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DE OROZCO ALONSO



1. Cenni biografici
Nato attorno al 1500, studia a Salamanca dove poi entra nell'Ordine degli Agostiniani, emettendo i voti nel 1533. Ebbe molti incarichi di responsabilità nella sua famiglia religiosa. Per un certo periodo ebbe l'idea di lavorare per le missioni, ma non avendo una salute ottimale dovette rinunciare alla permanenza nel nuovo continente (Messico) da poco scoperto. Inserito nella vita di corte fu anche consigliere di Carlo V. Muore nel 1591, viene beatificato nel 1882 da Leone XIII e canonizzato da S. Giovanni Paolo II nel 2002.

2. La mariologia di De Orozco

De Orozco ha un'opera letteraria piuttosto cospicua (34 titoli) e all'interno di essa quattro scritti mariani di vario genere letterario contraddistinti dal legame con la Scrittura ed il tono orante. In essi, il nostro autore si occupa di diversi aspetti concernenti la figura di Maria: predestinazione, prefigurazioni veterotestamentarie, maternità (a vari livelli), santità e glorificazione personale. Non meno importanti sono alcune virtù e caratteri della persona legati alle verità centrali della Madre di Dio inserita nel piano della salvezza. Sono rilevanti gli apporti e gli influssi patristici e medievali all'opera di De Orozco, tanto nel contenuto come nella forma. È possibile portare ad esempio quanto compare nell'opera omiletica mariana più nota ed estesa dell'agostiniano spagnolo - il Trattato delle Sette parole della Vergine risalente al 1566 - quando egli, illustrando il nome di Maria, ricorre ad un noto acrostico e di esso fa un'applicazione all'Ave Maria: «Ognuna di queste cinque lettere dei questo nome glorioso racchiude una dignità ed un titolo di questa Signora. M vuoi dire Madre. A altezza, R regina, I vuoi dire interceditrice. La avvocata. In modo che ogni volta che reciti l'Ave Maria onorerai e nominerai questa Vergine dicendo: Benedetta siete voi, Madre di Dio e nostra, più alta degli Angeli, Regina dei cieli, interceditrice di coloro che ti invocano con fede, Avvocata di tutti i miserevoli figli di Adamo». L'opera in questione si compone di un prologo, sette sermoni e un riepilogo finale e costituisce, nel suo insieme, una sintesi dei maggiori temi che celebrano la Madre del Signore secondo lo stile e l'humus culturale del tempo. Emerge un pensiero non sentimentalistico, ma robusto e prova ne è l'illustrazione della cooperazione salvifica di Maria nei confronti di Cristo che si muove a partire dal noto binomio antitetico Eva-Maria nell'ottica dell'aiuto dato ad Adamo-Cristo. L'argomentazione compare nel sermone VI dove De Orozco si sofferma sull'episodio di Cana. Poche righe che mostrano anche la perizia esegetica del nostro autore: «Vergine singolare, o donna che sempre hai aiutato tuo Figlio il celeste Adamo, a sopportare le fatiche; non è bene, dice il Padre celeste, che mio Figlio fatto uomo se ne vada solo per il mondo. Diamogli una madre che sia simile a lui, senza peccato affinché lo aiuti nella sua infanzia e lo protegga quando nascerà a Betlemme; [...] Oso dire che come Adamo era solo quando il nostro Dio lo chiamava prima della creazione di Eva, anche se vi erano molti uccelli e animali bruti e alberi nel mondo, così senza nostra Signora Cristo si sarebbe trovato solo nel mondo, non avendo nessuno in cui trovare sollievo dato che tutto il resto gli causava stanchezza e fatica. Vergine santissima tu sola hai dato refrigerio al Figlio tuo; tu comprendevi il suo linguaggio; con te, o Madre prudentissima, si trovava in buona compagnia, mentre senza dite si sentiva solo. [...] Salomone si è espresso correttamente quando fece quella interrogazione: « Una donna forte chi la troverà». Che la si dovesse trovare Salomone non ebbe dubbi quando la ammirò e la apprezzò dicendo: «Il suo valore e il suo prezzo viene da lontano e dagli estremi confini della terra»; tutto ciò significa essere la Madre del Dio-Uomo». Dal brano citato si nota come De Orozco propendesse per la verità dell'Immacolata che egli affronta in altri testi di genere trattatistico. Ma l'unione con Cristo fa di Maria la Mater misericordiae secondo la nota peculiare del soccorso propria degli Agostiniani. Sempre nello stesso sermone, De Orozco fa questa importante notazione sempre sulla base di Gv 2, con il Padre in evidenza l'osservazione di Maria relativa alla mancanza del vino (cf. Gv 2,3) e ne sottolinea in tal modo la discreta preghiera: «Due cose ci insegna qui la Vergine con queste parole: la prima è una grande fiducia nella sua misericordia, perché si mosse a compassione della vergogna degli sposi; la seconda circa la maniera con la quale chiediamo quando preghiamo. Quale maggiore prova cerchi delle viscere pietose quando vedi come lei pregò non essendo pregata da nessuno di prendersi quell'iniziativa? Madre di pietà, che la Chiesa giustamente chiama Madre di misericordia! Tu hai portato nelle viscere colui che è la fonte della misericordia! La ragione è che sei stata contagiata da lui con una così eccellente virtù. Da questo possiamo concludere che un'arca, la quale ha racchiuso dentro di sé muschio e ambra, anche se questi unguenti e profumi sono stati poi tolti ancora l'arca per molti anni continua a emanare il profumo. [ ... ] O arca della nostra guarigione, reliquiario di Dio; se S. Paolo dice che noi essendo misericordiosi emaniamo il profumo di Gesù Cristo, tu, o Madre sua, quanto più emani il profumo della sua clemenza e pietà!». I testi e gli elementi menzionati ben ci mostrano un autore profondamente dotto che sa piegare ad un linguaggio comprensibile tutta la sua preparazione scritturistica e teologica ai fini di un'esposizione e di una catechesi atte ad instillare l'amore verso la Vergine Santa.

Bibliografia
DI GIROLAMO L. M., La predicazione mariana nel periodo tridentino, in Theotokos XXII (2014), n. 2., pp. 51-115; HERRAN L. M., La maniologia del beato Alonso De Orozco, Toledo 1991; ID. (a cura di), DE OROZCO A., Tratado de las siete palabras de Maria Santisima,1966; OROZCO A., Tratado de las siete palabras de Maria Santisima, 1566;  Declamationes deiparae Mariae Vìrginis, 1568; Tratato de la corona de la doces estrellas, 1576, in Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid nel 2001.






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