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  I più importanti santuari mariani del Brasile 
Storia

Un articolo di Bruno Simonetto su Madre di Dio - n. 5 /maggio 2009.



"Mãe querida"

La Vergine Maria occupa un posto speciale nel cuore del popolo brasiliano. Il culto mariano in Brasile è legato alla prima evangelizzazione dell’America Latina. Infatti, sono stati i missionari provenienti dall’Europa, e soprattutto dal Portogallo (chiamato Terra di Santa Maria), a diffondere questa devozione, tramandata poi di generazione in generazione.
Alla Madonna il popolo brasiliano ricorre sempre con grande fiducia filiale perché Nossa Senhora (Nostra Signora), come loro chiamano rispettosamente Maria, è sempre la Mãe querida, la Madre amorosa, che accoglie, protegge e sostiene tutti coloro che la invocano con fede sincera.
Oltre ad una grande quantità di santuari, molte altre chiese in Brasile sono dedicate alla Madonna, invocata sotto i più svariati titoli; se ne contano almeno una cinquantina, tra i quali: Nostra Signora di Nazareth, dell’Immacolata Concezione, dell’Esilio, dei Sette Dolori, delle Angustie, della Solitudine, del Perpetuo Soccorso, della Salute, del Parto, della Croce, del Calvario, della Resurrezione, del Rosario, diFatima, diGuadalupe, diCzestochowa, ecc. Una litania quasi interminabile di invocazioni verso colei che è portavoce della speranza di tutto il popolo di Dio, in ogni circostanza lieta e triste della vita.
Ma, fra tutti, il titolo che è indubbiamente più caro al popolo brasiliano è quello di Nossa Senhora Aparecida, in riferimento alla più classica delle apparizioni della "Madonna nera" in terra brasiliana (nel 1717) tra quelle che si ricordano; negli ultimi cinquant’anni: di Nostra Signora delle Lacrime (nel 1929), della Madre Dolorosa (nel 1981), della Regina dei Giovani (dal 1994), di Nossa Senhora Mãe, Rainha das Famílias (dal 1996 al 2004).

Il Santuario dell’"Aparecida", cuore mariano del Paese

 

Il Santuario dell’Aparecida, nel Nord dello Stato di São Paulo, è il centro spirituale del Brasile, dove si dice che la Madonna è nera per restare accanto ai poveri e agli oppressi, come anche in questo grande Paese dell’America Latina sono molto spesso i negri. Ma eccone la storia. Si tramanda che un gruppo di pescatori gettarono le reti per la pesca, le gettarono tutta la notte nel fiume Paranaba, nei pressi di Guaratinguetá, ma quella notte niente pesci. Delusi, quasi tutti ormeggiarono le loro imbarcazioni, tranne tre di loro, più ostinati, che vollero prendere di nuovo il largo in cerca di pesci. Ma inutilmente. Era la prima volta che il fiume negava loro da mangiare, il rio Paranaíba che, a quei tempi, era il principale, se non l’unico, sostegno economico per la gente del posto. Proprio quando si presentava una giornata di vendita proficua poiché il Governatore della regione aveva organizzato un banchetto. I pescatori perciò non si arresero. Nelle prime ore dell’alba uno di loro, di nome João Alves, tirò dalla rete una minuscola statua di terracotta, decapitata. Una "pesca" inaspettata e alquanto singolare. João l’avvolse nella sua camicia, adagiandola in un angolo della barca. Gettò ancora le reti, e questa volta emerse dalle acque una piccola palla di creta: era la testa della piccola statua di argilla nera, che rappresentava una figura di donna. A questo punto un senso di stupore colse i tre pescatori che gettarono nuovamente le reti. E lo stupore fu ancora più grande quando a fatica tirarono su le reti vedendovi impigliati un gran numero di pesci, e per di più anche di ottima qualità. La pesca fu talmente abbondante che a stento la barca si manteneva in equilibrio sulle acque. Era il 17 ottobre 1717. I pescatori, prima di andare al mercato, pensarono di lasciare la statua rinvenuta nel fiume nelle mani di Silvana, la moglie di João, che subito ne incollò la testa al corpo e la tenne con sé per circa dieci anni. Tutti i giorni la famiglia di João Alves, alla fine del lavoro, recitava insieme il rosario davanti alla prodigiosa statua. Nel 1726 questa venne affidata ai figli Atanasio e Pedroso che la deposero in una piccola nicchia di legno, e subito cominciarono i miracoli, e con i miracoli la storia della devozione alla Madonna Aparecida, che nel corso di quasi tre secoli ha conquistato i cuori di milioni e milioni di latino-americani. Subito dopo la "pesca miracolosa" di quel lontano ottobre 1717, fu la gente semplice, incolta, ma con una fede profonda, a ricevere per prima dei grandi miracoli. Si racconta, fra gli altri, di uno schiavo di nome Zaccaria che viveva in una piantagione di caffè e, non riuscendo più a sopportare la ferocia dei suoi padroni, era scappato verso la città di São Paulo. Il responsabile degli schiavi gli aveva dato la caccia, e alla fine lo aveva trovato in un bosco. Gli aveva messo alle mani e ai piedi delle catene pesanti sette chili e lo aveva trascinato per la strada. Sennonché, passando davanti alla cappella della Madonna Aparecida lo schiavo aveva implorato con tutto il cuore il suo aiuto e subito si erano aperte le catene che portava alle mani e ai piedi. Di fronte a tale fatto il suo aguzzino lo lasciò andare. Ecco perché la tradizione dice che la Madonna è nera: perché vuole essere accanto ai poveri e agli oppressi; e a quel tempo gli oppressi erano i negri. La Vergine Apparsa, come indica il nome stesso Aparecida, è la patrona di tutto il Brasile. La sua festa, il 12 ottobre, è proclamata festa nazionale. E il suo Santuario è, dopo Guadalupe, il Santuario mariano più frequentato di tutta l’America Latina, con i suoi dieci milioni circa di visitatori ogni anno. Dal primitivo e grezzo oratorio, l’"altare di legno" di cui si parla nei documenti più antichi, alla cappella che lo sostituì e, con le successive aggiunte, fino all’antica Basilica eretta alla fine del XIX secolo e quindi alla costruzione di un tempio più grande e più adeguato, per rispondere alle esigenze dei pellegrini sempre più numerosi, che poté vedere la luce dopo anni di incessante lavoro e fu consacrato il 4 luglio 1980 da Giovanni Paolo II, la storia di questo Santuario rappresenta l’opera di fede dell’intero popolo brasiliano e il suo singolare amore alla Santissima Vergine. Fu in tale circostanza che il venerabile Giovanni Paolo II affidò alla Madonna Aparecida la cura dell’intero popolo brasiliano, osservando che, un po’ di tempo prima, per un increscioso incidente, aveva saputo che la piccola statua della Madonna si era rotta in tanti pezzi. «Mi dicono – soggiunse allora il Papa – che tra tanti frammenti furono trovate intatte le due mani della Vergine, unite in preghiera. Ciò è come un simbolo: le mani giunte di Maria, in mezzo alle rovine, sono un invito ai suoi figli a dare spazio nella loro vita alla preghiera e all’ascolto di Dio, senza il quale tutto il resto perde senso e valore». A maggio e ad ottobre in tutto il Paese si organizzano in continuazione numerosi pellegrinaggi ai santuari mariani: nel Brasile del Sud la meta preferita è appunto Nossa Senhora Aparecida, mentre al Nord, a Belém, si accorre a quello di Nossa Senhora de Nazareth. Tradizionali poi nei mesi mariani sono un po’ ovunque le processioni in forma di Peregrinatio Mariae, in cui l’immagine della Vergine passa di casa in casa e, attorno ad altarini festosamente addobbati, la famiglia si raccoglie ogni sera, con parenti e vicini, per la recita del rosario. Alla fine del mese la processione termina in parrocchia con l’incoronazione della statua: un gesto di devozione che il popolo fa a Maria, riconoscendola regina; e sono proprio i bambini della prima Comunione, aiutati dalle loro catechiste, a preparare solitamente quest’omaggio alla Mamaezinha, alla Mammina. La Basilica di Nossa Senhora Aparecida è lunga 173 metri e larga 168, è a forma di croce e può contenere fino a 45.000 persone. I mattoni forati di terracotta, dalla suggestiva forma di fiori, nella struttura architettonica costituiscono le finestre e sono tanti spazi di luce filtrata dall’esterno che invitano il pellegrino al raccoglimento interiore e alla preghiera silenziosa a Dio e alla Vergine. Questi può addirittura contemplare, da qualsiasi punto della chiesa egli si trovi, la statua nera di terracotta della Madonna Aparecida, del peso di circa tre chili e lunga 30 cm, al cui rinvenimento miracoloso è legata la storia di questo venerato Santuario. b.s. Nossa Senhora de Nazareth, centro della pietà mariana del Nord del Brasile. 

Altri santuari mariani del Brasile

Tra gli innumerevoli altri santuari del Brasile dedicati alla Vergine ricordiamo i seguenti: Nossa Senhora de Nazareth a Belém do Pará, Nossa Senhora da Conceição da Praia a Salvador Bahia, Nossa Senhora Imaculada Rainha do Sertão a Quixadá, Nossa Senhora da Penha a Rio de Janeiro, Nossa Senhora do Carmo.

1 - N. S. de Nazareth – Belém do Pará

Belém, capitale dello Stato di Pará, si trova nell’estremo Nord del Paese. La cittadina è molto conosciuta proprio grazie al suo grande e famoso santuario mariano Nossa Senhora de Nazareth, detto "Maravilha do Pará". Costruita nel 1852, esattamente nel luogo dove l’immagine di Nostra Signora di Nazareth (modellata su quella della "Madonna della rosa") è stata trovata dal meticcio Plácido, la Basilica di Nazaret è una combinazione armonica di elementi decorativi presenti in tutte le sue parti. Dal punto di vista artistico è un po’ la riproduzione ridotta della Basilica di San Paolo in Roma; dal punto di vista devozionale è il centro della pietà mariana al Nord del Paese. All’interno della Basilica ci sono 32 colonne di granito, 54 vetrate prodotte in Francia, 38 medaglioni in mosaico, realizzati in Brasile ed a Milano e 19 statue di marmo di Carrara. Vi si incontrano figure barocche, in stile classico e rinascimentale. In questo Santuario la bella tradizione delle "Mille Ave Maria"; ossia, ogni mese i fedeli fanno una veglia di preghiere, recitando molti rosari ed ogni Ave Maria viene intercalata da pensieri biblici, piccole meditazioni, giaculatorie, canti... La devozione alla Vergine si manifesta specialmente nel Cirio (il Cero), un’imponente processione a cui partecipa ogni anno più di un milione di pellegrini convenuti anche da lontano. Paolo VI, nel 1971, così la commentò: «Gioie e tristezze di un intero popolo confluiscono nell’unica corrente di un immenso fiume di gente nelle vie di Belém; un popolo alla ricerca di Dio e del suo amore; un popolo che prega, canta, piange e si affratella sotto lo sguardo materno di Nostra Signora di Nazareth».  

2 - N. S. da Conceição da Praia – Salvador Bahia

 

A Salvador Bahia il Santuario più significativo edificato in onore della Vergine è quello consacrato a Nossa Senhora da Conceição da Praia, espressione della fede cattolica e di un amore filiale verso la Vergine Maria nel mistero della sua Immacolata Concezione. Costruito nel 1623, fu ampliato e arricchito per opera della confraternita del SS. Sacramento Nossa Senhora da Conceição da Praia nel 1736 e, successivamente, nel 1765 e nel 1849. Con la festa a lei dedicata si apre il lungo ciclo che termina il giorno delle Ceneri, dopo l’apoteosi del carnevale. L’8 dicembre, nella stupenda chiesa di Conceição da Praia, nella città bassa, presso il "Mercado Modelo", l’Arcivescovo di Bahia, primate del Brasile, celebra la Messa in onore della Patrona di Salvador e dell’intero Stato di Bahia. Al termine si snoda una spettacolare processione che attraversa i quartieri vicini. Il primo di gennaio, dal molo di piazza Cairu, dove si trova il "Mercado Modelo", la statua di Nossa Senhora da Conceição (insieme a quella di Nosso Senhor Bom Jesus dos Navigantes) viene imbarcata sul bel battello "Gratidào do Povo", dando così inizio ad una stupenda processione marittima a cui prendono parte decine e decine di imbarcazioni di ogni tipo e modello, addobbate a festa e affollate di gente che continua il veglione dell’ultimo giorno dell’anno o si prepara al carnevale, in mezzo a samba, pagode o musica axè… L’importanza di questo Santuario crebbe ancora di più quando, nel suo viaggio apostolico in Brasile del 1971, Paolo VI gli conferì il titolo di Basilica minore e proclamò Nostra Signora, sotto il nome di Conceição da Praia, patrona unica ed ufficiale non soltanto della città di Salvador, ma di tutto lo Stato di Bahia, nel Nord-Est, che costituisce senza dubbio un volto unico del Brasile, con peculiarità e specifiche connotazioni che ne fanno una meta sempre nuova e sempre ammirata nel mondo. Afferma Jorge Amado, lo scrittore brasiliano che più e meglio di tutti ha interpretato i segreti di questa terra, che Bahia non è necessario spiegarla «perché il suo mistero è come un unguento che scorre dal cielo e vi avvolge completamente, corpo, anima e cuore». Bahia è proprio così: è la capitale «dell’anima brasiliana», città che sa prendervi con tutte le sue espressioni di antica derivazione africana. E Salvador Bahia è anche una delle "capitali" della devozione mariana dei brasiliani. 

3 - N. S. Rainha do Sertão – Quixadá



Uno splendido scenario naturale circonda la comunidade mariana Oásis da Paz (che si ispira alla devozione alla Madonna di Medjugorje) a Quixadá, cittadina posta su un monte dal quale domina il Santuario di Nossa Senhora Imaculata "Rainha do Sertão". È la prima comunità missionaria del Movimento in Brasile, aperta nel 1994, che è venuta a contatto più direttamente con la realtà della povertà materiale e spirituale di quella terra. La costruzione del Santuario fu iniziata nel 1993; e la sua consacrazione si ebbe l’11 febbraio 1995. Al suo interno sono riprodotti 27 "pannelli" della Vergine Maria, riproducenti i titoli sotto i quali la Madonna è venerata nei 27 Paesi latino-americani. Si direbbe che caratteristica di questo luogo di culto mariano sia il fecondo fiorire di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, vero dono della Vergine immacolata alla Chiesa brasiliana.  

4 - N. S. da Penha – Rio de Janeiro



La devozione a Nossa Senhora da Penha de França (cioè: di Francia) ha origine in Europa fin dal sec. XV, quando un certo Simão Vela, pellegrino francese, ne scoprì l’immagine sul monte Penha de França nei pressi di Salamanca, il 19 maggio 1434. Qui, a Rio de Janeiro, tutto cominciò verso la metà del sec. XVII, il 1635, quando il capitano Baltazar de Abreu Cardoso ebbe la grazia di un provvidenziale intervento della Vergine presso una grande roccia (penhasco) in un’area di sua proprietà, dove sarebbe poi sorto il Santuario. Imbattutosi in un enorme serpente velenoso, Baltazar, che era molto devoto di Nossa Senhora, ne invocò l’aiuto ottenendo che un grosso lucertolone dell’ordine dei sauri ingaggiasse la lotta contro il serpente, uccidendolo. In segno di ringraziamento alla Madonna, Baltazar vi costruì una piccola cappella, collocandovi l’immagine di Nossa Senhora da Penha da lui venerata. Altro momento importante per la storia del Santuario fu (nel 1819) la costruzione di un enorme scalone di accesso di ben 382 gradini, più dei giorni dell’anno, ricavati dalla grossa pietra che dà il nome al Santuario, per l’esaudimento di un voto fatto alla Vergine da certa signora Maria Barbosa per avere ottenuto la grazia di un figlio desiderato da tempo. Successivamente, nel 1870, fu demolita la cappella originaria e si iniziò la costruzione del nuovo Tempio, ampliato poi nella struttura definitiva attuale agli inizi del sec. XX. Situato all’ingresso della città di Rio, il Santuario di Nossa Senhora da Penha ha il solenne aspetto di un trono innalzato alla Madre di Dio, cuore della devozione mariana in questa straordinaria metropoli, città simbolo del Brasile. Il Santuario sorge nell’enorme suburbio che circonda la "roccia" visibile anche fuori da Rio de Janeiro, come il Cristo Redentore innalzato sulla vetta del Corcovado. Da sempre questa Chiesa-Santuario si pone come sostegno morale e punto di riferimento del riscatto di un popolo, quello insediato nella zona Nord carioca, fra la vecchia Stazione leopoldina e l’avenida Brasil, martoriato dall’indigenza e dalla criminalità. Dall’alto, Nossa Senhora guarda Penha, quartiere antico il cui insediamento è contemporaneo alla costruzione del Tempio, dove i sambisti si sono esibiti per decadi nella grande festa mariana di ottobre e dove è stato registrato per la prima volta un samba.

5 - N. S. do Carmo – Curitiba



Il Santuario di Nossa Senhora do Carmo (cioè, del Carmelo) a Curitiba, nello Stato di Paraná, è uno dei tanti dove in Brasile – come del resto in tutta l’America Latina – la Vergine del Carmelo viene venerata. Sorto come chiesa parrocchiale nel 1954, fu elevato al grado di santuario nel 2001, grazie alla sua straordinaria attività religiosa, centro di evangelizzazione e di opere di carità. Un ampio rifacimento, portato a termine fra il 2005 e il 2007, ne fa uno dei più begli edifici sacri di architettura moderna in Brasile. Molto frequentato, è un po’ il simbolo di quanto le devozioni più classiche alla Vergine (come quella del Carmelo, appunto) siano radicate nel nuovo Mondo, grazie all’opera missionaria di religiosi di origine europea, qui approdati con il loro patrimonio di fede e di devozione autentica alla Vergine Madre. La citazione di questo Santuario come uno dei più significativi dell’intero Brasile vuole essere un omaggio ai tanti altri innumerevoli santuari che costellano questo Paese come espressione della devozione mariana dei colonizzatori che dal vecchio Continente sono qui approdati per piantare la religione cristiana con ciò che ha di più caro, come la devozione mariana.

Inserito Martedi 23 Luglio 2013, alle ore 18:52:45 da latheotokos
 
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