Maria in Ugo di San Vittore (1141)
Data: Venerdi 27 Maggio 2011, alle ore 16:56:10
Argomento: Autori


da Angelo Gila, Maria negli autori della Scuola di San Vittore, in Theotokos Anno XVII - 2009 - n. 2, pp. 459-464.



Ugo di San Vittore, filosofo, teologo e mistico, è alle origini della scuola di San Vittore che con lui iniziò ad avere un posto di rilievo nell'ambiente culturale del XII secolo. Non a caso Dante lo celebra nel Paradiso.22 È autore di opere originali e fondamentali. Il Didascalikon de arte legendi23 con la quale egli dà un orientamento e un'impronta nel campo del sapere. E soprattutto il De sacramentis Christianae fidei,24 il primo compiuto modello di raccolta documentaria di teologia sistematica; un riuscito tentativo di sintesi dell'intera dogmatica costruito attraverso una doviziosa raccolta di documenti biblici e patristici.25
Per quanto concerne la Vergine Madre del Signore, troviamo in alcune sue opere e in sermoni liturgici delle riflessioni sobrie ma sempre contraddistinte da una notevole solidità e consistenza. Questo spiega perché sia nel passato come nel presente, Ugo è stato ed è studiato anche sotto l'aspetto mariologico. In particolare viene evidenziato a livello prevalentemente biblico il suo Commento al Magnificat,26 sul piano più direttamente teologico un trattato sulla Verginità di Maria,27 mentre a livello omiletico i Sermoni liturgici, in particolare quelli sull'Assunzione.28
Alcuni tratti delle sue opere, ove il teologo agostiniano parla della Madre del Signore, sono stati tradotti in lingua italiana da Luigi Gambero e presentati nel terzo volume dell'opera Testi mariani del secondo millennio.29 Tra gli studi più impegnati sul suo pensiero mariano, rimando a Roger Baron, Le pensée mariale de Huges de Saint-Victor30 (studio dettagliato sui vari temi mariani), e a Luigi Catalani, Il Modello scolastico31 (ottima sintesi sui tratti mariani più significativi).32
In questo contesto non è il caso di riprendere riflessioni che sono già state presentate e sono facilmente accessibili. Mi limito a segnalare alcune note distintive più o meno originali di Ugo di San Vittore che contraddistinguono i suoi testi mariani, sia quelli dottrinali come anche quelli di carattere pastorale, quali i sermoni liturgici.

Teologia mariana biblica

Quando Ugo di San Vittore tratta della Madre del Signore, sia a livello dottrinale sia a livello pastorale, si ispira sempre chiaramente alla sacra Scrittura, in merito alla quale si muove con un senso di competente e disinvolta familiarità. A titolo dimostrativo basti pensare che pochi nell'antichità cristiana hanno commentato il Cantico della Beata Vergine Maria: lui è uno tra i pochi. Un commento che ancora oggi si legge con attenzione perché approfondisce in modo dettagliato i vari passi del testo biblico sviscerandone i diversi significati. Da una analisi biblica attenta e documentata a livello semantico, egli fa emergere la figura singolare di Maria con sobrietà e solidità. Ciò che infine si può ritenere un tratti tipico ed originale di Ugo è il fatto che egli dalle parole del Cantico di Maria ricavi non solo considerazioni sulla personalità religiosa di Maria ma anche alcuni tra gli attributi più importanti del Signore come la giustizia, la potenza, la misericordia. Ecco ad esempio come spiega il versetto «Santo è il suo nome» (Lc 1,49):
« il suo nome è santo in sé e viene santificato in noi, mentre noi siamo santificati nel suo nome. Che cos'è il suo nome? È la sua fama. Il suo nome è la sua conoscenza Il suo nome è la fede in lui. Questo nome è santo con i santi, perché dai santi viene glorificato e benedetto; dai perversi invece viene maledetto: "E il nome di Dio a causa vostra è bestemmiato" » (Rm 2,24).33

Teologia mariana dogmatica

Leggendo con attenzione le riflessioni mariane di questo Magister, si avverte in lui il teologo di formazione agostiniana. Sempre attento non solo ad annunciare le verità mariane della fede, come la divina maternità, la concezione verginale d Maria, la verginità nel parto, ma a puntualizzarle nei dettagli dogmatici. Così in riferimento alle parole di Elisabetta, che chiama Maria «madre del Signore», Ugo fa una precisa puntualizzazione dogmatica:
« nessuno dunque chiami Cristo Figlio adottivo, perché egli è figlio naturale. Infatti l'uomo assunto e Dio che assume non sono due figli, ma un Figlio solo, Dio e uomo: Gesù Cristo ».34
Nel trattato Sulla verginità di Maria, in merito alla concezione verginale precisa:
« concepit ergo Maria de Spiritu sancto, non quod de substantia Spiritus sancti semen partus acceperit, sed quia per amorem ed operationem Spiritus sancti, ex carne Virginis divino partui natura substantiam ministravit. Nam quia in corde eius amor Spiritus sancti singulariter ardebat, ideo in carne eius virtus Spiritus sancti singulariter ardebat, ideo in carne eius virtus Spiritus sancti mirabilia faciebat ».35
Puntualizzazione dogmatica, eco del celebre adagio di Sant'Agostino « prius in mente quam in corpore concepit ».36 Il suo Commento al Magnificat si potrebbe definire un piccolo trattato dogmatico perché egli ha sempre cura di precisare non solo il significato biblico ma anche il suo risvolto dogmatico. Decisamente originale, ad esempio, quanto dice in merito al versetto «Ha guardato l'umiltà della sua serva»:
« Eva, non considerando, a causa della superbia, che era una creatura di Dio e opera sua, volle essere uguale a lui; Maria, invece, sottomettendosi umilmente al suo Creatore, si dichiarò sua serva; e perciò quella fu rigettata e questa eletta. Dio ha disprezzato la superba e ha guardato all'umile; e quello che la superba ha perduto, l'ha ricevuto l'umile ».37
Anche in questo caso il commento al versetto «Ha guardato all'umiltà della sua serva» (Lc l,48) diventa occasione per illustrare il compito svolto da Maria nella storia della salvezza. Meritano ancora attenzione a livello strettamente teologico alcuni principi teologici fecondi di sviluppi. Nel trattato Sull'incarnazione del Verbo, Ugo di San Vittore propone un dato teologico interessante:
« Igitur in coelo qualis Pater talis Filius, et in terra qualis mater talis Filius [...]. Talis ergo Agnus, qualis mater Agni».38
Questa identità tra la madre e il Figlio viene poi illustrata con il ricorso alla metafora vegetale:
« "Non enim potuit arbor bona malum fructum facere, sicut arbor mala fructum bonum facere non potest". Quoniam omnis arbor ex fructu suo cognoscitur, radix integra et ramus incorruptus ».39
Nel caso specifico tale identità tra la madre e il Figlio, Ugo la circoscrive alla verginità: la tutta pura genera un Figlio immacolato, incorrotto. Ma prendiamo atto che si tratta di un principio ricco di sviluppi che vanno oltre alla verginità e possono essere all'origine di ulteriori approfondimenti mariologici. Nel trattato Sulla verginità di Maria presenta una nota di originalità riguardo al matrimonio di Giuseppe con Maria che in estrema sintesi si può così delineare: il matrimonio di Maria Vergine fu un vero matrimonio, pur stante il proposito di verginità pcfetta. Infatti ciò che fa il matrimonio è il consenso coniugale; il matrimonio consiste anzitutto ed essenzialmente nell'amore tra i coniugi.40

Teologia mariana ecclesiale

In sintonia con sant'Agostino, Ugo ama accostare Maria alla Chiesa come unica realtà:
« prima ti ha generato la tua amica, la Madre e Vergine Maria; poi da te è stata generata la tua amica, la madre e vergine Chiesa ».41
Pertanto egli presenta Maria quale specchio della Chiesa:
« Maria è un grande specchio di vita [...]. Nella Madre dunque brilla l'esempio della virtù [...] Quanto ci dai, o Maria: da te ci viene indicata la via; per mezzo tuo ritroviamo la patria; tu sei la via e il tuo Figlio la vita. Ti contempliamo per camminare rettamente; contempliamo il Figlio tuo per vivere beatamente. O rettitudine della verga che ha prodotto questo fiore. Per mezzo di Maria viene dato Cristo; e per mezzo di Cristo viene concessa la salvezza. Che egli si degni di accordarcela, lui che è nato e ci è stato donato, ed è morto per noi. Amen ».42
Da rilevare la precisione teologica nel presentare Maria, senza con questo perdere di vista la posizione centrale e fondamentale di Cristo.

Teologia mariana mistica

Intendendo per "teologia mistica" l'esperienza delle verità di fede, va rilevato che il maestro vittorino non di rado cerca di entrare nel cuore e nella mente della personalità di Maria. In particolare si sforza di intuire il rapporta unico della Vergine con lo Spirito santo. Così egli dall'evento dell'annunciazione ricava che Maria di fronte al dono improvviso, gratuito dello Spirito «decise di tacere fino a quando colui che ha fatto il dono non si fosse deciso, nella sua sapienza, di diventarne il rivelatore». Poi dinnanzi alla manifestazione dello Spirito nella visita ad Elisabetta,
« Maria non poté più trattenersi quando vide che, attraverso la barriera di una bocca estranea, era esploso quello Spirito che ella sentiva prorompere con tanta pienezza fra le pieghe segrete del suo cuore ».43
In questo contesto, Ugo rilegge il Magnificat quale canto di una creatura ripiena di Spirito santo. Il tema Maria e lo Spirito santo è un altro tratto significativo ed in parte originale di questo grande teologo del XII secolo.

NOTE

22 Cf. DANTE ALIGHIERI, Divina Commedia. Paradiso, canto XII, 133.
23 UGO Dl SAN VITTORE, Didascalikon de arte legendi.
24 Cf. ID., De sucramentis christianae fidei (PL 176, 173-618).
25 Cf. G. D'ONOFRIO, Il secolo dodicesimo. Gli studi teologici e il progresso culturale dell'Occidente, in Storia della teologia del Medioevo, II, 23-24.
26 Cf. UGO Dl SAN VITTORE, In Canticum beatae Mariae (PL 175, 413-432).
27 Cf. ID., De beatae Mariae virginitate (PL 176, 857-876).
28 Cf. ID., Sermones Centum (PL 177, 899-1222 passim).
29 Cf. Testi mariani del secondo millennio (TMSM), III, 166-178.
30 R. BARON, La pensée mariale de Hugues de Saint-Victor, in Revue d'Ascétique et de Mystique 31 (1955) 249-271.
31 L. CATALANI, Il modello scolastico, in Storia della Mariologia, Città Nuova - Marianum, Roma 2009, I, 685-687.
32 Altro studio con accenni al suo pensiero mariano: C. GNEO, La dottrina del Matrimonio nel "De beatae Mariae virginitate" di Ugo di San Vittore, in Divinitas 17 (1973) 374-394.
33 UGO DI SAN VITTORE, Explanatio in canticum Beatae Mariae (PL 175, 427; TMSM, III, 171).
34 ID., Collatio 3 (PL 177, 322; TMSM, III, 173).
35 ID., De beatae Mariae virginitate (PL 176, 393B).
36 Cf. AGOSTINO, Discorso 72A (PL 46, 937_938; TMPM, III, 362-363).
37 UGO DI SAN VITTORE, Explanatio in canticum Beatae Mariae (PL, 175, 423- 424).
38 ID., De Verbo incarnato (PL 177, 321).
39 Ibid.
40 Cf. ID., De beatae Mariae virginitate (PL 176, 866-870). Cf. GNEO, La dottrina del Matrimonio.., op. cit., 379-394.
41 ID., De Assumptione Beatae Mariae (PL 177, 1210-1211; TMSM, III, 173.
42 Fol 161 rb, in Revue d'Ascétique et Mystique, 31 (1955) 271.
43 ID., Explanatio in canticum Beatae Mariae (PL 175, 415-416; TMSM, III,166-167).







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