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PORTALE DI MARIOLOGIA FAQ (Frequently Asked Questions)



Categoria: Principale -> LE VOSTRE DOMANDE SU MARIA

Domanda
·  1. Che significa il termine "Madonna"?
·  2. Che rapporto c'è tra Maria e le dee pagane?
·  3. Il culto di Maria è idolatria?
·  4. Perché c'è tanta avversione nei confronti dei dogmi mariani?
·  5. Come si può affermare che certe verità mariane sono contenute nella Scrittura?
·  6. Quanti sono i dogmi mariani?
·  7. Maria Madre di Dio: non sembra eccessivo?
·  8. Che matrimonio fu quello di Maria e Giuseppe di fronte al proposito di verginità?
·  9. Come pensare a Maria fisicamente intatta durante il parto?
·  10. Che significa: Maria è Immacolata?
·  11. Maria assunta in cielo, verità troppo recente?
·  12. I capitoli mariani di Matteo e Luca non sono di origine tardiva e quindi non apostolica?
·  13. Nei Vangeli non ci sono passi antimariani?
·  14. "Il discepolo prese Maria con sé": è proprio una maternità universale?
·  15. Su Maria sembra poco presente la riflessione ufficiale della Chiesa
·  16. Che cosa sono tutte queste esagerazioni nel culto mariano?
·  17. Che pensare delle reliquie mariane?
·  18. La devozione a Maria non è sintomo di una religiosità infantile, fiacca, sdolcinata?
·  19. L'influsso di Maria sulla donna è positivo o negativo?
·  20. Quali sono i libri mariani più diffusi?
·  21. In che senso Maria è modello della santità della Chiesa?
·  22. In che senso Maria coopera alla Redenzione?
·  23. Qual è la relazione tra Maria e la donna?
·  24. Che tipo di culto si dà a Maria?
·  25. Chi è Maria Santissima?
·  26. Quale relazione c' è fra Maria e Cristo?
·  27. Che cosa significa Immacolata Concezione?
·  28. Maria è sempre Vergine?
·  29. Perchè il titolo Corredentrice incontra tanta opposizione?
·  30. Quali criteri usa la Chiesa per valutare le presunte apparizioni della Vergine?
·  31. Chi ha la specifica competenza di valutare le presunte apparizioni mariane?
·  32. Cosa è il Messaggio di Fatima?
·  33. E' necessario conoscere la Madonna?
·  34. A quale sublime missione fu prescelta Maria da Dio?
·  35. Quale profondo significato nasconde il saluto dell'Angelo?
·  36. Con quali parole di saluto la Madon­na fu accolta da Santa Elisabetta?
·  37. La verginità della Madonna è una ve­rità di fede da credersi?
·  38. In quale senso la Vergine viene det­ta vera Madre di Dio?
·  39. Come si può dimostrare il mistero della Divina Maternità di Maria San­tissima?
·  40. La Divina Maternità di Maria Santis­sima è una verità definita solenne­mente dalla Chiesa?
·  41. In che cosa consiste il privilegio del­l'Assunzione di Maria al cielo?
·  42. La Madonna è vera Mediatrice?
·  43. Come mai non parla di Medjugorje e ne fa conoscere i messaggi?
·  44. Perché si dice che Maria è Regina?
·  45. Qual è il significato del titolo Nostra Signora del Sacro Cuore?
·  46. Perchè la Chiesa non si pronuncia su Medjugorje?

Risposta
·  1. Che significa il termine "Madonna"?

Nel mondo bizantino i termini usati per rivolgersi a Maria erano: Madre di Dio, Tuttasanta e Sempre Vergine. Nell'Alto Medioevo è prevalso il termine "Santa Maria". Con l'affermarsi della mentalità feudale, entrò in uso quello di "Nostra Donna": dal latino "domina", signora. Presto si andò oltre: fu tanta la confidenza nei suoi confronti che divenne "mia Signora", cioè Madonna. In Italia è l'epiteto più diffuso per indicare Maria di Nazaret.

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·  2. Che rapporto c'è tra Maria e le dee pagane?

Già Origene nel III secolo rilevava la sostanziale differenza tra il culto di Maria e delle dee pagane. Il culto delle dee madri (Iside, Cibele, Astarte) prevalse in epoca del matriarcato ed ebbe per fondamento una favola che proponeva simboli vaghi come la sovranità assoluta della natura feconda. Il culto di Maria, invece, ha un fondamento nella storia e propone una personalità ben precisa.

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·  3. Il culto di Maria è idolatria?

No, perché riconosce la creaturalità della Vergine e insieme la sua eccellenza. Non è sostitutivo, né indipendente, né alternativo al culto dovuto alla Trinità. È voluto da Dio e finalizzato a lui.

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·  4. Perché c'è tanta avversione nei confronti dei dogmi mariani?

Non sono spesso ben compresi. Nella formulazione dei dogmi viene messo in luce il posto di Maria nel mondo e il compito fondamentale nella Chiesa. Non bisogna quindi pensare che la fede sia "inventata" dal dogma. Essa è semplicemente definita cioè espressa in formule brevi, che non hanno il compito di esaurire il tesoro delle Scritture, ma di impedire che queste possano essere riduttivamente interpretate. Per la Chiesa i dogmi sono la presa di coscienza di una realtà spirituale già posseduta. Secondo K. Rahner nel dogma mariano non si dice altro che questo: Maria è la persona redenta in modo radicale.

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·  5. Come si può affermare che certe verità mariane sono contenute nella Scrittura?

Quando la Chiesa definisce un dogma, indica che quella verità è certa ed è contenuta nella Scrittura e quindi fa parte della rivelazione. Ma la Bibbia non contiene tutte le verità con uguale chiarezza. Molte di esse sono implicite nel Sacro Testo e richiedono un lavoro di indagine per essere evidenziate. Tale lavoro coinvolge tutto il popolo di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo.

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·  6. Quanti sono i dogmi mariani?

Il Magistero della Chiesa ha stabilito con definizione dogmatica alcuni titoli da attribuire a Maria: Madre di Dio (Concilio di Efeso, 431); Sempre Vergine (Concilio Lateranense, 649); Immacolata (Pio IX, 1854); Assunta in cielo in anima e corpo (Pio XII, 1950). La cooperazione di Maria all'opera redentrice e la sua mediazione materna nella trasmissione della grazia non sono oggetto di una definizione solenne, ma sono ammesse dalla dottrina cattolica e il Vaticano II ne ha evidenziato il valore.

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·  7. Maria Madre di Dio: non sembra eccessivo?

Sarebbe assurdo intenderlo come se Maria avesse generato la divinità o la natura divina di Cristo. Ella è vera madre naturale di Gesù, poiché ha portato in grembo il Signore come suo figlio. La maternità fisica di Maria dimostra la vera umanità del Cristo. Ma la maternità non è soltanto un fatto biologico. Essa costituisce una relazione permanente da persona a persona, nel fondamento della generazione. Una madre è madre della persona del figlio. Maria è Madre di Dio, perché il soggetto generato è, fin dal primo istante della sua concezione, un'unica persona: il Verbo fatto uomo. La maternità metafisica di Maria dimostra l'unità della persona di Cristo.

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·  8. Che matrimonio fu quello di Maria e Giuseppe di fronte al proposito di verginità?

È vero che la mentalità corrente degli Ebrei vedeva nei figli la benedizione divina. Ma il libro della Sapienza proclama che "è meglio non avere figli e possedere la virtù" e, secondo Esodo 19,15 e Samuele 21,5, la continenza è molto stimata nelle funzioni sacre, come esigenza della presenza di Dio. L'ideale religioso della continenza esisteva presso gli Ebrei come presso i pagani; ad esempio presso gli Esseni, come sono descritti da Giuseppe Flavio. Il matrimonio di Maria si colloca nel quadro delle consuetudini, mentre la verginità va posta in un'altra luce: Maria anticipa la spiritualità cristiana di cui S. Paolo parla nella I Lettera ai Corinti, scritta verso la Pasqua del 57. Maria è vista come figura esemplare del credente, in quanto con la sua verginità perpetua esprime la sua incondizionata dedizione a Dio, più che un aspetto fisico - carnale.

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·  9. Come pensare a Maria fisicamente intatta durante il parto?

La Lumen Gentium afferma che il Figlio di Dio nascendo non ha distrutto la verginale integrità della madre, ma l'ha consacrata. Maria ha dato alla luce il Verbo incarnato con un parto eccezionale. La convinzione è documentata dalla Tradizione della Chiesa in maniera massiccia e impressionante già nel II secolo, sia in Oriente che in Occidente: è considerato un segno esterno che contiene un messaggio relativo alla persona di Cristo. Questo parto attesta che la verginità è spiritualizzazione dell'ordine della carne e che Maria è, sotto certi aspetti, donna esemplare, donna guida, donna eccezionale al servizio della vera umanità e della vera divinità di suo Figlio.

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·  10. Che significa: Maria è Immacolata?

"Immacolata Concezione" non indica un suo verginale concepimento, perché lei fu concepita come tutte le altre creature, attraverso un rapporto d'amore dei suoi genitori. "Immacolata" afferma invece la condizione spirituale di Maria in relazione a Dio e viene a dirci che ella, fin dal primo istante della sua esistenza, fu libera da qualsiasi macchia che avesse rapporto col peccato originale e, di conseguenza, ha posseduto Dio fin dall'inizio, per cui è stata sempre piena di grazia. Ma, anche se in modo diverso, è stata tuttavia redenta da Cristo.

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·  11. Maria assunta in cielo, verità troppo recente?

Recente solo rispetto al tempo della definizione dogmatica. Grazie anche alle scoperte archeologiche e agli studi sugli apografi dei "Transitus", le origini delle tradizioni sul termine della vita terrena di Maria hanno ricevuto una inattesa illuminazione. Risulta così che la convinzione dell'assunzione è molto antica. A Gerusalemme è stata scoperta la tomba vuota di Maria che corrisponde alla descrizione fatta dagli apografi. E questi sono ormai fatti risalire al II secolo e non al V come si riteneva.

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·  12. I capitoli mariani di Matteo e Luca non sono di origine tardiva e quindi non apostolica?

È un fatto che si trovano conservati nei migliori e più antichi manoscritti che si conservano. E se Epifanio parla di un Vangelo di S. Matteo, dove mancano i primi capitoli, egli fa però notare che si tratta di un Vangelo eretico.


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·  13. Nei Vangeli non ci sono passi antimariani?

Sono i versetti restrittivi che si trovano anche nella Lumen Gentium (57,58), quelli che i Protestanti mettono in primo piano quando parlano della Vergine. Le espressioni vanno poste in un cambiamento di situazione, avvenuto col passaggio dalla vita nascosta alla vita pubblica. Il primo periodo è caratterizzato dall'ubbidienza ai genitori (Luca 2,51), l'altro dall'ubbidienza al Padre, preannunciata dal ritrovamento nel Tempio.

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·  14. "Il discepolo prese Maria con sé": è proprio una maternità universale?

Il papa Giovanni Paolo II risponde con profondità: "Questa maternità non poteva essere manifestata che in riferimento ad uno solo, perché ogni maternità è essenzialmente personale. Per una madre, ogni figlio è unico" (Redentoris Mater, 45).


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·  15. Su Maria sembra poco presente la riflessione ufficiale della Chiesa

Riguardo ai Concili, è consolante rilevare come quasi tutti i Concili Ecumenici, da quello di Efeso al Vaticano I, parlano di Maria, specie in riferimento alla sua prerogativa fondamentale della divina maternità verginale. Inoltre ci presentano la sua presenza nell'associazione con Cristo all'Incarnazione e al culto delle immagini. Il Concilio di Trento ha un accenno alla questione della Concezione dell'Immacolata (senza per altro prenderne posizione) e l'affermazione della piena immunità di Maria di fronte al peccato personale. Il Vaticano II si distingue fra tutti per il suo carattere mariologico. Andando avanti nel tempo, il papato sembra assumere un complesso di atteggiamenti sempre più mariani, sia nel magistero, sia negli interventi cultuali. In rilievo vanno messi due documenti: la "Marialis Cultus" di Paolo VI (1974) e l'Enciclica "Redentoris Mater" di Giovanni Paolo II (1987).


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·  16. Che cosa sono tutte queste esagerazioni nel culto mariano?

È interessante ricordare a questo proposito la testimonianza di un grande apostolo di Maria, S. Luigi Maria Grignon de Montfort († 1716). Egli si scaglia contro gli abusi del culto mariano, predicando l'inseparabilità della devozione a Maria da quella al Cristo, unico Salvatore, e attacca i devoti superficiali e presuntuosi che, anziché convertirsi, ricorrono quasi magicamente al mantello della devozione alla Vergine. Ogni forma di culto che non porta a Cristo va evitata, quella che conduce a Lui va rispettata. Evitare gli abusi, lo sterile sentimentalismo e la vana credulità, non deve portare alla grettezza di mente. (Cf LG).


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·  17. Che pensare delle reliquie mariane?

Non è superfluo ricordare che, per le reliquie, come per le immagini, il culto è rivolto a ciò che l'oggetto rappresenta. Ma per ciò che riguarda una reliquia mariana, il termine va inteso in senso molto più largo. Per lo più si tratta di semplici ricordi: panni che hanno toccato un luogo santificato dalla sua presenza, in un pellegrinaggio a Nazaret o a Gerusalemme. È ben vero che la città di Costantinopoli conservava la "cintura" e il "velo" di Maria, oggetti di culto fin dal VI secolo, ma sul loro valore storico non mancavano perplessità anche in autori bizantini del tempo. Durante le Crociate la brama di collezionare reliquie ha condotto i fedeli ad eccessi non illuminati. Papa Gregorio Magno attesta, per sua diretta conoscenza, l'uso della reliquia attraverso un rapporto "di contatto"cioè di accostamento fra due corpi.

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·  18. La devozione a Maria non è sintomo di una religiosità infantile, fiacca, sdolcinata?

Eppure ha avuto un ruolo non secondario nella vita dei Santi. Non è stato proprio ai piedi della Madonna di Monserrato che il giovane cavaliere Ignazio di Lojola aveva fatto la sua prima consacrazione a Cristo? È nota la spiritualità mariana di Massimiliano Kolbe che a Auschwitz ha sacrificato la sua vita per salvare quella di un altro. Si potrebbe concepire l'immensa opera di Don Bosco senza la sua tenera devozione all'Ausiliatrice? È provato che una devozione a Maria - seria, forte, delicata e saggiamente realistica - sostiene la volontà nella scelta di ciò che è migliore e nello stesso tempo offre una freschezza di sentimenti che trasforma i cuori fiacchi e tristi in forti e gioiosi come lo stesso S. Ignazio scrive in una sua lettera. Secondo il Card. Ratzinger "Maria incarna l'essere cristiano come giovinezza del cuore".


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·  19. L'influsso di Maria sulla donna è positivo o negativo?

Da un punto di vista storico l'incontro tra femminismo e mariologia risulta accertato, anche se tardivo. Quali ne sono i risultati? C'è ovviamente una contrapposizione polemica: Maria nei connotati di "ancella" del Signore si presta a sacralizzare la condizione subalterna della donna. Ma c'è un altro confronto, più serio e costruttivo, quando si colgono gli aspetti di "liberazione" insiti nella figura evangelica di Maria, nella sua persona storica "autonoma" che risponde liberamente a Dio. Sulla scia di Maria, la Chiesa delle origini si distacca dalla cultura del tempo e chiama la donna a compiti connessi con l'evangelizzazione.


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·  20. Quali sono i libri mariani più diffusi?

I libri più largamente diffusi appartengono al periodo barocco e sono ben conosciuti e citati: "Le Glorie di Maria" di S. Alfonso de' Liguori e il "Trattato della vera devozione alla V. Maria" di S. Luigi Grignon de Montfort. Altro libro molto diffuso è quello di Emilio Nubert: "Il mio ideale: Gesù figlio di Maria". Stampato a Marsiglia nel 1933, divenne subito un best - seller nella lingua originale. Negli anni successivi fu tradotto in 25 lingue ed oggi si parla di una diffusione che supera ampiamente il mezzo milione di copie. Il libro presenta la devozione a Maria secondo gli insegnamenti del Ven. Chaminade.

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·  21. In che senso Maria è modello della santità della Chiesa?

Maria è la tutta Santa, essendo “la piena di grazia” (Lc 1,28). Ella rappresenta per la comunità dei credenti il paradigma dell’autentica santità, che si realizza nell’unione con Cristo. = “La Chiesa ha già raggiunto nella Beatissima Vergine la perfezione”, mentre “i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato” (LG, 65). In tale cammino verso la santità, i credenti in Cristo si sentono incoraggiati da Colei che è modello di virtù. “La Chiesa, pensando a Lei piamente e contemplandola alla luce del Verbo fatto uomo, penetra con venerazione e più profondamente nell’altissimo mistero dell’Incarnazione e si va ognora più conformando col suo Sposo” (LG, 65). La santità cristiana si attua in una intensa vita di Fede, Speranza e Carità. In tutte queste tre Virtù Teologali, Maria è modello esemplare. Infatti:
 - nella Fede: il suo esempio incoraggia il Popolo di Dio a praticare la sua Fede e ad approfondirne e svilupparne il contenuto, conservando e meditando nel cuore gli avvenimenti della salvezza;
 - nella Speranza: ascoltando il messaggio dell’Angelo, la Vergine orienta per prima la sua Speranza verso il Regno senza fine, che Gesù era mandato a stabilire;
 - nella Carità: grazie proprio alla Carità irradiante di Maria è possibile conservare in ogni tempo all’interno della Chiesa la concordia e l’amore
fraterno.
 

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·  22. In che senso Maria coopera alla Redenzione?

Già Sant’Agostino attribuisce alla Vergine la qualifica di Cooperatrice della Redenzione (cfr. De Sancta Virginitate, 6; PL 40, 399), titolo che sottolinea l’azione congiunta e subordinata di Maria a Cristo Redentore. = Ella coopera “in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la Fede, la Speranza e l’ardente Carità”. Frutto sublime di questa cooperazione è la sua maternità universale: “Per questo diventò per noi Madre nell’ordine della grazia” (LG, 61). = È una cooperazione particolare che il Signore Dio le concede. In unione con Cristo e sottomessa a Lui, Ella ha collaborato nell’ottenere la grazia della salvezza all’intera umanità, in modo unico e irrepetibile, grazie:
 - alla sua Divina Maternità nei confronti di Cristo;
 - alla sua associazione al Sacrificio di Cristo: soffrendo con Lui morente in Croce “cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore” (LG, 61);
 - al particolare contributo che Ella dà anche alla vita della Chiesa, di cui è Madre, lungo il corso dei secoli e fino alla fine dei tempi, continuando a sostenere la comunità cristiana e tutti i credenti nel loro cammino verso la santità e nel generoso impegno per l’annuncio del Vangelo.

 

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·  23. Qual è la relazione tra Maria e la donna?

 “È la «benedetta fra tutte le donne». In lei Dio ha conferito alla donna una dignità di dimensioni insospettate. In Maria il Vangelo ha penetrato la femminilità, l’ha redenta ed esaltata. Ciò è di capitale importanza per il nostro orizzonte culturale, nel quale la donna dev’essere molto più valorizzata, mentre si sta definendo più chiaramente ed ampliamente la parte che le compete nella società. Maria è garanzia della grandezza femminile, indicando il modo specifico dell’essere donna, con quella sua vocazione a essere anima, donazione capace di spiritualizzare la carne e di incarnare lo Spirito” (DOCUMENTO DI PUEBLA n. 299). = Maria attua in sé in modo sublime e paradigmatico le due dimensioni, vocazioni della donna: la verginità e la maternità. = Maria ha vissuto, nella forma propria ed esclusiva della donna, l’unione tra madre e figlio.
 

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·  24. Che tipo di culto si dà a Maria?

Fin dall’inizio ci fu sempre un culto particolare verso la Vergine tra i cristiani. Tuttavia “soprattutto a partire dal Concilio di Efeso, il culto del popolo di Dio verso Maria crebbe mirabilmente in venerazione e in amore, in invocazione e in imitazione” (LG, 66). Esso si espresse specialmente nelle feste liturgiche, tra le quali, dagli inizi del V secolo, assunse particolare rilievo “il giorno di Maria Theotokos”, celebrato il 15 agosto a Gerusalemme e divenuto successivamente la festa della Dormizione o dell’Assunzione. Il culto mariano si è sviluppato fino ai nostri giorni in mirabile continuità, alternando periodi fiorenti a periodi critici i quali, tuttavia, hanno avuto spesso il merito di promuoverne ancor più il rinnovamento. “Maria, esaltata per la grazia di Dio, dopo suo Figlio, al di sopra di tutti gli angeli e gli uomini, perché è la Madre Santissima di Dio, che ha preso parte ai misteri di Cristo, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale” (LG, 66). Tale culto possiede una sua peculiarità irrepetibile, perché si riferisce ad una persona unica per la sua perfezione personale e per la sua missione. “Questo culto [...], sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove”; esso trova la sua espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana come il Santo Rosario, “compendio di tutto quanto il Vangelo” (CCC, 971). Pertanto, la venerazione dei fedeli verso Maria, pur superiore al culto rivolto agli altri Santi, è tuttavia inferiore al culto di adorazione riservato a Dio. Tra il culto mariano e quello reso a Dio vi è però una continuità: infatti, l’onore reso a Maria è ordinato e conduce all’adorazione della Santissima Trinità. La venerazione dei cristiani per la Vergine promuove il culto prestato al Verbo Incarnato, al Padre ed allo Spirito Santo. “Le varie forme di devozione verso la Madre di Dio, che la Chiesa ha approvato entro i limiti di una dottrina sana e ortodossa, secondo le circostanze di tempo e di luogo e l’indole e la mentalità dei fedeli, fanno sì, che mentre è onorata la Madre, il Figlio per il quale esistono tutte le cose (cfr. Col 1,15- 16) e nel quale ‘piacque all’eterno Padre di far risiedere tutta la pienezza’ (Col 1,19) sia debitamente conosciuto, amato, glorificato, e siano osservati i suoi Comandamenti” (LG, 66).  A Lei, divenuta Madre della Chiesa e Madre dell’umanità, ricorre il popolo cristiano, animato da filiale confidenza, per sollecitare la sua materna intercessione ed ottenere i beni necessari alla vita terrena in vista dell’eterna beatitudine.

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·  25. Chi è Maria Santissima?

Maria Santissima è una figlia d’Israele, una giovane ebrea di Nazaret in Galilea, “una Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe” (Lc 1,26-27); “primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da Lui la salvezza. Infine con lei, la eccelsa figlia di Sion, dopo la lunga attesa
 della promessa, si compiono i tempi e si instaura la nuova economia di salvezza” (LG, 55); = “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso
 d’eterno consiglio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti sì, che il suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura” (DANTE ALIGHIERI, Paradiso, Canto XXXIII).

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·  26. Quale relazione c' è fra Maria e Cristo?

Gesù Cristo fu concepito nel grembo della Vergine Maria. Come avviene questo concepimento?  Per opera dello Spirito Santo, senza la collaborazione di uomo. “Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà «corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9). La risposta divina al suo: «Come è possibile? Non conosco uomo» (Lc 1,34) è data mediante la potenza dello Spirito: «Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Lc 1,35). […] Lo Spirito Santo, che è «Signore e dà la vita», è mandato a santificare il grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente, facendo sì che Ella concepisca il Figlio eterno del Padre in un’umanità tratta dalla sua” (CCC, 484-485). Il concepimento verginale indica che Gesù è veramente Figlio di Dio.

 

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·  27. Che cosa significa Immacolata Concezione?

“Dio ha scelto gratuitamente Maria da tutta l’eternità perché fosse la Madre di suo Figlio: per compiere tale missione, è stata concepita immacolata. Questo significa che, per la grazia di Dio e in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Maria è stata preservata dal peccato originale fin dal suo concepimento” (COMPENDIO, n. 96). In che senso è tutta Santa? Nel senso che Ella non è stata mai intaccata da nessun peccato durante tutta la sua esistenza; è “immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa una nuova creatura” (LG, 56). È la “piena di grazia” (Lc 1,28).
 

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·  28. Maria è sempre Vergine?

La Fede cristiana afferma la verginità reale e perpetua di Maria anche nel parto del suo unico Figlio Gesù, Figlio di Dio fatto uomo. Ella è “rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua” (S. AGOSTINO). = Maria è Vergine nel corpo e Vergine nel cuore: Maria, durante tutta la sua vita, s’è affidata sempre e totalmente alla volontà di Dio, è stata sempre “la Serva del Signore” (Lc 1,38). “Maria è più felice nel ricevere la Fede di Cristo che nel concepire la Carne di Cristo” (S. AGOSTINO, De sancta virginitate, 3, 3). = La verginità di Maria indica anche l’assoluta e gratuita iniziativa di Dio nei suoi confronti. = Dopo la nascita di Gesù, Maria non ha avuto altri figli, rimanendo sempre Vergine prima, dopo e durante il parto.

 

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·  29. Perchè il titolo Corredentrice incontra tanta opposizione?

Il titolo di «corredentrice» non è né biblico né patristico né teologico ed è stato usato raramente da qualche pontefice e solo in allocuzioni minori. Il Concilio Vaticano II l’ha volutamente evitato. È bene ricordare che in teologia si può usare il principio dell’analogia, ma non quello della equivocità. E in questo caso, non c’è analogia, ma solo equivocità. In realtà Maria è la «redenta nel modo più perfetto», è il primo frutto della redenzione di suo Figlio, unico redentore dell’umanità. Voler andare oltre sembra poco prudente.

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·  30. Quali criteri usa la Chiesa per valutare le presunte apparizioni della Vergine?

I criteri con cui i vescovi e gli ordinari ad essi equiparati devono giudicare le presunte apparizioni e rivelazioni, sono criteri positivi e criteri negativi. Tra i criteri positivi ci sono, ad esempio, le qualità personali del veggente e cioè il suo equilibrio psichico, l’onestà, la rettitudine, la sincerità e la docilità abituale nei confronti dell’autorità ecclesiastica, il fatto che le «rivelazioni» siano immuni da errori teologici e che comportino una sana devozione e frutti spirituali abbondanti e costanti, ecc. Tra i criteri negativi ci sono errori dottrinali attribuiti al Signore o alla Beata Vergine Maria, questioni di lucro annessi ad arte, atti gravemente immorali commessi dal veggente, malattie psichiche, tendenze psicopatiche, psicosi o isterie collettive, ecc. 

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·  31. Chi ha la specifica competenza di valutare le presunte apparizioni mariane?

La prima competenza spetta all’ordinario. Le Conferenze episcopali regionali o nazionali possono però intervenire se interpellate dall’ordinario o, sempre previo consenso del vescovo locale, se i fenomeni hanno rilevanza regionale o nazionale. A questo si aggiunge che la Sede apostolica può intervenire su richiesta del vescovo locale o su richiesta di un gruppo qualificato di fedeli o in ragione della giurisdizione universale del Sommo Pontefice. In questo caso la Congregazione per la dottrina della fede vigila affinché  non ci siano ragioni sospette dietro, come quella di costringere l’ordinario a mutare sue legittime decisioni o approvare qualche gruppo settario.

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·  32. Cosa è il Messaggio di Fatima?

Il Messaggio di Fatima è l'insieme di una serie di predizioni, richieste, avvertimenti e promesse riguardanti la Fede, la Chiesa e il Mondo, trasmessi dalla Beata Vergine ai tre pastorelli Lucia Dos Santos, Jacinta e Francisco Marto in una serie di apparizioni avvenute in Portogallo a Fatima in località Cova da Iria, dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917.

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·  33. E' necessario conoscere la Madonna?

La Madonna occupa un posto di primo piano non solo nella storia della salvezza del genere umano, ma anche nella vita spirituale di ogni cristiano. Per questo è utile, anzi dovero­so e necessario conoscere profondamente la sua sublime mis­sione, i suoi grandi privilegi e il mistero della sua vita. La conoscenza di Maria serve a far conoscere meglio Gesù. Più si conosce la Madonna, meglio si comprende e si ama Gesù.


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·  34. A quale sublime missione fu prescelta Maria da Dio?

Maria fu prescelta da Dio, fra tutte le donne, a compiere l'incomparabile missione di Madre del Messia-Salvatore e Madre universale di tutte le creature. Dio preparò la Vergine Maria a questa grande missione ar­ricchendola di grazie elettissime e privilegi singolari che fanno di Lei la Creatura più eccelsa, il Capolavoro più bello, dopo Gesù, compiuto da Dio.


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·  35. Quale profondo significato nasconde il saluto dell'Angelo?

Il saluto dell'Angelo mette in luce la sublime santità di Maria. Il messaggero celeste non la chiamò per nome, ma usò una frase singolare: « Ti saluto, o piena di grazia. Il Signore è con Te ». Queste parole sono per Maria l'elogio più grande. Esse significano che la Vergine possedeva in sommo grado la grazia soprannaturale, cioè era piena di quel dono che ci fa « parte­cipi della stessa natura divina » (2 Pt 1, 4). In quanto « piena di grazia », la Madonna era tutta di Dio. « Ella fu sempre con Dio - scrive san Lorenzo da Brin­disi - cosa che di nessun'altra creatura si può dire. Iddio fu con Maria al principio nella Concezione, perchè fosse concepita Immacolata, nella vita, per arricchirla sempre di nuovi tesori, alla fine nell'Assunzione, per liberarla dalla morte e trasferirla in cielo » (cfr. Mariale, pp. 215-6).


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·  36. Con quali parole di saluto la Madon­na fu accolta da Santa Elisabetta?

Le parole che Santa Elisabetta rivolse alla Madonna non contengono un semplice saluto, ma hanno un valore soprannatu­rale, perché ispirate da Dio stesso. In quel momento, per divina ispirazione, Santa Elisabetta, avendo conosciuto i misteri di grazia che l'onnipotenza divina aveva operato in Maria, mossa dallo Spirito Santo, così salutò la sua giovane parente: « Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?... E beata colei che ha creduto nell'adem­pimento delle parole del Signore » (Lc 1, 43-46). Per la prima volta nella storia, la Madonna viene chiamata « Madre del Signore » e proclamata « beata » per la sua fede.

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·  37. La verginità della Madonna è una ve­rità di fede da credersi?

La verginità della Madonna è una verità di fede più volte definita dalla Chiesa. Nel Concilio Generale di Costantinopoli e nella Costituzione « Cum quorundam » di Papa Paolo IV (7 agosto 1555) fu dichiarato espressamente che l'Immacolata Ma­dre di Dio fu Vergine prima, durante e dopo il parto. Il brano classico che prova tale verità lo troviamo nella definizione infallibile del Concilio Romano (anno 649), nella quale si legge che « la Madre di Dio fu sempre Vergine, ha con­cepito senza seme per opera dello Spirito Santo, ha generato senza corruzione, permanendo indissolubile anche dopo il parto la sua verginità ».


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·  38. In quale senso la Vergine viene det­ta vera Madre di Dio?

Maria Santissima viene detta vera Madre di Dio « non già perché sia Madre della divinità, ma perché è Madre, secondo l'umanità, di una Persona che aveva ad un tempo e l'umanità e la divinità » (S. Tom. 3, q. 35, a. 4 ad 2).  La Madonna non fu Madre solo dell'umanità di Gesù, ma generò una Persona in cui erano presenti natura umana e natura divina. Ne segue che la Madonna generò non un semplice uomo, ma Colui che era Dio. La Vergine Santissima dunque è vera Madre di Dio.


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·  39. Come si può dimostrare il mistero della Divina Maternità di Maria San­tissima?

Il mistero della divina maternità della Madonna, poiché non è una verità di ordine naturale, può essere spiegato solo dal­la Rivelazione divina, cioè, dalla Sacra Scrittura, dalla Tradi­zione e dal Magistero della Chiesa. La Sacra Scrittura dichiara espressamente che la Vergine è vera Madre di Dio nel Vangelo di San Luca: l'Angelo disse a Maria « Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chia­merai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo » (1, 31-2). Ancora più esplicita l'affermazione di Santa Elisabetta: « A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? » (Lc 1, 43). Con queste parole Santa Elisabetta proclama aper­tamente la Madonna Madre di Dio (cfr. Gal. 4, 4).


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·  40. La Divina Maternità di Maria Santis­sima è una verità definita solenne­mente dalla Chiesa?

La Divina Maternità di Maria Santissima è una verità defi­nita diverse volte, in forma solenne e infallibile, dal Magistero della Chiesa. La prima volta nel Concilio di Efeso del 431, i duecento Vescovi, condannando gli errori di Nestorio, dichiararono: « se qualcuno non riconosce essere l'Emanuele vero Dio e -conse­guentemente la Santa Vergine Genitrice di Dio, sia scomunica­to » (Denz. 252). Successivamente il Concilio di Calcedonia e di Costanti­nopoli affermarono espressamente la stessa verità (Denz. 301). Infine nel III Concilio di Costantinopoli fu definito nuova­mente che « Maria è in senso vero e proprio veramente Geni­trice di Dio » (Denz. 555).


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·  41. In che cosa consiste il privilegio del­l'Assunzione di Maria al cielo?

Il privilegio dell'Assunzione di Maria Santissima al cielo consiste in una eccezione unica fatta in favore della Vergine Santa dall'onnipotenza divina, alla legge comune di tutti gli uomini. Questo privilegio comprende:
- la preservazione del corpo verginale della Madonna dalla corruzione del sepolcro;
- la risurrezione, dopo la morte, non solo dell'anima ma anche del corpo di Maria Santissima;
- il trasferimento o assunzione, per virtù divina, del suo corpo glorioso dalla terra al cielo.


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·  42. La Madonna è vera Mediatrice?

Anche se la mediazione della Madonna è subordinata a quella di Gesù, tuttavia la Vergine Maria è vera Mediatrice per volere di Dio. Ella, più di ogni altra creatura, ha coope­rato a riconciliare l'uomo con Dio. In quanto vera Madre di Dio, la Madonna donò al Verbo divino la natura umana e al­l'uomo la divinità attraverso Gesù. Inoltre con il suo libero consenso all'annuncio dell'Angelo, rese possibile la riconciliazione fra Dio e il genere umano operata da Gesù mediante la Redenzione.
·  43. Come mai non parla di Medjugorje e ne fa conoscere i messaggi?

Questo è un portale di Mariologia, in cui si affrontano tutte le tematiche che riguardano la Vergine, per offrire ai visitatori un'informazione quanto più completa e coerente possibile, al fine di stimolare un loro rapporto più personale con Lei, teologicamente ed ecclesiologicamente fondato, solido e sicuro. Le apparizioni sono una parte importante di questo discorso molto più vasto su Maria e le trattiamo spiegandone la valenza ecclesiale e socio - antropologica e delucidandone la natura teologica, il valore e i limiti, per una migliore comprensione e corretta accettazione di esse. Nell'approfondire, pertanto,  alcune apparizioni, ci soffermiamo, per principio, soltanto su quelle ufficialmente riconosciute dalla Chiesa.  

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·  44. Perché si dice che Maria è Regina?

La tradizione cristiana attribuisce a Maria il titolo di Regina, almeno a partire dal IV secolo. A poco a poco, esso entra nella preghiera del popolo cristiano e si esprime con le preghiere: Salve Regina, Regina coeli, Ave Regina coelorum, nel 5° mistero glorioso del Rosario, nelle litanie lauretane (regina degli Angeli, dei Patriarchi...). Nel 1954 Pio XII istituendo la festa di Maria Regina e pubblicando l'enciclica Ad coeli Reginam (11.10.1954) afferma chiaramente che «non si tratta di una nuova verità proposta al popolo cristiano», perché «il fondamento e le ragioni della dignità regale di Maria, abbondantemente espresse in ogni età, si trovano nei documenti antichi della chiesa e nei libri della sacra liturgia» (Prologo). L’Angelo Gabriele ha detto a Maria che il Figlio che sarebbe nato da Lei avrebbe regnato eternamente nella casa di Giacobbe (Lc 1,32) ed Elisabetta si inchina davanti a Maria chiamandola "Madre del mio Signore" (Lc 1,43). Da queste parole emerge che la Madre del Signore ha “una certa elevatezza e preminenza” (Pio XII). Le ragioni teologiche che suffragano la regalità di Maria si riducono sostanzialmente a due.
1. Maria è Madre di Dio. Pio XII afferma che «l'argomento principale, su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità. Nelle s. Scritture infatti, del Figlio, che sarà partorito dalla Vergine, si afferma: "Sarà chiamato Figlio dell'Altissimo ed il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà nella casa di Giacobbe eternamente ed il suo regno non avrà fine" (Lc 1,32.33); e inoltre Maria è proclamata "madre del Signore" (Lc 1,43). Ne segue logicamente che ella stessa è regina, avendo dato la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose, per l'unione ipostatica della natura umana col Verbo» (par. III).
2. Maria è socia del Redentore Dice Pio XII: «Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare, che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna» (par. III). Maria, in quanto nuova Eva, fu associata al nuovo Adamo (Cristo) nella redenzione del genere umano. “Se Cristo ha fatto miracoli per mezzo dell'umanità che ha assunto, se si serve dei sacramenti e dei suoi santi come di strumenti per la salvezza delle anime, perché non può servirsi dell'ufficio e dell'opera della Madre sua santissima per distribuire a noi i frutti della redenzione?” (par. III).
Inoltre vi sono vari passi biblici che fanno capire come questo titolo convenga in maniera eccellentissima a Maria. Se San Paolo ha garantito per noi: “Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo” (2 Tm 2,12), come possiamo dubitare che questo sia avvenuto per Maria? Questa verità appare anche dalle parole di Gesù: “Voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele» (Mt 19,28) e “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele” (Lc 22,28-30). C’è poi la testimonianza dell'Apocalisse, dove Gesù risorto dice all'angelo della chiesa di Laodicea: “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono” (Ap 3,20-21).
Il titolo di Regina ha, quindi, fondamenti biblici convincenti. Quello che è avvenuto per Lei, è garanzia che avverrà anche per noi, perché Cristo è fedele alle sue promesse. L’antichissima devozione del popolo cristiano verso Maria Regina manifesta che lo Spirito Santo ha voluto guidare la Chiesa in questa direzione. Pio XII ha ratificato questo convincimento e ha decretato ufficialmente il titolo di Regina e ne ha istituito la festa, che liturgicamente si celebra il 22 agosto, nell’ottava dell’Assunzione di Maria al cielo. L'Assunzione inaugura per Maria l'esercizio pieno ed effettivo della sua funzione regale. A partire da quel giorno, l'umanità della S. Vergine è pienamente invasa dalla gloria del Figlio risorto. Maria, che ha portato nel cuore e nel grembo il Re dei re, adesso siede come Regina alla sua destra (Sal 44,10).

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·  45. Qual è il significato del titolo Nostra Signora del Sacro Cuore?

Questa devozione, che raffigura la Vergine con il Bambino benedicente che porta un piccolo cuore sul petto, fu ideata e propagata da P. Giulio Chevalier (1824-1907), fondatore dei Missionari del Sacro Cuore che, nel Maggio del 1857, invita i confratelli della nuova Congregazione ad onorare Maria con il titolo di NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE!” e diffonderne la devozione. Nel 1866 egli inizia anche la pubblicazione degli “Annali di Nostra Signora del Sacro Cuore", che ancora oggi confermano e diffondono questa devozione.  Nel pensiero del P. Chevalier, quest'immagine simboleggiava, in maniera plastica e visibile, il potere ineffabile che Maria ha sul Cuore di Gesù. Gesù pare che dica: "Se volete le grazie di cui il mio Cuore è la sorgente, rivolgetevi a mia Madre, essa ne è la tesoriera". Nel 1878, i Missionari del S. Cuore, richiesti anche da Leone XIII, acquistarono e riaprirono al culto la chiesa di S. Giacomo in Piazza Navona a Roma, e ne fecero il Santuario di Nostra Signora del S. Cuore, ancora oggi molto caro alla devozione popolare.

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·  46. Perchè la Chiesa non si pronuncia su Medjugorje?

La Commissione Pontificia istituita da Papa Benedetto XVI, ha lavorato con molto rigore per quasi 4 anni consegnando al cardinale prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede i risultati dell’indagine. Ora spetta ad essa e al Santo Padre prendere una decisione o non decisione sul merito! Bisogna attendere fiduciosi! Il caso è complesso ed è ancora in itinere. La Chiesa sa quello che fa!

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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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