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ANSELMO DI LUCCA



Vescovo e santo Patrono di Mantova, vissuto nell'XI secolo.

1. Cenni biografici e opere
Anselmo di Lucca (o Anselmo da Baggio il Giovane), nipote di Papa Alessandro II, nacque a Milano nel 1035. Eletto vescovo di Lucca nel 1073, all'epoca della lotta per le investiture, rifiutò inizialmente la nomina per non ricevere dall'imperatore Enrico IV le regalie connesse al suo ufficio, ma accettò poi l'elezione il 29 settembre 1074. A causa del suo strenuo sostegno al movimento riformatore della Chiesa, nel 1081 fu esiliato dall'imperatore e si ritirò nell'abbazia di San Benedetto in Polirone, sotto la protezione dalla contessa Matilde di Canossa, della quale divenne consigliere spirituale. In seguito fu reintegrato nel suo ufficio da papa Gregorio VII. I papi Vittore III e Urbano II lo scelsero come loro legato in Lombardia, per cui Anselmo fissò la sua residenza a Mantova e si dedicò sia al consolidamento dei principi della riforma gregoriana e sia a contrastare l'antipapa Clemente III. Dal 1081 in poi, curò la Collectio canonum (detta anche Apologeticus) in 13 libri, tutta intesa a dimostrare il primato del pontefice romano sulle altre autorità sia ecclesiastiche (Concilio compreso) sia laiche, e la necessità, per gli ecclesiastici, di una vita fondata sulla povertà evangelica. Morì a Mantova il 18 marzo 1086 e venne sepolto, per volontà della contessa Matilde e a furor di popolo, sotto l'altare maggiore della cittadina. Fu canonizzato da Vittore III nel 1087. Il suo corpo, esumato dopo alcuni secoli, fu trovato integro, e tale rimane ancora oggi. La sua festa liturgica si celebra il 18 marzo.

2. Maria nel pensiero di Anselmo
L'insegnamento mariano di Anselmo è rinvenibile soprattutto nelle cinque preghiere che egli compose per la sua protettrice, la contessa Matilde di Canossa, in particolare la terza e la quarta, indirizzate direttamente alla Vergine. Le preghiere sono tutte intessute di citazioni e di riferimenti biblici e rivelano una mentalità tendenzialmente pessimista sulle condizioni della natura umana peccatrice. E su essa innesta l'opera salvatrice di Gesù e la collaborazione materna di Maria: «Il Re, creatore di tutto, affinché lo amassimo più pienamente, ha voluto farsi mortale e partecipe della nostra debolezza; più ancora, affinché il suo amore verso di noi apparisse nella sua pienezza, ha voluto avere una madre sulla terra; e colui che ha creato tutte le cose è nato in lei e da lei. Dal suo latte è stato nutrito, dalle sue mani e stato portato; e tra gli stessi involucri di una nascita umana si è sottomesso alla legge della nostra natura, facendosi obbediente a una genitrice della nostra razza nella realtà della nostra sostanza, in tutto tentato a somiglianza di una carne di peccato, tuttavia senza commettere peccato, per cancellare i nostri peccati con il suo sangue e, dopo aver vinto la morte, per innalzarci con sé alla destra del Padre, rendendoci partecipi della sua divinità, concorporali e coeredi». Anselmo è considerato un pioniere dell'interpretazione spirituale delle parole indirizzate da Gesù sulla croce alla madre e al discepolo prediletto: «É bello contemplare il Cristo sulla croce che affida la madre al discepolo e il discepolo alla madre: Maria, dice, ecco tuo figlio; apostolo, ecco tua madre - affinché la gloriosa madre, nel grande affetto della sua pietà, interceda per tutti i credenti e custodisca con una speciale protezione coloro che, prigionieri riscattati, ella ha adottato come figli; e ai miseri, liberati dal timore della disperazione, conceda di godere di una grande consolazione, affinché si glorino del nome della Madre del Signore ed esultino per l'unione con il Figlio suo, essendo diventati "coeredi di Gesù Cristo". E bello contemplarlo "assiso alla destra del Padre", con te, o madre gloriosa, che preghi per la salvezza di tutti i tuoi servi e che con pie lacrime detergi le brutture di tutti i peccatori. Quali macchie infatti non cancella l'intercessione di una così grande madre,la quale fa in modo che anche "lo Spirito Santo interceda per noi con gemiti inesprimibili"?». Sul Calvario Gesù ha operato una Sostituzione, nel senso che, nella persona di Giovanni, ha affidato alla madre altri figli che sarebbero pure diventati oggetto del suo amore e delle sue premure materne. A questo testamento spirituale di Cristo il Santo vescovo ricollega il suo pensiero sull'intercessione della Madre di Dio, che egli chiama Avvocata, Signora, Regina di misericordia: «Ascende al cielo e lascia gloriosamente alla madre sua tutta l'eredità della pietà; e ci ha sostituiti a lui, come figli, nella persona del suo discepolo prediletto, con un documento confermato dalla fede apostolica e compiuto con l'integrità di una mente sincera, affinché ella diventasse tanto più disposta all'indulgenza, in quanto le viscere della carità materna le avrebbero fatto superare, con l'abbondanza della pietà, ogni affetto carnale. Colui che è nascosto nel seno del Padre lascia al giudizio della madre tutto quello spazio di tempo nel quale non viene escluso il di lei perdono, per non vedere il nostro obbrobrio fino al giudizio risolutivo dell'ultimo giorno. Perciò nasconde i nostri peccati "per il suo grande amore" e le inestimabili ricchezze della sua misericordia. Manda gli angeli perché gli portino senza interruzione le preghiere e le offerte della madre; ed egli stesso le trasmette al volto del Padre, che non può rifiutare alla madre ciò che ella chiede». A lei Anselmo si rivolge con un atto di consacrazione: «Ricorro alla tua mansuetudine e singolare benevolenza o gloriosissima Signora, e consegno alle tue mani santissime la mia anima e il mio corpo. Tu conosci il mio dolore e la mia tribolazione, la mia fragilità e la mia miseria. Abbi pietà di me ed esaudiscimi. Rallegra l'anima della tua serva mostrando il tuo amore. Quale gioia immensa avrei se fossi degna di essere consolata con il tuo amore! Insegnami a compiere la tua volontà e mostrami il posto della salvezza dove possa finalmente riposare dalle tante fatiche e godere della tua continua consolazione».

Bibliografia
RIVA P., Anselmo di Lucca, in La Madonna della Neve, n. 8 - ottobre 2018, pp. 6-7; CANTELLI S., Le preghiere a Maria di Anselmo da Lucca, in GOLINELLI P. (a cura di) Sant'Anselmo, Mantova e la lotta per le investiture. Atti del Convegno internazionale di studi (Mantova, 23-24-25 maggio 1986), Bologna 1987; MITROFANOV A., L'ecclésiologie d'Anselme de Lucques (1036-1086) au service de Grégoire VII: Genèse, contenu et impact de sa "Collection canonique", in Instrumenta Patristica et Mediaevalia 69, Turnhout, Brepols Publishers, 2015; BARDONE I., Vita di Anselmo, Finisterrae, Mantova 2009; SALVARANI R. - CASTELFRANCHI L., Matilde di Canossa, il papato, l'Impero, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2008; THANER F., Anselmi episcopi lucensis in Collectio canonum una cum collectione minore iussu instituti Savigniani, Eniponte 1906-1915.






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