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PERRELLA SALVATORE MARIA



Preside della Facoltà Teologica "Marianum" di Roma fino al mese di giugno del 2017, è uno dei più qualificati mariologi contemporanei.

1. Cenni biografici e incarichi
Nato a Napoli il 16 aprile 1952, presbitero dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato filosofia e teologia a Napoli, Firenze e Roma: presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum, baccellierato e licenza; alla Pontificia Università Gregoriana ha compiuto corsi per il dottorato in teologia dogmatica poi preso nel 1991 alla P.F.T. Marianum con una tesi di laurea pubblicata integralmente nel 1994. Preside della P.F.T. Marianum nel triennio 2011-2014, viene riconfermato per il triennio 2014-2017. Alla P.F.T. Marianum vi insegna sin dall’anno accademico 1987-1988 in qualità di docente di dogmatica e mariologia. Presso la stessa ha ricoperto nel triennio 2008-2011 l'incarico di Vice-Preside e Coordinatore del corso di Licenza/Laurea, divenendo il 30 giugno 2009 anche professore ordinario della cattedra di dogmatica e mariologia. Presta il suo servizio accademico presso la Pontificia Università Antonianum e la Pontificia Facoltà Teologica Augustinianum di Roma. Dal 2000 è docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia Agostino Gemelli di Roma. Ha inoltre insegnato mariologia presso la Pontificia Università Urbaniana, di Roma; la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, di Bologna. Dal marzo 2010 al gennaio 2014, con biglietto di nomina del cardinal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato membro, come perito teologo, della Commissione Vaticana Internazionale in seno alla Congregazione per la Dottrina della Fede, voluta da papa Benedetto XVI in ordine al discernimento ecclesiale del "caso Medjugorje". È membro del Consiglio direttivo della Pontificia Accademia Mariana Internationalis (PAMI, Città del Vaticano) e della Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana (AMI, Roma), di cui ha ricoperto la carica di vice-presidente e, dal 4 settembre 2012, di presidente, succedendo nell'incarico al prof. Stefano De Fiores.

2. Pubblicazioni
Le sue pubblicazioni scientifiche, frutto di partecipazioni ai convegni internazionali, nazionali e del suo insegnamento, vertono sul magistero e sulla mariologia moderna e contemporanea. Tra queste ricordiamo:
* I “vota” e i “consilia” dei vescovi italiani sulla mariologia e sulla corredenzione nella fase antepreparatoria del Concilio Vaticano II, Roma 1994;
* "Virgo ecclesia facta". La Madre di Dio tra due millenni. Summula storico-teologica, Roma 2002;
* Maria Vergine e Madre. La verginità feconda di Maria tra fede, storia e teologia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2003;
* Non temere di prendere con te Maria (Matteo 1,20). Maria e l'ecumenismo nel postmoderno, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004;
* La Madre di Gesù nella coscienza ecclesiale contemporanea. Saggi di Teologia. PAMI, Città del Vaticano 2005.
* Le Apparizioni Mariane, Dono per la fede e sfida per la ragione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007;
* Ecco tua Madre, (Gv 19, 27). La Madre di Gesù nel magistero di Giovanni Paolo II e nell'oggi della Chiesa e del mondo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007;
* Credo nel Dio di Gesù Cristo. La responsabilità del "conoscere" la fede, oggi, Edizioni I.S.U. Università Cattolica, Milano, 2007;
* Le Mariofanie. Per una teologia delle apparizioni, Edizioni Messaggero Padova, 2009;
* Anglicani e Cattolici «Con Maria la Madre di Gesù» (At 1, 14). Saggio di Mariologia ecumenica, San Paolo, Cinisello Balsamo 2009;
* Dizionario Mariologia, (insieme a Stefano De Fiores e Valeria Ferrari Schiefer), San Paolo, Cinisello Balsamo 2009;
* Impronte di Dio nella storia. Apparizioni e Mariofanie, Edizioni Messaggero Padova, 2011;
* Immacolata e Assunta. Un'esistenza fra due grazie. Le ragioni del cattolicesimo nel dialogo ecumenico, San Paolo, Cinisello Balsamo 2011;
* Apparizioni e Mariofanie. Teologia, Storia, Verifica ecclesiale, San Paolo, Cinisello Balsamo 2012 (con Gian Matteo Roggio);
* L’insegnamento della mariologia ieri e oggi (Collana In Domina Nostra, 20), Edizioni Messaggero, Padova 2012;
* La Madre di Gesù nella Teologia Percorsi Mariologici dal Vaticano II ad oggi, Aracne Editrice, Roma 1015.
* La mariologia dei papi e il rosario, Aracne Editrice, Roma 2017.

3. Altri interventi a carattere mariologico
La vigorosa attività di mariologo e cultore della Mariologia, è espletata dal Perrella anche con molteplici altri interventi, quali articoli su varie riviste scientifiche; Prefazioni a pubblicazioni sulla Vergine, ecc. Ecco alcuni degli untimi interventi:
- Il capitolo VIII della «Lumen gentium» del Concilio Vaticano II fonte ispiratrice del pensiero mariano del vescovo mons. Antonio Bello, in S. Palese (a cura di), Don Tonino Bello cantore di Maria donna dei nostri giorni, Edizioni VIVEREIN, Roma 2015, pp. 25-109;
- La verginità di Maria di Nazareth. Fatto e significato che declinano il mistero di Cristo “figlio di Dio” e “figlio dell’uomo”, Prefazione in G. Onofre Villalba, La verginità della Madre di Gesù nel contesto storico-culturale della postmodernità, Aracne Editrice, Roma 2016, pp. 9-19;
- Cristo e la sua Pasqua dono di redenzione e di salvezza per Maria e l’umanità, Prefazione in B, J. Gil, Maria, immacolata e assunta nell’evento e nella prospettiva del “dono”. Dimensione culturale e teologica, Aracne Editrice, Roma 2016, pp. 9-17;
- La Vergine Maria nella coscienza ecclesiale. Dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco, in Aa, Vv., “La Madre SSma. Del Lume. Storia e teologia, arte e devozione da Palermo al mondo” Edizioni Parva, Melara (RO) 2016, pp. 139-175;
- La prudenza su Medjugorje è giustificata, in G. V. Fantuz (a cura di), Storie su Medjugorje. Sacerdoti raccontano, Edizioni Segno, Tavagnacco 2016, pp. 15-18;
- Apparizioni: verifica ecclesiale del “caso Medjugorje”, in G. V. Fantuz (a cura di), Storie su Medjugorje. Sacerdoti raccontano, Edizioni Segno, Tavagnacco 2016, pp. 137-146;
- Per una pedagogia dell’accoglienza della Madre di Gesù, in Theotokos 24 (2016), pp. 137-182;  

4. Alcune prospettive della Mariologia secondo Salvatore Maria Perrella
a) Secondo il Perrella, la mariologia dei nostri giorni postmoderni è chiamata a sintonizzarsi e a percorrere la paradossale e scandalosa via biblica e cristologica della kenosi e, quindi della gloria sub contraria specie. A questo riguardo risultano calzanti le riflessioni del teologo claretiano spagnolo J. C. Rey García Paredes sulla mariologia del futuro: «Lo spirito della postmodernità coincide con un altro aspetto della rivelazione cristiana, che è l'incarnazione frammentaria del Mistero di Dio. Parlare di sacramenti è riferirsi alla frammentarietà nell'epifania del Mistero. Parlare di Maria è riferirsi all'epifania del Mistero in una donna della nostra stirpe. È divenuta famosa la frase di Urs von Balthasar ''il Tutto nel frammento". La razionalità estetica è quella che lo individua. Lo spirito della postmodernità ci conduce con nuovo vigore la riflessione sacramentale e simbolica. e a servirci molto più della ragione estetica ed emozionale. La mariologia connessa con il pensiero debole''.... è mariologia umile, modestamente frammentaria, teologia della kenosis del divino e non di una gloria presuntuosamente immaginata. Allora la mariologia si elabora a partire dalla ricostruzione dei frammenti e non da una presuntuosa deduzione metaí`isica. Il Gesù delle parabole e non quello dei sistemi di pensiero: è il Gesù delle azioni siniboliche e trasformatrici, non il Gesù dei grandi progetti e dei grandi racconti. I suoi micro-racconti sono capaci di commuovere e di cambiare l'essere umano che respira lo spirito del nostro tempo. Cosi avviene pure con la figura di Maria e con l'umile e frammentaria riflessione su di essa». Maria, il frammento dell'uomo nel Tutto di Dio è vera icona del Mistero salutare e gratificante, che l'Umiliato-Esaltato ha mostrato in tutto il fulgore del suo inedito e inimmaginabile Amore pro nobis. La persona, l'evento e il destino di kenosi e di gloria di santa Maria di Nazareth (esemplari e conformati a quelli di Gesù di Nazareth, vero Dio e vero uomo), ci dicono che ella è l'umana testimone dell'Amore del Dio Trinitario, la persona che nello Spirito ha percorso per intero l'itinerario di mente e di cuore tracciato da Dio, per cui ella a buon ragione è ritenuta dalla Chiesa Sedes Sapientiae e Testis sempre attuale ed esemplare del Regno. Maria, donna umile e povera, umano itinerario ed icona materna della Trinità, fa riconoscere all'uomo e alla donna di oggi, la decisività di Cristo nella storia e nella vita del credente. Si tratta, ora, di esplicitare questo riferimento cristologico-trinitario ed antropologico nel culto, nella catechesi e nella teologia odierne.
b) Tuttavia, pur essendo «assolutamente legittimo il desiderio di non sottrarre Maria dalla comune condizione umana», è anche assolutamente legittimo, come tradizionalmente insegnato la dottrina ecclesiale e la stessa teologia, riconoscere la singolarità della grazia che l'ha posta «nel cuore stesso dell'umanità. La singolarità di Maria è singolarità di pienezza e non di eccezione. Dio le concede, in pienezza, la grazia data a tutta la Chiesa, a tutta l'umanità. Ella è l'icona della salvezza da Dio operata per noi in Gesù Cristo. Nella contemplazione di questa immagine, il cristiano ha la gioia di scoprire la grazia che Dio gli riserva». Nello stupore della ragione, nella gratitudine del cuore, nell'impegno della fede dinanzi allo splendore del sommo Bene, che grandi cose ha compiuto per noi in Maria, sta la motivazione centrale di una tradizione di «intelletto d'amore», quella mariologica, che chiede di continuare a servire e a proporsi. Dopo la grande svolta e la grande e feconda stagione conciliare e postconciliare la mariologia oggi non la si può né stancante perpetuare, né nichilisticamente mascherare con proposte cosmetiche infinitamente lontane dall'originario e ricco humus della grandiosa tradizione ecclesiale che ha con l'intera teologia connessioni indubitabili e permanenti. Infatti, osserva la Pontificia Academia Mariana Internationalis: «La mariologia è parte della teologia, anzi ne è una componente centrale perché centrali sono i misteri salvifici con i quali santa Maria è intimamente connessa: l'incarnazione del Verbo (cf. Le 1,26-38: Mt 1,18-35), la manifestazione di Gesù ai pastori (cf. Le 2.8-14) e ai magi (cf. Mt 2,9-10), rappresentanti rispettivamente degli Ebrei e dei Gentili, la rivelazione messianica nel Tempio di Salomone ed Anna (cf. 2, 22-38) e poi a Cana di Galilea ai discepoli, agli inizio della vita pubblica (cf. Gv 2,1-12), la morte del Signore sulla croce (cf. Gv 19,25-27), l'effusione del dono dello Spirito nella Pentecoste (cf. At 1,12-14; 2,1-4). Da tempo peraltro è stata rilevata la connessione della mariologia con le altre discipline». Le nuove generazioni dei teologi, forse nemmeno ci pensano, o forse, e questo sarebbe la peggiore delle ipotesi, non hanno nessun interesse per il proseguimento creativo di tale tradizione; si potrebbe forse dire che per taluni il dossier Maria o è marginale e quindi non va ripreso, o è una eredità non renumerativa, dal punto di vista teologico, ecclesiale, ecumenico, interreligioso, etico-valoriale..., allora va lasciata decadere! Tutti noi sappiamo che non è così, e, allo stesso tempo, che non può essere così! La Signora Santa, secondo l'insegnamento normativo della Scrittura, è presenza ineliminabile se si vuole scrutare, dire e proporre nella verità dell'evento il mistero di Dio in Cristo (cf. Mt 2,11); è dono pasquale del Signore (cf. Gv 19,25-27), che va accolto con riconoscenza e impegno, per cui non si deve temere di accoglierla nell'esperienza credente dell'intellectus fidei (cf. Mt 1,20). Infatti, dinanzi a questo mistero e a questo gran dono del Signore, «che coinvolge in un'aura di "sacralità"... la persona della Madre di Dio, il teologo come Giuseppe di Nazareth, non deve temere di farlo proprio, perché tale dono viene da Dio ed è segno della sua presenza nella storia, nella vita e nel seno di Maria di Nazareth (cf. Mt 1,20). Dinanzi alle antiche e recenti titubanze nei riguardi della persona, della missione e della preclara dignità della Madre e Serva del Signore, il teologo, come Giuseppe, "viene anzitutto rassicurato: l'intoccabilità, la 'sacralità' di Maria non devono incutergli un timore tale da rinunciare a lei". La Chiesa, sempre più edotta dalla Parola e dallo Spirito di verità, comprende, ama e accoglie nella propria esistenza credente, intellettuale e spirituale, Maria quale "dono" del Dio crocifisso e risorto». Sempre più ci si convince che la «Vergine è un 'bene' che appartiene all'intera Chiesa e a tutte le generazioni: verso tutti i credenti in Cristo, anzi verso tutti gli uomini, essa svolge il suo ministero materno: e, per la purezza della sua adesione alla volontà del Padre e al messaggio del Figlio, a tutti - uomini e donne, vescovi presbiteri diaconi, religiosi e laici - si offre come immagine compiuta del fedele discepolo di Cristo».
c) Un altro buon motivo per cui i teologi devono coltivare il loro rapporto con Maria, la Sapiente-Discepola, sta nel fatto che ella, illuminata dallo Spirito e sostenuta dall'amore verso Dio sommamente amato e servito, ha scrutato il Mistero come pochi, riuscendo a parlare a Dio e di Dio come nessun altro. Per cui oggi più che mai la Madre di Gesù ci invita a far sì che il nostro 'parlare di Dio' e 'su Dio' sia fatto: - a partire dalla fede; - sotto l'impulso dello Spirito: - con coscienza della nostra piccolezza, con aderenza alla concretezza della vita. Infatti, nel Magnificat «il "discorso su Dio" diviene subito "discorso sull'uomo"; Maria, infatti, dopo la lode divina, volge la sua attenzione all'uomo e a se stessa (cf. Lc 1,48-49), agli oppressi e ai piccoli della società (cf. Lc 1,50-53), al suo popolo, Israele (cf. Lc 1,54-55); perché ogni genuina teologia diviene necessariamente antropologia, premura per l'uomo, maschio e femmina, opera delle mani di Dio e sua suprema somiglianza (cf. Gen 1,27; 2,7.18-22). Dal cantico della Vergine derivano, dunque, alcune indicazioni perché il nostro servizio di "parlare di Dio", tanto arduo quanto frequentemente richiesto, scaturisca dall'adesione alla Parola e dall'ascolto della voce dello Spirito, e sia svolto con consapevolezza degli invalicabili limiti e con senso di profonda venerazione».
d) Nella bimillenaria storia della Chiesa, infine, innumeri sono stati i fatti trascendentali e i fenomeni soprannaturali. Tra essi sono rilevanti le visioni e le apparizione mariane o mariofanie, inventariate sino oltre mille in venti secoli; esse sono ancora oggi dono e sfida. Il linguaggio biblico a tale riguardo conosce la distinzione tra visione, esperienza soggettiva e apparizione, evento oggettivo. Il magistero davanti a fenomeni apparizionistici e «rivelazioni private» segue il criterio positivo: consta la trascendenza; attendista: «non consta la trascendenza»; negativo: «consta la non trascendenza». Verificate anche tramite i criteri di credibilità, le manifestazioni straordinarie consentono libertà di adesione, in quanto la fede si presta solo alla Rivelazione pubblica di Dio, conclusa con la morte dell'ultimo degli Apostoli. Le vere mariofanie, quelle che hanno avuto il placet delle competenti autorità della Chiesa, comunque, declinano la presenza materna e la missione evangelica della Vergine Gloriosa nella storia della Chiesa, dei popoli e del singolo uomo-donna: presenza e missione che consistono nell'aiutare tutti a trovare nell'itinerario di fede nel Signore Gesù la via verso la casa del Padre. Le apparizioni, specialmente quella di Fatima, confermano non solo la materna cura che la Glorificata esercita a nostro vantaggio in ordine al compimento del disegno divino di salvezza, ma la mostrano al nostro fianco come lottatrice come immagine agonale, assai cara alla tradizione e al magistero di Giovanni Paolo II, specie delle encicliche Redemptoris Mater ( 1987) ed Evangelium vitae (1995). Santa Maria di Nazareth, la redenta in modo sublime, la piena di grazia, l'acerrima nemica del Maligno a motivo della sua splendida umiltà, recettività cristica, fortezza teologale, obbedienza pneumatologica, santità preclara, è indubbiamente impegnata nella lotta contro il male nelle sue varie forme, che, in e per mezzo del Cristo suo Figlio e Signore, concorre a sconfiggere in quanto Donna protologica ed escatologica (cf. Gen 3,15: Ap 12,1).

Bibliografia
Informazioni tratte dal sito internet del Prof. Perrella e dal suo intervento Percorsi teologici postconciliari: dalla "Lumen gentium" ad oggi, in AA. VV., Maria nel Concilio. Approfondimenti e percorsi, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", Roma 2005, pp.289-296.






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