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  Il ruolo di Maria nel cammino della spiritualità 
Spiritualità

Dalla tesi di Magistero di Irene Sciuto, Maria presenza viva nella vita e nell'impegno sociale dei cristiani in un mondo che cambia, ISSR "San Luca" - Catania 2007, pp. 9-16.

 



1. La dimensione mariana nel cammino di perfezione e di comunione

Maria è maestra di vita spirituale per ogni cristiano. La santità deve essere considerata sul versante della perfezione per essere santi in Cristo. La santità è espressione  della perfetta carità che in Dio diviene piena comunione relazionale tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo1. Ogni cristiano deve mantenere vivo il senso della comunione trinitaria, affinché «tutti siano una cosa sola». Così la Chiesa è chiamata a vivere questa unità per  essere «[…] un popolo riunito nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (LG4). Maria  è nostra madre spirituale nella quale la grazia del Salvatore, accolta in pieno, divenne il sì generoso della fede fatta fedeltà, corrispondenza, partecipazione al mistero di Cristo, collaborazione allo Spirito Santo. Nel cammino di perfezione i cristiani guardano fiduciosi Maria  come modello d’integrità spirituale e morale per conformarsi a Cristo: «Il processo di perfezione è un cammino di virtù e doni, per svuotarsi del falso ” io” e unirsi a Dio»2. L’esperienza concreta della vita dei santi è una testimonianza della presenza operante di Maria nel percorso della santità cristiana. La spiritualità mariana riflette una realtà storica nella vita  e nella dottrina dei santi. Infatti: «La spiritualità mariana….trova una ricchissima fonte nell’esperienza storica delle persone e delle varie comunità cristiane, viventi tra i diversi popoli e nazioni su tutta la terra. In proposito, mi è caro ricordare tra  i tanti testimoni e maestri di tale spiritualità, la figura di san Luigi Maria Grignion de Monfort, il quale proponeva ai cristiani la consacrazione a Cristo per le mani di Maria, come mezzo efficace per vivere fedelmente gli impegni battesimali» (RM 48)3. Il cammino di  perfezione come vita di fede è anche un cammino di comunione nella vicinanza continua di Maria che si realizza nella Chiesa, nella sequela e nell’imitazione di Cristo che associa a sé sua Madre. La comunità ecclesiale deve essere attenta all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera, alla condivisione dei beni secondo le necessità dei fratelli.

2. La dimensione mariana nel cammino della missione

La comunità ecclesiale deve estendere questa realtà di comunione a tutti i popoli quindi il suo è un cammino missionario. La missione della Chiesa guidata dall’azione dello Spirito Santo è quella di annunciare e comunicare Cristo affinché sia sempre presente nel cuore di ogni uomo. Maria è presente come madre di Cristo nella Chiesa ed è madre dell’umanità a lei affidata da Cristo sul Calvario. Così Maria con la sua nuova maternità nello Spirito accoglie a sé tutta la Chiesa nascente. Questa maternità spirituale cioè come madre nell’ordine della grazia, è stata riconosciuta come vera dalla Chiesa4. Maria è «veramente madre delle membra (di Cristo)… perché cooperò con la carità alla nascita dei fedeli della Chiesa, i quali di quel capo sono le membra» (LG53). Nel Cenacolo, il cammino di questa maternità spirituale di Maria s’incontra con quello di fede della Chiesa degli albori, quando gli Apostoli  aspettavano di ricevere il dono dello Spirito Santo per andare ad ammaestrare le genti in tutto il mondo. La Chiesa nel suo peregrinare missionario prende coscienza della sua maternità e non si stanca mai di guardare Maria esemplare figura spirituale di maternità ecclesiale: «La Chiesa  contemplando la santità misteriosa della Vergine, imitandone la carità….., per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà, diventa essa pure madre poiché con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio» (LG64)5. La maternità ecclesiale ha un universale carattere missionario che si concretizza nell’impegno responsabile di ogni credente che riceve la vita divina attraverso i segni ecclesiali per essere “chiesa madre” lui stesso. Ogni fedele nel dinamismo del proprio servizio evangelico, nel dono totale di sé, deve essere, nonostante le difficoltà, un vero segno che illumini il mondo ad imitazione di Maria che si è associata al destino del Figlio suo Gesù Cristo6. Così la maternità della Chiesa analogamente a quella di Maria  è segno di Cristo  che opera la salvezza nella speranza che un giorno tutto il genero umano  costituisca la Chiesa come segno sacramentale visibile di salvezza dell’intera famiglia umana. I segni sacramentali nella comunità ecclesiale sono mediazioni che portano Cristo nel mondo ed hanno un carattere missionario. La maternità di Maria è una mediazione della maternità ecclesiale di cui ne è il modello infatti «si può dire che la Chiesa apprenda da Maria anche la propria maternità […] perché, come Maria è al servizio del mistero dell’Incarnazione, così la Chiesa rimane al servizio del mistero dell’adozione a figli mediante la grazia» (RM43)7. L’espressione “spiritualità missionaria” indica lo stile di vita di Gesù concepito per opera dello Spirito Santo e inviato dallo stesso per evangelizzare i poveri. La spiritualità missionaria  riguarda l’impegno missionario di tutti gli operatori animati  dalle virtù apostoliche. Ogni cristiano, con il battesimo è creatura nuova in Cristo ed è chiamato alla santità e all’apostolato. La creatura nuova, riflettendo la configurazione ontologica con Cristo, continua la sua missione evangelizzatrice8. Tale configurazione comporta la piena e libera adesione ad essere come Lui nella partecipazione del suo ufficio sacerdotale, profetico e regale. La missione dell’apostolo è quello di evangelizzare cioè « […] è la predicazione del Vangelo di Gesù Cristo, per il cui annunzio il Signore inviò nel mondo intero i suoi discepoli, affinché gli uomini, rinati mediante la parola di Dio siano con il Battesimo aggregati alla Chiesa, che, in quanto Corpo del Verbo incarnato, riceve nutrimento e vita dalla parola di Dio e dal pane eucaristico»(AG6)9.  Il cammino dell’apostolo si traduce nella missione profetica, liturgica e apostolica, di cui Maria è parte integrante con la sua presenza attiva e materna10:
La missione profetica riguarda l’annuncio e la testimonianza.  La Chiesa fin dalla sua nascita con la sua testimonianza non si stanca mai di diffondere il primo annuncio o kerigma che consiste nel far conoscere il mistero di Cristo vero Dio e vero uomo, Salvatore, morto e risorto. A questo annuncio è sempre associato il mistero di Maria Vergine e Madre.
- La missione liturgica  consiste  nel far memoria e rendere presente il mistero di Cristo attraverso tutti i segni liturgici e nella celebrazione dei sacramenti. Maria associata a Cristo, prefigura la cooperazione della Chiesa nel piano redentivo universale. Il momento più importante dell’azione apostolica è la celebrazione dell’Eucaristia che consiste nell’educare il popolo di Dio a cogliere il senso profondo nel dire l’ ”amen” come memoria e attualizzazione del fiat di Maria  che sotto l’azione dello Spirito Santo ha concepito il Verbo fattosi carne e ha trasformato il pane e il vino  nel corpo e nel sangue di Cristo11.
- La missione apostolica come servizio all’edificazione della comunità consiste nel prodigarsi affinché insieme si faccia comunione nel vivere i segni della presenza di Cristo quali l’ascolto della Parola, l’Eucaristia, la carità. Così la comunità ecclesiale è l’attualizzazione della prima comunità ecclesiale che con Maria, la Madre di Gesù si riuniva per ascoltare «l’insegnamento degli Apostoli, (per celebrare) la frazione del pane, e la preghiera…tenendo ogni cosa in comune» (At 2,42-45).
L’impegno attivo dell’apostolo al servizio missionario, richiede un profondo rinnovamento interiore nell’accoglienza dello Spirito per crescere nella santità. Nel suo cammino  di santità, l’apostolo si affida alle cure materne di Maria  per fare la volontà divina e per crescere nella carità come dono di sé agli altri. L’atteggiamento dell’apostolo nel suo percorso spirituale è essenzialmente mariano ad imitazione della fede di Maria, la quale  alimenta con il suo influsso l’azione missionaria ecclesiale, anzi la precede  per  entrare intimamente  nel cuore della Chiesa e seguire il suo peregrinare.

3. Maria nel cammino della contemplazione

La dimensione contemplativa è l’attitudine a ritornare ad un’autenticità del cuore per aprirsi alla docilità dello Spirito di Verità. E’ un’attitudine essenzialmente mariana per ascoltare la Parola ed accogliere i piani divini. Nei  testi neotestamentari  la contemplazione viene interpretata come «vedere Gesù» (Gv 12,21). Significa vedere Gesù anche quando è invisibile, cioè vederlo con gli occhi della fede. Dalla esperienza dell’incontro personale con Cristo nasce l’annuncio.  La Sacra Scrittura essendo il «libro nel quale ognuno può leggere il Verbo»12 ci dice che bisogna accogliere la Parola con lo stesso comportamento coinvolgente di Giovanni nei confronti di Maria. Nella comunità ecclesiale, l’attitudine contemplativa si sviluppa «meditando devotamente su Maria e contemplandola alla luce del Verbo fatto uomo» (LG 65). Questo atteggiamento contemplativo della Chiesa deve essere suscitato e animato dalla fede contemplativa di Maria, come vita in Cristo nella totale consegna di sé: «Mediante questa fede Maria è perfettamente unita a Cristo nella sua spoliazione» (RM 18)13. La Chiesa di fronte al mistero di Cristo, assume così un atteggiamento di adorazione nel silenzio gioioso, contemplativo e di ammirazione nella piena autodonazione all’accettazione dei piani divini. Nel cammino di contemplazione, il popolo di Dio guarda Maria come modello che «si va ognor più conformando col suo Sposo» (LG65). La dimensione meditativa e contemplativa della Chiesa nasce dalla partecipazione individuale del fedele che celebra con Maria in comunione ecclesiale, i misteri di Cristo. La Chiesa, «in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della Redenzione» (SC 103)14, e «proclama il mistero pasquale» (SC104) realizzato in Lei e in tutti i santi. I santi sono una testimonianza esemplare di vita nel processo di contemplazione di  ogni cristiano. Il cammino contemplativo dei santi è stato spiegato come apertura allo Spirito Santo per entrare nella profondità di sé per una conversione del proprio cuore. Questo itinerario conduce ad uscire dal proprio io, per entrare nel silenzio di Dio e unirsi pienamente ai suoi progetti15.

NOTE
1 Cf. a. royo marin, Teologia della perfezione cristiana, Paoline, Roma 1960.
2 J. Esquerda bifet, Spiritualità Mariana della Chiesa, Centro di Cultura Mariana «Madre della Chiesa», p.79.
3 giovanni paolo II, Redemptoris mater, lettera enciclica del 25 marzo 1987, in EdE, EDB, Bologna 1998, vol. 8, nn. 757-758.
4 Cf. d. bertettoMaria e l’attività missionaria di Cristo e della Chiesa, in: Portare Cristo all’uomo, Pontificia Università Urbaniana, Roma, pp. 460-472.
5 concilio vaticano II, Lumen  gentium, costituzione dogmatica sulla Chiesa del 21 novembre 1964, in EV, EDB Bologna 1971, vol. 1, n. 440.
6 Cf. j. Gay lopez, Spiritualità della missione, in: La missione del Redentore, LDC, Leuman, pp. 275-285.
7 giovanni paolo II, Redemptoris mater, cit. n. 738.
8 Cf. t. goffi, Spiritualità missionaria, in La spiritualità contemporanea (XX), Storia della spiritualità, EDB, Bologna, 1987, pp. 191-206.
9 Paolo VI, Ad gentes, decreto sull’attività missionaria del 7 dicembre 1965, in EV, EDB, Bologna 1976, vol.1, nn. 1098 1103.
10 Cf. d. bertettoMaria e l’attività missionaria di Cristo e della Chiesa, cit. pp. 455-472.
11 Cf. S. meo, Maria stella dell’evangelizzazione, in: L’annuncio del Vangelo oggi, Pontificia Università Urbaniana, Roma, 1977, pp. 763-778.
12 andrea di creta, Homilia IV in nativitatem B.M.V.:PG 97,865.
13 giovanni paolo II, Redemptoris mater, cit., n.662.
14 Sacrosanctum Concilium, n.103.
15 J. Esquerda bifet, Spiritualità Mariana della Chiesa, p.77.

 

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Inserito Venerdi 8 Febbraio 2019, alle ore 18:21:32 da latheotokos
 
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