La Vergine Maria e la Risurrezione di Gesł
Data: Domenica 21 Aprile 2019, alle ore 0:05:04
Argomento: Mariologia


Una meditazione di P. Cristiano, in La Madonna delle Grazie, n. 5 - maggio 2007 e l'udienza generale di Giovanni Paolo II di mercoledì 21 maggio 1997.



1. La meditazione di P. Cristiano

1. Nei racconti della risurrezione da parte degli evangelisti non si accenna alla presenza di Maria in alcuna delle apparizioni di Gesù risorto. Nel libro degli Atti degli apostoli troviamo Maria in attesa dello Spirito con gli apostoli nel cenacolo. Anche i vangeli apocrifi, pur parlando del beato transito di Maria, non hanno cenni particolari sulla presenza di Maria nelle apparizioni di Gesù risorto.

2. Perché i Vangeli non dicono? Perché tacciono su come Maria è venuta a sapere, e sulla sua esperienza della risurrezione del Figlio? La contempliamo e preghiamo presente sotto la Croce, ma non la ritroviamo dopo la risurrezione, perché? Perché non dire come si è espressa la gioia di Maria nella risurrezione del Figlio, o perché non vederla presente nei momenti della risurrezione? I Vangeli non dicono. Così sembra ci sia un vuoto, una mancata citazione della Madre che appartiene a quel velo di riserbo che avvolge la persona di Maria, dice Romano Guardini. Così, invece di contemplare Maria accanto a Gesù risorto, ci fermiamo più facilmente a riflettere su Maria quale donna dei dolori, accanto alla croce del Figlio, o donna del silenzio e dell’attesa del Sabato santo. Bellissima ad esempio la lettera pastorale 2000-2001 del card. Carlo M. Martini, dedicata proprio alla Madonna del Sabato santo.

3. Eppure nella tradizione cristiana si è cercato di colmare questo apparente vuoto. “È convinzione della Chiesa orientale che la Vergine non abbia dovuto essere esclusa dal privilegio delle pie donne e sia stata forse la prima a vedere il Figlio risorto” (G. Gharib). Nella tradizione latina si dice che Maria conversa con i testimoni della santa risurrezione, ed è la prima testimone della risurrezione (s. Girolamo). Varie omelie pasquali dei Padri parlano della Vergine presente alla risurrezione del Figlio (s. Ippolito di Roma, Cirillo di Alessandria, Giovanni Crisostomo). Sant’Ildefonso di Toledo (607-667) dà per scontata la manifestazione del Signore alla Madre, testimone privilegiata della risurrezione. La Chiesa di Roma celebra “il saluto pasquale alla Madre del Risorto” al termine della Veglia pasquale o dopo i secondi vespri della domenica di Pasqua, con il canto del Regina Coeli.

4. Tra quanti hanno cercato di dare spiegazione al silenzio dei vangeli, credo che p. Davide Montagna, frate dell’Ordine dei Servi, abbia espresso la migliore sintesi teologica in una sua piccola composizione, che vi ripropongo in sintesi. Si è chiesto da chi può aver saputo Maria della risurrezione di Gesù. Si guarda intorno e chiede a tutti: a Giovanni - il discepolo amato - sei stato tu? Oppure tu, Maria di Magdala, o voi donne che avete sempre seguito Gesù … oppure voi due discepoli di Emmaus, oppure tu Tommaso, oppure voi angeli accanto alla tomba vuota? Chi ha dato la notizia a Maria? Forse tu stesso, Gesù Figlio risorto? Ad ogni domanda, Maria risponde dando aspetti di conoscenza della risurrezione ma anche dicendo la limitatezza delle risposte di chi ha fatto esperienza della risurrezione. Rimane sempre qualcosa di sospeso, di non risolto. Così alla fine la risposta più vera che Maria può dare è quella che la ha guidata in tutta la vita: l’ascolto e la fedeltà alla parola di Dio. Così p. Davide Montagna conclude riportando queste parole come dette da Maria: “Non da voci di uomini, né da messaggi di angeli la buona novella ho appreso. Già la conoscevo. Custodivo nel cuore la sua parola: Il terzo giorno risusciterò!" Si tratta di una linea di ricerca teologica che trova conferma in Benedetto XVI, il quale, spiegando le invocazioni del Regina Coeli, ha detto: "Maria ha custodito nel suo cuore la "buona notizia" della risurrezione, fonte e segreto della vera gioia e dell'autentica pace, che Cristo morto e risorto ci ha conquistato con il sacrificio della Croce".

5. Chiediamo a Maria che, come ci ha accompagnato nei giorni della passione, continui a guidare i nostri passi in questo tempo di gioia spirituale, perché possiamo crescere sempre più nella conoscenza e nell'amore del Signore e diventare testimoni e apostoli della sua pace. La Beata Vergine Maria, Madonna dell’Ascolto fin dall’inizio del suo cammino di fede, rimane tale anche nel mistero della risurrezione del Figlio. È il modello di accoglienza della Parola da parte del credente, che la medita e adempie nel servizio di fede e di carità. 

Udienza Generale di Giovanni Paolo II di mercoledì 21 maggio 1997

1. Dopo la deposizione di Gesù nel sepolcro, Maria "rimane sola a tener viva la fiamma della fede, preparandosi ad accogliere l'annuncio gioioso e sorprendente della resurrezione" (Discorso all'Udienza Generale: L'Osservatore Romano, 4 aprile 1996, p. 4). L'attesa vissuta il Sabato Santo costituisce uno dei momenti più alti della fede della Madre del Signore: nell'oscurità che avvolge l'universo, Ella si affida pienamente al Dio della vita e, riandando alle parole del Figlio, spera nella realizzazione piena delle divine promesse. I Vangeli riportano diverse apparizioni del Risorto, ma non l'incontro di Gesù con sua Madre. Questo silenzio non deve portare a concludere che dopo la Resurrezione Cristo non sia apparso a Maria; ci invita invece a ricercare i motivi di una tale scelta da parte degli evangelisti. Ipotizzando una "omissione", essa potrebbe essere attribuita al fatto che quanto è necessario per la nostra conoscenza salvifica è affidato alla parola di "testimoni prescelti da Dio" (At 10,41), cioè agli Apostoli, i quali "con grande forza" hanno reso testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (cfr At 4,33). Prima che a loro, il Risorto è apparso ad alcune donne fedeli a motivo della loro funzione ecclesiale: "Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno" (Mt 28,10). Se gli autori del Nuovo Testamento non parlano dell'incontro della Madre con il Figlio risorto, ciò è, forse, attribuibile al fatto che una simile testimonianza avrebbe potuto essere considerata, da parte di coloro che negavano la resurrezione del Signore, troppo interessata, e quindi non degna di fede.

2. I Vangeli, inoltre, riferiscono un piccolo numero di apparizioni di Gesù risorto, e non certo il resoconto completo di quanto accadde nei quaranta giorni dopo la Pasqua. San Paolo ricorda un'apparizione "a più di cinquecento fratelli in una sola volta"(1 Cor 15,6). Come giustificare che un fatto noto a molti non sia riferito dagli Evangelisti, nonostante la sua eccezionalità? É segno evidente che altre apparizioni del Risorto, pur essendo nel novero dei fatti avvenuti e notori, non sono state riportate. La Vergine, presente nella prima comunità dei discepoli (cfr At 1,14), come potrebbe essere stata esclusa dal numero di coloro che hanno incontrato il suo divin Figlio risuscitato dai morti?

3. É anzi legittimo pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso. L'assenza di Maria dal gruppo delle donne che all'alba si reca al sepolcro (cfr Mc 16,1; Mt 28,1), non potrebbe forse costituire un indizio del fatto che Ella aveva già incontrato Gesù? Questa deduzione troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della resurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede. Ad una di loro, Maria Maddalena, infatti, il Risorto affida il messaggio da trasmettere agli Apostoli (cfr Gv 20,17-18). Anche questo elemento consente forse di pensare a Gesù che si mostra prima a sua Madre, Colei che è rimasta la più fedele e nella prova ha conservato integra la fede. Infine, il carattere unico e speciale della presenza della Vergine sul Calvario e la sua perfetta unione con il Figlio nella sofferenza della Croce, sembrano postulare una sua particolarissima partecipazione al mistero della risurrezione. Un autore del secolo quinto, Sedulio, sostiene che Cristo si è mostrato nello splendore della vita risorta innanzitutto alla propria Madre. Infatti, Colei che nell'Annunciazione era stata la via del suo ingresso nel mondo era chiamata a diffondere la meravigliosa notizia della risurrezione, per farsi annunziatrice della sua gloriosa venuta. Inondata così dalla gloria del risorto, Ella anticipa lo "sfolgorio" della Chiesa (cfr Sedulio, Carmen Pascale, 5,357-364, CSEL 10, 140s).

4. Essendo immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo dei discepoli lo incontra durante la apparizioni pasquali, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col Figlio risorto, per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale. Presente sul Calvario durante il Venerdì Santo (cfr Gv 19,25) e nel Cenacolo a Pentecoste (cfr At 1,14), la Vergine Santissima è probabilmente stata testimone privilegiata anche della risurrezione di Cristo, completando in tal modo la sua partecipazione a tutti i momenti essenziali del Mistero pasquale. Accogliendo Gesù risorto, Maria è inoltre segno ed anticipazione dell'umanità, che spera nel raggiungimento della sua piena realizzazione mediante la risurrezione dai morti. Nel tempo pasquale la comunità cristiana, rivolgendosi alla Madre del Signore, la invita a gioire: "Regina Coeli, laetare. Alleluja!", "Regina del cielo, rallegrati. Alleluja!". Ricorda così la gioia di Maria per la risurrezione di Gesù, prolungando nel tempo il "rallegrati" rivoltole dall'Angelo nell'annunciazione, perché divenisse "causa di gioia" per l'intera umanità.







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