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SAVIO DOMENICO



1. Cenni biografici
a)
Secondo dei dieci figli del fabbro Carlo e della sarta Brigida Gaiato, nacque a San Giovanni di Riva presso Chieri, il 2 aprile 1842. Qualche un anno dopo si trasferì a Morialdo, frazione di Castelnuovo d'Asti. Nel 1853 la sua famiglia, molto numerosa, con dieci bimbi perlopiù morti in tenera età, si spostò a Mondonio, sempre nel comune di Castelnuovo d'Asti. Tramite il suo professore don Cagliero, parroco di Mondonio, Domenico incontrò per la prima volta don Bosco a Morialdo il 2 ottobre 1854. Dopo un breve dialogo, in cui espresse l'intenzione di diventare sacerdote se avesse avuto la possibilità di studiare, don Bosco decise di farne un suo allievo nell'oratorio di Valdocco, a Torino. Qui si distinse per l'assiduità ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia e per la devozione all'Immacolata Concezione. Nell'estate del 1856 scoppiò una terribile epidemia di colera, e don Bosco organizzò quarantaquattro dei suoi giovani per soccorrere gli ammalati. Domenico si distinse fra questi volontari ma, ammalatosi a sua volta, morì, non ancora quindicenne, il 9 marzo 1857 a Mondonio di Castelnuovo d'Asti, fra le braccia dei genitori.
b) Don Bosco ne scrisse la Vita e nel 1933 la Santa Sede ne riconobbe le virtù eroiche. È stato proclamato beato il 5 marzo 1950 da Pio XII, che lo ha poi anche canonizzato il 12 giugno 1954. La Memoria liturgica è segnata al 9 marzo: cadendo questo giorno nel periodo di quaresima, la Famiglia Salesiana e le diocesi della Regione Pastorale Piemontese hanno spostato la celebrazione al 6 maggio.

2. Il suo amore per la Vergine
Ecco cosa scrive don Bosco, circa la sua devozione alla Vergine: «La devozione verso la Madre di Dio in Domenico era assai grande. In onore di lei faceva ogni giorno qualche mortificazione. Non guardava mai in faccia persone di sesso diverso; andando a scuola, non alzava mai gli occhi. Talvolta passava vicino a pubblici spettacoli, che dai compagni erano osservati con tale ansietà da non saper più dove si fossero. Interrogato il Savio se quegli spettacoli gli fossero piaciuti, rispondeva che non aveva veduto niente. Della qual cosa quasi incollerito una volta un compagno lo rimproverò, dicendo: - Che vuoi dunque fare degli occhi, se non te ne servi a guardar queste cose? - Io voglio servirmene, - rispondeva, - per guardar la faccia della nostra celeste Madre Maria, quando, se coll'aiuto di Dio ne sarò degno, andrò a trovarla in paradiso. Aveva una speciale devozione all'Immacolato Cuore di Maria. Tutte le volte che andava in chiesa, s'inginocchiava avanti all'altare di lei per pregarla di ottenergli la grazia di conservare il suo cuore sempre lontano da ogni affetto impuro. «Maria, - diceva, - io voglio essere sempre vostro figliolo: ottenetemi di morire prima che io commetta un peccato contrario alla virtù della modestia». Ogni venerdì poi sceglieva un tempo di ricreazione e si portava in chiesa con altri compagni per recitare la corona dei sette dolori di Maria, o almeno le litanie di Maria Addolorata. Non solo egli era devoto di Maria, ma godeva assai quando poteva condurre qualcheduno a prestarle pratiche di pietà. Un giorno di sabato aveva invitato un compagno a recarsi con lui in chiesa a recitare il vespro della Vergine. Questi si arrendeva di mala voglia, con la scusa di aver freddo alle mani. Domenico si levò i guanti dalle mani e glieli diede, e così andarono ambedue in chiesa. Un'altra volta si tolse il mantello dalle proprie spalle, per imprestarlo ad un altro, affinché andasse volentieri con lui in chiesa a pregare. Chi non si sente compreso d'ammirazione a tali atti di generosa pietà? In nessun tempo Domenico appariva maggiormente infervorato verso la celeste nostra protettrice Maria quanto nel mese di maggio. Si accordava con altri per fare ogni giorno di quel mese qualche pratica particolare oltre a quanto si faceva già nella pubblica chiesa. Si preparava una serie di esempi edificanti, che andava con gran piacere raccontando per animare altri ad essere devoti di Maria. Ne parlava spesso in ricreazione: animava tutti a confessarsi e frequentare la santa Comunione, specialmente in quel mese. Egli ne dava l'esempio accostandosi ogni giorno alla mensa eucaristica con tal raccoglimento, che maggiore non si poteva desiderare. Un curioso episodio fa vedere la tenerezza del suo cuore per la devozione di Maria. Gli alunni della camera ove egli dormiva, deliberarono di fare a spese proprie un elegante altarino, che servisse per solennizzare la chiusura del mese di Maria. Domenico era tutto in faccende per quest'affare; ma venendosi alla quota che ciascuno avrebbe dovuto sborsare: «Ohimè! - esclamò; - sì che stiamo bene. Per questi affari ci vogliono denari; ed io non ho nessun quattrino in tasca. Pure voglio fare qualche cosa a qualunque costo». Andò, prese un libro, che gli era stato donato in premio e, chiestone il permesso al superiore, ritornò pieno di gioia dicendo: «Compagni, eccomi in grado di concorrere anch'io per onorar Maria; prendete questo libro, cavatene quell'utilità che potete; questa è la mia oblazione». Alla vista di quell'atto spontaneo e così generoso s'intenerirono i compagni, e vollero essi pure offrir libri ed altri oggetti. Con essi fu fatta una piccola lotteria, il cui prodotto fu abbondante per sopperire alle spese che occorrevano. Terminato l'altare, i giovani desideravano celebrare la loro festa con la massima sontuosità. Ognuno se ne dava grande sollecitudine; ma, non essendosi potuto totalmente terminare l'altarino, bisognava lavorare durante la notte precedente la festa. «Io, - disse il Savio, - io passerò volentieri la notte a lavorare». Ma i suoi compagni, perché aveva fatto poco prima una malattia, l'obbligarono ad andarsi a coricare. Non voleva arrendersi, e solo andò a letto per ubbidienza. «Almeno, - disse ad uno dei compagni, - appena sia tutto terminato, vienimi tosto a risvegliare, affinché io possa essere dei primi a contemplare l'altare addobbato in onore della nostra cara Madre».

Bibliografia
BOSCO G. (SAN), Vita di San Domenico Savio, Elledici, Leumann 2015; PASTORALE GIOVANILE ARCIDIOCESI DI MILANO, Destinazione Dio. Un ragazzo del Signore: San Domenico Savio, Centro Ambrosiano Edizioni, Milano 2015; FORNARA F., Domenico Savio,  Edizioni Paoline, Bari1957; CASTANO L., Domenico Savio, 1842-1857, alla scuola di Don Bosco, Elle Di Ci, Leumann 1994; BOSCO T., San Domenico Savio, Elledici, Leumann 2007; ID., San Domenico Savio visto da vicino, Elledici, Leumann 2004; FABBIAN M. V., Domenico Savio, Edizioni Messaggero, Padova 2004; GIRAUDO A., Domenico Savio raccontato da Don Bosco, LAS, Roma 2005; PUCCI M. V., Domenico Savio, Edizioni Messaggero, Padova 1998; AA. VV., Domenico Savio, Elledici, Leumann 1974.

VEDI ANCHE
- BOSCO GIOVANNI
- CENTRO SALESIANO DOCUMENTAZIONE MARIANA
- SALESIANI E MARIA






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