Maria nei Vangeli: Riepilogo
Data: Mercoledi 28 Settembre 2011, alle ore 12:24:30
Argomento: Bibbia


 Dal libro di Alois Müller, Discorso di fede sulla Madre di Gesù. Un tentativo di mariologia in prospettiva contemporanea, Queriniana, Brescia 1983, pp. 65-66.

I testi d'impronta più squisitamente teologica di Giovanni, come pure quelli dei racconti dell'infanzia di Matteo e Luca, sono stati interpretati partendo da un'ipotesi che trova fondamento in testi storici. Questa ipotesi sostiene che Maria, la madre di Gesù, svolse un ruolo storico, e precisamente spirituale personale, di primaria importanza nella vita ed itinerario del Figlio suo. Ed è stata proprio questa partecipazione che gli evangelisti elevarono a teologia messianica e che quindi interpretarono in chiave teologica. Possiamo riassumerne i contenuti fondamentali nei punti che seguono:

- Il ruolo che Maria esercitò nella vita di Gesù, si traduce nel fatto che essa favorì la manifestazione dei segni messianici e quindi pure il congregarsi dei fedeli discepoli, riconoscendo pienamente la presenza immediata e sovrana di Dio nella vocazione del Figlio. Maria può essere compresa, dunque, come il vertice personale dell'antico popolo dell'alleanza che crede nel Messia.

- Data questa partecipazione personale di Maria all'opera del Figlio, è legittimo che essa venga accolta nella comunità dei discepoli come una madre nella cerchia familiare dei figli, con l'onore che si deve alla madre del Signore.

- L'onore e preminenza che a Maria si riconoscono nel nuovo popolo dell'alleanza non derivano dal mero fatto fisico-sociale della sua maternità. Anche qui Gesù ha introdotto un nuovo criterio. Ciò che soltanto inserisce pure Maria nella cerchia salvifica del Figlio è il suo discepolato, il fatto che essa ascolta e conserva da credente la parola di Dio, fa la volontà del Padre.

- Ma appunto questo è anche il nucleo autentico della sua maternità. In quanto vera vergine figlia di Sion, essa era aperta a Dio suo Signore, 'suo consorte'; è la vera israelita che adempie con consapevole obbedienza di fede il suo compito di madre del Messia, non appena riesce a percepirlo nello Spirito. Proprio nel suo rifiuto di rivendicare presunti 'diritti materni', Maria dimostra d'essere continuamente discepola del Figlio, per la quale l'unica norma valida è quella della volontà di Dio, già intuita secondo gli schemi veterotestamentari, ma avvertita in modo sempre più chiaro nella relazione concreta con il proprio Figlio.

Gli scritti neotestamentari ci offrono, dunque, un significato teologico della madre di Gesù secondo due direzioni. Il suo ruolo viene precisato come un ruolo non soltanto empirico ma che si apre alla trascendenza nel punto focale dell'evento Cristo, dove si riconosce che anch'essa partecipa alla coscienza di trascendenza dei discepoli di Cristo, dato che la sua via è proprio il tipo di via che percorrono gli uomini riferiti alla trascendenza, dall'antica alleanza fino alla nuova in Gesù Cristo.

questo, dunque, l'enunciato comunicativo di trascendenza che il Nuovo Testamento fa su Maria. La mariologia della chiesa cattolica ha seguito suoi propri itinerari nello sviluppare tali concetti.







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