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SPAGNA


1. Origini del culto mariano
a) La cristianizzazione della Spagna fu intensa e precoce. Le notizie sui suoi inizi sono alquanto incerte ma fonti autorevoli attestano il suo pieno affermarsi alla fine del secolo II. Fra i molti spagnoli promotori della nuova fede vi fu Teodosio I, che nel IV secolo d.C. s'impegnò a combattere il paganesimo. Nei secoli V e VI, con l'invasione dei visigoti in Spagna si diffuse l'arianesimo, ma la conversione al cattolicesimo di re Recaredo (589), favorì notevolmente l'integrazione religiosa nel Paese. Un'altra invasione determinante per lo sviluppo storico della Spagna fu quella musulmana, iniziata nel 711 e poi contenuta dalla spedizione di Carlo Magno nel 778. I piccoli stati al nord della Spagna sfuggirono alla conquista musulmana e fin dall'inizio vi si sviluppò ampiamente la devozione mariana. Anzi, l'arresto stesso dell'avanzata nemica venne attribuito alla protezione della Vergine: a Covadonga, nelle Asturie, re Pelagio riportò un'importante vittoria (718). Si racconta che nei pressi esistesse un eremitaggio in cui si venerava un'immagine mariana; comunque, sul posto sorse ben presto un santuario, che è tuttora uno dei più venerati della Spagna.
b) È in questo periodo piuttosto oscuro che si posero le basi per la successiva fioritura dei santuari mariani. Sorsero numerose le "hermitas", chiesette di campagna spesso rette da un eremita. Moltissime furono dedicate alla Vergine. Lungo il famoso "camino de Santiago", la strada che dal confine francese, attraverso Burgos e Leòn, porta al celebre santuario galiziano, vennero erette numerosissime croci di pietra; alle loro basi, dentro dette nicchie, furono collocate anche delle piccole statue mariane. Sorsero anche tanti ospizi per alloggiare i pellegrini e molti di essi furono dedicati a Maria, per cui in Spagna titolo di «Virgen del camino» (si intende, di Santiago) divenne molto diffuso.
c) Durante la "Reconquista", iniziata dopo la metà del 1000, non appena una località venia liberata dai mori, si costruivano delle "hermitas" a san Giacomo e alla Vergine: i due culti furono strettamente associati sia nella tradizione popolare che nell'epopea della "Reconquista". Tutta la società spagnola di quel tempo era permeata di culto mariano, come del resto un po' tutta l'Europa. Ce lo testimonia, fra l'altro il grande campione della "Reconquista", El Cid (Ruy Diaz de Bivar, 1026-1099); nel poema che ne celebra le gesta, (El Cantar de mio Cid, scritto dopo qualche decennio dalla morte) l'eroe ha continuamente in bocca l'invocazione alla Vergine. Un ruolo particolare nella "Reconquista" fu svolto da san Ferdinando III (1199-1252), re di Castiglia e di Leòn: grande sia come politico che come cristiano, riuscì a ridurre il dominio dei mori in Spagna al piccolo regno di Granada e fece costruire innumerevoli "hermitas" e tre stupende cattedrali in stile gotico: quelle di Burgos, di Toledo e di Siviglia. Sotto Ferdinando III la Castiglia e il Leén costituirono definitivamente un solo regno. Un altro importante passo verso l'unità nazionale coincise con il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona (1469); e l'unità venne poi completata con la liberazione di Granada dai musulmani (1492) e l'annessione della Navarra (1512). A questo territorio, che corrisponde pressappoco a quello attuale, si aggiunsero nel XVI secolo il Portogallo e parte dell'Italia e i vasti possedimenti del Centro e Sud America. Inoltre, con l'ascesa al trono spagnolo dell'imperatore Carlo V (1516), il Paese accrebbe la sua potenza passando sotto la reggenza asburgica e vi rimase fino all'inizio del 1700.

2. Immagini della Vergine cariche di ori
d) Il periodo che intercorse fra la metà del 1600 e metà del 1700, noto come "siglo de oro", fu caratterizzato da un grande splendore culturale; lo testimoniano, in ambito religioso, l'eccelsa produzione letteraria ascetica e mistica e la fioritura dell'arte sacra. Particolare impulso ricevette il culto mariano che assunse più che mai delle manifestazioni sontuose. Le spoglie Madonne romaniche e gotiche vennero rivestite di ampi paludamenti di seta, ricamati fantasiosamente in oro e carichi di gioielli preziosi molto spesso provenienti dalle Americhe. Le nuove immagini, a loro volta, venivano fatte apposta per essere rivestite: consistevano infatti in manichini di legno con solo il volto e le mani scolpiti ed espressioni fortemente drammatiche. Le processioni e gli stessi pellegrinaggi diventarono delle sacre rappresentazioni, con gruppi statuari, scene viventi, costumi; il rosario stesso veniva cantato in processione.

3. I periodi bui e la Vergine del Pilar
A questo periodo di grande floridità economica e culturale ne seguì un altro che vide la Spagna superata dalla Francia nella lotta per l'egemonia mondiale e coinvolta in una lunga guerra di successione che si risolse con un governo borbone di impronta filofrancese. Il 1700 fu anche in Spagna un'epoca ostile alla religione; il popolo continuò nei suoi pellegrinaggi e nelle sue processioni, ma senza la vitalità dei secoli precedenti: non ci furono più i grandi teologi, pittori e scrittori di prima. La società civile e la cultura si dimostravano indifferenti od ostili e i pellegrinaggi internazionali cessarono quasi del tutto. Molti santuari andarono in rovina ma quello di Saragozza crebbe d'importanza fino al punto di divenire il santuario nazionale della Spagna. Fu proprio attorno a tale luogo di culto mariano che lo spirito spagnolo di fine secolo si risvegliò come da un lungo letargo. La Madonna del Pilar fu sentita e invocata come la «Condottiera» del popolo di Saragozza - uomini e donne, vecchi e giovani - che si opposero quasi a mani nude agli eserciti di Napoleone; egli dovette sacrificare ben sessantamila soldati per avere ragione dell'eroica città. Saragozza ne uscì malconcia con la popolazione dimezzata, ma tale prova le consentì di recuperare l"hispanidad", (ispanità).

4. La dittatura franchista
b) L'800 spagnolo fu caratterizzato da un progressivo disgregarsi dell'impero coloniale e da una grande instabilità governativa; guerre carliste tra assolutisti e liberali e colpi di Stato costellarono tutto il secolo; non mancarono inoltre le rivolte separatiste basche e catalane. Così anche se la neutralità durante la prima guerra mondiale fu di giovamento alla Spagna, i persistenti motivi di turbolenza e instabilità del secolo precedente causarono spesso gravi tensioni sociali e disordini. Essi prepararono l'avvento della dittatura di Miguel Primo de Rivera alla quale fece seguito la recentissima guerra del '36 che costò alla Spagna circa un milione di vittime. La dittatura franchista (1936-1975) fu inizialmente accolta con favore da una parte del Paese e dalle forze cattoliche che speravano nel ristabilimento dell'ordine, nell'allontanamento della minaccia comunista e nella fine delle feroci persecuzioni religiose durante il governo della II Repubblica. Gli atteggiamenti totalitari del governo non mancarono però di suscitare nuovi attriti con alcuni membri della Chiesa, la quale prese progressivamente le distanze dalla politica del regime. Essa apportò il suo contributo fondamentale alla riconciliazione nazionale durante la difficile fase di transizione dalla dittatura alla democrazia. Il processo di pacificazione spagnola fu salutato da una visita del papa nell' 82; egli si congedò affettuosamente dal Paese esultandone la profonda devozione mariana con le seguenti parole: «Viva la Spagna! Viva tu per sempre, terra di Maria!».

5. I più noti Santuari mariani
- Beata Vergine di Montserrat a Monserrat: il celebre santuario della Catalogna, fondato verso l'anno 1000 dall'abate Oliva, sorge al centro di un paesaggio montano d'imponente bellezza: si tratta di un massiccio che si erge dalla pianura circostante e da lontano dà l'idea di una gigantesca sega (Montserrat = monte segato);
- Beata Vergine del Pilar di Saragozza: la tradizione popolare va molto più in là nei secoli, fino a parlare di una visione avuta dall'apostolo san Giacomo il Maggiore: Maria gli sarebbe apparsa sopra una colonna (pilar) e l'avrebbe incoraggiato a continuare nell'evangelizzazione della Spagna;
- Nostra Signora della Rugiada di Almonte: santuario molto caro alle popolazioni dell'Andalusia. che sorge in mezzo ad una pianura, una volta acquitrinosa e ricca di vegetazione;
- Nostra Signora di Aranzazu di Aranzazu: si tratta di un'alta parete rocciosa sulla cui cima è costruito il santuario, in cui si venera una piccola statua mariana di stile gotico rivenuta da un pastore nel 1469;
- Nostra Signora di Covadonga di Covadonga: si tratta di uno dei luoghi più celebri dell'epopea spagnola, perché fra quei boschi e quelle rocce si combatté una delle prime battaglie della "Reconquista". Si racconta che re Pelagio, proprio nel corso di tale combattimento, inseguisse un soldato nemico fin dentro la grotta di un pio eremita. Questi avrebbe persuaso il re a risparmiare il malcapitato per amore della Vergine, di cui in quella grotta si venerava una statua. Per costruire la chiesa in un posto così scomodo si dovettero superare difficoltà tecniche enormi, tanto che la leggenda popolare attribuì la costruzione agli angeli;
- Nostra Signora di Guadalupe di Guadalupe: fino al tardo Medioevo e al periodo della conquista dell'America fu il santuario mariano più venerato della Spagna orientale, ed è proprio per questo che diede il nome all'ormai più celebre santuario messicano. Intorno al 1330, in seguito a un'apparizione, venne rinvenuta una statua mariana; il movimento dei pellegrini fu immediato e grandioso, per cui si procedette subito all'erezione della splendida chiesa e dell'immenso monastero fortificato.

Bibliografia
MARCUCCI D., Santuari mariani d'Europa, San Paolo, Cinisello Balsamo 1993, pp.139-145; SAMAHA J. M., La Madonna del Pilar in Missio Immacolatae - anno 7 - Gennaio/Aprile 2011, pp. 29-30; FORCANO CEBOLLADA B., Maria di Nazaret en la Virgen del Pilar, Nuoeva Eutopia 2010; BENAZZI N., Santuari d'Europa, San Paolo, Cinisello Balsamo 2014; FACCENDA L., Sempre mi troverai. Nei Santuari mariani ho incontrato la Madre, Edizioni dell'Immacolata, Borgonovo di Pontecchio Marconi 1992; SAGGIORATO B. A., La Madonna nel mondo con i più celebri santuari mariani, Edizioni Carroccio, Terraglione di Vigodarzere 1986.

VEDI ANCHE
- LETTERATURA MARIANA SPAGNOLA
- MADONNA DEL PILAR






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