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  La contemplazione nel cuore di Maria per la missione 
Spiritualità

Di Juan Esquerda Bifet in Sabati mariani, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", 31 gennaio 2009.



1. Il contesto missionario della contemplazione di Maria

L’annuncio del “Vangelo” ai poveri:
“Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” (Lc 2,10-11).
“Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia” (Lc 2,16).

L’annuncio del Vangelo a tutti i popoli:
“Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,1).
“Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre” (Mt 2,11).

L’annuncio del Vangelo nella sinagoga di Nazaret:
“Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio” (Lc 4,1-18).
“Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria?” (Mc 6,3).

2. L’atteggiamento contemplativo e missionario di Maria

“Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).
“Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2,51).

Nell’annunciazione, Maria assume una attitudine di silenzio meditativo e di apertura ai piani di Dio (Lc 1,29), che si esprime nella fedeltà alla Parola divina (Lc 1,38). Le attitudini espresse nel Magnificat, si possono riassumere nella povertà biblica manifestata in forma di lode, ringraziamento, speranza (Lc 1,46ss). Dinnanzi alle parole profetiche di Simeone, Maria, con San Giuseppe, proclama la sua meraviglia per i disegni di Dio (Lc 2,33-34). Il silenzio contemplativo di Maria (a Betlemme e nel tempio), indicano l’attitudine di adorazione e di offerta (Lc 2,19 2 51). La domanda di Maria incontrando Gesù nel tempio sarà un’occasione perché Gesù faccia riferimento al mistero redentore (mistero pasquale) (Lc 2,48). A Cana, Maria manifesta un atteggiamento di carità supplicante o di intercessione, che sintonizza con i problemi dei fratelli, sempre nella prospettiva dei piani salvifici di Dio (Gv 2,3ss).

“Di fronte al lettore orante della Parola di Dio si erge idealmente il profilo di Maria, la madre del Signore, che “custodisce tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2, 19; cfr. 2, 51), cioè - come dice l’originale greco - trovando il nodo profondo che unisce eventi, atti e cose, apparentemente disgiunti, nel grande disegno divino” (Messagio finale del Sinodo sulla Parola, n.9):
“Il dialogo quando è riferito alla Rivelazione comporta il primato della Parola di Dio rivolta all’uomo... A Dio l’uomo risponde in piena libertà con l’obbedienza della fede (cf. Rm 1, 5; 2 Cor 10, 5-6; DV 5). Maria, Madre di Gesù, personifica questa obbedienza della fede in maniera esemplare, lei è anche l’archetipo della fede della Chiesa che ascolta e accoglie la Parola di Dio” (SINODO DEI VESCOVI, Proposizione 4: Dimensione dialogica della Rivelazione).

“Maria... modello di fede vissuta” (TMA 43). “Dobbiamo imitare insieme la contemplazione di Maria, che, dopo il pellegrinaggio alla città santa di Gerusalemme, ritornava nella casa di Nazareth meditando nel suo cuore il mistero del Figlio (cfr Lc 2,51)” (NMi 59).

Un itinerario per unificare il cuore: “lectio divina”, dimensione mariana. Un cuore unificato che trasforma la vita in un inno di amore e di pace (Magnificat: LC 1,40). La gioia di appartenere ai disegni salvifici di Dio (Lc 1,46-47). Maria si lascia sorprendere da Dio (cfr. Lc 1,29) fa della vita un “si” (Lc 1,28). Non anteporre nulla a Dio. In sintonia con i bisogni dei fratelli (Gv 2,3: “non hanno del vino”). In sintonia con Gesù (Gv 2,5: “fate quello che vi dirà”). La “donna” associata a Cristo Redentore (Gv 2,4; 19,26). Il silenzio contemplativo di Maria (a Betlemme e nel tempio), indicano l’attitudine di adorazione e di offerta. Itinerario imparato nelle Scritture: “La tua Parola è la gioia del mio cuore” (Ger 15,16); “la mia porzione... custodire le tue parole”: Sal 118,57

3. La contemplazione missionaria della Chiesa ad imitazione di Maria

“La Chiesa, pensando a Lei piamente e contemplandola alla luce del Verbo fatto uomo, penetra con venerazione e più profondamente nell’altissimo mistero dell’Incarnazione e si va ognor più conformando al suo Sposo” (LG 65)
“Maria nel cuore della Chiesa”: RMa 27. “Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio” (S. Ambrogio).
“La Chiesa è la culla in cui Maria depone Gesù e lo affida all’adorazione e alla contemplazione di tutti i popoli” (IM 11)

Maria, “Madre per mezzo della Chiesa” (RMa 24, LG 65).
“La Chiesa impara da Maria la propria maternità” (RMa 43)
Atteggiamento mariano dell’apostolo: fedeltà (alla Parola, allo Spirito Santo), associazione sponsale a Cristo), oblazione, speranza...

“Tante volte in questi anni l’ho presentata e invocata come ‘Stella della nuova evangelizzazione’. La addito ancora, come aurora luminosa e guida sicura del nostro cammino” (NMi 58).

Perciò, “come gli Apostoli dopo l’ascensione di Cristo, la Chiesa deve radunarsi nel Cenacolo ‘con Maria, la Madre di Gesù’ (At 1, 14), per implorare lo Spirito ed ottenere forza e coraggio per adempiere il mandato missionario” (RMi 92).

La presenza di Maria nel cammino missionario della Chiesa è continuazione di quell’evento evangelico raccontato da Giovanni dopo il miracolo di Cana: “Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli” (Gv 2,11-12). La sequela evangelica a scopo di condividere la stessa vita apostolica di Cristo, è una conseguenza dell’invito di Maria: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).

Secondo la dottrina conciliare del Vaticano II, Maria “precede” il cammino missionario della Chiesa e “così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione” (LG 68). Per ciò, “tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla madre di Dio e madre degli uomini, perché, dopo aver assistito con le sue preghiere la Chiesa nascente, anche ora, esaltata in cielo... interceda presso il Figlio suo, fin tanto che tutte le famiglie di popoli... siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità” (LG 69).

L’azione evangelizzatrice della Chiesa possiede, manifesta la sua realtà mariana e materna, poiché la Chiesa imita Maria “che generò Cristo, concepito appunto dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa” (LG 65).

”Il Sinodo, che intende anzitutto rinnovare la fede della Chiesa nella Parola di Dio, guarda a Maria, la Vergine Madre del Verbo Incarnato, che con il suo sì alla Parola d’Alleanza e alla sua missione, compie perfettamente la vocazione divina dell’umanità. I Padri sinodali suggeriscono di diffondere tra i fedeli la preghiera dell’Angelus memoria quotidiana del Verbo Incarnato e del Rosario.

La Chiesa del Nuovo Testamento vive là dove la Parola incarnata viene accolta, amata e servita in piena disponibilità allo Spirito Santo. La fede di Maria si sviluppa poi nell’amore con cui ella accompagna la crescita e la missione del Verbo Incarnato. Sotto la Croce del Figlio la fede e l’amore diventano la speranza con cui Maria accetta di diventare la Madre del discepolo amato e dell’umanità redenta.

L’attenzione devota e amorosa alla figura di Maria come modello e archetipo della fede della Chiesa, è di importanza capitale per operare anche oggi un concreto cambiamento di paradigma nel rapporto della Chiesa con la Parola, tanto nell’atteggiamento di ascolto orante quanto nella generosità dell’impegno per la missione e l’annuncio. I Padri sinodali, uniti al Santo Padre nella preghiera perché il Sinodo “possa portare frutti di autentico rinnovamento in ogni comunità cristiana” (Benedetto XVI, Angelus a Pompei, 19 ottobre 2008), invitano pastori e fedeli a rivolgere lo sguardo a Maria e domandare allo Spirito Santo la grazia di una fede viva nella Parola di Dio fatta carne” (Sinodo dei vescovi, Proposizione 55: Maria Mater Dei et Mater fidei).

Inserito Mercoledi 22 Giugno 2022, alle ore 18:53:39 da latheotokos
 
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