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SUPPLICHE LITANICHE


1. Struttura e contenuto
a) Le litanie mariane o «Suppliche litaniche» sono una forma di preghiera semplice e facile: una serie di invocazioni a santa Maria formulate quasi sempre allo stesso modo, mentre cambiano via via i titoli laudativi attribuiti alla Vergine. Per il favore che godono presso il popolo, occupano un posto rilevante tra le espressioni di pietà mariana. Stando all'etimologia, il termine «litania» deriva dal greco (litaneia = preghiera, supplica) ed ha il senso generale di preghiera e più specificamente di supplica o preghiera di intercessione. Questo significato si adatta bene alle Litanie dei Santi perché sono una vera e propria supplica, mentre esprime solo in parte il contenuto delle Litanie della Vergine, le quali nella prima parte, ad eccezione della prima che è invocativa («Santa Maria»), sono laudative nella formulazione del titolo, e cioè sono delle vere laudes marianae; diventano supplica nella seconda parte: «prega per noi». Questo spiega perché a volte le litanie siano state chiamate anche «laudi».
b) Considerando il modo con cui le preghiere litaniche si sono strutturate, si può aggiungere che le litanie della Vergine implicano di loro natura due elementi caratterizzanti: concisione e ripetitività delle formule. La prima parte di «lode» varia costantemente (Virgo potens, Virgo clemens, Virgo fidelis ... ), la seconda, di «supplica», rimane normalmente invariata (ora pro nobis). Viste nella loro struttura tecnica, ossia come ripetizione insistente di invocazioni, di lode e di domanda, le litanie (di qualsiasi tipo, quindi anche quelle mariane) sono un modo di pregare che si ritrova in altre religioni. Tracce significative sono presenti nell'Antico e Nuovo Testamento (ad esempio il salmo 136, il cui ritornello «perché eterna è la sua misericordia» viene ripetuto dall'assemblea orante 26 volte; i brani di Daniele 3, 52-90; e 1Timoteo 2,1-3), come pure negli scritti dei Padri della Chiesa (ad esempio Lettera di Clemente ai Romani, parte conclusiva). Scrive Ignazio Calabuig: «La preghiera litanica, intesa come ripetizione insistente di lodi e di domande, è connaturale alle strutture psicologiche e soprannaturali della preghiera: l'uomo che prende coscienza, nella fede, della natura della sua relazione con Dio - un Dio trascendente e tuttavia presente nell'intimo del suo essere; un Dio assolutamente perfetto e tuttavia soggetto, nel Verbo incarnato, alla debolezza umana - prova il bisogno di lodare senza fine e di ripetere senza cessare la sua supplice preghiera». Se poi analizziamo le litanie sotto l'aspetto della supplica («prega per noi» o espressioni simili) troviamo nelle Litanie dei Santi la vera origine delle litanie della Vergine. Fin dai primi formulari del VII e VITI secolo, le Litanie dei Santi riportano sempre l'invocazione alla madre del Signore: nei primi testi compare l'espressione: «Sancta Maria, ora pro nobis» e in seguito se ne aggiungono altre, fino a raggiungere otto titoli mariani; dal secolo XII in poi le litanie mariane costituiscono dei formulari propri.
c) Sotto l'aspetto contenutistico, ossia come titoli mariani laudativi, il germe delle litanie della Vergine va ricercato nella Scrittura, nel plurisecolare impegno omiletico ed innologico intorno alla sua figura, nel crescente numero di orazioni rivolte direttamente alla madre di Dio, negli scritti dei Padri della Chiesa.

2. Prassi pastorale
a)
Nel nostro tempo la preghiera popolare delle litanie della beata Vergine è stata riscoperta. Il noto scrittore Alessandro Pronzato, dopo aver precisato che oggi c'è un bisogno insopprimibile di pregare e nello stesso tempo ci sono condizioni sfavorevoli per la preghiera (mancanza di tempo, impegni soffocanti...), scrive: 11 «L'invocazione litanica rappresenta, per mio conto, il primo passo per ricuperare il senso della preghiera nella propria esistenza... É la preghiera capace di riempire i minuscoli spazi vuoti della nostra giornata... Se c'è una preghiera ritagliata su misura per il nostro tempo mi pare sia precisamente la preghiera litanica. E non per nulla molti gruppi - giovanili oggi, nelle loro celebrazioni, le accordano una preferenza particolare. Il fenomeno, per chi sa leggerlo, risulta piuttosto significativo». Un altro scrittore, Ezechiele Pasotti, riferendosi alle litanie lauretane, dopo aver rilevato che il Signore stesso, con le parole dell'angelo Gabriele, ha dato inizio ai titoli laudativi, e che oggi viviamo in una cultura di crisi che non sa più «dire bene» di nessuno, annota: «Scoprire che Dio bene-dice Maria, riannunciarci che Dio dice-bene di lei, ci sembra fondamentale. Dio stesso parla bene dell'uomo, della donna. E dopo di lui e seguendo il suo esempio, tante generazioni cristiane lo hanno fatto. Tanto più che il motivo per cui Dio dice-bene di Maria (e in lei degli uomini di ogni tempo) nasce e si fonda nella gratuità dell'amore di Dio. In questo contesto le Litanie cessano di essere solo una 'pia devozione' e si trasformano in un atto di speranza nell'uomo; in un atto di fiducia nell'opera di Dio che non ha più cessato la sua attività; in un atto d'amore, capace di lanciare la nostra generazione verso la nuova civiltà dell'amore».
b) La Congregazione per il culto divino ha offerto le seguenti indicazioni, in merito al pio esercizio delle litanie della beata Vergine:
- far ritornare le Litanie, che generalmente completano la recita del Rosario, ad essere «una forma di preghiera a sé stante»: «esse possono costituire la parte centrale di un incontro di preghiera mariana o essere usate come canto processionale»;
- fornire i formulari litanici di melodie adatte, «essendo il canto elemento connaturale a questo tipo di preghiera»;
- «far conoscere ai fedeli le Litanie del Rito per l'incoronazione dell'immagine della beata Vergine Maria, perché costituiscono un'efficace alternativa, in alcune occasioni al formulano lauretano».
c) Concludiamo con un prezioso suggerimento di Romano Guardini: «Bisogna che la litania sia recitata in maniera conveniente. Il modo in cui essa talvolta viene recitata è senza profitto. La bellezza e il beneficio delle litanie divengono sensibili, quando ciascuna invocazione è pronunciata con chiarezza e ci si arresta un piccolo istante dopo la risposta, abbastanza perché il contenuto possa avere una certa eco. L'invocazione seguente non deve arrivare subito con una rapidità meccanica... Una pace divina impregnerà allora l'assemblea»

Bibliografia
PEDICO M . M., La Vergine Maria nella pietà popolare, Edizioni Monfortane, Roma 1993, pp. 94-100;  AA. VV., Maria nel culto cristiano. Le litanie della Vergine. Numero monografico di Regina Martyrum, 19/1987; BESUTTI G., Litanie, in DE FIORES S. - MEO S. (a cura di), Nuovo Dizionario di Mariologia, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Mi) 1985, pp. 759-767; CALABUIG I., Les Litanies de la Ste Vierge, in Cahiers Marials 29 (1984) pp. 78-100; 158-180: ID., «Mater Ecclesiae» nuova invocazione delle litanie lauretane, in Notitiae 16 (1980) pp. 220-231; COMMISSIONE LITURGICA INTERNAZIONALE DELL'ORDINE DEI SERVI DI MARIA, Suppliche litaniche a Santa Maria, Roma 1988; CHIOCCHETTA P.-GILLI A., Le Litanie mariane in Daniele Comboni, in Archivio Comboniano 25 (1987), n. 2, pp.112-126; DELLA VALENTINA P., Le litanie della Madonna, Napoli 1983; MANTESE Q., Antiche litanie alla Vergine di Monte Berjco, in Santa Maria di Monte Berico, Vicenza 1963, pp. 71-80; MARIN B., Le Litànie de la Madona, Padova 1988; PRONZATO A., Le nuove litanie della Madonna, Bologna 1978. SINOPOLI C., Meditare le litanie, Roma 1992.

VEDI ANCHE
- LITANIE A SANTA MARIA DI MONTE BERICO
- LITANIE A SANTA MARIA REGINA

- LITANIE DEI SERVI DI MARIA
- LITANIE LAURETANE
- PREGHIERA LITANICA

 






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DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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