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DA COSTA ALEXANDRINA MARIA



Mistica portoghese, beatificata da Giovanni Paolo II il 25 aprile 2004

1. Cenni biografici
Alexandrina Maria da Costa nasce il 30 Marzo 1904 a Balasar in Portogallo. Venne educata cristianamente dalla mamma, insieme alla sorella Deolinda. Alessandrina rimase in famiglia fino a sette anni, poi fu inviata a Póvoa do Varzim in pensione presso la famiglia di un falegname, per poter frequentare la scuola elementare che a Balasar mancava. Tornata a Balasar lavora come contadina. É vivace, scherzosa e affettuosa e molto ricercata dalle compagne. A 14 anni salta dalla finestra nel giardino di casa sua, per salvare la purezza insidiata dalla passione di alcune persone male intenzionate. Intenta nel lavoro di cucito, si accorse che tre uomini tentavano di entrare nella sua stanza. Nonostante le porte fossero chiuse, i tre riuscirono a forzare le porte ed entrarono. Alexandrina, per salvare la sua purezza minacciata, non esitò a gettarsi dalla finestra, da un’altezza di quattro metri. Le conseguenze furono terribili, anche se non immediate. Infatti le varie visite mediche a cui fu sottoposta successivamente diagnosticarono con sempre maggiore chiarezza un fatto irreversibile. Fino a diciannove anni poté ancora trascinarsi in chiesa, dove, tutta rattrappita, sostava volentieri, con grande meraviglia della gente. Poi la paralisi andò progredendo sempre di più, finché i dolori divennero orribili, le articolazioni persero i loro movimenti ed essa restò completamente paralizzata. Chiede la grazia della guarigione, ma la Madonna le concede l’accettazione delle sofferenze e il desiderio di soffrire per la salvezza delle anime. Era il 14 aprile 1925, quando Alessandrina si mise a letto per non rialzarsi più, per i restanti trent’anni della sua vita. Alessandrina si offre come vittima a Cristo per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo: “Non ho altro fine che dare gloria a Dio e salvargli anime”. Per quattro anni (1938-1942), superando l’abituale paralisi, scende dal letto, e per 182 volte rivive la passione di Cristo tutti i venerdì, lungo tre dolorosissime ore. Dal 27 marzo 1942 alla morte, 13 anni e 7 mesi, non ingerisce più alcuna bevanda né alimento di sorta, all’infuori della comunione quotidiana. Questo fatto inspiegabile fu verificato scientificamente da diversi medici, a volte anche in maniera umiliante per Alessadrina. Fu una grandissima mistica. In unione continua con Gesù nei Tabernacoli di tutto il mondo, ricevette estasi e rivelazioni. Il Signore volle che il suo secondo direttore spirituale fosse un salesiano, don Umberto Pasquale, che raccolse il suo prezioso diario. Accettò allora di diventare Cooperatrice. Diceva: “Sento un’unione grande con i Salesiani e con i Cooperatori di tutto il mondo. Quante volte fisso il mio attestato di appartenenza e offro le mie sofferenze, unita a tutti loro, per la salvezza della gioventù! Amo la Congregazione. L’amo tanto e mai la dimenticherò né in terra né in cielo”. Migliaia di persone giungevano al suo letto per ricevere conforto dalle sue parole. Il 7 gennaio 1955 le viene preannunciato che quello sarebbe stato l’anno della sua morte. Il 12 ottobre volle ricevere l’unzione degli infermi. Il 13 ottobre, anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima, la si sentì esclamare: “Sono felice, perché vado in cielo”. Alle 19,30 spirò. Nel 1978 le sue spoglie vennero traslate dal cimitero di Balasar alla chiesa parrocchiale, dove oggi, in un cappella laterale, riposa il corpo di Alessandrina. Sulla sua tomba si leggono queste parole da lei volute: “Peccatori, se le ceneri del mio corpo possono essere utili per salvarvi, avvicinatevi, passatevi sopra, calpestatele fino a che spariscano. Ma non peccate più; non offendete più il nostro Gesù!. E’ la sintesi della sua vita spesa esclusivamente per salvare le anime”. Folle di pellegrini si recano a visitarla. Venerabile il 21 dicembre 1995, fu beatificata il 25 aprile 2004 da Giovanni Paolo II.

2. Maria nella vita mistica di Alexandrina
a) Nel 1934 Alexandrina avvertì le prime locuzioni di Gesù che la invitava a vivere la sua Passione e a consacrarsi tutta a Lui. A partire dal 1938 e fino alla sua morte, Alessandrina vivrà la Passione di Gesù. Ciò avverrà con due distinte modalità: dal 3 ottobre 1938 al 20 marzo 1942 con una partecipazione fisica, anche se le stigmate non le si manifestavano, perché lei stessa aveva chiesto a Cristo che nulla apparisse all'esterno; poi, dal 27 marzo, con la partecipazione interiore, soffrendo intimamente senza lasciare trapelare alcunché. Nel rivivere la Passione di Gesù, Alessandrina percepiva e vedeva tutti i dolori e le sofferenze di Maria. Ella le apparve il 2 settembre del 1949 con la Corona del Rosario dicendole: “Il mondo agonizza e muore nel peccato. Voglio orazione, voglio penitenza. Avvolgi in questa mia corona del Rosario coloro che ami e tutto il mondo". Il 2 dicembre 1944 la Vergine apparve per la prima volta ad Alessandrina Maria da Costa, per confermarle le parole del Figlio che il giorno prima l'aveva unita in matrimonio mistico, dicendole: “Accetta il mio santissimo manto, puoi coprire il mondo intero. Basta per tutti. Accetta la mia Corona, sei regina”. Le apparvero, quindi, di nuovo Gesù e Maria, coi cuori visibili sul petto. Dai loro Cuori tenerissimi, cerchiati di spine, uscivano raggi luminosi che si incontravano gli uni con gli altri, lampeggiando come nubi che cozzano tra di loro. Dal mezzo usciva la Corona del Rosario e pareva passare per i centri dei Cuori: Alexandrina chiede “O mammina, cosa significa la Corona del Rosario nei vostri cuori ?”. Ecco cosa scrive nel diario come risposta: «Mammina mi parlò baciandomi e prendendomi per mano: “Parla di esso, figlia mia; Gesù te lo ha chiesto e io pure te lo chiedo. Ti abbiamo chiesto di parlare del Rosario e dell'Eucaristia, amore dei nostri cuori. L'Eucaristia, il Rosario e le tue sofferenze insieme a quelle delle altre vittime: ecco i mezzi da noi indicati per la salvezza dell'umanità perduta”. Mostrandomi la Corona del Rosario, mi fece sentire come se me la intrecciasse nelle mani e continuò: “Parla del Rosario di mia Madre benedetta. Tieni nelle tue mani la Croce, stringila forte al cuore. L’umanità intera rimarrà dentro al Rosario. “Che trionfo la tua entrata in Cielo! Le anime che salvasti col tuo martirio, strette al Rosario, alle perle innumerevoli delle tue virtù e all’ombra del tuo manto, canteranno, loderanno il Signore per averti creata”».
b) Nel 1936, per ordine di Gesù, essa chiese al Santo Padre, per mezzo del padre Pinho, la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Questa supplica fu più volte rinnovata fino al 1941, per cui la Santa Sede interrogò tre volte l'Arcivescovo di Braga su Alessandrina. Il 31 ottobre 1942 Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria con un messaggio trasmesso a Fatima in lingua portoghese. Questo atto lo rinnovò a Roma nella Basilica di San Pietro l’8 dicembre dello stesso anno.

Bibliografia
AMORTH G.,  Dietro un sorriso. Alexandrina Maria Da Costa, Elledici, Leumann 2006;  IDEM, Dietro un sorriso. Beata Alexandrina Maria da Costa, Elledici, Leumann 2018; CAMERONI P. L., Sui passi di Alexandrina, Elledici, Leumann 2006; PASQUALE U., Alexandrina Maria Da Costa. Lampada d'amore, Elledici, Leumann 2004; DA COSTA A. M., «L'amor che muove il sole e l'altre stelle», Mimep-Docete, Pessano con Bornago 2017; IDEM, Ho sete di voi, Mimep-Docete, Pessano con Bornago 2004; IDEM, Solo per amore! Quasi un'autobiografia, Mimep-Docete, Pessano con Bornago 2006;






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