Il volto di Maria nelle beatitudini
Data: Giovedi 11 Ottobre 2018, alle ore 9:00:43
Argomento: Spiritualità


Un articolo di Maria Ko Ha Fong in Maria Ausiliatrice, n. 6 del 2010, pp. 4-5.



1. Le beatitudini

Beati i poveri in spirito”. Gesù ha voluto iniziare il suo primo discorso (Mt 5-7) in forma poetica, felicitandosi con coloro che “entreranno nel regno dei cieli”, cantando la bellezza e la gioia dei figli di Dio.
È un momento suggestivo: il Maestro descrive l’immagine del discepolo ideale, che egli ha nel cuore, il Cristo rivela i lineamenti che ama vedere nei cristiani. Ma Quale altro ideale può avere il cristiano se non quello di essere «conforme all’immagine di Cristo» (Rm 8,29)? Quale altra bellezza può vantarsi chi vive nella sequela di Cristo se non quella di assomigliare a Lui? Cristo, dipingendo il volto dei suoi discepoli, rivela il suo stesso volto.
Il “Catechismo della Chiesa Cattolica” l’afferma esplicitamente: «Le beatitudini dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità; esse esprimono la vocazione dei fedeli associati alla gloria della sua passione e della sua risurrezione; illuminano le azioni e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana; sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli; sono inaugurate nella vita della Vergine e dei santi» (n. 1717).
Nelle beatitudini, quindi, si riflette una catena di volti, il volto di Cristo e i volti della moltitudine dei santi di diverse epoche e razze, con diversi cammini di vita e diverse forme di santità, rifulgono dello stesso splendore. In questa festa dei volti, emerge con particolare bellezza Maria, il volto più vicino e più simile a quello di Cristo, suo Figlio.

2. Maria e le beatitudini

La qualifica di “beata” si addice proprio a Maria. La prima a proclamarla tale è stata Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne... Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore» (Lc 1, 42-45). Una seconda proclamazione esce ugualmente dalla bocca di una donna, la quale, dopo avere ascoltato Gesù parlare, «alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte» (Lc 11,27).
Questo riferimento, pur se implicito, è rivolto a Maria. Già in questa occasione Gesù si unisce a lodare la madre. La sua risposta: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano» mette a fuoco la beatitudine più autentica e più profonda di Maria, il cui atteggiamento di ascolto e di contemplazione è costante ed esemplare.
Come emerge ora il volto di Maria nelle beatitudini proclamate da Gesù nel discorso della montagna? Cerchiamo di rilevarne alcuni tratti:
Beati i poveri in spirito
Nel suo canto del “Magnificat” Maria, l’umile serva in cui il Signore ha fatto grandi cose, ha fissato i tratti che caratterizzano per tutti i tempi i «poveri in spirito» secondo il cuore di Dio. «Maria primeggia tra gli “umili” e i “poveri del Signore”, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza» (LG 55). Il suo vuoto di sé, la sua apertura e disponibilità totale l’hanno resa «piena di grazia», degna d’essere «proclamata beata da tutte le generazioni».
Beati gli afflitti
Maria, madre dolorosa, ha sperimentato la spada che le trafigge il cuore e fino alla croce, ha sofferto in profonda unione con il suo Figlio. Ella conosce bene il mistero di morte e risurrezione, è la consolata e la consolatrice degli afflitti.
Beati i miti
Accanto a Gesù, “mite e umile di cuore” (Mt 11,29), Maria appare nel Vangelo come madre tenera e buona, discreta e delicata. La proclamiamo da secoli alla conclusione della «Salve Regina»: «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria».
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia
Maria viveva in continua tensione alla piena realizzazione del piano di Dio su di lei e su tutto il mondo per mezzo di lei, anche se spesso questo piano le si presentava incomprensibile. Ella ha vissuto nella «peregrinazione della fede» con il desiderio di compiere sempre meglio la volontà di Dio.
Beati i misericordiosi
Il riconoscere Maria come madre di misericordia è una tradizione antica ed ininterrotta nella Chiesa. Dante conclude il suo Paradiso mettendo in bocca a S. Bernardo questa preghiera a Maria: «In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate».
Beati i puri di cuore
Maria è la purissima, la tuttasanta, l’immacolata. In lei l’umanità viene ricondotta nella sua iniziale bellezza e innocenza. Maria manifesta la dignità e la vocazione umana pensata da Dio fin dalla creazione. Ciò che Adamo e Eva avrebbero dovuto realizzare ora rifulge in lei in pieno splendore e purezza.
Beati gli operatori di pace
Maria è mediatrice e regina della pace. Il Vaticano II ha affidato a lei «l’intercessione» affinché «tutte le famiglie dei popoli ... in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio» (Lumen Gentium 69).
Beati i perseguitati per causa della giustizia
Maria visse la beatitudine dei perseguitati soffrendo profondamente con Gesù e offrendolo come sacrificio al Padre. È la regina dei martiri, forza e sostegno per chi soffre con e per il suo Figlio.
Infine, è Maria stessa che si sente “beata”, ricolma di gioia e inondata dall’amore. Ella canta nel Magnificat: «D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48).

 

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