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  L'invocazione a Maria nella vita quotidiana 
Preghiere

Da Jesus Castellano Cervera, Pregare con Maria nella vita, in AA. VV., Come pregare con Maria, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", Roma 1991, pp. 150-156.

 



L'invocazione a Maria nel vivere quotidiano, diventa spontanea attraverso le svariate formule della tradizione della Chiesa. Dalla liturgia sono passate alla pietà popolare, per rifluire nella invocazione che ogni volta ricrea, con i sentimenti personali, le formule universali della pietà mariana. Tutti sappiamo quanto sia vera ed autentica, universale e personalizzata, l'invocazione mariana che introduce la sua presenza negli spazi della vita, dal semplice saluto dell'Ave Maria alla recita del rosario durante la giornata, dalla Salve Regina al Rosario, dalla memoria semplice del suo nome, alla ripetizione di un suo titolo a noi caro in momenti difficili, alla suprema implorazione di un ammalato nell'ora del dolore e della morte. Anche questo è pregare Maria e con Maria nella vita. Quando i cristiani hanno iniziato questo tipo di rapporto con la Madre di Dio? E quali sono state le prime modulazioni di questa invocazione mariana? Le domande che possono sembrare oziose, ci introducono subito nella storia della pietà mariana, della quale vogliamo appena rilevare qualche frammento.

1. LA RADICE NELLA SCRITTURA

L'espressione verbale, nonché il senso dottrinale, della invocazione alla Vergine da parte del popolo cristiano, ha la sua radice nella Scrittura:  

- Il saluto dell'Angelo
«Rallegrati, piena di grazia» è diventato invocazione del popolo cristiano. Prima nella inscrizione XE M del graffito della grotta di Nazaret, fatto da un anonimo pellegrino della fine del primo secolo o agli inizi del secondo; poi nelle omelie dei Padri della Chiesa che, a commento del brano evangelico, hanno iniziato a svilupparne i contenuti, fino alle inimitabili modulazioni dell'Inno Akathistos. Finalmente nella formula più tardi elaborata dell'Ave Maria.

- Il saluto di Elisabetta
«Benedetta tu fra le donne. Beata te che hai creduto...». La prima frase è il riconoscimento della benedizione di Dio su Maria, chiamata la Madre del Signore. La seconda è il primo «makarisma» del vangelo, che anticipa le beatitudini di Gesù. L'azione è la fede di Maria e l'espressione «perché hai creduto» suona in greco come un nome di Maria, colei che è la credente per eccellenza, la donna della fedeltà alle promesse, il nuovo Israele di Dio.

- La lode alla Madre di Gesù
«Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato... ». Anche questo semplice «makarisma», rivolto indirettamente alla Madre di Gesù, lode spontanea di una popolana, nella quale possiamo pure ravvisare la comunità primitiva che loda Maria, ha molto influito nell'entusiasmo della pietà popolare verso la Madre del Signore. Tanto più che Gesù non ha negato ma ha spiegato il senso di tale lode: « Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc 11, 27-29).

2. DALLA SCRITTURA ALLA LITURGIA

La Scrittura, letta nella fede, ha sviluppato tutta una serie d'invocazioni alla Vergine che sono come emanazioni delle prime formule di lode. Nella liturgia della Chiesa abbiamo almeno questa triplice tipologia di preghiere mariane:

- L'acclamazione diretta di lode
Una lode piena di ammirazione e di riconoscenza nelle formule che iniziano con le parole: Salve, Ave, Rallegrati, Gaude, Laetare...; o con le espressioni Beata, Felice, Benedetta, Gloriosa... alle quali si aggiungono i titoli più belli: Madre di Dio, Tutta santa. L 'Oriente canta l'«Axion estin», «É giusto davvero... » o «In te si rallegra...»

L'invocazione per l'intercessione
É l'invocazione litanica dell'«Ora pro nobis... intercede pro nobis» nel Sancta Maria, nel Tota pulchra. Con queste preghiere il popolo di Dio proclama che Maria è vivente Deisis davanti al trono del Padre, presso il suo Figlio. E ricorda l'intercessione di Maria con le formule della liturgia bizantina: «Per le preghiere della santa Madre di Dio, Salvatore, salvaci!». Una invocazione che raccoglie l'ispirazione di Cana di Galilea: rivolgersi a Maria affinché interceda presso il Figlio.

- La supplica diretta per la salvezza
La liturgia occidentale ed orientale conosce pure le ardite preghiere di supplica, affinché ci sia concessa la salvezza o il dono di Cristo. Siamo al culmine della invocazione diretta, quasi che Maria fosse la sorgente della grazia e non una sua mediatrice. In queste preghiere traspare tutta la tenerezza e la pietà filiale dei cristiani. Sono da annoverare fra queste preghiere la Salve Regina, l'Alma Redemptoris Mater..., ma anche l'antichissima invocazione del Sub tuum praesidium, comune all'Oriente e all'Occidente, e la più nota delle invocazioni mariane all'Oriente bizantino: «Santissima Madre di Dio, salvaci!». Ovviamente tale supplica non contraddice il senso della mediazione ascendente e discendente della Vergine Maria. Maria prega, nello Spirito Santo, il Figlio che è l'unico Mediatore. Tutto viene dal Padre per Cristo nello Spirito. Nella «sinergia» dello Spirito si colloca l'invocazione a Maria e la sua azione salvifica.

3. ALCUNE PREGHIERE

Non sarà inutile in questo contesto fare un cenno alla storia e significato di alcune preghiere mariane:

- Il «Sub tuum praesidium... »
É considerata la più antica preghiera ecclesiale alla Madre di Dio. Risale con certezza al secolo III o IV, prima quindi della definizione del dogma della maternità divina ad Efeso nel 431: è sorta nel clima di pietà della Chiesa di Egitto. E stata trovata in un papiro egiziano e pubblicata nel 1938, anche se conosciuta nella grande tradizione delle invocazioni mariane. Il testo originale suona così: «Sotto la tua misericordia ci rifugiamo, Genitrice di Dio. Le nostre suppliche tu non respingere nelle necessità; ma dal pericolo salvaci, sola Casta, sola Benedetta!» Rivolta direttamente alla Vergine, la preghiera è un accorato appello alla Madre di Gesù, sgorgato da una comunità cristiana che vive in un momento di gravi tentazioni e pericoli. Di Maria si riconoscono la maternità divina e verginale, la particolare elezione da parte di Dio, la sua misericordiosa intercessione... É una invocazione collettiva, ecclesiale. Esprime una consuetudine radicata ormai nei cuori dei fedeli di rivolgersi direttamente alla Madre di Dio, con estrema fiducia, nelle necessità e nei pericoli... Tale preghiera, entrata con qualche variante nella tradizione ecclesiale universale, mantiene saldamente nei secoli la fiducia in Maria, la confessione del suo titolo di Theotòkos. Essa è la sola Pura. Anche se talvolta non abbiamo fiducia per rivolgerci direttamente a Dio, ci rivolgiamo a lei: le sue mani immacolate proteggono il mondo. E lei rifugio di misericordia. Una invocazione che prelude alla Salve Regina.

- L'Ave Maria
Una preghiera a noi cara. É composta da due parti. La seconda, a partire dall'invocazione «Santa Maria...», è stata introdotta ufficialmente nel Breviario di San Pio V solo nel secolo XVI, anche se vi sono tracce in testi orientali più antichi. La prima parte è composta dal saluto dell'Arcangelo e da quello di Elisabetta. La prima radice storica di questa preghiera la troviamo nel graffito di Nazaret al quale abbiamo accennato in precedenza. Nel secolo IV i Padri nelle loro omelie sul Vangelo dell'Annunciazione, cercano di parafrasarne ogni titolo, ogni espressione; e inizia a svilupparsi una preghiera di lode alla Vergine. Nel secolo V troviamo già la formula dell'Ave Maria, che oggi conserva la liturgia bizantina: «Ave Maria, Vergine Madre di Dio, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta sei tu fra le donne, benedetto il frutto del tuo seno, perché hai generato il Salvatore delle nostre anime». Come il Padre nostro, anche l'Ave Maria ha una prima parte di invocazione e una seconda di supplica. Come l'invocazione del nome di Gesù in Oriente, da parte del peccatore, anche in questa preghiera invochiamo il nome di Gesù, frutto benedetto del seno della Vergine Madre, e ci confessiamo peccatori. Come l'Arcangelo, salutiamo Maria con l'invito alla gioia messianica: «Rallegrati!» e alla sua intercessione raccomandiamo l'ora nostra, che è l'ora finale, momento decisivo della nostra storia di salvezza, affidata alla possente intercessione materna di Maria.

- La Salve Regina
Un'altra invocazione mariana amata da tutti. Preghiera di autore sconosciuto, attribuita ora a San Bernardo, ora al Vescovo di Compostella Pietro di Mezonzo o ancora al Vescovo francese Ademar de Monteuil. Una attribuzione più certa sembra quella del monaco di Reichenau Ermanno, detto il «Contractus», perché rattrappito nei suoi muscoli, morto nel 1054. Alla sua condizione di ammalato, handicappato, sarebbe da attribuire il senso di dolore con cui parla della vita, valle di lacrime ed esilio, e il senso di fiducia con cui si rivolge a Maria. In questa preghiera vi sono dei contrasti. Dio sembra lontano, Maria vicina. Sembra la preghiera dei figli, orfani lontani nell'esilio della vita, che si rivolgono a Maria e confessano con amore la sua maternità. La Madonna vi appare in questa invocazione come «volto materno di Dio» trasparenza dello Spirito Santo. I suoi attributi sono quelli che più assomigliano alla persona e all'azione dello Spirito Santo: la misericordia, la dolcezza; Maria è avvocata, il suo sguardo è benigno, i suoi occhi misericordiosi. La Madre porta Cristo ed è porta verso Cristo. Una preghiera di intensa commozione filiale e di ardita speranza nella esperienza dell'esilio. Perciò stupenda preghiera mariana, ecclesiale ed universale.

- Il Rosario
La storia del Rosario è nota. Nasce dalla sostituzione del Salterio con la recita dell'Ave Maria, fino a 150 volte. Per questo si parla di Salterio Mariano. In questo contesto vale la pena di dire qualche semplice parola su questa preghiera. Prima di tutto per ribadire il suo altissimo valore teologico a livello obiettivo. Le preghiere recitate nel Rosario sono di carattere biblico e di alto valore espressivo. La Preghiera del Signore, l'Ave Maria, la dossologia «Gloria al Padre... ». I misteri della salvezza che vengono proposti alla meditazione sono al centro della nostra fede e della nostra vita cristiana. In questa, come in altre preghiere, il cristiano esercita il suo sacerdozio regale che lo impegna a vivere secondo quanto prega. É preghiera contemplativa ripetitiva, semplice e possibile dappertutto. Ma è bene dire una parola per relativizzare il Rosario, cioè per renderlo relativo, come punto di arrivo e punto di partenza. É preparazione per la proclamazione dei misteri nella santa liturgia e per la loro celebrazione nell'arco dell'anno liturgico. Ed è prolungamento della contemplazione dei misteri per inserirli, con la contemplazione, nella vita. Una fanatica esaltazione del Rosario che non tenga conto di questo non può essere autenticamente mariana. Piuttosto, più che ad una recita materiale, bisogna badare a riscoprire all'interno di esso il profondo senso della vita di Cristo e di Maria, la loro via, il loro cammino, intrecciato di gioie, dolori e glorie. Il momento della proclamazione del mistero, della sua contemplazione, e della applicazione di una particolare intenzione, rendono viva tale contemplazione, ormai inserita nella vita quotidiana.

 

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Inserito Domenica 9 Agosto 2020, alle ore 10:19:22 da latheotokos
 
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