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  Maria e l'educazione alla fede 
ChiesaDal libro di Antonino Grasso, Maria di Nazareth. Saggi teologici, Editrice Istina, Siracusa 2011, pp. 59-70. 

1. La fede cristiana

1.
La fede cristiana è l’obbedienza con la quale l’uomo si abbandona interamente e liberamente, prestando il pieno assenso del suo intelletto e della sua volontà, a Dio che si rivela in Gesù Cristo. Per il Cristianesimo il supremo mistero col quale ogni uomo deve confrontarsi è, infatti, una realtà personale, un Tu, che storicamente si è rivelato nella vita, nel messaggio, nell’azione, nella morte e resurrezione e nella singolare esperienza di Dio, in Gesù Cristo. Il duplice aspetto della fede - “verità da credere” e “atteggiamento di abbandono e fiducia" - si unificano, perciò, nell’unica adesione a Cristo e spingono ad accogliere ogni aspetto della sua misteriosa personalità: i cristiani si affidano a Cristo nella certezza che è tutto vero quello che egli comunica sul mistero della vita di Dio e dell’esistenza dell’uomo. La comunione e l’intimità con Gesù Cristo è l’unica via che ci conduce all’amore del Padre nello Spirito e ci fa partecipi della vita trinitaria; ci mostra la piena corrispondenza tra gli insegnamenti e la vita del Maestro e il profondo e intenso significato della verità che ci ha rivelato, il cui nucleo centrale è la sua Resur­rezione, per cui Egli è il Signore, il Vivente, che è morto per i nostri peccati.1
2. Partecipare e condividere la fede in Cristo è possibile perché Egli, fondamento stesso della fede, prolunga nel tempo e nello spazio i suoi gesti di amore e di salvezza per mezzo del suo Corpo Mistico che è la Chiesa. La fede di ogni credente nasce dalla Chiesa, si sviluppa nella Chiesa e coinvolge il mondo intero nel dinamismo di salvezza della Chiesa. La Chiesa è il seno vitale in cui l’esistenza di ogni credente viene coinvolta responsabilmente nel segno e nella testimonianza che essa rende al mondo e agli uomini di buona volontà. Di conseguenza, la fede non è un enunciato di verità statiche o conoscenze teoriche, ma un rapporto vitale, un perenne dialogo interpersonale e fondamentale con Cristo, che si sviluppa e si articola nelle varie espressioni della vita e della missione della Chiesa.2


2. La fede, Maria e la Chiesa

1.
Nel cammino di maturazione cristiana della fede la Vergine è presente ed ha un duplice compito: è un modello da imitare ed è una presenza attiva e misteriosa che agi­sce nella storia della salvezza.3 Questa duplice funzione si fonde in unità, quando si afferma che Maria è l’icona perfetta del rapporto che intercorre tra Cristo e la Chiesa. Come madre di Cristo, infatti, Maria è unita in modo speciale alla Chiesa che il Signore ha costituito suo Corpo. In quanto icona del nostro cammino di fede, Maria è modello da imitare e presenza che disvela e comunica le ricchezze della nostra fede cristiana.4  Afferma Francesco Franzi:  «C’è una misteriosa unione tra l’opera di Maria e l’attività della Chiesa, o meglio, è un’unica attività in cui concorrono Maria e la Chiesa, che è un’unica maternità che genera Cristo Capo e Corpo mistico. E la Chiesa sente l’onore e la responsabilità di partecipare alla maternità di Maria. […] La Chiesa sente di dover vivere e operare con Maria, […] si sente confortata per la certezza della partecipazione che ella offre in questa divina opera di an­nunciare il vangelo; sente di dover imparare da lei come compiere questa sua missione. […] Dobbiamo educarci a vivere con anima cattolica, che palpita con il cuore della Chiesa per tutto il mondo. E non è questo il palpitare del cuore di Maria che, abbracciando la Chiesa, si dilata ad abbracciare il mondo intero?».5
2. I contenuti fondamentali della fede cristiana, a partire dall’Incarnazione, trovano un intrinseco riferimento al mistero di Maria che con il Verbo Incarnato ha un rapporto essenziale, vitale e provvidenziale, e apre a noi la via che a Lui conduce.6 Dato che tutta la Santa Trinità interagisce nella realizzazione della salvezza, Maria è strettamente legata al Padre che la sceglie per tempio e dimora del Figlio; è profondamente legata allo Spirito Santo che la adombra con la sua grazia dalla concezione immacolata, all’annunciazione, alla concezione verginale di Cristo, alla Pentecoste, all’assunzione al cielo, per cui si può dire che Ella è la creatura pneumatica per eccellenza. Maria è, dunque, in tutto l’arco della sua vita, la rivelazione della multiforme azione della Santa Trinità. L’economia della salvezza rivela anche sia i legami profondi di Maria con la Chiesa di cui è icona perfetta, immagine escatologica, madre amatissima, sia quelli, anch’essi intensi e vitali, con tutta l’umanità. A tutti si mostra modello e guida del vero discepolo di Cristo, artefice della città terrena e temporale, pellegrino verso la patria beata, promotore della giustizia liberatoria dell’oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, testimone operoso dell’amore che edifica Cristo nei cuori.7
3. La Chiesa continua nella storia la presenza e l’azione salvifica di Cristo e, perciò, ne prolunga l’evento e il mistero per dare a tutti gli uomini, con l’aiuto dello Spirito Santo, la possibilità di entrare nella salvezza, nella gloria e nella resurrezione da Lui rivelata e promessa. Con la sua predicazione la Chiesa guida l’uomo a dare un senso alla sua esistenza, accogliendo l’azione salvifica di Dio; con la sua azione, risveglia e nutre in noi la fede quale fecondazione dell’ invito salvifico di Dio.8 Nella sua opera apostolica, la Chiesa guarda giustamente a Maria, a Colei che generò Cristo, nato da Lei per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa. Maria è il modello di quell’amore materno del quale deve essere animata la Chiesa e tutti quelli che, nella missione della Chiesa, cooperano alla rigenerazione degli uomini.9 Come sulla terra cooperò in maniera del tutto singolare all’opera del Figlio, anche adesso dal cielo con la sua materna carità si prende cura dei suoi fratelli, ancora pellegrinanti fino a che siano condotti nella patria beata.10


3. Maria vicina a chi matura nella fede

1
. Tutti i cristiani sono in perenne cammino verso una sempre più piena integrazione tra fede e vita, protesi, cioè, a percepire pienamente il significato della loro vita nella luce del Signore morto e risorto. In questo cammino i cristiani guardano a Maria, modello di una fede autentica, illuminata, consapevole, convinta, influente nella vita, al cui fondamento c’è l’ esperienza di custodire la Parola, meditarla nel cuore e renderla mezzo vitale di redenzione per gli uomini.11 Al cristiano in cammino nel perfezionamento della sua fede, Maria mostra la perfezione che uomini e donne possono raggiungere sul piano personale, in forza della creazione e redenzione di Cristo, sia la perfezione relazionale nei loro rapporti con gli altri. Maria è, insomma, la perfetta icona della compiutezza raggiunta, mostra a tutti che cosa è la nuova creatura nella gloria del Risorto.12 Scrive von Balthasar: «L’essere “prima” della Madre, che fa parte dell’ apertura della strada tra Dio e noi, non in­dica l’isolamento di lei, ma lo schiudersi della possibilità che anche noi diventiamo capaci di dire di sì a Dio, che il Verbo arrivi sino a noi e, in Lui, noi arriviamo sino a Dio […]. La Madre è la perpetua premessa, il punto d’origine, la perfetta attrazione della Chiesa, di cui noi possiamo, se vogliamo, far parte come coloro che sono incamminati verso il perfetto consenso e il suo radicarsi in tutta la nostra esistenza. Così noi che siamo incompleti, pos­siamo e dobbiamo dire al Tutto che ci introduce nella sua pienezza: Ave Maria. Ma senza separarla dal Figlio suo, perché Lei è la risposta, mentre Lui è la Parola».13
2. La Vergine, inoltre, crea intorno al credente un ambiente che vivacizza e rende più vicino al suo cuore la relazione con la Trinità Santa, la Chiesa e l’intera umanità, e fomenta in lui un senso di famiglia e di gioia che illumina il significato della vita e contribuisce a risolvere i problemi dell’esistenza. Questa presenza non solo non è di ostacolo al rapporto personale con Cristo e il mistero della salvezza, ma stimola l’ adesione alle verità salvifiche avvicinandoci alla persona di Cristo, figlio della Vergine e nostro fratello. La presenza di Maria, vi­cina al credente in cammino verso la salvezza, si innesta con pregnanza nel cuore stesso dell’intera sua esistenza, perché ne illumina i problemi e i dubbi, ne condivide gioie e speranze, ne alimenta lo slancio dell’impegno apostolico e della autentica solidarietà, facilitando così, con sollecitudine e intelligenza materna, la scoperta del disegno di Dio su ciascuno.14 «La fede e Maria si articolano con la realtà autentica dell’uomo che è, soprattutto, realtà di sofferenza e speranza, anelito alla giustizia, lotta per la liberazione integrale. La compassione e la solidarietà con gli uomini, specialmente gli ultimi, sono l’humus della Mariologia sociale che, come la teologia socio - liberatrice, vuole porsi dalla parte degli ultimi. L’opzione degli ultimi e dei poveri, l’impegno perché si realizzi la pace nella giustizia, sono il modo privilegiato, se non esclusivo, per comprendere il dato di fede, cioè di seguire Cristo e di realizzare nella propria vita il modus vivendi di Maria».15


4. Ecclesialità e universalità dell'educazione alla fede e Maria

Nel cammino di conversione e di fede, il rapporto con Maria, di conseguenza, non è ipotizzato o isolato, ma finalizzato armonicamente alla vita cristiana in pienezza. La Madre del Signore, appare come un luogo privilegiato di incontro con Cristo e la sua azione materna si manifesta come un mezzo offerto al servizio della redenzione e salvezza non soltanto dei credenti ma di tutti gli uomini, chiamati a riconoscere nel Figlio suo il loro Salvatore.16
1. Fin dai primi tempi della Chiesa l’educazione dei neofiti evidenziava il ruolo di Maria, madre di Cristo, che stende la sua opera salvifica nel battezzato. La presenza di Maria era, infatti, contenuto essenziale della fede professata durante la immersione nelle acque battesimali: «Credi tu - veniva chiesto - in Gesù Cristo, il Figlio di Dio nato dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo, che morì e fu sepolto, che risorse vivo dai morti al terzo giorno, che siede alla destra del Padre e che verrà a giudicare i vivi e i morti?» Il battezzando rispondeva «Credo!». Il fatto che questa formula battesimale è nello stesso tempo una professione di fede, qualifica il Battesimo come un incontro dell’azione salvifica di Dio con la risposta di fede dell’uomo e indica che la salvezza donata dal Battesimo è una salvezza di Alleanza. Maria, Nuova Arca dell’Alleanza, vi è presente come Madre di Cristo e della Chiesa, mentre il battezzando professa il suo credo e la Chiesa sostiene questo suo atto di fede cristiana e mariana.17
2. La nuova vita battesimale comunicata al battezzato è, perciò, vita trinitaria, ecclesiale e mariana. Questa vita si inserisce e si espande nel mondo e nella storia, incarnandosi nelle varie strutture e lievitandole dall’interno verso una pienezza della vita in Cristo.18 Maria, presenza attiva nella vita battesimale fin dal suo nascere, diviene la stella dell’evangelizzazione del mondo, non solo nell’opera dei singoli, ma nell’opera stessa della Chiesa, popolo dei battezzati, in dialogo con il mondo chiamato, per suo tramite, ad accostarsi alla ricchezza salvifica del Vangelo.19 Dal giorno della Pentecoste la Madre della Chiesa e degli uomini è presente nell’opera evangelizzatrice della Chiesa che, docile allo Spirito e al mandato del suo Signore, predica e chiama le genti alla salvezza.20  Tutto questo, vale anche e soprattutto oggi, tempo in cui la Chiesa, in continuità con il passato, è chiamata con maggiore urgenza alla nuova evangelizzazione di una società come la nostra che sembra aver smarrito il senso di Dio e del soprannaturale. Osserva a questo proposito il Toniolo: «La nuova evangelizzazione si impone come un ritorno alle sorgenti autentiche dell'essere e dell'agire umano e come proiezione gioiosa del laborioso cammino degli uomini e dei popoli verso la loro ultima e definitiva realizzazione, voluta dal Padre, compiuta dal Figlio, realizzata in molti modi nella Chiesa e nell'umanità dallo Spirito del Signore risorto. Passato e presente, ieri e oggi, prima evangelizzazione e nuova evangelizzazione: due momenti a confronto, non in contrasto tra loro, ma in appassionata continuità di ricerca e di approfondimento dell'unica immutabile Verità, dell'unica Via che porta alla Vita. In questo cammino di Verità e di Vita, come ieri, così oggi è presente Maria. Essa ha un posto storico e spirituale insostituibile, assegnatole da Dio nel progetto salvifico: un posto che la pone accanto a Cristo nel cuore della «nuova evangelizzazione», accanto a coloro che nella Chiesa sono inviati come nuovi evangelizzatori, accanto ad ogni uomo evangelizzato: come luce e guida, come punto referenziale o «stella della nuova evangelizzazione», come aiuto e sostegno per dare al mondo un volto più umano e divino, che ravvicini gli uomini all'archetipo: il Cristo, primogenito tra molti fratelli e sorgente perenne di una umanità perennemente rinnovata».21


Conclusione

Possiamo, dunque, concludere che in Maria e con Maria si realizza la sintesi armoniosa tra la nostra fede e la nostra vita; in lei e con lei la nostra adesione a Cristo diventa percezione di far parte della famiglia di Dio; in lei e con lei la nostra fede diventa preghiera adorante che salda azione e contemplazione;22 in lei e con lei la forza della nostra fede sostiene l’ impegno etico che, mentre matura il nostro senso della figliolanza nel Figlio, ci apre all’accoglienza di tutti i fratelli, in ognuno dei quali tutti siamo chiamati a riconoscere la fisionomia di Cristo nostro fratello e di Maria nostra madre.23  Come scrive Salvatore Perrella, Maria è in definitiva una "Donna in sintesi” tra i diversi aspetti della liberazione dell’uomo perché, pur essendo una donna profetica e liberatrice, Ella rimane sempre la donna credente, misericordiosa e testimone di Cristo e perciò la Chiesa la propone come modello compiuto del discepolo del Signore e, cioè, del cristiano operatore di pace nella “Civiltà dell’amore”.24

NOTE

1Sulle problematiche della fede oggi, ecco alcune indicazioni certamente non esaustive, ma orien­tative: Carlotti R., Le opere della fede. Punti di etica cristiana, Las, Roma 2003; Neuner J. – Dupuis J. , La fede cristiana nei documenti dottrinali della Chiesa Cattolica, San Paolo, Cinisello Balsamo 2002; De Rosa G., Fede cristiana e senso della vita, ElleDiCi, Leumann 1999; Ardusso F., Imparare a credere. Le ragioni della fede cristiana, San Paolo, Cinisello Balsamo 1992; Kasper W., Oltre la conoscenza. Rifessioni sulla fede cristiana, Queriniana, Brescia 1989; Rahner K., Parole per un’esperienza di fede, Queriniana, Brescia 1998; Cei - Consiglio episcopale permanente, L’iniziazione cristiana. Orientamenti per il risveglio della fede e il completamento dell’ iniziazione cristiana in età adulta. Nota pastorale, EDB, Bologna 2003; Ratzinger J. , La via della fede, Ares, Milano 2005; Idem XE "Ratzinger J." , Trasmissione della fede e fonti della fede, Piemme, Casale Monferrato 1985; Deissler A., Le fonti della vita cristiana. Origi­ni bibliche della fede, Città Nuova, Roma 1992; sesboue B., Credere. Invito alla fede per le donne e gli uomini del XXI secolo, Queriniana, Brescia 2000.
2
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, in Marianum, 53(1991), n. 1, 201–203 (tutto l’assunto 199-220).
3
Cf. Fusi A., Ha creduto meglio degli altri. Maria modello della Chiesa nel pensiero di Gio­vanni Paolo II, San Paolo, Cinisello Balsamo 1999, 34ss.; Magrassi M., Maria stella del nostro cammino, Edizioni La Scala, Noci 1991, 35-58; Militello C., Mariologia, Piemme, Casale Monferrato 1991,  97-98.
4
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 204-206; Medica M., Maria vivo annuncio di Cristo. Un modello vivente per i catechisti secondo il Concilio, ElleDiCi, Leumann 1980, 41-55; Cipriani S., Credente, in De Fiores S. - Meo S. (a cura di), Nuovo Dizionario di Mariologia, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1986, 417-425; Magrassi M., Maria stella del nostro cammino, op. cit., 79-101; Esposito R., Madre di Cristo e Madre degli uomini, specialmente dei fedeli (LG 54), in Aa.Vv., Come vivere l’impegno cristiano con Maria, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1984, 12-155; Masciarelli M. G., L’indissolubile rapporto di Maria con la Chiesa: figura, modello, presenza, in Aa. Vv., Maria nel Concilio. Approfondimenti e percorsi a quarant’anni dalla “Lumen Gentium”, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 2004, 117-132; Ratzinger J., Maria chiesa nascente, San Paolo, Cinisello Balsamo 1998, 39-42; De La Potterie I., Maria nel mistero dell’Alleanza, op. cit., 140-143.
5
Franzi F. M., Ecco tua madre, Monfortane, Roma 1997, 90-92.
6
Cf. Paolo VI, Omelia nel Santuario di Bonaria, op. cit., 300-301; Perrella S. M., La Madre di Gesù nella coscienza ecclesiale  contemporanea, Saggi di teologia, PAMI, Città del Vaticano 2005, 115-118.
7
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 210-211; De Fiores S., Maria immacolata e santa, Marianum, Roma 1998, 114-115; Masciarelli M. G., Nato da Donna, nato sotto la legge, op. cit., 171-189; Toniolo E., Maria nel credo del popolo di Dio, ieri e oggi, in Aa.Vv., Il posto di Maria nella nuova evangelizzazione, op. cit., 106-144. Vedi anche Serra A., Maria di Nazaret. Una fede in cammino, Paoline, Cinisello Balsamo 1993; Sartor D., Beata Colei che ha creduto. Il cammino di fede di Maria nell’Enciclica “Redemptoris Mater”, Cens, Milano 1988.
8
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 211-212; Cantalamessa R., Maria uno specchio per la Chiesa, Ancora, Milano 1990, 243-254; Albrecht B., Kleine Marienkunde, Patris Verlag, Vallendar - Schönstatt 1985, 99-120.
9
Cf. Von Balthasar H. U., Maria per noi oggi, Queriniana, Brescia 1987, 40.
10
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 212-213; De Fiores S., Maria immacolata e santa, op. cit, 116-117; Perrella S. M., Percorsi teologici postconcilari: dalla “Lumen Gentium” ad oggi, in Aa. Vv. Maria nel Concilio, op. cit., 234-242 (tutto l’as­sunto 175-312).
11
Cf. Lc 2,19; Casale U., Pensare la fede attraverso Maria, in Theotokos, 2 (1994), n. 1, 531-559.
12
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit, 213-214; Sartor D., Beata colei che ha creduto, op. cit, 68-90; Perrella S. M., Percorsi teologici postconciliari: dalla Lumen Gentium ad oggi, op. cit, 234- 243; Moser H., Itinerario evangelico con Maria, Elle Di Ci, Leumann 1982, 47-50.
13
Von Balthasar H. U., Il Rosario, op. cit., 10.
14
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 213–215; Colzani G., Maria. Mistero di grazia e di fede, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, 234–236; Lettmann R., Maria. Mutter der Glaubenden. Meditationen, Butzon–Becker, Kevelaer 1982, 83–100; Grasso A., La Madre di Dio e la pace in alcuni documenti magisteriali di Paolo VI, Marianum, Roma  2007, 130-147.
15
Grasso A., La Madre di Dio e la pace in alcuni documenti magisteriali di Paolo VI, op. cit., 132.
16
Cf. De Fiores S.Maria Madre di Gesù.  Sintesi storico salvifica, EDB, Bologna 1992, 300.
17
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 216–217; Martelet B., Alla scuola della Vergine, Paoline, Roma 1984, 65-70. Nella “Traditio Apostolica”, documento del 215 lungamente attribuito a Ippolito di Roma, figura la più antica anafo­ra eucaristica finora conosciuta. Nel “rendimento di grazie” la Vergine è menzionata due volte. Il motivo della menzione è chiaramente cristologico: glorificare Dio per il dono di Gesù, suo Figlio, nato dalla Vergine. La Vergine è pure ricordata nel rito del conferimento del Battesimo nella notte di Pasqua e precisamente nell’interrogazione relativa alla fede in Cristo. Se si rifette bene sull’ impostazione della prece eucaristica e del rito battesimale, si nota l’assenza di altre menzioni oltre quella della Vergine, per cui si può concludere che per la Chiesa antica erano proprio la celebrazione eucaristica domenicale e il sacramen­to del Battesimo gli spazi naturali per la menzione di Maria, in un contesto strettamente cristologico ed ecclesiale. Si può affermare, quindi, che la venerazione di Maria è sorta in ambito pasquale, presso l’altare e il fonte battesimale. La domanda se si crede alla conce­zione - nascita verginale di Cristo, appartiene al nucleo della fede. L’autore dell’Anafora e del Rito battesimale ha composto un testo essenzialmente cristologico, ma fondamentale anche in riferimento alla presenza di Maria nella fede della Chiesa (Cf. Calabuig I., La menzione della Vergine Maria nell’anafora della Traditio apostolica, Marianum, Roma 2000, 1-10).
18
Cf. Buratti M. , Con Maria in novità di vita, Paoline, Cinisello Balsamo 1991, 11-42.
19
Cf. Paolo VI, Evangelii nuntiandi, Esortazione Apostolica dell’8 dicembre 1975, in EV, EDB, Bologna 1980, vol. 5, (1974-1976), nn. 1588-1716.
20
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, 216-217; Lettmann R., Maria, op. cit., 101-118. Sul rapporto Maria - Fede si può anche vedere: Bartolomé J., Beata colei che ha creduto. Il pellegrinaggio di fede di Maria, Elle Di Ci, Leumann 2007; Di Piazza A., Con Maria sulle vie del vangelo. La consacrazione a Maria nel cammino di fede del cristiano, Edizioni dell’Immacolata, Pontecchio Marconi 2002; Scheffczyk L., Maria, crocevia della fede cattolica, Eupress - FTL, Lugano 2002; Pintor S., Un cammino di fede con Maria, EDB, Bologna 1996; Galot J., La fede di Maria e la nostra, Cittadella, Assisi 1973.
21
Toniolo E., Presentazione in Aa. Vv., Il posto di Maria nella nuova evangelizzazione, op. cit., 6.
22
Cf. Bruni G., Chiamati alla santità sulle orme di Maria, in Aa.Vv., Maria guida sicura in un mondo che cambia, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 2002, 102-105. Tutto l’assunto 89-105.
23
Cf. Fratellone R., La devozione mariana nella pedagogia della fede, op. cit., 219-220; De Fiores S., Maria nella teologia contemporanea, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1991, 301-338; Ribet E., La Marialis Cultus: una lettura evangelica, in Aa.Vv., Maria e la cultura del nostro tempo. A trent’anni dalla “Marialis Cultus”, AMI, Roma 2005, 75-85; Jahn F. A., Maria Spiegel der Gerechtigkeit und Mutter des Lebens (Maria Specchio di giustizia e Madre della vita), in Rovira G. (a cura di), Maria im Alltag der Christen, op. cit., 52-69.
24
Cf. Perrella S. M., La Vergine Maria in alcuni scritti teologici contemporanei. Ricognizione in area prevalentemente italiana, in Marianum 149 (1996), 27, (tutto l’assunto 17-109); Boff C., Mariologia sociale nei documenti del Ma­gistero, in Aa. Vv. Maria e l’impegno sociale dei cristiani, AMI, Roma 2003, 137-167; Casale U., Pensare la fede attraverso Maria, op. cit., 531-559.

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