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La mariologia di Fatima
MariofanieUn  articolo di Stefano de Fiores su Madre di Dio del 8/9 agosto settembre 2007

Una tendenza semplicistica espressa da Bernardo Monsegù nel 1973 afferma una «fondamentale coincidenza» tra il messaggio di Fatima e quello di Lourdes, per cui «le differenze stanno nell’accessorio e nell’aneddotico, non in ciò che è principale e dottrinale». Il contenuto del messaggio è riassunto nella «penitenza e preghiera per riparare le offese che si commettono contro Dio e per salvare gli uomini», mentre «la recita del rosario, la pratica dei sabati mariani, la consacrazione al Cuore immacolato di Maria, non appartengono all’essenza del messaggio, ma sono mezzi per realizzare o conseguire la finalità del messaggio». A uno sguardo più attento le differenze sono più numerose ed evidenti. «Nelle sue apparizioni Maria sostanzialmente richiama al Vangelo e ai suoi valori, come preghiera, conversione, eucaristia, accettazione della croce, solidarietà riparatrice verso i peccatori [...]. Con Fatima le cose cambiano, poiché oltre a tutto ciò quell’evento si distingue da Lourdes e dalle altre apparizioni per vari aspetti: a) dalle consegne di pratiche di pietà, preghiera e conversione, la Madonna di Fatima passa ad un’autentica spiritualità, condensata nella devozione o consacrazione al suo Cuore immacolato; b) da una visione puramente spirituale, la Madonna di Fatima passa ad una prospettiva anche storica e politica, che parla di guerre e di pace e punta sul fenomeno più lungo e terribile del secolo XX: la Russia comunista; c) dalla preoccupazione per il presente della Chiesa e del mondo, la Madonna di Fatima passa alla sollecitudine per il futuro e consegna ai pastorelli il famoso "segreto" nelle sue tre parti; d) da alcune apparizioni (diciotto a Lourdes), la Madonna di Fatima prolunga invece per quasi un secolo il suo dialogo con l’umanità attraverso Lucia (nata il 30 marzo 1907, morta il 13 febbraio 2005), favorita di altre apparizioni a Pontevedra e a Tuy che spiegano e completano il messaggio dato ai tre pastorelli; e) da un influsso ristretto si passa ad un influsso universale sulla pietà dei fedeli e perfino dei vescovi e dei Pontefici, e in particolare di Giovanni Paolo II che attribuisce alla Madonna di Fatima lo scampato pericolo di morte nell’attentato del 13 maggio 1981». Certamente non dobbiamo scambiare la Madonna di Fatima con un’insegnante di storia o di teologia. Ella sceglie la via della semplicità e della comunicazione diretta, senza presentare un programma organico o sistematico. Fermiamoci sulla figura di Maria e su alcuni degli orientamenti che emergono dall’evento Fatima.

Apparizioni: incontri con una persona viva e splendente

In genere ci si concentra sui contenuti del messaggio, ma l’apparizione è innanzitutto percezione di una persona che si presenta in vista di un incontro. Così è avvenuto a Fatima, dove la persona della Madonna si rivela progressivamente ai pastorelli e si fissa in modo indelebile nella loro psiche. Ciò che lega come un filo d’oro tutte le apparizioni di Fatima è la luce: la Madonna di Fatima è una «Signora, tutta vestita di bianco, più brillante del sole che diffondeva luce più chiara e intensa che un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina, attraversato dai raggi del sole più ardente». Così la descrive Lucia fin dalla prima apparizione del 13 maggio 1917. Questa luce è divina, anzi s’identifica con Dio, perché al pronunciare le parole: «La grazia di Dio sarà il vostro conforto», la bianca Signora «aprì per la prima volta le mani, comunicandoci una luce così intensa, come un riflesso che da esse usciva, che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella stessa luce». Così avviene anche nell’apparizione del 13 giugno, quando la Signora «aprì le mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quella luce immensa. In essa noi ci vedevamo come immersi in Dio». Il 13 luglio il medesimo riflesso proveniente dalle mani aperte della Signora «parve penetrare la terra e vedemmo qualcosa come un mare di fuoco»: è la celebre visione dell’inferno. La Madonna di Fatima è dunque una persona viva e splendente, che viene dall’aldilà («Sono del cielo»), si posa su un albero e conversa amabilmente con i pastorelli. La fonte della sua luce è Dio, nel quale i pastorelli vedono ogni realtà: Maria, se stessi, l’inferno. Altri due connotati della Madonna emergono dalle apparizioni. Nella seconda ella mostra simbolicamente il suo intimo: «Davanti al palmo della mano destra della Madonna c’era un cuore circondato di spine, che pareva vi stessero conficcate. Comprendemmo che era il Cuore immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione». Inoltre ella si mostra "triste" quando parla delle anime dei poveri peccatori che vanno all’inferno o auspica che essi non offendano più il Signore già molto offeso (apparizioni di luglio, settembre e ottobre). La bianca Signora Maria rivela la sua identità congedandosi dai tre pastorelli il 13 ottobre 1918: «Sono la Madonna del rosario». Dopo essersi ancora annunciata da luce come un lampo, «aprendo le mani le fece riflettere nel sole; e, mentre si elevava, il riflesso della sua stessa luce continuava a proiettarsi contro il sole». La Madonna di Fatima appare dunque come una figura luminosa e regale, avvolta dalla luce o gloria di Dio, appartenente ormai alla situazione escatologica di partecipazione piena alla felicità eterna. Insieme ella è una persona vivente e dotata di tutti i risvolti della psiche umana: parla con i pastorelli, s’interessa delle sorti del mondo, lancia i suoi messaggi. Nonostante la sua felicità gloriosa, la bianca Signora mostra di soffrire: si mostra triste al pensiero dell’ingratitudine e della follia dell’uomo peccatore, e il suo Cuore immacolato, cioè il nucleo interiore del suo essere, che conserva il ricordo dei misteri di Cristo e li medita (è la Madonna del rosario), è trapassato da pungenti spine. Quindi ella è gloriosa e sofferente nel medesimo tempo, realtà misteriosa ma innegabile, che Pio XII ha spiegato con immortali parole.Il Pontefice nega a Maria assunta in cielo qualsiasi sofferenza incompatibile con il suo stato glorioso, ma anche esclude in lei ogni insensibilità verso i suoi figli ancora pellegrinanti: «Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile ché anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliuolo».

Maria nel "segreto": passato, presente e futuro

Il "segreto" di Fatima con le sue tre parti conferma questa immagine di Maria insieme luminosa e sofferente. Il 13 luglio la Madonna appare nel solito riflesso di luce e, dopo aver mostrato l’inferno, «con bontà e tristezza» comunica la seconda parte del "segreto" riguardante la Seconda guerra mondiale, la Russia e i suoi errori, la consacrazione al Cuore immacolato... Poi giunge la visione drammatica e apocalittica della terza parte del "segreto" che conferma Maria come figura da cui scaturisce una luce potente e benefica: «Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui». Poi «in una luce immensa che è Dio» i pastorelli vedono il calvario della Chiesa perseguitata che culmina con l’uccisione del vescovo vestito di bianco. A noi interessa notare come la figura di Maria sia proiettata verso il futuro apocalittico, dove un angelo vendicatore con la spada fiammeggiante incendia il mondo e altri due angeli raccolgono il sangue dei martiri. L’intervento di Maria si direbbe ecologico in quanto con il suo splendore neutralizza e spegne le fiamme che vorrebbero distruggere il mondo. In sintesi, la figura della Madonna di Fatima è ritmata dal passato, in quanto ricorda e medita i misteri del rosario; dal presente, poiché è preoccupata per i peccati dell’umanità che offendono Dio e conducono alla guerra e infine alla dannazione eterna; dal futuro, in quanto con la sua luce, che è quella di Dio, si oppone efficacemente alle forze distruttrici dell’universo.

Inserito Venerdi 18 Settembre 2009, alle ore 11:34:18 da latheotokos
 
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