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ROBIN MARTHE



Mistica francese, fondatrice dei Focolari della Carità, dichiarata Venerabile da papa Francesco il 7 novembre 2014.

1. Cenni biografici e itinerario mistico
- 1902: il 13 marzo Marthe nasce a Châteauneuf-de-Galaure (Drôme), nel sud-est della Francia, sestogenita dei modesti contadini Joseph Robin e Amélie-Célestine Chosson. Il 5 aprile, viene battezzata a Saint-Bonnet-de-Galaure;
- 1912: fa la Prima Comunione;
- 1916: è obbligata a lasciare la scuola per aiutare in casa e nei campi la sua famiglia, come era consuetudine per le ragazze del suo livello sociale;
- 1918: colpita dalla spagnola, si ammala di encefalite letargica, una grave malattia neurologica che la lascia 27 mesi in coma e poi, nell'arco di un decennio, la porta ad essere paralizzata per tutta la vita;
- 1921: il 25 marzo, gode della prima apparizione della Vergine Maria. Desidera farsi carmelitana, ma le sue condizioni di salute non glielo consentono;
- 1925: il 15 ottobre, giorno in cui a Roma viene da papa Pio XI canonizzata Teresa di Lisieux, Marthe consacra la sua vita a Dio;
- 1926: le appare per tre volte la santa di Lisieux, preannunciandole la sua futura missione; 
- 1928: dal 25 marzo in poi e per oltre cinquanta anni fino alla morte, ormai quasi completamente paralizzata e non più in grado di assumere cibo o bevande, riceve soltanto la Santa Eucaristia, che le viene portata un paio di volte la settimana e che, secondo i racconti dei testimoni, non veniva ingerita ma spariva letteralmente a contatto con le sue labbra. Inoltre non dorme più e deve restare al buio in quanto ipersensibile alla luce. Nello stesso anno diviene terziaria francescana e vive la sua malattia come partecipazione alle sofferenze di Cristo;
- 1930: nel mese di settembre, ha l'apparizione di Gesù Cristo, che la coinvolge nella sua missione redentrice. A partire dallo stesso anno, dopo aver ricevuto le stigmate, ogni venerdì rivive anche fisicamente oltre che spiritualmente la Passione di Gesù;
- 1930/1981: dal suo letto di sofferenza, ricca del mistico dono di comprendere i cuori delle persone e la capacità di vedere al di fuori della sua stanza sia il presente che il futuro, Marthe diviene consigliera spirituale di tutti coloro che gielo chiedono. Da lei giungono personalità influenti della Francia come il generale De Gaulle, ma sopratutto cardinali, vescovi e religiosi in cerca di un consiglio. Ispirata durante le sue esperienze mistiche, con la collaborazione dell'abate Finet, sacerdote lionese, fonda i Focolari della Carità, associazione sul modello delle prime comunità cristiane, ed accompagna inoltre, in misura diversa, la costituzione di nuove comunità ed associazioni religiose quali la Comunità di San Giovanni, la Comunità dell'Emmanuele, la Comunità delle Beatitudini, la congregazione dei Frati Missionari delle Campagne, fondata dal domenicano Michel-Dominique Epagneul (1904-1997).
- 1981: il 6 febbraio Marthe muore a Châteauneuf-de-Galaure;
- 1988 - 1996: comincia e si conclude il processo di beatificazione a livello diocesano;
- 2014: il 7 novembre, riconoscendo l'eroicità delle virtù, papa Francesco la dichiara Venerabile.

2. La grandezza e il potere materno di Maria secondo Marthe
«La divina maternità ha rivestito la Beata Vergine di una grandiosità che non può essere eguale sulla terra o in cielo». La pone al di sopra di tutto ciò che non è Dio. Gli dà, per partecipazione, il potere che Dio ha per natura, e, perciò, afferma Marthe: «possiamo dirlo che nulla accade in cielo e in terra senza che intervenga». La divina maternità ha donato alla Beata Vergine, nei suoi rapporti con noi, la benefica tenerezza di una Madre, l'incomparabile autorità di una Regina. Maria, «Madre di Dio, Maria Regina dell'Amore, partecipa alla mediazione di Cristo e a tutte le grazie che Cristo ha acquisito per noi». È lei, infatti, che distribuisce tutti i doni, tutte le virtù, tutte le grazie a chi vuole, quando vuole, nella maniera e nella misura che desidera. Rivolgendosi a Maria, perciò, Marthe esclama: «O Maria, quanto sei brava! O Maria, quanto sei grande! O Maria, quanto sei potente!». La conseguenza logica è che tutti i beni spirituali e persino temporali che riceviamo passano attraverso le mani liberali della Beata Vergine: «Non è la proprietaria, ma il depositario e il distributore automatico; le ottiene da "Colui che è" e al quale tutto appartiene». Vera Madre dell'Onnipotente, Maria condivide tutta la gloria, partecipa al suo governo divino. Questo è il motivo per cui «tutte le grida, tutte le suppliche, tutte le lodi che salgono dalla terra a Dio, attraversano Maria, da Maria a Gesù e da Gesù al Padre». In cambio, tutte le grazie ottenute passano dal Padre al Figlio, dal Figlio alla sua Santa Madre, e attraverso lei a tutti gli uomini. Questa materna attività di Maria, infatti, è rivolta verso tutti: «Non sono in particolare alcune anime che Maria protegge: viene in soccorso di tutti gli uomini. La Beata Vergine ha tutto il potere sul Cuore di Dio, è quindi tutta la sua famiglia umana che protegge, che consola, che guarisce, che incoraggia, che illumina, che sostiene, che vuole salvare. Madre di misericordia, imita il Padre da ogni misericordia e ci aiuta, anche senza che le venga chiesto». Per questo Marthe chiede alla Vergine di essere l'aiuto, il sostegno di tutti i poveri afflitti, la consolazione di coloro che piangono, il rimedio dei malati, la stella che ci guida, la nostra luce nelle tenebre, il nostro rifugio nel dolore: «O Vergine! più pura del cielo... proteggi tutti i tuoi figli, riempici dei tuoi favori, ci adornino le tue virtù. Sii il nostro avvocato, chiedi misericordia per i tuoi poveri peccatori».

3. Maria nella vita e nell'esperienza mistica di Marthe
Afferma Marthe: «L'intero programma della mia vita è quello di unirmi a Maria Madre mia.... per farmi invadere, divorare, consumare da Dio, prestarmi a tutti i suoi desideri». Nei testi del "Diario" si può scoprire l’atteggiamento di Marthe Robin di fronte alla sua malattia e la sua scelta definitiva per la vita: credere all’amore di Dio e abbandonarsi ad esso. Marthe sa, e vuole credere, nonostante tutto, che Dio è buono, che è suo Padre e che la ama. Nel suo cuore mantiene la fiducia in Dio, la certezza di essere da Lui amata, anche se si sente oppressa fisicamente e moralmente. Ed è proprio la Vergine Maria ad accompagnarla instancabilmente in questo suo doloroso cammino e donarle il suo dinamismo e la sua forza. Convinta di questo, Marthe scrive: «Per me, tutta la mia teologia, tutta la mia scienza è l'amore, l'unione della mia anima con Dio attraverso Gesù Cristo con la Beata Vergine; niente di più e niente di meno. C'è il mio vertice e il mio tutto». Nel suo Diario scrive ancora: «La mia anima è tutta imbalsamata con i profumi di Maria! Mi sento sempre più attratto dall'umile, così perfetto modo della Beata Vergine Maria Vergine purissima, Regina dei martiri... Mi sembra di capire che Gesù vuole così. Mi sono quindi affidato a Gesù, completamente alla scuola della Beata Vergine, per penetrare ulteriormente, per comprendere meglio questi grandi misteri di fede, speranza e carità». Si rivolge perciò piena di fiducia alla Vergine: «O Vergine fedele e pura, in ogni cosa e ovunque il mio sostegno, il mio rifugio, il mio modello così puro e così perfetto». Aiutata da Maria,vuole immergersi pienamente in Dio, compiere la Sua volontà ed entrare in una sempre più grande e profonda intimità con Gesù: «Insegnami, o Madre mia, a fuggire da tutto ciò che potrebbe diminuire la sua santità, grandezza e bellezza in me. Vergine piena di grazia e santità! O giglio bianco d'amore! Tu, che non hai mai toccato il peccato e che sei, tuttavia, così teneramente misericordiosa, così indulgente e materna, permettimi di adorare tra le tue braccia il tuo bellissimo e divino Bambino, il nostro caro amico, il nostro caro fratellino; permettimi di mettere il mio bacio pieno d'amore sui suoi adorabili piedi, sulle sue manine, sulla sua fronte, dove vedo irradiarsi la divinità; sul suo cuore in cui palpita il mio cuore e quello di tutti gli uomini. Insegnami a penetrare meglio, a comprendere meglio i meravigliosi misteri, le grandi lezioni della Natività e del Calvario ... e chiedi per me, buona Madre, a Gesù nostro Salvatore, nostro divino Redentore, di afferrare il mio cuore per cogliere tutto il mio essere e non restituirmi mai nulla». In questo cammino di profonda unione con Gesù, Maria è sempre materna guida e intermediaria: «O mia dolce mamma! Prendi la mia volontà, te la do, uniscila alla tua, che è anche quella di Gesù, così che come te, sia tutta di Dio. Aiutami ad acquisire un grande ardore per il bene, la generosità nel sacrificio, l'amore nella sofferenza e degnati di pregare Gesù di dirmelo, nel modo che gli piacerà, se è contento della sua piccolo vittima.  O Madre, O Vergine Immacolata, aiutami a vivere e morire in pace e nell'amore di Dio». Accettando le sue infinite sofferenze e desiderosa sempre più di piacere a Dio e vivere unicamente per Lui, Marthe chiede alla Vergine: «Beata Vergine Maria, tu che sei sempre così buona, molto buona con me, prega affinché io sia amorevolmente obbediente alla volontà di Dio, che non c'è nulla in me che non sia totalmente consacrato, sacrificato all'amore. O la più tenera e dolce delle madri, solo tu puoi dire a Gesù l'immenso affetto, tutta la tenerezza della sua piccola vittima ... Voglio solo che tu le faccia sapere, che mi consigli, mi illumini, mi rafforzi nell'amore. O Madre mia, chiedi a Gesù di vivere in me, vicino a me, con me, sempre, con il Padre e lo Spirito Santo!». Confidando pienamente e totalmente nell'aiuto di Maria, Marthe vuole riuscire a trasformare la sua vita in «una vita totalmente soprannaturale e divina» posseduta da Gesù. La prega, quindi teneramente: «O Madre mia, regna sulla mia anima ... Fai regnare Gesù in me! ... Metto nelle tue mani benedette tutti gli atti della mia vita, affinché siano presentati al mio Re e Signore Gesù». Convinta della essenziale, vitale e insostituibile presenza di Maria sulla via della sua santificazione e della sua perfetta unione con Cristo, continuamente Marthe si augura: «Possa il Santo e immacolato Cuore di Maria essere in me per amare il Signore! ... Possa l'anima di Maria essere in me per glorificarlo come merito della sua sovrana grandezza! ... Possa lo spirito di Maria essere in me, per gioire in Dio! Sono tutta tua, o mia tenera e buona Madre, e tutto ciò che è in me ... tutto ciò che è mio ... tutto ciò che sono io, ti appartiene... Offrimi a Gesù, mio Signore e mio Dio.... O mia buona Madre, rendimi degna di soffrire per Gesù per amore; rendimi degna di santificarmi nella sofferenza». In questa totale donazione di sé a Dio, Marthe vive in uno struggente desiderio del cielo: «Andrò in paradiso, da te, Madre che amo.... Andrò in paradiso per amarti senza misura! Con la tua dolce tenerezza, o divina Maria, fammi, da questo esilio, respirare l'aria del cielo....».

4. Il nostro personale e fiducioso rapporto con Maria secondo Marthe
Scrive Marthe nel suo diario: «Andiamo da Maria, poiché è nostra madre, la madre di tutti. Andiamo da lei, poiché è la mediatrice universale tra Dio e noi». Se sapessimo davvero comprendere la nostra appartenenza a Maria, se sapessimo farci suoi piccoli figli, se sapessimo come rivolgere i nostri occhi e i nostri cuori verso di Lei chi ci ama così tanto. quali belle virtù, quali materni consigli, potrebbe «questa umile Vergine, questa tenera madre, questa nobile Regina, insegnarci e suggerirci!» e farci conoscere «i vantaggi dell'umiltà, le esigenze della carità, la saggezza dell'obbedienza, la dolcezza dell'abbandono a Dio, le gioie della fiducia!». Per questo, Marthe prega la Vergine di essere nostra guida e nostra maestra di vita: «O Vergine purissima, poiché tu sei nostra Madre, insegnaci a comprendere l'Amore, facci vivere nella sua sublime dottrina. Insegnaci a pregare, a perdonare, ad amare, a cantare le meraviglie del Signore». Per questo, affrontando le situazioni anche drammatiche della nostra vita, Marthe consiglia di abbandonarci come piccoli figli sulle braccia materne di Maria: «Proviamo a renderci piccoli, molto piccoli con Maria nostra Madre. Quando si soffre, quando si piange, quando si è soli e molto tristi, non è davvero difficile essere molto piccoli, si ha bisogno di tanto aiuto, si ha così tanto bisogno di sentire una madre vicina a se stessi! E chi non soffre? Chi non piange? Chi non trema a volte sulla terra? Chi non ha bisogno di essere confortato, perdonato, amato, guarito? Impariamo a non fare nulla senza il consiglio, l'aiuto, l'ispirazione e il consenso della nostra amata Regina! Possa lei essere tutta la nostra fiducia e tutta la nostra speranza in Dio». La grande missione di Maria, secondo Marthe, è portare a Gesù tutti coloro che si rivolgono a Lei e, quindi, suggerisce di pregarla sempre, di amarla, di imitala in silenzio, di vivere vicino a lei, di confidare pienamente nel suo cuore, di mettere nelle sue mani benedette, tutta la nostra fiducia. Per vivere santamente, e uniti a Cristo, infatti, bisogna vivere con Maria e comprendere il suo ruolo di compagna e maestra, ruolo materno che la spinge ad occuparsi di tutti i dettagli della nostra vita. Per questo non basta «mettersi in ginocchio davanti alla Madonna» ma bisogna «volare verso di lei e non per chiedere, ma con un sentimento di riconoscenza e d'amore» per tutto quello che fa per noi. Marthe si augura quindi che Maria, «questa ammirevole e adorabile creatura così fedele, così bella nei suoi doveri difficili e deliziosi», sia sempre amata e venerata da tutti noi, non soltanto quando vengono celebrate le sue feste nel «firmamento della Chiesa», ma ogni giorno, ogni momento della nostra esistenza. La sua spiritualità così perfetta e così semplice, la sua obbedienza come amata figlia del Padre, la sua delicata prudenza di vergine, il suo tenero amore di Madre, la sua gentilezza aggraziata e dolce, devono continuamente accompagnarci, in modo che anche tutto il mondo sappia e comprenda che appartenere a Dio, non erode gli affetti umani, ma li sviluppa, li fa crescere, li santifica, li deifica. Di conseguenza, la sua accorata preghiera a Maria, deve diventare anche la nostra preghiera fiduciosa: «O diletta Madre, tu che conosci così bene le vie della santità e dell'amore, insegnaci a elevare la nostra mente e il nostro cuore spesso alla Trinità, per fissare su di essa la nostra attenzione rispettosa e affettuosa. E poiché cammini con noi sul sentiero della vita eterna, non rimanere estranea ai deboli pellegrini che la tua carità raccoglierà; rivolgiti a noi i tuoi sguardi misericordiosi, attiraci nella tua luce, portaci nella Luce e nell'Amore, guidaci sempre più in alto negli splendori del cielo. Che nulla disturbi mai la nostra pace o ci conduca fuori dal pensiero di Dio, ma lascia che ogni minuto ci porti più in profondità nel suo mistero, fino al giorno in cui la nostra anima, pienamente immersa nella luce dell'unione divina, vedrà tutte le cose nell'eterno Amore e Unità». Se abbiamo compreso quanto importante sua la presenza di Maria nella nostra vita, tutti dovremo con Marthe dire di noi stessi: «La amo così tanto, la Beata Vergine, e per dimostrarle il mio amore, voglio cercare di compiacerla in ogni cosa e consultarla internamente in tutte le mie necessità» e riconoscere pienamente: «che modello delizioso e commovente che è Maria! È attraverso Maria e con Maria e Maria che andrò da Gesù e sarò tutto per lui». In tal modo anche noi faremo l'esperienza di quanto deliziosa e intima sia la straordinaria esperienza di quelle anime «che vivono in compagnia della divina Madre di Gesù, nostra Madre!».

Bibliografia
ROBIN M., Sotto la guida di Maria. Testi inediti estratti dai suoi appunti (1925-1932), Gribaudi, Milano 1997; IDEM, Giorno dopo giorno. Dal Diario di Marthe Robin, Shalom, Camerata Picena 2016; IDEM, Solo per amore. Pensieri e preghiere per ogni giorno dell'anno tratti dagli scritti di Robin Marthe, Edizioni Insieme, Terlizzi 1998; BONAMY M., Seguire Gesù con Maria sua madre. Meditiamo con Marthe Robin, Paoline Edizioni, Cinisello Balsamo 2003; PEÒA A., Marta Robin. Un miracolo vivente, Villadiseriane, Villa di Serio 2015;  GUITTON J., Ritratto di Marthe Robin, Rusconi, Milano1988; IDEM, Ritratto di Marthe Robin. Una mistica del nostro tempo, Paoline Edizioni, Cinisello Balsamo 2001; ANTIER J. J., Marthe Robin. Il viaggio immobile, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 1994; PEYROUS B., Vita di Marthe Robin, Effatà, Cantalupa 2009; CORONA I., Marthe Robin. L'apostola immobile, Edizioni Segno, Tavagnacco 2011; DE MUIZON F., Marthe Robin. Il mistero svelato, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 2012;  PEYROUS B. - GILLE M. T., Incontri con Marthe Robin. Conversazioni inedite, Effatà, Cantalupa 2017.






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