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ALLEGRA GABRIELE MARIA



Frate minore francescano, missionario in Cina e traduttore della Bibbia in quella lingua, beatificato il 29 settembre 2012.

1. Cenni biografici, missione e processo di beatificazione
a) P. Allegra nacque il 26/12/1907 a S. Giovanni La Punta, in provincia di Catania, da Rosario e Giovanna Guglielmino, due santi genitori che il P. Gabriele amava invocare quando recitava le litanie dei santi. Al battesimo gli furono imposti i nomi Giovanni – Stefano. Entrato nel seminario francescano di S. Biagio ad Arcireale nel 1918, il 13 dicembre 1923 iniziò il suo noviziato, prendendo il nome di Fr. Gabriele Maria, e dopo aver emesso i voti semplici e fatti gli studi liceali, dove veniva già da tutti segnalato per la sua profonda pietà eucaristica e mariana, per la sua intelligenza e cultura, per la sua vita esemplare di religioso francescano, nel settembre del 1926 andò a Roma nel Collegio Missionario di S. Antonio, per prepararsi alla vita missionaria in Cina. Entrato definitivamente nell’Ordine Francescano con la professione dei voti solenni il 25 luglio 1929 viene ordinato sacerdote il 20 luglio 1930.
b) Il 31 maggio 1931 salpa da Brindisi per la lontana Cina. Il 3 luglio sbarca a Shangai e il 20 luglio, proprio nel primo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, arriva alla missione di Heng-Yang nel Hu-nan, dove da appena 31 anni era stato martirizzato il B. Cesidio Giacomantonio, O.F.M., e inizia lo studio della lingua cinese e il suo apostolato missionario. Nel 1932 viene eletto rettore del seminario minore di Heng-Yang. La sua fragile salute non resiste all’impegno dello studio della lingua e della letteratura cinese, alla vita di seminario e di apostolato, allo sforzo per la traduzione della S.Bibbia in cinese, che aveva ormai iniziato da tempo con un rigido orario che l’impegnava tutto il giorno e gran parte della notte, e nel maggio del 1939 è costretto ad imbarcarsi a Shangai per ritornare in Italia a riacquistare le forze perdute. Termina così il primo periodo della vita missionaria del Padre Gabriele Allegra in Cina, dove era ammirato e stimato da tutti: missionari, seminaristi, cattolici e dagli stessi pagani che nel Padre Gabriele vedevano una spiccata bontà, una vita di sacrificio votata solo alla gloria di Dio ed al bene delle anime, una pietà sentita e adornata dalle più caratteristiche virtù francescane. Le cure premurose dei famigliari e dei confratelli in breve tempo lo fecero completamente guarire e già nel novembre 1940 sarà di nuovo pronto a ripartire per la Cina. Non potrà però ritornare alla sua cara missione di Heng-Yang, che non rivedrà mai più, ma dovrà andare a Pechino, dove più facilmente avrebbe potuto realizzare il suo sogno, che era anche lo scopo principale della sua vita missionaria: la traduzione in cinese della Bibbia dai testi originali. Date le circostanze della guerra, solo nell’aprile del 1941 potrà arrivare a Pechino dopo un lungo viaggio, pieno di tante peripezie, via Lisbona, USA, Giappone e Shangai. Dal 1941 al 1948 sarà a Pechino, dove, oltre che attendere alla conoscenza sempre più profonda della cultura cinese, ad accostarne i personaggi più qualificati e a seguitare la traduzione della S. Bibbia, avrà i famosi colloquio con P. Teilhard de Chardin S.J., e svolgerà un fruttuoso apostolato tra gli italiani di Pechino e di Tientsin, che gli attirerà l’amore e la stima di tutti. Il 2 agosto 1945, festa di S. Maria degli Angeli, si realizzerà quello che era sempre stata una sua grande aspirazione: verrà ufficialmente inaugurato lo Studio Biblico Francescano, che verrà posto sotto la speciale protezione dell’Immacolata e del Ven.le Giovanni Duns Scoto, che il P. Gabriele ha sempre ammirato e amato sopra tutti gli altri teologi, per le sue intuizioni cristocentriche e mariane. Nell’agosto del 1948, causa la guerra che ormai si avvicinava alle porte di Pechino, lo Studio Biblico viene trasferito ad Hong-Kong dove, nell’autunno vi andrà anche il P. Gabriele. Con intuizione profetica sul lavoro missionario, aggiornato ai nostri tempi, il P. Gabriele Allegra aveva da anni anche lavorato perché venisse istituito lo Studio Sociologico di Singapore e dal 1960 al 1963 sarà proprio lui chiamato a fondare ed a dirigere nei suoi primi passi questo Studio Sociologico di Singapore, che avrebbe dovuto una nuova era nell’azione missionaria moderna. Ritornato da Singapore ad Hong-Kong, termina con i suoi collaboratori la sua opera monumentale: la traduzione della Bibbia dai testi originali e nel 1975 termina pure il Dizionario Biblico cinese e così, possiamo dire, la sua missione ed il suo impegno con il popolo e la Chiesa cinese.
c) P. Allegra muore a Hong Kong il 26 gennaio 1976. Le sue spoglie riposano ad Acireale, nella Chiesa di San Biagio. Nel 1984 il vescovo di Hong Kong John Wu promosse la causa di beatificazione. Nel 1994, conclusasi positivamente la fase diocesana del processo di beatificazione, con il riconoscimento delle sue virtù eroiche, è stato proclamato venerabile. Il 23 aprile 2002, alla presenza di Giovanni Paolo II, è stato promulgato il decreto riguardante un miracolo attribuito all'intercessione di Gabriele Maria Allegra. Il 29 settembre 2012 è stato beatificato nella cattedrale di Acireale, in Sicilia dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto delle “Cause dei Santi”, per volontà di Papa Benedetto XVI. In occasione della beatificazione, è stato composto un Inno per coro e organo, dal titolo Inno al Beato Gabriele, con testo di Orazio Greco e musica di Antonio Macrì. Negli anni '90 Allegra restituisce la voce ad una donna di San Giovanni la Punta, le cui prime parole furono "Ti Ringrazie Allegre".

2. La tenera devozione di P. Allegra a Maria
a)
Era nota a tutti la tenerissima devozione di P. Allegra alla Madonna, sopratutto sotto i titoli di  Addolorata ed Immacolata. Non lasciava mai occasione per farla amare ed onorare, diffondendo specialmente il grande movimento mariano: la “Guardia d’Onore del Cuore Immacolato di Maria”, per cui aveva anche scritto l’aureo libretto “Il Cuore Immacolato di Maria, via a Dio”. Il P. Gabriele ha dimorato tante volte nella Casa Esercizi San Giuseppe Valdragone, quando ritornava dalla Cina. In questo luogo vengono conservati i suoi libri, la sua camera, i suoi vestiti, il crocifisso e l’immagine della Madonna che venerava con tanto amore. Era suo desiderio terminare i suoi giorni all’ombra del grande Santuario mariano Cuore Immacolato di Maria di S. Marino, amministrando per la salvezza delle anime il sacramento della confessione e per “predicare il Vangelo sotto lo sguardo della Madonna a folle di uomini che, traditi e vessati dall’uomo, cercano un cuore di Madre, cercano la verità e la carità di Gesù, figlio di Maria”, ma il Signore aveva stabilito diversamente. Come S. Francesco amava i poveri, i diseredati, i lebbrosi con i quali amava passare il Natale e la Pasqua. La sua profonda umiltà e la sua mitezza gli attirava la benevolenza e la simpatia di tutti. Nel giorno della sua professione solenne aveva così pregato la Madonna: “Ti domando, o Maria, o dolce mamma, la grazia del martirio, di essere umile e obbediente di vivere da vero francescano, ignoto e sulla croce”. Sarà proprio questo il programma della sua vita che lo farà un vero francescano.
b) Nel suo totale e filiale affidamento a Maria, sta il segreto della santa vita di P. Allegra. Si rivolgeva a Maria con queste parole "Eccomi, o Madre di Misericordia, ai tuoi piedi…io sono un peccatore insolvibile, sono fango, ma voglio diventare luce! Ed ecco Maria mi addita il suo Cuore, arca di rifugio, sorgente di luce, forza e grazia. Niente potrà più sgomentarmi, perché il Cuore di Maria è il mio riparo sicuro, in Esso io trovo la vita, da Esso attingo la forza per vivere secondo il Vangelo. Esso è luce, l’amabile luce che illumina il sentiero che devo percorrere per giungere alla casa del Padre. Non solo: Esso è ancora una sorgente di inesauribile gioia e la gioia è mezza santità. Piango, sì, le mie colpe e i miei delitti passati, ma questo pianto è accompagnato da una dolce soprannaturale letizia. Rimango attonito per tanta amorosa compassione e piango per i molti anni e le molte grazie sciupate, ma piango soprattutto perché so di essere amato e di amare, e perché sento con ferma speranza che amerò per tutta l’eternità". P. Allegra era convinto che la Madre Celeste ci attira al suo Cuore Immacolato, ci benedice, ci consola, piange di gioia con noi. Niente è impossibile a chi confida in Maria, a chi si riposa sul Cuore Immacolato. La Madonna ci comunica i sentimenti del Cuore di Gesù e del suo Cuore Immacolato per cui, senza accorgercene, ci si accosta alla Mensa Eucaristica, imitandola quando teneva in braccio o sul petto il Bambino Gesù o quando riceveva la Comunione dalle mani di San Giovanni; e si celebra o si assiste al Sacrificio della Messa imitando la Madre Santa, quando sul Calvario si offriva vittima con la divina Vittima. A tale scuola di Maria si impara a conoscere davvero Gesù e lo Spirito di Gesù e Lei medesima: l’Immacolata Madre, il mistero della Chiesa, della comunione dei Santi e la grandezza dello Sposo verginale di Maria nonché capo della Sacra Famiglia: San Giuseppe. Gesù nascosto sorpassa tutto e tutti nel rivelarci sua Madre, e l’Immacolato Cuore di Maria sorpassa tutto e tutti nel rivelarci Gesù. Per questo affermava: "Amare Gesù col Cuore dell’Immacolata e amare l’Immacolata col Cuore di Gesù!"

3. Il Cuore Immacolato di Maria, via a Dio
P. Allegra era un innamorato e un apostolo della devozione al Cuore Immacolato di Maria. Tutta la dottrina del Beato Allegra sulla devozione al Cuore Immacolato è racchiusa in un prezioso testo “Il Cuore Immacolato di Maria, via a Dio”, nel quale egli indica i fondamenti dottrinali di questo culto e il suo incisivo contributo nella santificazione delle anime. Partendo dal fondamento che il culto alla Madonna, inteso come devozione amorosa e filiale alla Madre del Signore, è antico quanto la Chiesa, e che ha portato al sorgere di numerose feste mariane, il Beato Allegra conclude che ultima in ordine di tempo è la festa del Cuore Immacolato di Maria che, come quella antichissima della Madre di Dio, comprende tutto il mistero di Maria e cioè l’amore di Maria per il Dio vivente, per il Verbo Incarnato, suo Figlio, lo Spirito Santo e l’amore di Maria per i membri del Corpo Mistico, siano essi ancora peregrinanti sulla terra o nel Purgatorio. Il Cuore Immacolato, afferma Padre Allegra, ci si rivela somigliante, quanto è possibile a una pura creatura, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, tanto che santa Gertrude esclamava: «Oh! Giglio sempre splendente della Santissima Trinità». Egli riferendosi ad una visione della stessa Santa in cui essa vide come un fiume diviso in tre corsi d’acqua, che con soave impeto scendeva nel Cuore di Maria e di là se ne tornava all’eterna fontana, spiega: «Se contempliamo in Dio il gran mistero di pietà da Lui operato tra gli uomini allora è evidente che tutto viene dal Padre, per il Figlio, nello Spirito Santo e nel Cuore della Madre Maria: A Patre, per Filium, in Sancto Spiritu et in Corde Matris. Se poi ci fermiamo a contemplare la via dell’amore che conduce sino al seno del Padre, allora noi sentiamo e crediamo che le tappe di questo cammino [...] si debbano esprimere così: nel Cuore della Madre Maria e nello Spirito Santo, per mezzo del Figlio, al Padre: in Corde Matris et in Spiritu Sancto, per Filium ad Patrem». Maria è la Figlia diletta del Padre che a Lei affidò il suo Tesoro, il suo Unigenito; è la Madre degnissima di Gesù al cui Cuore il suo è somigliantissimo, tanto da formarne uno solo; è Sposa purissima e tempio dello Spirito Santo per il quale concepì il Figlio e le membra del suo Corpo Mistico e alla cui multiforme azione Ella è sempre associata. Scrive P. Allegra: «Dopo il Cuore di Gesù, il Cuore di Maria è il più pieno di carità di Dio e di tutti gli altri doni dello Spirito Santo», e rifacendosi a san Bonaventura afferma: «Lo Spirito Santo fece diventare il Cuore Immacolato della Madre di Dio fornace del suo amore e organo della sua meravigliosa operazione». Ora la Santissima Trinità arricchì in tal modo il Cuore di Maria, e lo rese lo scrigno preziosissimo di tutti i tesori della Grazia, perché Ella con Cuore di Madre operasse a favore dei suoi figli.

4. La "Via Matris", principio attivo di santificazione nella Chiesa
Nei riguardi della Chiesa il Cuore di Maria riflette e comunica con la tenerezza di una Madre la misericordia della augustissima Trinità. L’attività della Chiesa è come un’estensione dell’azione materna di Maria. Essa è presente misticamente nella Chiesa, in mezzo ai suoi Figli, perché l’amante sta dov’è l’amato, e la Chiesa è il suo Gesù. Essa non solo allieta i beati in Cielo, non solo consola i suoi figli che si purificano nella fiamme del Purgatorio, ma assiste pure, protegge, benedice, sorregge, attende e consola i suoi figli che peregrinano ancora verso la casa del Padre, intervenendo attivamente nella loro santificazione. Nei riguardi dei singoli membri del Corpo Mistico l’azione di Maria, si differenzia in molte guise secondo i loro bisogni, le loro difficoltà, le loro condizioni spirituali, la loro specifica vocazione. Il Cuore della Madre li accompagna e assiste in tutte le tappe della loro vita spirituale. Essa è la Vergine purificatrice per gli incipienti che si dibattono ancora contro le catene dei vizi e del peccato, ai quali addita il suo Cuore misericordioso, arca di rifugio, sorgente di luce, di forza, di grazia in cui niente potrà più sgomentarli: «Il mio Cuore Immacolato sarà per voi la via che vi condurrà a Dio». Maria è la Vergine illuminatrice per i proficienti che cercano con umile ardore la faccia del Signore, a questi Ella comunica i sentimenti del Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato e li guida a conformarsi a Cristo con la pratica delle sue virtù, rivela loro l’amore eroico di Gesù e il suo per la Volontà del Padre, insegna loro cosa significhi amare con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze e che senza un tale amore serio e generoso è impossibile conformarsi a Gesù. «Per il devoto del Cuore Immacolato – conclude Padre Allegra – la vita cristiana è un’ardua milizia: o reprobi o eroi!». Il Cuore di Maria, è il Tempio dello Spirito Santo, la fornace quindi del divino Amore, dunque chi le è vicino è accanto al fuoco e quindi scorge le proprie miserie e peccati e al tempo stesso è come abbagliato dalla nivea purezza, dall’umiltà abissale, dalla carità quasi infinita del Cuore Immacolato di Maria. Ella è la Vergine perfezionatrice, Virgo perfectrix, come la chiama san Bonaventura, per le anime generose, perché Essa fa crescere i suoi figli sino alla pienezza dell’età in Cristo, mediante la sua onnipotente intercessione, mediante il fascino, l’attrazione irresistibile del suo Cuore, e specialmente mediante la comunicazione dei doni del Paraclito, fino a che per tali anime ormai il vivere è Cristo. Nella via illuminativa l’anima ha imparato a vivere con Maria, ora in questo grado essa vive in Maria, cioè nel suo Cuore, il Paradiso della Santissima Trinità. Anzi per molti l’unione suprema con Dio avviene nel Cuore Immacolato di Maria, dove essi ormai da lungo tempo vivono e dove trovano sempre vivente Gesù. L’anima ormai non si sforza più di imitare le di Lei virtù, come dal di fuori, ma lo fa dal di dentro, in una maniera spontanea e connaturale, in quanto sente e ama Maria, cioè sente di partecipare alle virtù e all’amore del suo Cuore Immacolato. L’anima ama Gesù col Cuore di Maria e in questo Cuore si trasforma in Lui praticando specialmente quelle virtù del Cuore Immacolato che rapirono e rapiscono il Cuore di Dio: la purezza, l’umiltà, la fiducia, la carità. A queste anime Maria comunica parte della sua sapienza, affinché confutando gli errori proclamino la verità, comunica parte della sua forza affinché rimangano fedeli, impavide in mezzo alle persecuzioni più atroci. In tal guisa il Cuore di Maria prepara gli apostoli degli ultimi tempi, dei quali parla sovente, illuminato, san Luigi M. Grignion di Montfort e dei quali ai nostri tempi abbiamo avuto un esempio vivo in san Massimiliano M. Kolbe.

5. La "Via filiorum", come risposta delle anime all'azione di Maria
A questa Via Matris che è l’azione del Cuore Immacolato di Maria a favore delle anime, corrisponde la Via filiorum che in altre parole è la filiale corrispondenza delle anime all’azione della Madre, che il Beato Allegra compendia nei doveri e impegni della Guardia d’Onore che come viene descritto nel Breve apostolico di Sua Santità Pio XII, dato il 17 dicembre 1951, consistono: «[...] secondo l’esempio delle celesti schiere, nel promuovere fervorosamente l’onore del Cuore Immacolato della Madre di Dio, venerando e imitando le sue virtù ed espiando qualsivoglia iniquità che offenda la bellezza del Corpo Mistico di Cristo». Quindi si tratta di:
- amare e venerare Maria: la consacrazione;
- espiare e riparare;
-  lavorare con Maria alla salvezza delle anime;
- l’ora di guardia.
Riguardo alla consacrazione scrive il Padre Allegra: «Vorrei spiegare la consacrazione, non con un linguaggio e argomenti teologici, ma con parole semplici e devote. San Paolo insegna tante volte che è dovere dei cristiani di imitare il Signore Gesù, di sentire nel nostro cuore quanto sentiva il Cuore di Gesù. [...]. Io sostengo che dalla contemplazione del mistero dell’Incarnazione, di Betlemme e di Nazareth nasce quella luce che illumina sulla natura della nostra consacrazione a Maria, la quale consiste precisamente nel voler dipendere da Lei, come da Lei volle dipendere il Bambino Gesù. [...]. Tale consacrazione significa imitazione di Gesù, significa mettere in pratica le sue parole: “Imparate da me... fate come io ho fatto...”» e ancora: «L’espressione consacrazione al Cuore Immacolato di Maria indica soltanto più chiaramente e più soavemente la “fornace ardente di amore per Dio e per gli uomini, che è il Cuore di Maria” ed il fascino celeste che incanta l’anima consacrata, cui ricorda ogni momento: Sii per la Madre un altro Gesù!». In tale luce il Padre Allegra spiega la frase che la Madonna disse a Lucia di Fatima: «Il mio Cuore Immacolato sarà per voi la via che vi condurrà a Dio», con un’altra frase che contiene un trattato di teologia spirituale: «Gesù Bambino guardava negli occhi la sua Madre Immacolata, leggeva in essi la volontà del Padre e la compiva». Quindi l’essenza della consacrazione è guardare bene, attentamente, sempre alla Madre Immacolata, il solo suo sguardo ci dirà i suoi desideri, ci aiuterà a metterli in pratica e così compiere generosamente e lietamente la Volontà di Dio, ci porterà a Dio. Così faceva Gesù, così faceva san Giovanni, così faceva san Francesco, san Massimiliano, santa Teresina... Il consacrato al Cuore Immacolato di Maria rispondendo all’appello rivolto dalla Madonna ai tre Pastorelli a Fatima: «Volete voi soffrire per la conversione dei peccatori e fare ammenda per tutte le bestemmie e i peccati, che si commettono contro il mio Cuore Immacolato?», è chiamato a riparare ed espiare, lavorando con la Corredentrice per la salvezza delle anime e per sostenere la Santa Madre Chiesa. Infine, il consacrato al Cuore Immacolato di Maria, sente il bisogno costante di vivere in intimità con la Madre celeste trascorrendo almeno un po’ del suo tempo (secondo lo statuto della Guardia d’Onore è almeno un’ora al giorno) ai piedi dell’augusta Regina in un dialogo d’amore, per consolare il suo Cuore e attingere da esso le ricchezze di Cristo da distribuire ai fratelli. «La fedeltà all’ora di guardia giornaliera – conclude il Beato Allegra – possa farci vivere tutta la nostra vita nel Cuore Immacolato della nostra Immacolata Madre, per la gloria di Gesù, ben certi che un giorno monteremo la guardia davanti alla nostra Madre in cielo».

4. Pensieri mariani dagli scritti del Beato Allegra
- Sento che la Madonna dolcemente dirige la barchetta dell’anima mia verso il mio sogno, per vie sconosciutissime e impreviste. A me non resta che abbandonarmi a lei.
- Per me la vita spirituale è la cosa più semplice: consiste solo nel vivere con la Madonna, come Gesù Amore.
- Ti domando o Maria, o dolce mamma: la grazia del martirio, di essere umile e obbediente e di vivere da vero francescano ignorato e sulla croce.
- Quando ho bisogno proprio del suo intervento, le dico: Mamma, cominciamo! Ovvero: io comincio nel tuo nome, sta a te di fare il resto! E se sapesse quanto sono audaci le mie speranze! Le dico: Mamma, per quest’anno ho bisogno di tanta carta, di tanti soldi, di tanti volumi … e tutto arriva.
- Sì, io tocco con mano l’aiuto della Madonna.
- La sede della sapienza (Maria) mi sta sempre davanti e alla sua soave presenza io scrivo.
- Mi pare di aver trovato nel Cuore Immacolato di Maria tutte le grandezze, le perfezioni, la missione, il mistero, anzi tutti i misteri mariani.
- Quando sono stanco vado in chiesa a visitare il Sacramento e a leggere qualche libro sulla Madonna: mi passa subito la stanchezza.
- In tutti i vostri bisogni, angustie, perplessità ricorrete a questa buona Madre, che vi dice, come al contadino di Guadalupe ‘Venite a me, che sono sempre la vostra madre pietosa.
- Ti domando o Maria, o dolce mamma: la grazia del martirio, di essere umile e obbediente e di vivere da vero francescano, ignorato e sulla croce.
- Per opera dello Spirito Santo l’Immacolata Maria, concepì, generò Gesù, nostro Capo; per Esso Maria genera i membri del suo Mistico Corpo. Noi tutti fummo da Lei, nello Spirito Santo, gestati e partoriti alla vita eterna. Noi tutti Essa nutre, educa, forma affinché diventiamo immagini viventi del suo primogenito Gesù.
- Nella Madonna si trova la pienezza di vita e di verità per tutti e chiunque aneli alla vita e alla verità, accostandosi a Lei sarà saziato.
- Dobbiamo lavorare in Maria e per Maria, cioè vivendo nel suo Cuore e consacrati al suo Cuore, ché così non peccheremo; dobbiamo predicarla, farla conoscere e farla amare, ché così otterremo la vita eterna!
- Il Crocifisso e l’Addolorata sono davvero la nostra indescrivibile, infinita ricchezza, la nostra ineffabile letizia, la ragione di tutta la nostra speranza, la sorgente indefettibile della carità.
- Dio ha donato al mondo la sua infinita misericordia dandoci il Figlio suo Gesù per mezzo di Maria e continua ad effondere su di noi i doni del suo amore onnipotente per mezzo del Cuore materno e Immacolato di Maria.
- La Madonna ci concede i beni temporali in quanto per essi possiamo raggiungere quelli eterni; ce li nega in quanto essi ci sono d’ostacolo al conseguimento di quelli, ovvero perché essi ben sovente ci impediscono di assomigliarci più perfettamente, più completamente a Gesù.
- La Mamma di Gesù è la madre nostra e noi, ci pensiamo o no, siamo suoi figli.
- La Mamma celeste si fida e vuol fidarsi sempre dei suoi figli.
- Anche il peccatore più disperato, se pensa di amare la Madonna, se comincia la sua nuova vita consacrandosi a Lei, anche lui può diventare un amante di Gesù e della Mamma sua come san Giovanni Evangelista o santa Maria Maddalena.
- La Mamma infonde nei nostri cuori lo spirito di un’umile e continua contrizione, ci conforta a sempre sperare, ci compatisce, ci consola, ci protegge, anzi si fida di noi.
- I peccati, di cui ci si pente, possono accrescere la nostra contrizione, la nostra umiltà, la nostra fiducia e quindi, alla scuola della Madre di misericordia, possono essere sfruttati vantaggiosamente nella via dell’amore.
- In qualunque stato l’anima si trovi, io credo che, volendosi dare a Dio e compiere davvero la sua volontà, la via più facile e più sicura sia quella di consacrarsi alla Madonna, al suo Immacolato Cuore.
- Consacrandoci a Lei noi Le facciamo donazione stabile di noi stessi e dei nostri beni, ci proponiamo di imitare e di rinnovare in noi la dipendenza di Gesù durante i nove mesi della sua gestazione, in quel secondo cielo che fu il seno dell’Immacolata, e durante la vita oscura e laboriosa di Nazareth.
- Consacrandoci alla Madonna noi vogliamo sentire nel nostro cuore quello che Gesù sentì nel suo quando, soprattutto nei misteri della sua Infanzia e della sua vita nascosta, volle sempre dipendere dalla sua Madre Immacolata.
- Ad imitazione di Gesù Bambino, bisogna dipendere ogni momento e in tutto dalla nostra santissima Madre Maria.
- Alla Madre si può dir tutto, alla Madre si può chiedere tutto. Si pososno raccontare a Lei le nostre miserie più umilianti e i nostri bisogni più stringenti. Possiamo intrattenerla sulla malattia di una persona cara e possiamo parlarle delle nozze di un fratello, di una sorella, dei figli.
- Il figlio che chiede alla Madre Celeste il dono dell’umiltà, la somiglianza col suo Cuore umilissimo, la fa sussultare di gioia! Giacché in questo modo noi Le permettiamo di renderci conformi più presto all’immagine del suo Primogenito, il Signore Gesù. Non si pensi che si possa lasciare il peccato, praticare la virtù, esercitare l’apostolato senza l’umiltà. Essa è la disposizione fondamentale del cuore dei veri figli di Dio.
- Nel Cuore di Maria c’è, vivente, Gesù.
- Come Gesù, Maria è dolce e umile di cuore. Dopo Gesù, è la più grande umile, e quindi la più intrepida figlia del Padre, la sua più zelante glorificatrice, la sua eterna lode di gloria.
- Che la Vergine umile ci faccia umili! E ricordiamoci che l’anima umile, è coraggiosa, intraprendente, forte, intrepida.
- La mediazione di Maria fa parte della mediazione di Gesù e, come questa, sgorga dall’amore infinito del Padre.
- L’azione santificatrice della Chiesa è la continuazione della materna mediazione di Maria.
- Gesù desidera che noi ci diamo a compatire la Madre Crocifissa. Per Essa penetreremo più presto e più facilmente nel mistero della Croce, per Essa parteciperemo più generosamente alla Passione di Gesù, anzi ci daremo a compiere nella nostra carne quanto manca alla passione di Cristo in favore del suo mistico corpo che è la Chiesa.
- O Madre dolcissima, tu ci cerchi instancabilmente, vorrei dire che ci insegui, con tutta l’amabile ed irresistibile forza del tuo materno amore!
- O anima che leggi, forse oggi la Mamma Addolorate aspetta da te la conversione, la tua capitolazione! Hai assaporato l’amarezza del peccato, la delusione dei beni e degli onori di quaggiù, l’avvilente fumo dell’orgoglio. Arrenditi davanti alla Mamma tua, cui tante volte hai trafitto il cuore con le tue colpe. Essa ti ha sempre atteso, ti ha tanto atteso! Valle incontro, che ti vuole perdonare, benedire, abbracciare; poi, quando l’ora tua sarà giunta, vuol condurti a Gesù e renderti partecipe della gloria del suo sempiterno Regno!

Bibliografia
LOPEZ M. E., La Via immacolata verso Dio. Secondo il Beato Gabriele Allegra, in Il settimanale di P. Pio, Numero 23 del 11 giugno 2017; BONO A., La Mediazione di Maria negli scritti di P. Gabriele Allegra, Tesi dottorale, Pontificia Università Marianum, Roma 1993; ALLEGRA G. M., Trahe nos Virgo Immaculata, in “Antonianum” 29, Roma, 1954; IDEM, Il Cuore Immacolato di Maria, via a Dio, a cura di padre Gabriele Anastasi, Edizioni Vice-Postulazione, Convento San Biagio, Acireale 1991; IDEM, Madre mia, fiducia mia!, Edizioni L’Addolorata, Mascalucia 1958; AA.VV., P. Allegra Gabriele. Una vita al servizio della Parola di Dio, Edizioni Crociata del Vangelo, Palermo 1978; ANASTASI L. M., Ho conosciuto un Santo. P. Gabriele Allegra, Edizioni. Vice-postulazione, Convento S. Biagio, Acireale (CT) 1988; IDEM, Profilo spirituale di P. Gabriele Allegra, Edizioni Vice-postulazione, Convento S.Biagio, Acireale (CT) 1988; BELLIA G., Dio ama la parola dell’uomo. La storia di P. Gabriele Allegra, scriba cristiano, Pozzo di Giacobbe, Trapani 2012; CARDAROPOLI G., P. Gabriele Allegra. Un francescano del secolo XX, Edizioni Porziuncola, Assisi 1996; OPPES S., Le memorie di Fra Gabriele M. Allegra ofm, il S. Girolamo della Cina, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005; CASTAGNA U. La Parola è seme. Vita di P.Gabriele M. Allegra, Francescano, Edizioni Porziuncola, Assisi 1997; CHIAVACCI L. - SANTI F.(a cura di), P. Gabriele M. Allegra scintille dantesche, antologia di diari, EDB, Bologna 2011; CONSOLI S., Un albero fruttifero e ben radicato. Il Beato Gabriele M. Allegra ofm, Edizioni Klimax, San Gregorio di Catania, 2012; DE MARCO V., Il beato padre Gabriele M. Allegra, Dall’Italia alla Cina, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2014; ZAVALLONI R., P. Gabriele Allegra ofm. Per un fronte cattolico in Asia, Vita e Pensiero, Milano 1961.






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