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  Beata te che hai creduto nell'adempimento delle parole del Signore (Lc 1,45) 
BibbiaMaria, la donna credente e felice, in una meditazione di Luis A. Gallo del Centro Nazionale delle Opere Salesiane

Quella che ora mediteremo non è una parola di beatitudine pronunciata da Gesù come un augurio, ma è una parola di beatitudine rivolta a sua madre, che lo porta in grembo, come constatazione. Le fa da cornice il bel racconto della visita di Maria a Elisabetta.

Dopo l'annuncio dell'angelo che le promette a nome di Dio delle cose umanamente impossibili - "sarai madre pur senza conoscere uomo" - la giovane ragazza di Nazaret sente il bisogno di andare a visitare la sua parente, essa pure depositaria di una promessa umanamente impossibile - "sarai madre pur essendo sterile e anziana" -, e si dirige premurosa verso quella "regione montuosa della Giudea" dove essa abita, che la tradizione identifica come Ain Karim, vicino a Gerusalemme. L'incontro viene descritto da Luca in un tono intensamente tenero, ma anche altamente teologico. Ai quattro personaggi della scena  - due madri "impossibili" e due figli altrettanto "impossibili" -, se ne aggiunge un altro, che presiede con la sua potenza vivificante lo svolgersi dell'evento: lo Spirito di Dio. È proprio per questo che una gioia profonda pervade tutto l'avvenimento.

Ai primi saluti seguono le parole piene di slancio e di stupore di Elisabetta: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!". E poi, la grande parola di beatitudine: "Beata tu che hai creduto nell'adempimento delle parole del Signore!". È una confessione di fede sulla fede di Maria; è un  riconoscimento della sorgente della sua felicità. Poco dopo, Maria stessa dirà, sempre nel racconto altamente teologico di Luca: "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1,48).

La madre di Gesù, quindi, resta per noi come il prototipo della persona felice. Non per niente di solito si usa ricordare il suo nome accompagnandolo con un aggettivo in grado superlativo: "la Beatissima Vergine Maria". Eppure, anch'essa visse dei momenti difficili e duri durante la sua vita; anzi, dei momenti umanamente assurdi. Ce li ricordano, sia pure velatamente, i vangeli: l'esilio in Egitto non appena nato il suo figlio (Mt 2,14-15), lo smarrimento del figlio adolescente nel tempio (Lc 2,41-50), le incomprensioni e perplessità nei confronti del suo modo "strano" di comportarsi (Mc 3,20-21) 31-35), le sue taglienti prese di posizione nei riguardi della famiglia (Mc 3, 31-35; Lc 11,27); e soprattutto l'epilogo sconvolgente della sua vicenda mediante la sua morte in croce ...  Eppure, in mezzo a tutto ciò, essa "credette nell'adempimento delle parole del Signore". Quelle che il Signore le aveva detto per mezzo dell'angelo circa il suo futuro figlio, e quelle dette dallo stesso suo figlio sul regno di Dio.

Per Maria, credere significò avere una sconfinata fiducia nel Dio della vita e dell'amore che avvolgeva la sua vita e quella dell'umanità intera. Lei era convinta al di sopra di tutto che questo Dio voleva solo il bene e la felicità di tutti e di ognuno, e che perciò "nulla era impossibile a Lui", come le aveva detto l'angelo nell'annunciazione (Lc 1,37). Perciò essa gli aveva risposto: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto", consegnandosi totalmente nelle sue mani. Non certo con una consegna passiva e inerte, ma piena di operosità e di sollecitudine materna. Così il Signore poté fare "cose grandi in lei" (Lc 1,49), e lei ne fu felice: diventò la madre di colui che portò la Vita al mondo.

Quando più tardi, superato il tragico momento della croce e del sepolcro, i discepoli del suo figlio, ormai decisamente credenti in lui e nel suo grande sogno, tornarono a radunarsi per riceve il suo Spirito e lanciarsi nella grande avventura del suo annuncio al mondo, c'era con loro "la madre di Gesù" (At 1,14). Li sosteneva nella loro fede e condivideva certamente con essi le sue alterne vicende. Con loro viveva la beatitudine della fede!

 

 

Inserito Martedi 16 Marzo 2010, alle ore 11:43:47 da latheotokos
 
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DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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