PORTALE DI MARIOLOGIA - La vocazione di Maria (Lc 1,26-38)
 PER CONOSCERE MEGLIO LA MADRE DI DIO 
Menu
· Home
· Account o Registrazione
· Argomenti generali
· Articoli: archivio
· Articoli: invia nuovo
· Articoli: piu' letti
· Articoli: ultimi inseriti
· Banners del sito
· Biblioteca mariana
· Calendario mariano
· Documenti Magistero
· Enciclopedie
· Forums
· Fotoalbum
· Help del sito
· Invia Cartolina virtuale
· La Chat di Mariologia
· Le vostre domande
· Mappa del sito
· Motore di ricerca
· Sondaggio
· Statistiche
· Suggerimenti
· Sussidi Pastorali
· Testimonianze
· Web Links
· Webcams
 
Enciclopedie










 
Inserti Speciali



























 
Nuovi in Biblioteca
  Il messaggio teologico di Guadalupe
  L'angelo mi disse. Autobiografia di Maria
  Il paradosso mariano. Cornelio Fabro rilegge S. Kierkegaard
  Maria e la modernità
  Benedetto XVI. Una donna icona della fede
  Giovanni XXIII. Madre e maestra di vita cristiana
  Icone. Il grande viaggio
  Ben più che Madonna. Rivoluzione incompiuta
  Cuore di Mamma.
  Maria Madre del Signore. Canti per le solennità mariane
  La Donna delle decisioni. Maria nei Vangeli e negli Atti
  Maria di Nazaret. L'umile star
  Medjugorje. Scienza e Chiesa
  Ave dolce mamma del cielo. Il rosario per i bambini
  Maria per l'unità di tutti i cristiani
 
Pensieri
Nuova pagina 1


 

 
Ultimi 15 articoli
Ultimi 15 Articoli

Maria, la credente al servizio della fraternità


Maria, Donna veramente libera e credente


Avvocata delle donne, secondo Auguste Nicolas


L’immagine della Madre di Dio detta ‘Gioia degli Afflitti’


Maria, memoria eucaristica della Chiesa


Come Maria, davanti all'imprevisto e all'effimero


L'immagine mistagogica di Maria nella spiritualità orientale


Maria Maestra di nuovi valori


Il culto al Cuore Immacolato di Maria: riflessioni teologiche


Messaggio di Fatima: attualità e incidenze


Maria e la sensibilità contemporanea


Il Rosario: una preghiera per più occasioni


«Il mio Cuore Immacolato trionferà»: alcune riflessioni


Nicola di Sant'Albano e la concezione immacolata di Maria


Maria: un cammino di amore per la speranza del mondo


 
Immagini
 
Sondaggio
COSA TI INTERESSA DI PIU' IN MARIOLOGIA?

S. Scrittura
Magistero della Chiesa
Apparizioni
Mariologia ecumenica
Liturgia
Dogmi mariani
Spiritualità mariana
Pietà popolare
Mariologia sociale
Padri della Chiesa
Cultura e Arte



Risultati
Sondaggi

Voti 562
 
Contatore visite

Dal 1999
free counter

 
F.A.Q.

 
Utenti
Benvenuto, Anonimo
Nickname
Password
(Registrazione)
Iscrizione:
ultimo: pertinac
Nuovo di oggi: 0
Nuovo di ieri: 0
Totale iscritti: 357

Persone Online:
Visitatori: 212
Iscritti: 0
Totale: 212
 
Orario

 Imposta come Home
 Contatta il Webmaster
 Mappa del Sito
 
Invia Cartolina

Vuoi inviare una nostra cartolina ad un amico?
 
La Chat
Nome Stanzaonline
Privata IL MARIOLOGO0
Privata LA THEOTOKOS0

[ SPChat ]
 
La vocazione di Maria (Lc 1,26-38)
Bibbia

A. Aparicio Rodrìguez cmf, Appendice, in José Cristo Rey Garcìa Paredes, Maria nella Comunità del Regno, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1997, pp. 92-96.



Il titolo che si dà comunemente a Lc 1,26-38 è « L'Annunciazione ». Si tratterebbe di un episodio costruito sul modello di altre annunciazioni, con o senza nascita. Tra le prime possiamo ricordare le seguenti: Gn 16,7-14 (Annunciazione ad Agar), Gn 17,15-22 e 18,9-15 (ad Abramo e Sara), Gdc 13,2-23 (ai genitori di Sansone), Lc 1,8-23 (a Zaccaria...); tra le seconde c'è l'annuncio a Mosè nell'episodio del roveto (Es 3,1SS) e a Gedeone (Gdc 6,11-24). Il confronto tra il racconto di Luca e gli episodi suindicati porta R. E. Brown alla seguente conclusione: « La forma (di Lc 1,26-38) imita le annunciazioni veterotestamentarie. Tale forma costituisce un modello biblico utilizzato per preparare il lettore quando si introduce un personaggio destinato a svolgere un ruolo significativo nella storia di salvezza nota all'autore »1.

Le affinità tra il nostro racconto e le annunciazioni sia dell'Antico che del Nuovo Testamento sono sicuramente non trascurabili. Tra queste, e in maniera particolare, l'allusione al concepimento e alla nascita di un bambino. Di solito, troviamo in tutte un riferimento alla gravidanza e alla nascita, all'imposizione del nome al bambino e alla spiegazione del suo significato, nonché una dichiarazione sui suoi futuri compiti e sul ruolo che svolgerà. Da tutti questi punti di vista, il brano del Vangelo di Luca potrebbe intitolarsi «Annunciazione della nascita di Gesù ». Ma non sono meno significative le differenze tra Lc 1,26-38 e le altre annunciazioni. Limitiamoci ad osservare il saluto che viene rivolto a Maria: « Chaire, kecharitoméne, o Kyrios metà sou ». È composto da tre elementi: l'invito alla gioia, il titolo descrittivo del rapporto fondamentale con Dio e la garanzia dell'assistenza divina. Nelle altre annunciazioni di nascita non troviamo niente di simile2.

A riprova di questa diversità adduciamo un esempio che pure ha una certa somiglianza con il racconto di Luca, ed è la cosiddetta « visita a Gedeone »: « L'angelo del Signore gli apparve e gli disse: "Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!" » (Gdc 6,12). Manca solamente l'invito alla gioia, ma le affinità tra i due brani sono numerose, come diremo immediatamente. Nel caso di Gedeone ci troviamo dunque davanti al racconto della sua vocazione, come è stato brillantemente dimostrato da G. del Olmo3. Tentiamo un approccio alla pericope di Luca letta in chiave vocazionale.

L'episodio si apre con due versetti chiaramente introduttivi (Lc 1,26-27): i personaggi vengono collocati nel tempo e nello spazio. Subito dopo ci viene proposta la teofania (vv. 28-29), nella quale non si dà alcuna descrizione dell'essere che appare, ma si sviluppa il messaggio, come avviene per la vocazione di Gedeone (Gdc 6,1213). Il saluto - l'abbiamo già detto - è simile nei due casi. Ambedue propongono il tema chiave della pericope: presenza e assistenza di Dio. In tutti e due i casi i personaggi reagiscono in modo simile: Gedeone accetta la garanzia dell'assistenza divina (« il Signore è con te ») ed esprime a voce alta la sua riflessione critica (v. 13). Non si dice nulla del suo turbamento e ragionamento. Maria, da parte sua, reagisce emotivamente e razionalmente al saluto, ma non si esprime a voce alta. Tuttavia, sia nell'uno che nell'altro caso, il « saluto teofanico » provoca una reazione, una « protesta », che nel caso di Maria è più mitigata.

Nella parte successiva (Lc 1,30-35; Gdc 6,14-16), l'angelo di Dio (Dio stesso) risponde all'« obiezione » e rivela la missione a cui vengono chiamati i nostri « eroi ». La risposta riprende la definizione già usata nel saluto: « Va' con questa tua forza », dice l'angelo a Gedeone (« uomo forte e valoroso »), v. 14; « Hai trovato grazia presso Dio », dice a Maria (« piena di grazia »), v. 30. Poi viene descritto il compito affidato: « Salva Israele dalla mano di Madian » (Gdc 6,14), « Concepirai un figlio e lo darai alla luce... » (Lc 1,31). In ambedue i casi, l'interpellato pone una domanda relativa alle possibilità di realizzazione della missione che gli è affidata (Gdc 6,15 e Le 1,34). Sono domande che ricevono una risposta che rimanda all'altro motivo presente nel saluto (« Il Signore è con te »), riconfermando ancora una volta la missione: « Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio » (Lc 1,35). La risposta dell'angelo descrive cioè il modo in cui si concretizza la presenza divina e definisce la modalità della missione. Nella vocazione di Gedeone la risposta è la seguente: « Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo » (Gdc 6,16). Dopo di che viene richiesto (Gdc 6,17-21) od offerto (Lc 1,36-37) un segno, viene accettata la missione (Lc 1,38a) e si conclude la teofania (Gdc 6,21) e il racconto (Lc 1,38b).

Come si può vedere, il parallelismo tra i due passi della Sacra Scrittura è molto stretto e in ambedue si può facilmente identificare la « forma tipica » del racconto di vocazione studiata da G. del Olmo. Eccola in sintesi:

Vocazione di Gedeone (Gdc 6,11-24) Vocazione di Maria (Lc 1,26)
Introduzione: v. 11 vv. 26-27
Teofania: vv. 12-13; vv. 28-29.
Missione: vv. 14-16 vv. 30-35.
Segno: vv. 17-21a vv. 36-38a.
Conclusione: vv. 21b (22-24) v. 38b.

La costruzione letteraria del testo di Luca conferma l'interpretazione e suddivisione che abbiamo dato. L'episodio inizia con una circostanza temporale (En dè toi menì toi héptoi) parallela a Lc 1,5 (Egéneto en tais hemérais Heróidou basiléos). È una situazione nuova, in cui intervengono personaggi diversi in un luogo diverso; è l'introduzione a quanto seguirà. Entreranno in azione due dei personaggi presentati: Gabriele e Maria.

Terminata la presentazione, comincia la teofania con il participio aor2 « eiselthòn ». Tra i molti usi del suo equivalente ebraico (wayyabo'), il più interessante nel nostro caso è quello di ricorrervi per effettuare descrizioni epifaniche o teofaniche. In tutti questi casi, il verbo bo' « è al servizio della testimonianza del Dio che interviene efficacemente nella storia »4. Se è così, il verbo è del tutto adatto - anche tenendo conto della sua genericità - per l'intervento decisivo di Dio nella nostra storia. Ma, come abbiamo già detto, non si apporta alcuna descrizione dell'essere che appare, piuttosto « la visione » si fa immediatamente parola. Visione e parola sono inoltre intrinsecamente necessarie affinché la teofania sia vocazionale. Perciò, nella sua brevità, la formula « Kai eiselthòn pròs autèn eipen » inizia il momento teofanico, le cui tematiche sono state già indicate.

Una nuova paratassi, con ripetizione dell'aoristo eipen, indica il passaggio alla « forma » seguente (Kaì eipen o ággelos autei). Data una risposta al turbamento e al ragionamento di Maria, si procede a presentare in che consisterà la sua missione e a descriverne il « frutto ». La particella unisce il turbamento di Maria alla missione descritta ed esige allo stesso tempo una risposta, che è quella che dà l'angelo nel v. 35. L'episodio si sviluppa quindi seguendo molto da vicino lo schema dell'« affidamento di una missione »: incarico, missione ed assicurazione.

La proposizione seguente, anch'essa paratattica, e l'inserimento di un nuovo personaggio, Elisabetta, fanno progredire il racconto, imperniato ora sul segno offerto a Maria, secondo cui per Dio non c'è niente d'impossibile. A seguito del segno (un secondo con valore continuativo), Maria si dichiara serva in ascolto della Parola: Maria accetta la sua vocazione. Un aoristo, ancora una volta in paratassi, che è in parallelismo antitetico con l'aoristo che iniziava la teofania, termina l'episodio sottolineandone la conclusione.

Quindi, sia la forma narrativa che i molteplici parallelismi con la vocazione di Gedeone ci inducono ad intitolare la pericope di Luca « La vocazione di Maria ». È vero che al suo interno assistiamo anche all'« annunciazione della nascita di Gesù », ma è proprio l'annunciazione che ci permette di cogliere il contenuto profondo della vocazione. È vero che il nucleo centrale della pericope è occupato da Gesù (vv. 31.33.38) - e in questo senso ci sembra correttissima l'affermazione di Brown: « L'annuncio di Gabriele riguarda la futura grandezza di Gesù »5 - ma non è meno vero che Maria non è una figura puramente decorativa. Come nell'episodio di Gedeone il punto centrale è la salvezza d'Israele dalle mani dei Madianiti, e tuttavia la scena non s'intitola « l'annunciazione della salvezza d'Israele », ma « la vocazione di Gedeone per la salvezza d'Israele », in modo analogo avviene nel brano di Luca: pur essendone Gesù il centro, l'episodio non si deve chiamare « annunciazione della nascita di Gesù », ma «vocazione di Maria a diventare Madre di Gesù »6. Crediamo che questo modo d'intendere il testo di Luca metta in risalto l'intervento di Dio in Maria e l'accoglienza da parte di lei della Parola divina, l'accettazione della sua vocazione. D'altra parte, richiama altri racconti vocazionali che ci consentono una migliore intelligenza del testo stesso.

Note

1 R. E. BROWN e altri, Maria en el Nuevo Testamento, Ed. Sígueme, Salamanca 1982, p. 116.
2 Per uno studio più dettagliato, cf K. STOCK, «Die Berufungs Marias (Lk 1,27-38) », in Biblica, 61 (1980), pp. 458-461.
3 La vocación de líder en el antiguo Israel. Morfologia de Eos relatos bíblicos de vocación, Salarnanca 1973, pp. 113-132.
4 E. JENNI, Diccionario teológico manual del Antiguo Testamento, vol. I, Madrid 1978, col. 397.
5 R. E. BROWN, op. cit., p. 113.
6 Cf. K. STOCK, op. cit., p. 465
 

Inserito Mercoledi 30 Giugno 2010, alle ore 16:01:13 da latheotokos
 
Links Correlati
· Cerca ancora Bibbia
· Ultimi volumi inseriti in Biblioteca da latheotokos


Articolo più letto relativo a Bibbia:
La profezia di Simeone (Lc 2,34-35)

 
Sondaggio
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Vota questo articolo:

Excellent
Very Good
Good
Regular
Bad

 
Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 
Altri articoli correlati

Bibbia

IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

PHP-Nuke Copyright © 2005 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.21 Secondi