In Maria, la Misericordia di Dio abbraccia anche l'Islam
Data: Venerdi 17 Giugno 2016, alle ore 9:33:08
Argomento: Islam


Dalla pubblicazione di Raffaele Lauro, Maria, Madre di Misericordia e Madre di Gesù, ponte di dolcezza e di pace tra Cristianesimo e Islam, Goldengate Edizioni 2015, pp. 8-11.



Maria, Madre di Gesù, secondo il Corano

Necessita premettere che il Corano si forma nella prima metà del VII secolo dopo Cristo. Il Profeta Maometto utilizza fonti frammentarie sul Cristianesimo, arrivate alla Mecca e a Yatrib, e opera, quindi, una sintesi tra i quattro Vangeli canonici e quelli apocrifi, dando maggiore rilievo a questi ultimi. Oltre a notizie e leggende, altrettanto apocrife. Per cui, i riferimenti a Gesù e a Maria risultano contraddittori, imprecisi e inesatti, senza tralasciare anche ragioni storico-politiche o, addirittura, intenzionali. Per intraprendere, in ogni caso, un dialogo costruttivo tra Cristianesimo e Islam, nello spirito della Misericordia, occorre allargare uno stretto sentiero, con l’aiuto di Maria, e individuare un patrimonio comune. Tutti i mariologi sono concordi nel giudicare la figura di Maria, Madre di Gesù, come una delle figure più belle del Corano, con la conferma delle più importanti tradizioni mariane: dalla Nascita all’Annunciazione; dalla Concezione Virginale al Natale. Tralasciando le divergenze, bisogna soffermarsi sulle convergenze mariologiche, utili al dialogo:
1) la dignità e la santità di Maria, profetessa, la cui figura, nel Corano, è sempre legata a quella di Gesù, suo figlio, anch’egli profeta e messia, non in senso cristiano, non figlio di Dio, ma semplice uomo. Quindi, Maria non può essere la Madre di Dio e la Trinità rappresenta una bestemmia di fronte al monoteismo assoluto di Allah. Ciò nonostante, il Corano ammette che Dio abbia preservato Maria da ogni peccato: “Il Cristo, figlio di Maria, non era che un Messo di Dio, come gli altri che furono prima di lui, e sua madre era una santa, ma ambedue mangiavano cibo”;
2) il rispetto dell’Islam per Maria, Madre di Gesù, alla quale il Corano assegna un posto di grande onore, accanto a Gesù. Da questo punto di vista, la concezione irrinunciabile, sulla non divinità del Cristo, non lascia spazio ad un dialogo strettamente teologico, tuttavia i valori spirituali, morali e sociali del messaggio evangelico di Gesù e di Maria, se ben approfonditi e conosciuti, possono diventare un terreno comune di dialogo, che metta alle corde il fanatismo religioso e le interpretazioni fondamentaliste;
3) anche se il Corano tralascia importanti eventi mariani, presenti nel Vangelo, come la Visitazione, la Fuga in Egitto, le Nozze di Cana, la presenza di Maria nella vita pubblica di Gesù e, più di tutto, quella ai piedi della Croce e nella Chiesa nascente, bisogna valorizzare gli eventi presenti, come la Natività, il ritiro nel Tempio, l’Annunciazione, il parto di Maria e la difesa dall’atroce calunnia, rivolta dagli ebrei (la maternità illegittima e impura!);
4) tra gli eventi mariani, presenti nel Corano, per ben due volte, l’episodio dell’Annunciazione è centrale e imprescindibile (Sura 19). Le domande di una Maria, turbata, ricevono la risposta dell’angelo, che richiama il Vangelo di Luca: “Nulla è impossibile presso Dio”. Il fine dell’annuncio serve a rivelare non solo la verginità di Maria, ma il prodigio dell’atto creativo di Dio, la nascita di un figlio non da padre umano. Maria, dunque, per i musulmani rappresenta:
- un modello di fede, con una sottomissione assoluta alla volontà di Dio, per il dono incondizionato di sť;
- un modello di religiosità, attraverso la preghiera quotidiana e il rispetto delle prescrizioni islamiche, la cui condotta esemplare viene esaltata in molte Sure. Maria, una perfetta musulmana, sottomessa ad Allah!;
- un modello di santità! Recita la Sura 5, 75: “La Madre di Gesù era una santa!”;
- un modello per la devozione: molti santuari mariani vengono frequentati anche da musulmani, i quali invocano Maria con autentica devozione.
Nel nome di Maria, Madre di Misericordia e Madre di Gesù, quindi, può diventare sempre più intenso, e aperto al futuro, il dialogo tra i cristiani e i musulmani.

In Maria, la Misericordia di Dio abbraccia anche l’Islam

Nonostante la totale inconciliabilità teologica tra Cristianesimo e Islam sulla Trinità e sulla divinità del Cristo, Maria, la Madre di Gesù e la Madre di Misericordia, rimane il “ponte” tra le due religioni, che, se oggetto di un costante dialogo interreligioso, potrebbe contribuire ad allentare le tensioni e a ridimensionare il fanatismo, l’estremismo e il fondamentalismo, anche sul piano politico. In quanto, i valori della Misericordia, nel nome di Maria, costituiscono un patrimonio comune tra le due religioni, tra cristiani e musulmani. Sotto lo sguardo misericordioso di Maria, madre condivisa, cristiani e musulmani possono comprendersi e rispettarsi reciprocamente. La Misericordia, inoltre, può anche raccordare le tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islamismo. In occasione della festa nazionale del Libano, che, dal 2010, è stata dedicata, dal governo libanese, all’Annunciazione del Signore, come festa comune islamo-cristiana, il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, parlando a Jambour (in Libano), ha pronunziato parole di conciliazione, molto significative: “Tra cristiani e musulmani, i rapporti sono antichi e contrastanti, fatti di fraternità e di rivalità. Come fra due fratelli che si sono troppo spesso comportati fra di loro come acerrimi nemici, è guardando in direzione della nostra madre, che riusciremo a capirci meglio. Per noi cristiani, la Vergine Maria è nostra Madre, così come Gesù ha stabilito, al momento della sua morte in croce, facendo di sua madre, la madre di tutta l’umanità... Nel racconto dell’Annunciazione, vediamo come la Vergine Maria accolga la Misericordia di Dio, che la fa uscire da se stessa e la conduce verso un nuovo cammino... In questo racconto noi siamo testimoni di un dialogo meraviglioso: questa giovane figlia che ascolta la Parola di Dio e che, ovviamente, è ben disposta ad obbedirgli, ma non manca, per questo, di rivolgergli alcune domande che le vengono dal cuore, per poi esclamare: Ecco la serva del Signore. Accada di me, secondo la tua parola! Anche se la Vergine Maria non riesce a capire tutto ciò che le viene chiesto e tutto ciò che sarebbe dovuto accadere, lei si dichiara totalmente disponibile a obbedire alla sua Parola: accogliere un bambino nel suo grembo e una promessa che si compie! Meraviglie della Misericordia di Dio all’opera nelle nostre vite... Subito dopo, Maria si reca da sua cugina Elisabetta e proclama: la sua misericordia si estende di generazione in generazione. Una frase che è il cuore del Magnificat, nel quale Maria contempla e descrive la misericordia di Dio, nei secoli”. Il canto della Misericordia, la battaglia della Misericordia e la pratica della Misericordia rappresentano “il cammino spirituale” che può unire cristiani e musulmani, al di là delle parole, delle preghiere e delle tradizioni. “Dio rivela la sua potenza, attraverso la Misericordia e il perdono...”. Con queste parole Francesco ha aperto la Porta Santa, in San Pietro. Dobbiamo tutti riappropriarci del termine “misericordia”, come un dono divino, per rendere migliore la nostra umanità ed essere costruttori di pace, anche con le altre fedi religiose.

 

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