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  La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale 
MariologiaLettera della Congregazione per l’Educazione Cattolica ai rettori dei seminari e ai Presidi delle Facoltà teologiche del 25 marzo 1988

La lettera della Congregazione per l’Educazione Cattolica è indirizzata ai Rettori dei Seminari e ai Presidi delle Facoltà teologiche e si divide in:
- Introduzione: motivo della lettera
- 1. La Vergine Maria un dato essenziale della fede e della vita della Chiesa
- 2. La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale
- Conclusione: Necessità dello studio della Mariologia
Tutta la lettera è a sua volta suddivisa in 36 punti.

 

INTRODUZIONE


1
. La lettera si apre con l’affermazione che il sinodo dei vescovi tenutosi nel 1985, ha affermato la necessità di dedicare più attenzione ai maggiori documenti conciliari, allo scopo di mettere in atto una programmazione avente come obiettivo una più ampia e più profonda conoscenza ed accettazione del Concilio stesso.. Giovanni Paolo II da parte sua ha asserito che lo scopo dell’Anno Mariano era quello di promuovere una nuova ed approfondita lettura di ciò che il Concilio ha detto sulla Beata Vergine Maria, Madre di Dio, nel mistero di Cristo e della Chiesa. Partendo da queste due motivazioni, la Congregazione ha sentito la necessità di inviare questa lettera con l’intento di offrire alcune riflessioni su Maria e soprattutto per rilevare che l’impegno di conoscenza, di ricerca e di pietà nei suoi confronti, non può essere circoscritto al solo anno mariano, ma deve costituire un compito permanente, dato che permanenti sono il valore esemplare e la missione della B. Vergine. Maria è, infatti, un dato della Rivelazione divina e costituisce una presenza materna sempre operante nella vita della Chiesa

 


1. La Vergine Maria : un dato essenziale della fede e della vita della Chiesa


Ricchezza della dottrina mariologica

2. Tutta la storia del dogma e della teologia attestano la fede e la crescente attenzione della Chiesa verso la Vergine Maria a cominciare dagli scritti neotestamentari e dagli autori dell’età subapostolica. I primi simboli di fede e poi le formule dogmatiche dei concili di Costantinopoli (381), Efeso (431), e Calcedonia (457) testimoniano, accanto al progressivo approfondimento del mistero di Cristo vero Dio e vero uomo, la progressiva scoperta del ruolo di Maria nel mistero dell’incarnazione, scoperta che condusse alla definizione dogmatica della sua divina e verginale maternità. Lungo il corso dei secoli, poi, l’attenzione verso la Vergine si è sempre più consolidata ed è stata accompagnata da molti pronunciamenti del Magistero.
3.
I più recenti e importanti di questi pronunciamenti per il loro valore dottrinale sono:
- la bolla dogmatica Ineffabilis Deus di Pio IX (08/12/1858);
- la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus di Pio XII (01/11/1550);
- Il Cap. VIII della Costituzione dogmatica Lumen Gentium (21/11/1964);
- L’Esortazione Apostolica Signum Magnum di Paolo VI (13/05/1967);

- L’Esortazione Apostolica Marialis Cultus di Paolo VI (02/02/1974)
- L’Enciclica Redentoris Mater di Giovanni Paolo II (25/03/1987).
4.
Non si può nemmeno dimenticare l’azione svolta da parte di alcuni movimenti che, avendo suscitato in vario modo un vasto interesse verso la figura della Beata Vergine, hanno avuto anche una parte determinante nella stesura della Costituzione dogmatica Lumen Gentium. Tra questi movimenti notiamo:
- il movimento biblico che ha sottolineato l’importanza primaria della S. Scrittura per una presentazione della Madre del Signore conforme alla Parola rivelata;
- il movimento patristico che ha posto la Mariologia a contatto con il pensiero dei Padri della Chiesa, acconsentendole di approfondire le sue radici nella tradizione;
- il movimento ecclesiologico che ha approfondito il rapporto di Maria con la Chiesa ;
- il movimento missionario che ha scoperto Maria come prima evangelizzata e prima evangelizzatrice e come fonte di ispirazione della Chiesa per la diffusione della Buona Novella;
- il movimento liturgico che ha potuto documentare come tutti i riti e le liturgie della Chiesa attestano una cordiale venerazione della Madre di Dio;
- il movimento ecumenico che ha contribuito a precisare la figura della Vergine nell’ambito delle fonti della rivelazione e le basi sicure della pietà mariana.

Insegnamento mariologico del Vaticano II


5 - 9.
L’importanza del Cap. VIII della Lumen Gentium consiste nel valore della sua sintesi dottrinale e nell’impostazione della dottrina riguardante la beata Vergine, inquadrata nel mistero di Cristo e nel mistero della Chiesa. Ella, per volere del Padre, è stato il Frutto più bello della Redenzione, la Madre del Figlio Dio incarnato, la Serva fedele che consacrò tutta se stessa al suo servizio; la Socia del Redentore e la prima ed esemplare sua Discepola, perché credé pienamente in Lui. In vista di Cristo, in unione e subordinazione a Lui, Maria è riconosciuta dalla Chiesa come suo Membro del tutto singolare, come Madre amatissima. Come Figura della Chiesa vergine e Madre, come Modello di fede, speranza e carità; come Ausiliatrice, Soccorritrice e Mediatrice; come Immagine escatologica nella sua gloriosa assunzione.

Sviluppi mariologici del post-concilio

10.
L’opera svolta dalla Sede apostolica ha contribuito, dopo la cristi del post- concilio, allo sviluppo e al risveglio mariologico soprattutto ad opera dei due importantissimi documenti Marialis Cultus di Paolo VI e Redentoris Mater di Giovanni Paolo II. La Mariologia ha contribuito positivamente alla riflessione post-conciliare nei vari settori della teologia e a sua volta si è arricchita di nuovi apporti.
11
L’esegesi biblica  mariologica ha aperto nuove frontiere, dedicando sempre più largo spazio alla letteratura intertestamentaria. Soprattutto le pagine di Luca e Matteo sull’infanzia e le pericopi “mariane” di Giovanni sono state oggetto di continuo e approfondito studio;
12.
La teologia dogmatica ha trovato nella Mariologia lo stimolo per approfondire un’idonea illustrazione dei dogmi collegati con le problematiche del peccato originale, della grazia e della libertà, del destino ultimo dell’uomo ed ha dovuto studiare criticamente le circostanze storiche in cui i dogmi mariani della Verginità, della Maternità divina, dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione sono stati definiti.
13.
L’interesse della Mariologia per i problemi collegati con il culto della B. Vergine ha suscitato anche un vivo interesse che ha spinto gli studiosi ad approfondire le sue radici storiche e le motivazioni dottrinali ed ha contribuito al suo organico inserimento nell’unico culto della Chiesa.
14.
In campo ecumenico la Mariologia ha contribuito a sottolineare la grande ricchezza di fede e di amore della Chiesa Ortodossa per la Madre di Dio ed ha avviato un dialogo costruttivo con le Chiese della Riforma che ha contribuito a superare secolari diffidenze, a migliorare la conoscenza delle rispettive posizioni dottrinale ed avviare iniziative di comune ricerca.
15.
La Mariologia ha dedicato una rinnovata attenzione all’antropologia per cui la Vergine è stata presentata come espressione suprema della libertà umana nella cooperazione dell’uomo con Dio. L’antropologia ha guardato a sua volta a Maria vedendo in lei la più alta realizzazione storica del vangelo e la donna che, per padronanza di sé, senso di responsabilità, apertura verso gli altri, spirito di servizio, fortezza d’animo e amore, è la più completa realizzazione di un essere umano.
16.
La Mariologia post-conciliare ha anche sottolineato altri diversi aspetti innovativi del mistero di Maria come il suo rapporto con lo Spirito Santo, l’inculturazione della dottrina sulla Vergine e i vari aspetti della pietà mariana; il valore della Via della bellezza per conoscere Maria e la sua capacità di suscitare le più alte espressioni dell’arte in ogni campo; il significato pastorale e spirituale della dimensione mariana della vita dei discepoli del Cristo.

L'enciclica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II

17.
Sulla scia della Lumen Gentium e dei documenti magisteriali del post-concilio si colloca anche la Redentoris Mater di Giovanni Paolo II. Questo documento conferma l’impostazione cristologia ed ecclesiologica della Mariologia, necessaria perché essa riveli tutta la gamma dei suoi contenuti. Dopo aver approfondito i molteplici aspetti dell’eroica fede della Vergine, che egli considera quasi una chiave che ci schiude l’intima realtà di Maria, il Santo Padre illustra la presenza materna della Vergine nel cammino della fede, secondo due linee di pensiero, una teologica (Maria è donata al discepolo), l’altra pastorale e spirituale (Il discepolo accoglie Maria tra i suoi beni spirituali). Nel suo insieme la Redentoris Mater può considerarsi l’enciclica della presenza materna e operante di Maria nella vita della Chiesa: nel suo cammino di fede, nel culto che essa rende al suo Signore, nella sua opera di evangelizzazione, nella sua progressiva configurazione a Cristo, nell’impegno ecumenico.

Il contributo della mariologia alla ricerca teologica

18 – 21. 
La storia della teologia attesta che la conoscenza del mistero della Vergine contribuisce ad una più profonda conoscenza del mistero di Cristo, della Chiesa e della vocazione dell’uomo. D’altra parte lo stretto vincolo della beata Vergine con il Cristo, con la Chiesa e con l’umanità fa si che la verità sul Cristo, sulla Chiesa e sull’uomo illumini la verità concernente Maria di Nazaret. In Maria tutto è relativo a Cristo e la sua missione, la sua vocazione e il suo destino sono intrinsecamente riferibili al mistero della Chiesa e agli uomini di ogni tempo e di ogni luogo.
22.
Maria è come uno specchio in cui si riflettono nel modo più profondo e più limpido le grandi opere di Dio (At 2,11), che la teologia ha il compito di illustrare. La dignità e l’importanza della Mariologia derivano dalla dignità e dall’importanza della Cristologia, dal valore dell’Ecclesiologia e della Pneumatologia, dal significato dell’Antropologia soprannaturale e dell’Escatologia: con questi, infatti, trattati la Mariologia è strettamente connessa.

 


2. La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale


La ricerca mariologica


23 - 26.
Da quanto detto risulta che la Mariologia è oggi viva e impegnata in questioni rilevanti nel campo della dottrina e della pastorale. Pertanto è necessario che essa, insieme con l’attenzione ai problemi pastorali via via emergenti, curi anzitutto il rigore della ricerca, condotta con criteri scientifici; si basi come su fondamento perenne sulla S. Scrittura; si colleghi con la ricchezza della Tradizione soprattutto ai Padri della Chiesa; sia fedele al Magistero al quale è stato affidato il deposito della Parola di Dio per la sua custodia e la sua autentica interpretazione; sia confortata e integrata anche dalle acquisizioni più sicure dell’antropologia e delle scienze umane.

L'insegnamento della mariologia

27 – 31.
Data l’importanza della figura della Vergine nella storia della salvezza e nella vita del popolo di Dio e dopo le indicazioni del Concilio Vaticano II e del Magistero post-conciliare, sarebbe impensabile che l’insegnamento della Mariologia fosse trascurato: occorre pertanto dare ad esso il giusto posto nei seminari e nelle facoltà teologiche. Tale insegnamento deve essere:
- organico, inserito cioè nei piani di studio del curricolo teologico;
- completo, in modo che la persona della Vergine sia considerata nel suo rapporto con Dio, con Cristo salvatore e mediatore, con la Chiesa e con l’uomo;
- rispondente ai vari tipi di istruzione e al livello degli studenti;

Un insegnamento così concepito eviterà presentazioni unilaterali della figura e della missione di Maria a detrimento della visione d’insieme del suo mistero e costituirà uno stimolo per ricerche più approfondite su di Lei.


Il servizio della mariologia alla pastorale e alla pietà mariana

32 – 33.
 Come ogni disciplina teologica anche la Mariologia offre un prezioso contributo alla pastorale perché la pietà e devozione verso la Vergine hanno una grande efficacia e costituiscono una forza innovatrice del costume cristiano. E’ necessario quindi che anche la devozione mariana sia presente nella formazione spirituale e che ognuno ami ardentemente, secondo lo spirito della Chiesa, la Vergine Maria , madre del Cristo, a lui associata in modo speciale nell’opera della redenzione. Niente, infatti, meglio della vera devozione alla Vergine, concepita come uno sforzo sempre più completo di imitazione, introduce nella gioia del credere, così importante per chi dovrà fare della propria vita un continuo esercizio di fede.

 


Conclusione


34.
Con questa lettera la Congregazione ha voluto ribadire la necessità di fornire agli studenti di tutti i centri di studi ecclesiastici, una formazione mariologica integrale che abbracci lo studio, il culto e la vita. Essi dovranno:
- acquisire una conoscenza completa ed esatta della dottrina della Chiesa sulla Vergine Maria;
- alimentare un amore autentico verso la Madre del Signore e madre degli uomini;
- sviluppare la capacità di comunicare tale amore con la parola, gli scritti, la vita ecc.
35.
Dalla formazione mariologica adeguata derivano numerosi vantaggi:
- sul piano intellettuale, perché la verità su Dio e sull’uomo, sul Cristo e sulla Chiesa, viene approfondita ed esaltata dalla conoscenza della verità sulla Vergine Madre;
- sul piano spirituale, perché tale formazione aiuta il cristiano ad accogliere e introdurre in tutto lo spazio della propria vita interiore la madre di Gesù;

- sul piano pastorale, perché la madre del Signore sia fortemente sentita come una presenza di grazia per il popolo cristiano.

36. Lo studio della Mariologia tende, come a sua ultima meta, all’acquisizione di una solida spiritualità mariana, aspetto essenziale della spiritualità cristiana. Nel suo cammino verso il raggiungimento della piena maturità in Cristo, il discepolo del Signore, consapevole della missione che Dio ha affidato alla Vergine nella storia della salvezza e nella vita della Chiesa, la assume come madre e maestra di vita spirituale, per vivere con lei e come lei, la proposta radicale della buona novella e il comandamento dell’amore.

 

 

Inserito Mercoledi 14 Ottobre 2009, alle ore 10:07:09 da latheotokos
 
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