'accettazione e di abbandono che la compendia e ne fu l'intera regola: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38), è una “donazione d'amore”, una “disposizione di accoglienza”, che faceva in Lei il vuoto di sé, subito riempito dalla presenza e dall'azione di Dio. La nostra vita sarà come la sua, se assimileremo i suoi sentimenti, la sua umiltà, la sua disposizione a un nostro “Fiat” costante e perpetuo. Allora lo Spirito d’Amore potrà agire in noi, realizzare in noi il suo piano di salvezza, elevarci fino alla piena formazione del Cristo in noi, alla nostra piena trasformazione in Lui. Siamo chiamati, perciò, ad amare, imitare, vivere con Maria, con lo sguardo fisso su Dio in una continua donazione d'amore e con il desiderio di una piena unione. Questo vuol dire che “come” Maria e “con“ Maria:
- dobbiamo dedicare la nostra attenzione a Dio, animare la nostra nostalgia di Lui, vivificare la nostra donazione, approfondire la nostra adesione alle sue volontà, essere docili alla sua attività;
- dobbiamo vivere in Lui, desiderare Lui solo e tutto in Lui; donarci a Lui, lasciarci prendere da Lui nell'abbandono e nella confidenza assoluta;
- dobbiamo ricolmare, come diceva Sant’Anselmo d’Aosta la nostra povera vita «di quella stessa gioia inesprimibile e trasformante di accogliere in noi l’avvento del Signore, che ci farà esclamare come Maria “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”(Lc 1,49)».
Vivremo così con la nostra anima in cielo già nel nostro pellegrinaggio terreno, fino a quando, liberati dalle catene del tempo, «potremo perderci nell'abbraccio dell'Amore e attendere il giorno della resurrezione, in cui saremo anche noi, come e con Maria, nella pienezza del nostro essere e nella  perfetta beatitudine, per tutta l'eternità».

 2. Affidarsi alla Madre, in una vita d'unione con lei

Per poter intraprendere, continuare e seguire fino alle vette più alte questa “via dell’Amore”, che è la via della santità, i Santi ci consigliano di affidarci completamente a Maria. E questo, senza alcuna paura ma con piena consapevolezza. Secondo il mistico Michele di Sant’Agostino «tra le anime che tendono alla più alta perfezione, ve ne sono alcune che poco o nulla gustano o approvano questa vita mariana in Maria e per Maria, sembrando loro una tal vita alquanto opposta alla semplicità, all'annichilimento di sé stessi, alla rinuncia di tutte le creature, e per conseguenza ancora aliena dallo stato di perfezione. Ma tutti coloro che aspirano alla santità, devono sapere che la vita mariana non causa alcun impedimento, che anzi, al contrario, favorisce e giova molto a quelle anime che Dio vuol elevare alla contemplazione perfetta». Questo affidamento è, secondo Pio XII, «un dono totale di sé per tutta la vita e per l'eternità; non già un dono di pura forma e di puro sentimento, ma effettivo, compiuto nella intensità della vita cristiana e mariana». Questo vuol dire che non basta riservare alla Vergine un angolo della nostra anima dove sgorga di tanto in tanto una piccola preghiera, ma bisogna «affidarci totalmente a Lei, offrile il cuore e la vita, imitarla nella sua santità e purezza liberandoci dal peccato, abbandonarci completamente e spiritualmente a Lei, affinché faccia rinascere in noi Gesù, secondo il beneplacito del Padre». In sostanza, come afferma il grande Sant’Ambrogio: «Sia in ciascuno di noi l'anima di Maria per magnificare il Signore, sia in tutti noi lo spirito di Maria per esultare in Dio». Ella, allora, Madre, Maestra, Modello e Guida, «aprirà ogni nostra azione, ogni occasione ed ogni dolore come una conchiglia per estrarne la perla della nostra donazione all’Amore di Dio e presentarla con la sua incantevole grazia al Signore». La Santa Vergine stessa applicherà le Sue intenzioni alle nostre preghiere che durante la giornata diventeranno sempre più intense, sempre più consone al nostro modo di vivere. In unione con Maria, faremo presente al Signore il nostro grazie, alzeremo verso di lui le nostre supplici mani, unite a quelle stesse mani che ci hanno donato maternamente le grazie. Il nostro totale affidamento a Maria, sarà fatto di venerazione, gratitudine, amore, invocazione e, soprattutto, imitazione. In sostanza con questo affidamento, secondo il Neubert, «facciamo di noi stessi un omaggio totale e perenne a Maria, che, per questo, veglierà su di noi, sui nostri pensieri, sui nostri affetti, sulle nostre azioni, su tutta la nostra vita». Come dice sempre Michele di Sant’Agostino nel suo libro “Vita mariaforme”: «Noi possiamo vivere in Maria, la nostra Madre amabile, in ogni nostra azione e sofferenza, in ciò che dobbiamo fare o evitare, in quello che la vita ci offre di bello e di brutto. Si cercherà sempre di conservare e di favorire una disposizione del cuore da figli: tenera ed innocente; un'atmosfera in cui si respira Maria, Madre amabile e diletta nel Signore. Si stabilirà così un costante e meraviglioso flusso e riflusso di amore verso Maria e da Maria verso Dio».
È chiaro che il fine ultimo di questo affidamento a Maria è e deve essere soltanto Dio. Come affermava San Luigi Grignon di Montfort, la Madonna non è che «il mezzo più facile e più efficace per la nostra consacrazione a Dio», per raggiungere la completa, perenne e totale dedizione a Lui, Signore supremo di tutto e di tutti. L’affidamento a Maria, dunque, consiste nel darsi interamente a Lei al fine di essere, per mezzo suo, di Gesù Cristo. Il Servo di Dio Fratel Leonardo delle Scuole Cristiane scriveva: «Chiunque si dona alla Madre, viene condotto da Lei al Suo Figlio e, per mezzo del Figlio, al Padre». Questo comporta conseguentemente, una dedizione totale di noi stessi, ciò che siamo ed abbiamo, a Maria, e una generosa dipendenza da Lei. Come scriveva ancora il Neubert: «In realtà tutto questo si può realizzare se vivremo una vera vita d’unione con Maria che consiste in una abituale disposizione dell'anima ad essere sempre rivolta a Maria, onde venerarla, amarla, servirla, invocarla e imitarla. Si ha, così, un'unione di mente, in forza della quale il nostro pensiero è abitualmente rivolto alla più grande e più bella fra tutte le creature, a Maria; un'unione di cuore, in forza della quale il nostro affetto è rivolto abitualmente alla più amabile fra tutte le creature, a Maria; un'unione di opere, in forza della quale noi veniamo a compiere abitualmente tutte le nostre azioni con Maria e per Maria, al fine di compierle più facilmente con Gesù e per Gesù». Mediante questa vita d'unione, la Santa Vergine viene ad occupare non solo una parte di noi, ossia dei nostri pensieri, dei nostri affetti e delle nostre azioni, ma tutta la nostra vita, tutta la nostra mente, tutto il nostro cuore, tutta la nostra attività, in modo che tutto sia con Lei santamente compiuto e realizzato. Questa vita d'unione “marianizza” la nostra persona, il nostro modo di essere, la nostra attività e Lei ci aiuta ad abbandonarci completamente a Dio in Cristo, «poiché Lei è e sarà sempre e solo la via che conduce necessariamente alla vera e unica meta che è Dio». La Serva di Dio Madre Maria di Santa Cecilia diceva: «vorrei consacrarle tutte le anime, perche è Maria che ci conduce a Gesù, e Lei che dobbiamo far vivere in noi, affinché il Cristo si sostituisca al nostro nulla. Ella è la via più breve e perfetta per sollevarci sino all'infinito, per unirci all'Amore increato fino a perderci in Lui, per inabissarci nella sorgente dell’eterna  felicità. Oh dolce Vergine, Madre dell'umanità, svela alle anime, senza eccettuarne una sola, il tuo segreto sublime; dai loro la luce per comprenderlo e la generosità per abbracciarlo». San Giovanni Eudes nel suo “Contratto di una santa alleanza con la Santissima Vergine Maria” scriveva: «O Regina del mio cuore, fa’, te ne prego, che io non abbia che un’anima, uno spirito, una volontà e un cuore con Te. Per ottenere questo, prendi il mio cuore e dammi il tuo, affinché possa cantare eternamente:“Quale generosità! Il vibrante amore di Maria mi ha rapito il cuore per donarmi il suo!” Che questo cuore di Maria, sia l’anima della mia anima e lo spirito del mio spirito; questo cuore amabile possa essere il principio della mia vita e di tutti i miei pensieri nella carità, nell’umiltà, nella sottomissione, nella pazienza e in tutte le altre sante disposizioni e intenzioni di questo sacro cuore».

3. Le modalità del vivere sempre con e per Maria

Compiere tutte le nostre azioni con Maria e per Maria, significa compierle alla sua presenza, col suo aiuto e secondo il suo esempio. Conseguentemente, “vivere sempre con e per Maria”, esprime una triplice relazione nei riguardi della Vergine Santa: relazione di presenza, di aiuto e di esempio:
- Relazione di presenza, significa che dobbiamo sforzarci di compiere ogni nostra azione alla presenza di Maria e cioè, compierle con Lei, come se Lei fosse sempre accanto a noi. Questo continuo pensiero della “presenza” di Maria è quanto mai efficace per tenerci lontano dal male e per stimolarci al bene;
- Relazione di aiuto, significa che dobbiamo avere la certezza che essendo Maria la “Mediatrice materna”, non ci farà mai mancare il suo aiuto e ci otterrà sempre da Dio tutte quelle grazie necessarie per compiere le opere meritorie della vita eterna;
- Relazione d'esempio, significa, come scrive San Luigi Maria Grignon di Montfort nel suo “Trattato della vera devozione a Maria”, che «è necessario tenere lo sguardo rivolto a Maria in ogni nostra azione, come al modello di ogni virtù e perfezione che lo Spirito Santo ha formato in una creatura, onde imitarla secondo la nostra capacità. È necessario, dunque, che in ogni azione consideriamo come la praticò e la praticherebbe Maria se fosse al nostro posto; per la qual cosa dobbiamo meditare le grandi virtù che Ella praticò durante la sua vita, particolarmente la sua fede viva, la sua umiltà profonda e la sua celeste purezza, che non ebbe e non avrà l'uguale sopra la terra».
È necessario, quindi, per quanto è possibile, non perderla mai di vista; è necessario che gli occhi nostri siano di continuo rivolti alla nostra Madre, per conoscere i suoi desideri, per vedere i suoi esempi, e per avere da Lei l'aiuto necessario, ossia, la grazia per seguirli. Come diceva il Beato Edoardo Poppe: «La vostra unione con Maria deve diventare la caratteristica di tutta la vostra vita: sia vostra cura capitale vivere di Gesù con Lei».
Vivere sempre con e per Maria significa, in fondo, come diceva Don Bosco: «ordinare tutta la nostra vita alla maggior gloria di Dio, tramite Maria, nostra Madre, Ausiliatrice e Modello». In tal modo Maria diventa la via facilissima per andare a Cristo, per operare tutto a gloria di Cristo, poiché è a Lui intimamente e indissolubilmente congiunta. Come San Luigi Grigon di Montort nel suo libro “Il Segreto di Maria”, dobbiamo ripetere spesso, anzi, di continuo alla Vergine: «O mia cara Madre e Signora, per te io vado qui o là, io faccio questa o quella cosa, io soffro questa pena o questa ingiuria». Si avrà così il sollievo e la gioia ineffabile che prova sempre colui il quale opera, soffre e si sacrifica per una persona som-mamente cara ed amata, fin quasi a non sentire il peso di ciò che fa o soffre per essa. Il pensiero stesso di farla contenta, formerà la nostra gioia. Ella ha la luce, la bontà, la grazia per guidarci e perciò affidandoci a Lei, sperando in Lei, ci lasciamo lavorare dal suo amore materno. Come scrive il Padre Neubert: «Abbandonarsi così a Maria, è, prima di tutto, un “darsi a Lei” senza riserva, quasi un lasciarsi, dimenticarsi, per appartenerle e, quindi, appartenere a Dio. In definitiva, infatti, tramite la nostra Madre, noi ci abbandoniamo a Lui, poiché è Lui solo il fine del nostro vivere. Ella forma i santi, tesse quasi la trama di tutti gli avvenimenti di cui la Provvidenza si serve per fare di noi degli eletti, cioè delle membra vive del Corpo santo di Cristo, suo Figlio e Signore. Abbandoniamo, perciò, a Maria tutto ciò che ci appartiene: il nostro corpo e la nostra anima, la nostra sensibilità, la nostra immaginazione, il nostro intelletto, la nostra libera volontà, i nostri meriti. Che tutto sia in suo potere, che Ella diriga i nostri pensieri e i nostri voleri, governi tutta la nostra attività: se saremo veramente suoi, saremo totalmente di Dio in Cristo». Con l'intuizione della fede, noi entriamo in comunicazione con la Madre nostra e nostro Modello. Pregare, lavorare, soffrire con Lei, è un trasformare la nostra vita; è un associarci alla “Tutta Pura”; è un cooperare continuamente con Lei. La perfezione che dobbiamo raggiungere, Ella l'ha raggiunta prima di noi; dovunque andiamo, per quanto ardua sia la nostra via, qualsiasi croce abbiamo, guardiamo dinanzi a noi: vi vedremo Maria. Ella è sempre con noi, col suo amore che ci circonda; con noi, attraverso la grazia che chiede e ci ottiene; con noi, con la sua preghiera che è la nostra forza; con noi, con i suoi esempi che esortano alla sequela di Cristo e a compiere sempre il volere di Dio. Anche quando noi non pensiamo a Lei, Ella pensa sempre a noi, come la Madre che non può mai dimenticare i suoi figli, nella gioia e nella tristezza, «adesso e nell'ora della nostra morte», come le ripetiamo ogni giorno.
Vivere con e per Maria, infine, «vuoi dire dimenticarsi, distaccarsi da sé»; restare sotto la sua costante influenza, nella sua dipendenza e come in adesione con Lei, «avendo uno stesso cuore e uno stesso spirito, facendo nostre le sue intenzioni, pregando come Lei, con la stessa umiltà e abbandono a Dio»; diventando, come dice San Grignon di Montfort, «delle copie viventi di Maria». Certo giungere a questa intimità con la nostra Madre è un gran dono della grazia, ma è anche il mezzo più diretto, come abbiamo costantemente ripetuto, per vivere nel Cristo. Il Padre Olier scriveva: «Vi scongiuro di ritirarvi spesso in questa intimità di Maria che Dio ha stabilita mediatrice del dono del Figlio suo alla Chiesa. In questo santuario troverete adorazioni, lodi e amore per Dio, mille volte più augusti di quanto mai potrà rendergliene la creatura... Perciò vi scongiuro sempre di andare a questo divino santuario, perché in unione alla Santa Vergine progredirete assai più per Dio, per la Chiesa e per voi stessi che con tutte le altre pratiche di cui potreste servirvi».

Inserito Mercoledi 24 Ottobre 2018, alle ore 9:41:50 da latheotokos
 
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