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STELLARIO DELL'IMMACOLATA



Il pio esercizio dello Stellario rimanda all'influsso dei francescani nel divulgare presso i fedeli il culto all'Immacolata, soprattutto attraverso i pii esercizi praticati nelle loro chiese. Di essi possiamo ricordare: i sabati in onore dell'Immacolata; la processione nell'ambito del convento nell'ultimo sabato del mese; la novena con il digiuno della vigilia, la recita dello Stellario all'Immacolata.

1. Cenni storici

a) Da recenti studi sappiamo che le prime notizie sul pio esercizio dello Stellario all'Immacolata risalgono al secolo XVIII. La devozione trae ispirazione dal testo di Apocalisse 12,1: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle». Probabilmente, il pio esercizio riprende dal brano biblico il nome, per il richiamo alla «corona di dodici stelle». La corona adorna il capo della Donna - identificata con Maria da alcuni Padri e scrittori ecclesiastici - e le dodici stelle indicano i privilegi di grazia che costituiscono per la Vergine un singolare ornamento. Anche se l'autore del testo è anonimo, si ritiene che la traduzione in preghiera poetica del testo di Apocalisse provenga da ambiente francescano del XV secolo.
b) Normalmente la struttura dello Stellario si articola in una «corona» suddivisa in tre parti, ognuna delle quali è composta da un Pater, quattro Ave Maria intercalate da altrettante quartine che terminano con la giaculatoria: «O Concetta Immacolata», e un Gloria. Nella prima metà del secolo XVII il pio esercizio dello Stellario è una preghiera molto comune nel Sud d'Italia, soprattutto nella diocesi di Palermo; la festa è stabilita al 30 agosto, i francescani e le confraternite dello Stellario ne sono i propagatori. La devozione si estende a Roma, presso la basilica di San Lorenzo in Damaso, dove viene istituita l'Arciconfraternita dello Stellario.
c) Negli anni 1639-1640 la devozione riceve un freno da parte del Sant'Uffizio e della Congregazione dell'inquisizione: due decreti proibiscono la recita, annullano le indulgenze concesse a chi lo recita, aboliscono le confraternite. Certamente tali prescrizioni non sono dappertutto eseguite. Difatti, nel 1643 padre Bonaventura Mastrilli, guardiano del convento di San Francesco di Palermo, istituisce nella stessa basilica la festa e la confraternita dello Stellario e, per renderla più solenne, incarica il padre Gaspare Sgemma, insigne teologo, a tenere il discorso di occasione, pubblicato nello stesso anno. Il suo successore, padre Francesco Garavetta da Napoli, festeggia con più solennità il primo dei dodici sabati che precedono la festa dell'Immacolata. Dalla documentazione ritrovata veniamo a conoscere che la descrizione dei festeggiamenti e dello scenario musicale sono di G.B. Cristadoro e la partitura musicale del maestro Bonaventura Rubino. Tuttavia, la Congregazione dell'inquisizione, il 23 novembre del 1645 rinnova in maniera ancor più perentoria le disposizioni del 1640: proibisce all'Arciconfraternita di San Lorenzo in Damaso e ai francescani di celebrare la festa, e sopprime le rispettive confraternite. Il 14 dicembre successivo Innocenzo X conferma il decreto dell'Inquisizione. Di fatto, la devozione dello Stellario riceve una battuta d'arresto.
d) Si ritiene che la devozione viene ripresa prima, e forse molto prima, della definizione dogmatica del 1854. Nel tempo più vicino a noi, una rievocazione della festa dello Stellario - come proposta nel 1643 - viene eseguita il 3 e 4 novembre 1990 e ripetuta il 4 e 5 novembre 1994, resa possibile per il ritrovamento dei documenti sopra ricordati. Registrano le cronache del tempo che una folla immensa si riversa nella basilica di San Francesco di Palermo, trasformata in un grande anfiteatro, e rivive uno dei momenti di maggiore fervore popolare. Particolarmente coinvolgenti sono stati gli appuntamenti programmati da settembre a dicembre 2004 nella ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione (1854-2004).

2. Testo dello Stellario: prima parte

Con il primo Padre nostro si ringrazia l'Eterno Padre per i privilegi concessi alla Vergine Immacolata come sua diletta Figlia. Padre nostro.
O Concetta Immacolata
Fosti eletta dal gran Padre
Del suo Figlio degna Madre,
Fra le amate la più amata,
O Concetta Immacolata. Ave.
       Fosti libera ed esente
       D'ogni colpa qualsiasi
       Questa fu, alma Maria,
       Che a Dio piacque e gli fu grata,
       O Concetta Immacolata. Ave.
Tu sebbene di Adamo figlia
Dal suo fallo fosti esente,
E la testa del Serpente
Dal tuo piè fu conculcata,
O Concetta Immacolata. Ave.
       Fosti ancor preordinata
       Per riparo all'uom che geme;
       Ci dai vita, ci sei speme,
       Ci sei scorta ed avvocata,
       O Concetta Immacolata. Ave e Gloria.

Con il secondo Padre nostro si ringrazia l'Eterno Divino Figlio peri privilegi concessi all'Immacolata Vergine, come sua degna Madre. Padre nostro.
Non fu mai verginitade
La più bella, la più chiara,
Del Dio Figlio Madre cara
Fosti, o Vergine sacrata,
O Concetta Immacolata. Ave.
       La tua santa gravidanza
      Al tuo seno non fu grave:
      Fu leggera, fu soave,
      Che ti rese ognor beata,
      O Concetta Immacolata. Ave.
Fu la tua feconditade
Per virtù del Santo amore
Sempre illeso il tuo candore
E sei Vergine illibata,
O Concetta immacolata. Ave.
      Il tuo parto poi, Maria
      Non ti diè pena o dolore,
      Ma bensì gioia di cuore
      Che fe l'alma consolata,
      O Concetta Immacolata. Ave, e Gloria.

Con il terzo Padre nostro si ringrazia lo Spirito Santo per i privilegi concessi all'Immacolata Vergine, come sua purissima Sposa. Padre nostro.
Per suo tempio e per sua Sposa
Ti accettò l'Eterno amore;
Di sue fiamme accese il core
D'ogni ben ti rese ornata,
O Concetta Immacolata. Ave.
      Colma sei di santitade
      Ma colmata in tal misura
      Che non fu mai creatura
      Sotto Dio la più colmata,
      O Concetta Immacolata. Ave.
Finalmente sei rifugio,
O Maria, dei peccatori;
Non sprezzar dunque i clamori
Di chi sei fatta Avvocata,
O Concetta Immacolata. Ave e Gloria.
       D'ogni grazia già ripiena
       ti scorgo, alta Regina;
       Donna sei tutta divina
       Tutta bella ed illibata,
       O Concetta Immacolata. Ave.

3. Testo dello Stellario: seconda parte
Offerta
Offriamo queste dodici Ave, i tre Padre nostro, e i tre Gloria a quest'Immacolata Signora, affinché si degni di ottenerci dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo il perdono dei nostri peccati la conservazione nella sua grazia, e la liberazione dalla morte eterna; e con puro e vero affetto dica ognuno di noi coll'intimo del cuore:
Purissima ed Immacolata Signora Maria, bella Figlia del Padre, dolce Madre del Figlio, e cara Sposa dello Spirito Santo, mi pento e mi dolgo, e pentito di vero cuore mi prostro ai piedi del vostro Santissimo Figlio Gesù, chiedendo pietà, perdono e misericordia delle mie colpe. Che potesse spezzarsi il mio cuore, e scioglierlo in vive lacrime di sangue; poiché conosco il mio errore! Rifugio dei peccatori, vi prometto di non offendere più, con l'aiuto divino, la Maestà del mio Redentore! E Voi fate, o potentissima Signora, che dopo le miserie di questa vita possiamo conseguire una santa morte assicurata colla Vostra assistenza; e se qui in terra vi lodiamo coronata di stelle, concedeteci di vedervi in Paradiso coronata di gloria, ringraziandovi sempre col dire: Sia lodato il Santissimo Sacramento, e viva la gran Madre di Dio Maria, Concetta senza macchia di peccato originale.

Preghiera finale
Ave Maria, graziosa e pia,
Vergine eletta, fosti Concetta
Senza peccato; orto serrato
Vergine santa, felice pianta.
Portasti al mondo frutto giocondo
Deh! per pietade, per caritade,
Candido giglio, prega il tuo Figlio,
Ch'io sempre l'ami, ch'io sempre brami
Ogni momento dargli contento;
E te, Maria, speranza mia,
Possa servire sino al morire
E dopo morte sia la mia sorte
Poter cantare, poter lodare
Con mente pia Gesù e Maria!
Gesù e Maria! Gesù e Maria!

4. Struttura e analisi contenutistica

a) Come possiamo constatare, il testo dello Stellario all'Immacolata è articolato in due parti. La prima è composta da 3 Pater, 12 quartine in versi, 12 Ave Maria e 3 Gloria; la seconda parte da due orazioni: «Offerta» e «Preghiera finale». Come altri pii esercizi, anche lo Stellario utilizza le preghiere tipiche del cristiano: il Pater, l'Ave, il Gloria, le stesse usate sia per la preghiera liturgica, sia per la recita del Rosario.
b) Le prime quattro quartine, precedute da un Pater in ringraziamento a Dio Padre, presentano Maria Immacolata come diletta Figlia del Padre, eletta alla dignità di Madre del Figlio di Dio, esente da ogni colpa e dal peccato di Adamo. Maria è invocata quale rifugio, guida, speranza e avvocata di chi è nella prova. La terminologia adoperata sottende uno sfondo biblico-liturgico. Si allude al brano di Gen 3,15, anche se interpretato secondo la visione biblico-teologica preconciliare («E la testa del serpente / Dal tuo piè fu conculcata»); al linguaggio del Cantico dei Cantici («Fra le amate la più amata»), alla preghiera del Sub tuum praesidium («Fosti ancor preordinata / Per riparo all'uom che geme») e all'antifona medievale della Salve Regina («Ci dai vita, ci sei speme, / Ci sei scorta ed avvocata»).
c) Le seconde quattro quartine, precedute dal Pater in ringraziamento al Figlio di Dio, presentano la maternità verginale di Maria a opera dello Spirito Santo («Per virtù del Santo amore») e la sua perpetua verginità («Sempre illeso il tuo candore / E sei Vergine illibata»). L'essere gravida del Verbo diviene per Maria motivo di soavità e di beatitudine; il parto non le procura pena o dolore, ma gioia e consolazione. La terminologia sottende le verità di fede professate dalla chiesa fin dai primi secoli (cf. simboli apostolici).
d) Le ultime quattro quartine, precedute dal Pater in ringraziamento allo Spirito Santo, presentano Maria quale tempio e Sposa dello Spirito («Eterno amore»), come creatura ricolma di santità più di ogni altra, Regina piena di ogni grazia, rifugio dei peccatori e nostra Avvocata. Oltre alla Salve Regina, la terminologia richiama alcuni titoli che ritroviamo nelle litanie lauretane.
e) Le dodici quartine di volta in volta sono diverse, ma il loro contenuto si riferisce sempre all'immacolato concepimento di Maria, richiamato dalla giaculatoria finale di ogni quartina: «O Concetta Immacolata». Lo scopo del pio esercizio si precisa nella didascalia che introduce la preghiera intitolata «Offerta»: l'orante implora l'Immacolata perché gli ottenga dalla Trinità il perdono dei peccati, il perseverare nello stato di grazia, la liberazione dalla morte eterna. L'orazione «Offerta» ribadisce che Maria, quale «bella Figlia del Padre», «dolce Madre del Figlio», «cara Sposa dello Spirito», gli ottenga il perdono dei peccati e il vederla in cielo coronata di dodici stelle. La «Preghiera finale», profusa di ricco sentimento, viene attribuita a sant'Alfonso Maria de' Liguori, il celebre santo napoletano.
f) In sintesi possiamo affermare che il popolo siciliano attraverso la recita/canto dello Stellario vede nel privilegio dell'Immacolata una sintesi della santità di Maria e della storia salvifica. Ella è la prima redenta da Cristo, che in lei non guarisce una ferita, ma la previene. Per dono della misericordia divina Maria è preservata dalla colpa originale: fin dall'eternità è stata eletta dal Padre a divenire Madre del Figlio suo. Nella mente e nel cuore dei fedeli l'Immacolata, più che un argomento da indagare e discutere, è un mistero da contemplare. Il popolo ammira nella Vergine Immacolata il capolavoro di Dio nello splendore della sua intatta bellezza, contempla la primigenia integrità della sua persona così come è uscita dalle mani stesse del Creatore, coglie in lei, per intelletto d'amore, la realizzazione compiuta dell'essere nuova creatura in Cristo Gesù.

Bibliografia

PEDICO M. M., La più amata dai cristiani. La pietà mariana secondo il Magistero, Edizioni Messaggero, Padova 2013, pp. 100-112; ROTOLO F., La Cappella dell'immacolata nella basilica di S. Francesco d'Assisi a Palermo, Basilica di San Francesco d'Assisi, Palermo 1998, pp. 78-83; DE GREGORIO D., A Beddamatri. Titoli e scritti mariani. Prefazione di sua eccellenza monsignor Ignazio Cannavò arcivescovo archimandrita emerito in Messina, Agrigento 2005, pp. 295-299; SGEMMA M. G., Sermone del SS. Sacramento e dell'immacolata Concezione di Maria Vergine, con la corona del suo purissimo stellario, Palermo 1643; CRISTADORO G. B., Il festevole trionfo per la coronazione dell'immacolata Reina del diadema delle dodici stelle ombreggianti li dodici privilegi rimenbrati nella Corona del Santissimo Stellario, Palermo 1644; RUAMO B., Vespro dello Stellario con sinfonie ed altri Salmi - Salmi variamente concertati con sinfonie d'obbligo et a beneplacito, opera quinta (1655), a cura di Giuseppe Collisani e Daniele Ficola, messi in partitura da Giuseppe Collisani, Leo S. Olschki Editore, Firenze 1996; GAMBOSO V., Stellario dell'Immacolata, Edizioni Messaggero, Padova 1995;Stellario dell'Immacolata, in Preghiere al Cuore Immacolato di Maria, Editrice Shalom, Camerata Picena (AN) 2005, pp. 96-98.






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