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Natura della spiritualità mariana della Chiesa
Chiesa

Dal libro di Juan Esquerda Bifet, Spiritualità mariana della Chiesa. Esposizione sistematica, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", Roma 1994, pp. 23-33.



1. Il fatto e la terminologia della «spiritualità mariana» della Chiesa

L'espressione «spiritualità mariana» ha trovato cittadinanza nella Chiesa grazie all'enciclica «Redemptoris Mater»: «Si tratta qui non solo della dottrina della fede, ma anche della vita della fede e, dunque, dell'autentica "spiritualità mariana" vista alla luce della Tradizione e, specialmente, della spiritualità alla quale ci esorta il Concilio» (RMa 48).
Questa «Vita di fede» costituisce la «spiritualità» (vita «spirituale »), cioè, la «vita secondo lo Spirito». La Chiesa vive i contenuti della fede, non solo come concetti che illuminano, ma specialmente come realtà di grazia che trasformano la vita. La dottrina su Maria, come parte integrante della dottrina sul mistero di Cristo, si trasforma in vita «spirituale». Al tempo stesso la Chiesa guarda a Maria per imitare la sua vita di fede ed essere aiutata da lei in questa stessa vita di fede: «La Beatissima Vergine avanzò nella peregrinazione della fede» (LG 58). In questo senso Maria è «figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità» (LG 53). Da ciò deriva, da parte della Chiesa, non solo l'imitazione e la supplica di intercessione, ma anche «l'affetto di pietà filiale» (LG53).
La spiritualità mariana è, perciò, una realtà storica nella vita e nella dottrina della Chiesa e, in modo particolare, nella vita e nella dottrina dei santi e delle comunità ecclesiali di tutti i tempi, sparse in tutte le nazioni. Infatti: «La "spiritualità mariana" al pari della devozione corrispondente, trova una ricchissima fonte nell'esperienza storica delle persone e delle varie comunità cristiane, viventi tra i diversi popoli e nazioni su tutta la terra. In proposito, mi è caro ricordare, tra i tanti testimoni e maestri di tale spiritualità, la figura di S. Luigi Maria Grignion de Montfort» (RMa 48).
Questo «fatto» mariano, che è una realtà permanente nella Chiesa, quando si è trattato di esprimerlo in terminologia concreta, ha avuto diversi nomi: pietà o devozione mariana, ascetica e mistica mariana, teologia spirituale mariana, spiritualità mariana. La parola «pietà» o «devozione» sta ad indicare l'atteggiamento dei credenti per mezzo di atti devozionali e di culto. É un tema classico nei trattati di mariologia quando parlano di devozione e di culto mariano. L'espressione «ascetica e mistica mariana» vorrebbe indicare il cammino della vita spirituale, aiutati da Maria quale modello e quale mezzo particolare di questa stessa vita. Gli specialisti di trattati di spiritualità in genere, non tralasciano mai di sottolineare (anche se brevemente) l'aspetto mariano della vita spirituale. La frase «spiritualità mariana» è oggi comunemente accettata, non solo perché è stata assunta dal magistero della Chiesa (RMa 48), ma anche perché nelle Facoltà di Teologia (con la specializzazione nella spiritualità, o in Mariologia) è già normale un corso ordinario su questo tema concreto: «Spiritualità mariana», «Spiritualità mariana della Chiesa», «Dimensione missionaria della spiritualità mariana», ecc.1
L'atteggiamento di rapporto personale tra la Chiesa e Maria,
è una delle note caratteristiche dell'enciclica «Redemptoris Mater». La Chiesa, e ogni credente, vive la «presenza attiva e materna» di Maria (cf. RMa 1,24,28,48,52), in «Comunione di vita» con Lei (RMa 45, nota 130): «Affidandosi filialmente a Maria, il cristiano ... la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo "io" umano e cristiano» (RMa 45), come espressione di una «vita di fede» a imitazione di Maria (RMa 48). Tutto questo è la conseguenza dell'attuazione del comando del Signore: «Ecco tua Madre ... e il discepolo la ricevette in casa sua» (Gv 19, 25-27). Origene diceva che per intuire il «significato» del vangelo, bisogna imitare il discepolo amato, che «ha ricevuto da Gesù Maria come Madre»2.
Nei documenti del magistero della Chiesa, Maria è presentata come «Maestra di vita spirituale» (MC 21) in tutto l' «itinerario di fede» (RMa 2,27,48,49), con una «presenza attiva» e «materna» (RMa 1,24; RH 22). La Chiesa, di fronte a questa realtà attiva e relazionale, è invitata a entrare in sintonia con «l'amore materno» di Maria (RMi 92; LG 65). L'atteggiamento relazionale della Chiesa con la Vergine presuppone la presenza di Maria: una presenza reale, affettiva ed effettiva, ricordata e vissuta, che esige da parte della Chiesa una riflessione teologica. Talvolta, per non aver prestato sufficientemente attenzione alla teologia della spiritualità mariana, non si è neanche approfondito questa verità mariana (la sua presenza nella Chiesa), che è in stretto rapporto con la presenza di Cristo risorto (che continua ad associare Maria alla sua opera salvifica). I santi più mariani invitavano a vivere la vita di Maria, in rapporto con la sua presenza attiva, affinché per mezzo di questa unione con Maria, potessero donarsi totalmente a Cristo come Lei3.

2. Natura e dati basilari della spiritualità mariana

È necessario distinguere tra l'espressione «spiritualità mariana» e il suo contenuto. Ciò che è in gioco non è propriamente l'espressione, bensì il significato e la mèta della stessa. Se per «spiritualità» si intende la docilità alle grazie (o carismi) dello Spirito Santo (come «vita secondo lo Spirito»): Gal5, 25), la spiritualità mariana sarebbe un atteggiamento di fedeltà a ciò che lo Spirito Santo comunica alla Chiesa in rapporto a Maria.
La spiritualità mariana aiuta la Chiesa a vivere la sua relazione sponsale con Cristo, come realtà profondamente biblica che è la base della teologia patristica, della vita liturgica e della vita evangelica secondo la sequela radicale di Cristo. Leggendo con attenzione i documenti mariani, conciliari e postconciliari, si nota in essi non solo un contenuto dottrinale di concetti, ma anche un invito ad assumere atteggiamenti ecclesiali (personali e comunitari) riguardo Maria. Queste attitudini sono: fedeltà alla Parola, alla volontà di Dio, all'azione dello Spirito Santo, come anche la relazione personale con Cristo, con Maria e con la Chiesa. Sentendosi unita ed identificata con Maria, la Chiesa assume un atteggiamento di fedeltà e di relazione più profonda con Cristo Sposo: «La Chiesa pensando a Lei con pietà filiale e contemplandola alla luce del Verbo fatto uomo, con venerazione penetra più profondamente nell'altissimo mistero dell'incarnazione e si va ognor più conformando con il suo Sposo» (LG 65).
Per questo la spiritualità mariana è eminentemente cristocentrica ed ecclesiale. «I padri greci e la tradizione bizantina, contemplando la Vergine alla luce del Verbo fatto uomo, hanno cercato di penetrare la profondità di quel legame che unisce Maria, in quanto Madre di Dio, a Cristo ed alla Chiesa: la Vergine è una presenza permanente in tutta l'estensione del mistero salvifico» (RMa 31). Per questo «Maria appartiene indissolubilmente al mistero di Cristo, ed appartiene anche al mistero della Chiesa sin dall'inizio» (RMa 27).
I contenuti e i dati fondamentali della spiritualità mariana della Chiesa potrebbero essere riassunti nei punti seguenti:
1. Sinfonia «vitale» dei temi mariani, orientata verso un «affetto di pietà filiale» (LG 53) che comprenda la conoscenza, l'imitazione, la relazione, la supplica, la celebrazione.
2.  Relazione di «intimità» con Maria come «Comunione di vita» (RMa 45, nota 130), vivendo la realtà della sua presenza nella vita di ogni persona e di ogni comunità ecclesiale.
3. Accettazione effettiva del suo «salutare influsso» (LG 60), accogliendola «[il discepolo] fra le sue cose proprie e introducendola in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo "io" umano e cristiano» (cf. RMa 45).
La riflessione teologica su questa vita mariana della Chiesa deve, perciò, incentrarsi nell'atteggiamento vitale («spirituale», devozionale, cultuale) dei temi mariani, che comprendono l' atteggiamento interrelazionale e la dipendenza effettiva ed affettiva per lasciarsi trasformare in Cristo.
Questa realtà mariana della Chiesa fa scoprire e vivere la «presenza attiva e materna» di Maria in tutto il cammino di perfezione o della vita spirituale: virtù teologali e morali con i doni dello Spirito Santo (anche come sintonizzazione ai criteri, valori e attitudini di Cristo), vita contemplativa, vita comunitaria, vita apostolica, vita sociale.
Tutti partecipiamo alla fede di Maria, che «permane nel cuore della Chiesa» (RMa 27), come un bene che deve svilupparsi mediante un cammino di santificazione e di missione.
La riflessione teologica sulla spiritualità mariana prende in considerazione:
- la vita di fede in rapporto con Maria,
- tutto il cammino di questa vita,
- nelle persone e nelle comunità,
- nella Chiesa particolare e universale,
- con elementi differenziati («carismi», culture ... ).
La teologia della «spiritualità mariana» deve approfondire la vita spirituale di Maria (presenza, affetto, modello, aiuto come mediazione materna), la vita spirituale della Chiesa (coscienza, affetto, imitazione, supplica) e la relazione tra ambedue. Il «salutare influsso» di Maria (LG 60) e la «pietà filiale» della Chiesa (LG 53), si incrociano nel cammino della vocazione, della contemplazione, della perfezione, della comunione e missione. La spiritualità mariana mette in risalto l'attitudine di relazione con Maria, aiutando a vivere la sua presenza attiva (modello e influsso di maternità e di intercessione). Si cerca di vivere con Maria e come Lei, associati alla vita e ai misteri di Cristo.

3. Problemi di metodologia scientifica

Quando nella riflessione teologica si è già intrapreso un cammino, sorge un'allergia rispetto ad un eventuale cambiamento di direzione. Se i temi teologici (e mariologici) sono già stati classificati secondo alcuni programmi e quadri mentali, risulta difficile accettare una novità nella terminologia e nella metodologia di insegnamento, di ricerca e delle pubblicazioni. Nel caso della «spiritualità mariana» avviene questo stesso fenomeno. Le allergie che possono sorgere al momento di accettare o rifiutare l'espressione, nascono più dal fatto che si intravede la necessità di dover rifare la metodologia dello studio, per evitare doppioni inutili. Si corre il rischio allora di assumere una soluzione facile: non accettare la novità della terminologia, attribuendo difficoltà di metodo scientifico.
Nel campo missiologico è successo qualcosa di simile con l'espressione «spiritualità missionaria», usata ufficialmente per la prima volta nel Concilio Vaticano II (AG 29) e spiegata ampiamente nella «Evangelii Nuntiandi» (Cap. VII) e nella «Redemptoris Missio» (Cap. VIII). Esiste, perciò, la «spiritualità» specifica, tanto nel campo mariano come in quello missionario4. Analogicamente potrebbero servire le indicazioni della «Pastores dabo vobis» sul contenuto della spiritualità sacerdotale che resta adesso sistematizzata in un capitolo (il terzo) di questo documento del magistero della Chiesa, invitando ad uno studio specifico. La «vita spirituale» è «vita animata e guidata dallo Spirito verso la santità o perfezione della carità» (PDV lss.); riguardo alla spiritualità sacerdotale specifica, si tratta di carità pastorale5.
La spiritualità mariana è la stessa vita spirituale cristiana (come vita e come riflessione teologica) nel suo aspetto mariano; questa risulta tanto ricca di contenuto che merita una spiegazione dettagliata e particolare.
La teologia mariana ( «mariologia») ha tre funzioni principali:
1. Scientifica sapienziale (riflessione sui dati biblici, storici, sistematizzazione, ecc.),
2. Pastorale (dell'annuncio, della celebrazione, dell'organizzazione o animazione, ecc.)
3. «Vitale» (sarebbe il campo della «spiritualità mariana», basato sempre sulla teologia e puntando verso la pastorale).
La funzione vitale della mariologia (o lo studio sulla stessa funzione) è il campo proprio della spiritualità mariana. Si studia la vita della fede della Chiesa in rapporto con Maria.
Questi temi sono stati studiati fino ad ora implicitamente nel capitolo mariologico sul culto e la devozione mariana. Precisamente per merito di questi stessi studi, la materia è oggi tanto ampia che merita un'attenzione speciale, strutturandola come presenza di Maria in tutto il cammino della vita spirituale. In questo senso e in questa prospettiva, il tema non era stato sufficientemente sviluppato. Il capitolo mariologico sul culto e la devozione di fatto, non tratta questo tema che è sufficientemente ampio da potergli dedicare un trattato speciale.
La spiritualità ecclesiale o fedeltà della Chiesa all'azione dello Spirito («chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice»: Ap. 2, 7) si è modellata guardando Maria come «Il segno grandioso» (Ap 12,1) che personifica la Chiesa stessa. Vivere in rapporto con Maria significa essere coerenti con queste realtà che costituiscono una presenza attiva e materna: Maria è l'«icona » della Chiesa, come una presenza attiva che è mediazione materna e «salutare influsso» (LG 60).
Maria «permane nel cuore della Chiesa». (RMa 27), nelle sue attitudini profonde di rapporto sponsale con Cristo, come vergine che diventa madre ad esempio di Maria, mediante un cammino di ascolto, di preghiera e di amore. Se «tutta la Chiesa è invitata a vivere più profondamente il mistero di Cristo, collaborando con gratitudine all'opera della salvezza, ciò essa fa con Maria e come Maria, sua madre e modello» (RMi 92).
In questo cammino storico della fede, verso l'incontro definitivo con Cristo, la Chiesa sperimenta Maria che «sulla terra brilla ora innanzi al pellegrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza» (LG 68; cf. RMa 51-52). Per questo, l'atteggiamento della Chiesa riguardo a Maria (atteggiamento «spirituale» o secondo lo Spirito), è un atteggiamento di relazione (preghiera, contemplazione .... ), di imitazione (fedeltà, virtù), di celebrazione (liturgia del mistero pasquale), di esperienza (Vita dei santi e dei fedeli), di sapienza (teologia, ecc.).
Questo atteggiamento ecclesiale mariano costituisce la sua «spiritualità», vale a dire, il suo modo di rispondere alla voce e ai carismi dello Spirito Santo. Maria è il modello, la figura dell'atteggiamento della Chiesa rispetto al Verbo (Parola di Dio) e allo Spirito.
La spiritualità ecclesiale è, per sua natura, spiritualità mariana. Questa è, perciò, parte integrante della spiritualità cristiana. Si può dire che la spiritualità mariana è l'espressione fondamentale della spiritualità cristiana, poiché la spiritualità di Maria è il modello della spiritualità della Chiesa, come atteggiamento di apertura al Verbo Incarnato, sotto l'azione dello Spirito Santo, secondo i disegni salvifici del Padre.
Come studiare questa realtà ecclesiale mariana, che va al di là della «devozione» e del «culto»? Qual è la natura di questa spiritualità, i suoi contenuti, la sua sintesi teologica?6.
La Chiesa crede, celebra, vive e trasforma in preghiera il mistero di Cristo. Vivere il mistero di Cristo, nato da Maria, e che associa a sé Maria, è la quintessenza della spiritualità mariana. Si potrebbe studiare questa spiritualità mariana ecclesiale in rapporto con la Chiesa mistero (segno portatore di Cristo), comunione (fraternità), missione (evangelizzazione).
Come vive la Chiesa la presenza di Maria in questo cammino di fede per essere fedele all'azione dello Spirito Santo? Qual è la sua spiritualità nel suo aspetto mariano?

NOTE
1 Questi corsi si possono trovare nei programmi di studio di alcune Università e Facoltà: Marianum, Teresianum, Urbaniana, Salesianum, Istituti di Spiritualità ... A questi temi sono già stati dedicati Simposium, Assemblee, Settimane di studio: AA.Vv., La spiritualità mariana della Chiesa alla luce dell'enciclica «Redemptoris Mater», Roma, Teresianum 1988; AA.Vv., Fundamentos teologicos de la piedad mariana, "Estudios Marianos" 48 (1983); AA.Vv., Maria en la espiritualidad de la Iglesia, Madrid, Coculsa, SME 1972; AA.Vv., La spiritualità mariana: legittimità, natura, articolazione, Roma, Pont. Facoltà Teologica «Marianum» 3-6 novembre 1992. Vedere il capitolo del culto e devozione nei manuali citati nel capitolo IV, nota 3, e: La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale (Lettera della Congregazione per l'Educazione Cattolica, 25 marzo 1988).
2 Comm. in Ioann., 1,6: PG 14,31 (citato dalla RMa 23, nota 47). Si può parlare, perciò, di «senso mariano» o stile e «spirito» mariano di intuire il Vangelo. ' Nel parlare di «spiritualità mariana», Giovanni Paolo II fa riferimento a questi santi: «In proposito, mi è caro ricordare, tra i tanti testimoni e maestri di tale spiritualità, la figura di S. Luigi Maria Grignion de Montfort» (RMa 48). Nella nota 143 (dello stesso n.48) rimanda al Traité de la vraie dévotion à la sainte Vielge (Montfort) e a Le glorie di Maria (S. Alfonso Maria de' Liguori). Su S. Bernardo: RMa 6 e nota 16 ..
4 J. ESQUERDA BIFET, Teologia della evangelizzazione e Spiritualità missionaria, Pontificia Università Urbaniana 1992. Vedere la voce «missione» in: Dizionario Enciclopedico di Spiritualità, Roma, Città Nuova 1990, 1609-1620. Voce «spiritualità» in: Dizionario di Missiologia, Bologna, EDB 1993, 481-486.
5 AA.Vv., Vì darò pastori secondo il mio cuore, Esortazione Apostolica «Pastores dabo vobis» ... , Testo e commenti, Lib. Edit. Vaticana 1992; E. BORDA, La formazione pastorale dei sacerdoti nell'esortazione apostolica «Pastores dabo vobis», "Annales Theologici" 6 (1992) 289-318; M. CAPRIOLI, Esortazione Apostolica Postsinodale «Pastores dabo vobis», 'Teresianum" 43 (1992) 323-357;J. ESQUERDA BIFET, Espiritualidad sacerdotal y formaciòn espiritual del sacerdote, in: Os daré pastores seg71n mi coraz6n, Valencia, EDICEP 1992, 207-222.
6 Oltre agli studi citati nella selezione bibliografica, vedere: AA.Vv., La spiritualità mariana della Chiesa alla luce dell'enciclica «Redempturis Mater», Roma, Teresianum 1988; AA.Vv., La spiritualità mariana: legittimità, natura, articolazione, Roma, Facoltà Teologica Marianum, 3-6 novembre 1992; AA.Vv., Maria en la espiritualidad de la lglesia, Madrid, Coculsa, SME 1972 y "Estudios Marianos' 36 (1972); E. LLAMAS, Nocion y sentido de la espiritualidad mariana, "Estudios Marianos" 36 (1972) 9-33 (studia: nozioni, metodo, fonti, storia, fondamenti dottrinali, prassi).

 

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Inserito Mercoledi 3 Luglio 2019, alle ore 10:35:48 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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