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DOGMI MARIANI DEFINITI


1. Significato di “Dogma” e prime definizioni

Sin dall’antichità la parola greca “dogma” ha indicato, fra l’altro, “decisione”, “decreto”. Quando Paolo e Sila giunsero a Salonicco e annunciarono la messianicità di Gesù nella sinagoga della città, alcuni facinorosi li accusarono davanti ai magistrati di aver contravvenuto ai “dogmi” (e cioè ai “decreti”) dell’imperatore romano “affermando che c’è un altro re, Gesù” (At 17,7).
Nella Chiesa antica e nel medioevo la parola dogma veniva usata indifferentemente come sinonimo di esposizione, dottrina, confessione di fede, articolo di fede. Soprattutto a partire dal Concilio Vaticano I (1870), nel linguaggio sia del magistero sia della teologia, il termine “dogma” ha acquistato un significato forte e univoco. Esso indica una dottrina che la chiesa propone di credere come divinamente rivelata sia con un giudizio solenne, sia nel suo magistero ordinario e universale. Si tratta quindi di una indicazione importante su una verità di fede, che esige il nostro incondizionato assenso e la nostra obbedienza cordiale. I primi “dogmi”, e cioè i primi importanti pronunciamenti magisteriali su questioni di fede, riguardano la verità su Dio Trinità e su Gesù Cristo. Furono solennemente enunciati nei primi sette Concili
Ecumenici, dal Nicea I (325 d.C.) al Nicea II (787 d.C.). Si tratta di dogmi “antiereticali”, perché sono pronunciamenti che rigettano le eresie del tempo. Essi sono:
- DIO È UNO E TRINO
Dogma stabilito durante il concilio di Costantinopoli del 381. Dio è uno solo in tre persone: dio- padre, dio-figlio e dio-spirito santo. Le persone divine sono distinte , ma la loro distinzione non divide l’unità divina.
- GESÙ CRISTO È IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO, GENERATO
non creato consustanziale al padre, eterno e immutabile. Proclamato nel primo concilio di Nicea (325): Gesù Cristo è il figlio di dio. Generato prima dei secoli, ma non è creatura di dio è stessa sostanza del padre.
- GESÙ CRISTO È VERO DIO E VERO UOMO
Gesù Cristo, nell’unità della sua persona divina, ha due nature inscindibili, umana e divina, perfetto alla divinità e perfetto quanto alla umanità (Concili di Efeso (431), e Calcedonia (451)).
- ESISTENZA DEL PURGATORIO
Stato di quanti muoiono in grazia di dio, anche se sicuri della salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione. Dottrina del purgatorio sancita come dogma nei concili di Firenze (1439) e Trento (1545-1563)
- TRANSUSTANZIAZIONE
Conversione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo, alla consacrazione. Transustanziazione è dogma nel 1215, IV concilio Laterano, confermata dal concilio di Trento, quando la chiesa cattolica, a seguito della riforma protestante, definì i confini dell’ortodossia.
- INFALLIBILITÀ PAPALE
Dogma della Costituzione Pastor aeternus approvata dal concilio Vaticano I il 18 luglio 1870. Il papa è infallibile quando parla ex cathedra, cioè esercita il “supremo ufficio di pastore e dottore di tutti i cristiani” e “definisce una dottrina per la fede e i costumi”. Quanto lui stabilisce vincola tutta la chiesa per sempre.

2. Precisazioni sui Dogmi mariani definiti
Nel questo contesto antiereticale dei primi Concili Ecumenici, si hanno i primi due “dogmi” mariani, che riguardano la divina maternità di Maria, proclamata solennemente ad Efeso nel 431, e la sua perpetua verginità, riaffermata al Concilio di Costantinopoli II nel 553. Se questi dogmi antichi furono provocati dalle eresie, gli altri due dogmi mariani, più recenti, hanno, invece, carattere “dossologico”. Essi esaltano alcune peculiarità esemplari della straordinaria figura di Maria, la madre di Gesù, la quale è “Immacolata” (1854: Pio IX) e “Assunta” (1950: Pio XII). Vengono anche chiamati “papali”, perché proclamati non da un Concilio, ma dal Papa.
Aggiungiamo subito tre precisazioni.
- La prima riguarda l’esistenza di altre verità dottrinali mariane, altrettanto importanti e altrettanto riconosciute dal magistero ordinario della Chiesa e celebrate nella preghiera liturgica, che non sono state proclamate solennemente. Si veda, ad esempio, il titolo di Maria “mediatrice” e, come aggiunge il Concilio, “avvocata, socia, ausiliatrice” (cf. Lumen Gentium n. 62), ecc.
- La seconda precisazione riguarda i contenuti dei dogmi mariani antichi e recenti, che non sono “invenzioni” tardive della Chiesa, ma verità esistenti esplicitamente o implicitamente nella Sacra Scrittura e nella tradizione viva della Chiesa sia orientale sia occidentale. Esse vengono “dogmatizzate”, e cioè solennemente riaffermate in un determinato momento storico, sia per contrastare qualche eresia, sia per magnificare le “grandi cose” che l’Onnipotente ha operato in Maria (cf. Lc 1,49). Essi esistono già nella coscienza di fede della Chiesa. Tuttavia, in un determinato momento della storia, urge un loro pronunciamento solenne e autoritativo, perché la comunità ecclesiale è chiamata o a rifiutare una interpretazione errata o a prendere maggiormente coscienza di un particolare aspetto del mistero di Maria. - Un terzo e ultimo chiarimento riguarda i due dogmi mariani papali, Immacolata e Assunta, che hanno richiesto una triplice condizione: un diffuso movimento di opinione nella Chiesa; l’impulso del magistero pontificio; l’apporto qualificato dei teologi. I quattro dogmi mariani definiti, fissano come dei punti cardinali: L’IMMACOLATA SEMPRE VERGINE MADRE DI DIO ASSUNTA IN CIELO, anticipa e manifesta il progetto di redenzione e di partecipazione alla vita divina che la Trinità ha formulato ab eterno per la Chiesa, l’umanità e l’intera creazione.

3. Attualità dei Dogmi mariani
Afferma Angelo Amato che i dogmi mariani possono esercitare un benefico influsso nella formazione cristiana della personalità del credente. Infatti, i doni di grazia di Maria, i suoi privilegi, possono essere considerati come delle qualità altamente paradigmatiche per la maturazione psicologica e religiosa di ogni persona umana e cristiana.
L’Immacolata Concezione, ad esempio, rappresenta l’umanità come immagine di Dio non deformata dal peccato. In essa la creazione è stata riplasmata. Il valore psicodinamico di questo dogma mariano è la possibilità per il credente di ricostruire in sé e nei suoi rapporti col divino l’unità della Concezione Immacolata delle origini.
La Maternità divina indica che l’obbedienza a Dio diventa capacità di partecipare alla concezione e alla generazione del Figlio di Dio in noi stessi. In tal modo il cristiano compie la volontà del Padre, che non ha altra volontà che quella di generare il suo unico Figlio. Per Maria, così come per ogni cristiano, la libertà è fecondità.
La Perpetua Verginità di Maria, oltre al dato biologico, indica l’apertura assoluta dell’amore umano all’amore divino. Questo orientamento incondizionato a Dio non è sterile ma sommamente fecondo. Per cui la Vergine è anche la Madre. Maria rappresenta così la suprema unificazione degli opposti: “Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio”.
L’Assunzione rivela infine il destino ultimo e positivo dell’umanità e il culmine dell’evoluzione spirituale di ogni persona umana. L’eccezionale importanza psicodinamica di questa realtà consiste nel prospettare all’umanità la realizzazione concreta della possibilità di un compimento supremo delle proprie potenzialità positive insieme al superamento definitivo di ogni divisione e contrapposizione di ogni ordine e tipo, che lacerano e angosciano ogni persona umana sulla terra. Inoltre il dogma mariano, anche umanamente parlando, non solo non produce regressione o personalità immature, ma può essere uno strumento efficace di sviluppo della personalità umana e della stessa comunità.

4. Schemi riassuntivi dei Dogmi e dei significati

I DOGMI MARIANI DEFINITI


DOGMA

DA CHI DEFINITO

ANNO

SIGNIFICATO





Maternità divina

Concilio di Efeso

431

Maria ha generato come vero uomo la Seconda Persona della SS. Trinità, il Verbo eterno, generato dal Padre come vero Dio.





Perpetua verginità

II Concilio di Costantinopoli

553

Maria è rimasta vergine nel suo corpo prima, durante e dopo il parto di Gesù ed è quindi Semprevergine.





Imamcolata Concezione

Pio IX

1854

Maria è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante della sua concezione nel grembo di sua madre.





Assunzione

al cielo

Pio XII

1950

Alla fine della sua esistenza terrena, Maria è stata assunta alla gloria celeste nella pienezza del suo essere e cioè in anima e corpo il quale, quindi, non conobbe la corruzione della tomba.


SIGNIFICATI DEI DOGMI MARIANI

DOGMA

SIGNIFICATO CRISTOLOGICO

SINGIFICATO ECCLESIOLOGICO

SIGNIFICATO ANTROPOLOGICO





MATERNITA’ DIVINA

Maria Garantisce la realtà della vera incarnazione del Figlio di Dio.

Madre di Cristo, Maria è madre anche del corpo mistico di Cristo e modello della maternità della Chiesa..

Come Maria, la donna – madre, coopera con Dio alla trasmissione della vita che è una missione e un dono al servizio dell’umanità.





PERPETUA VERGINITA’

Maria è la nuova e incorruttibile Arca dell’Alleanza che custodisce la Parola discesa dal cielo.

Maria Mostra la completezza della sequela di Cristo e la fedeltà totale al servizio della sua Parola di vita.

Guardando a Maria, la donna impara a conoscere e rispettare la dignità e la suprema significanza del suo corpo.





IMMACOLATA  CONCEZIONE

Maria è il frutto più completo e più pieno della Redenzione operata dal Figlio.

Imitando Maria, solo nella santità e nell’assenza del peccato la Chiesa può unirsi ed essere  vicina al suo Signore.

Maria mostra la bellezza di una vita ordinata, non piegata dalle contorsioni della menzogna e del male  ma sempre animata dalla verità.





ASSUNZIONE AL CIELO

Maria è colei nella quale si sono pienamente avverate le promesse di Cristo e in cui si è pienamente realizzata la salvezza da Lui operata.

Guardando a Maria, la Chiesa vede e comprende quale sarà il suo compimento escatologico.

Maria insegna agli uomini che non sono “figli del nulla” proiettati solo verso la morte, ma sono chiamati ad una suprema esistenza che, oltre il tempo,  li realizza pienamente.


Bibliografia
FORTE B., Maria, la donna icona del Mistero, Paoline, Cinisello Balsamo 19894; PERRELLA S. M., La Madre di Gesù nella coscienza ecclesiale contemporanea. Saggi di teologia, PAMI, Città del Vaticano 2005; AA.VV., Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Problemi attuali e tentativi di ricomprensione, Marianum. Roma 2004; AA.VV., L’Immacolata segno della Bellezza e dell’Amore di Dio, PAMI. Città del Vaticano 2005; AA.VV., L’Assunzione di Maria Madre di Dio. Significato storico – salvifico a 50 anni dalla definizione dogmatica, PAMI. Città del Vaticano 2001; PERRELLA S. M., Maria Vergine e Madre. La verginità feconda di Maria tra fede, storia e teologia, Paoline, Cinisello Balsamo 2003.

VEDI ANCHE:
- ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO
- ERMENEUTICA DEL DOGMA MARIANO
- IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA
- MATERNITÁ DIVINA DI MARIA
- PERPETUA VERGINITÁ DI MARIA






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