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TOLOMEO NUCCIA



Umile donna catanzarese, venerabile e prossima beata con Decreto del 1 ottobre 2020.

1. Cenni biografici, missione e processo di canonizzazione
a)
Gaetana Tolomeo (da tutti chiamata Nuccia) è nata a Catanzaro Sala il Venerdì Santo 10 aprile 1936 da Salvatore Tolomeo e Carmela Palermo. La sua nascita, però, fu registrata solo nove giorni più tardi, il 19 aprile.  Ricevette il battesimo da Padre Teodoro Diaco, il 12 luglio 1936 nella Chiesa della Madonna del Rosario. Suo fratello Gaetano, nato il 30 ottobre 1940, morì a quattro anni nel 1944. Già nella sua infanzia cominciò a soffrire di una paralisi progressiva e deformante che le bloccò la crescita e la lasciò disabile. Portata a Cuneo in cerca di una cura, i medici specialisti confermarono l'impossibilità di poter alleviare le sue condizioni che progressivamente si aggravarono sempre di più, costringendola a stare nel letto o su una sedia. In questa sua drammatica situazione, Nuccia comprese che Dio voleva servirsi della sua sofferenza, per raggiungere i cuori degli altri nel tentativo di convertirli dai loro peccati. Maturata, quindi, la coscienza di questo suo stato, in una visione di fede profonda, Nuccia trovò in Gesù Crocifisso, la forza di vivere nella gioia spirituale la sua difficile vita e di trasmettere a tutti sempre una testimonianza di coraggio, di fortezza e un sorriso sereno e luminoso, giustificato soltanto da questa sua piena adesione al volere di Dio. Sopratutto il suo sereno e rassicurante, sorriso divenne il suo modo di essere, la scia comunicativa e il suo legame spirituale con tutti coloro che la cercavano o contattavano. Alle tante persone che le telefonavano o le scrivevano da tutta Italia raccontandole le loro miserie, lei offriva un ascolto empatico, assicurava la sua preghiera e l’offerta della sua sofferenza, e infine incoraggiava a riporre nei Cuori di Gesù e Maria tutta la loro speranza. Viveva per gli altri, soprattutto per i sofferenti e i peccatori. Diceva al Signore: “Voglio farli risorgere in Te, con il tuo amore. Voglio pregare molto e soffrire per tutti loro, perché sono sicura che, mentre io prego e soffro, Tu li guarisci e li liberi…”.  A Lui chiedeva con insistenza:  “… La tua potenza d’amore, Signore, faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi". 
b) Nuccia fu anche membro dell’associazione Azione cattolica e della Milizia delle anime riparatrici del Cuore di Gesù; era entusiasta inoltre del Movimento Ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito. Negli ultimi tre anni di vita, a partire dal 1994, ha collaborato con Radio Maria, nella trasmissione ‘Il fratello’ e nella rubrica ‘Beati gli ultimi’. I messaggi, che lei scriveva con cura e poi leggeva il sabato notte a Radio Maria, sono ancora oggi un vero tesoro di spiritualità e di mistica. Si rivolgeva a tutti, soprattutto ai fratelli reclusi, ai sofferenti nel corpo e nello spirito, alle prostitute, ai giovani delle discoteche, ai drogati, alle famiglie in difficoltà. La finalità della partecipazione di Nuccia a Radio Maria era esclusivamente quella dell’evangelizzazione. Lo dice lei stessa: “Sono io a ringraziare voi, che mi ascoltate con tanta pazienza e bontà; e voglio pregarvi di non esaltarmi tanto, ma di accogliere solo la Parola di Dio, che passa attraverso me, grazie alla grande famiglia di Radio Maria. Lodiamo e ringraziamo tutti insieme la Madre Celeste, che ci ha fatto dono di questa radio, che permette a tante anime di unirsi spiritualmente e di compiere una meravigliosa opera di evangelizzazione. E’ questo lo scopo principale di ogni mio messaggio, e sono felice di offrire a Dio la mia debole voce, per conquistare sempre più anime. Questa è la mia ricompensa, il resto è vanità. Ricordate che ognuno di voi, se vuole, può prestare la propria voce al Signore!"
c) Colpita da un edema polmonare, fu ricoverata in ospedale dove ricevette una trasfusione di sangue. Ma la sua salute continuò a peggiorare, fino alla sua morte avvenuta il 24 gennaio 1997. Dal 1° novembre 2010, i suoi resti mortali sono custoditi, sempre nel capoluogo calabrese, presso la Cappella del Crocifisso della Chiesa del Monte. Nel suo commovente e forte ultimo messaggio afferma:  "La mia ultima preghiera vuole essere un magnificat, un’esplosione d’amore e di gioia, per le meraviglie, che Tu, Signore, hai operato nella mia vita. Questo canto gioioso sia anche per voi, miei buoni fratelli e sorelle, la vostra preghiera. Non piangete per la morte del corpo, ma per il peccato dell’umanità, e adoperatevi per la pace, attraverso la gioia e l’amore di Cristo Gesù. Pregate e ringraziate il Signore, anche per me, perché Egli ha visitato la sua umile serva e l’ha trovata degna della sua grazia, della sua misericordia. Pregate così in memoria di me: Grazie, Signore, per il dono della vita, grazie, perché mi hai predestinato alla croce, unendomi a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore. Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia, per esserti costituito mio buon cireneo, mio sposo e maestro, mio consolatore. Grazie per aver fatto di me il tuo corpo, la tua dimora, l’oggetto prezioso del tuo amore compassionevole, delle cure e dell’attenzione di tanti fratelli. Grazie di tutto, Padre buono e misericordioso! Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine, ed è stato per gli amici del mio Getsemani, esercizio di carità e di ogni altra virtù".
d) La fama di santità di Nuccia e le sue opere sono state fatte oggetto di studio in più convegni diocesani su di lei. Il 16 luglio 2009, monsignor Antonio Ciliberti, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, ha avviato l’inchiesta canonica sulla sua vita, sulle sue virtù eroiche e sulla fama e sui segni di santità. Tale inchiesta si è conclusa solennemente il 24 gennaio 2010, giorno del tredicesimo anniversario della morte di Nuccia.  Gli atti dell’inchiesta diocesana sono stati convalidati il 9 aprile 2011. La Positio super virtutibus è stata sottoposta al giudizio dei Consultori teologi il 6 marzo 2018 e, il 26 marzo 2019, ai cardinali e ai vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 6 aprile 2019, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui Nuccia veniva dichiarata Venerabile. Il miracolo preso in esame per la beatificazione riguarda una donna di Crotone, che nel dicembre 2013 scoprì di aspettare il suo terzo figlio, ma la prima ecografia cui si sottopose evidenziò un embrione annidato nel canale cervicale dell’utero. Anche altri consulti diedero lo stesso responso, uniti all’invito ad abortire per evitare rischi. D’accordo col marito, la donna decise di portare avanti la gravidanza. Il 19 gennaio 2014, il giorno precedente l’intervento per l’aborto, ricevette la visita del cappellano dell’ospedale di Catanzaro. Lui l’esortò a chiedere l’intercessione di Nuccia; lo stesso fece una compagna di stanza, che aveva trovato un suo santino nel cassetto accanto al suo letto d’ospedale. Da allora, ogni volta che la speranza sembrava venire meno, lei chiedeva aiuto tramite l’allora Serva di Dio. L’11 febbraio 2014, un’ulteriore ecografia evidenziò che il feto si trovava in sede intrauterina e in normale evoluzione. Il 5 agosto 2014, con parto cesareo, la donna diede alla luce un maschio, perfettamente sano. Gli atti del processo sull’asserito miracolo sono stati convalidati il 17 novembre 2017. Il 14 novembre 2019, sette mesi dopo il decreto sulle virtù eroiche, la Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi ha dato il proprio parere positivo. Il 24 marzo 2020, i Consultori Teologi hanno confermato il nesso tra l’asserita guarigione e l’intercessione di Nuccia. Il 29 settembre, infine, monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, ha annunciato che anche i cardinali e i vescovi membri della stessa Congregazione avevano a loro volta espresso il proprio giudizio positivo. Il 29 settembre 2020, infine, papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo, avvenuto il 1 ottobre 2020, aprendo la via alla beatificazione di Nuccia.

2. Il suo amore per Maria
a) Presenza fondamentale di Maria
Nella vita di Nuccia Tolomeo la devozione a Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, ha un ruolo fondamentale e si collega all’alveo della spiritualità cattolica essenzialmente cristocentrica-mariana, illustrata e perorata più volte dal magistero della Chiesa. Questo aspetto non sminuisce gli altri elementi della fede cristiana e della vita di Nuccia: la Vita trinitaria, i Sacramenti, la Parola, le Virtù, la Chiesa, l’Escatologia … Gesù e Maria erano inscindibili nel linguaggio di Nuccia. Basta pensare che tutte le lettere che inviava ai suoi interlocutori le iniziava cosi: "Mia cara sorella (mio caro fratello) in Gesù e Maria…" Gesù “era il suo sposo e maestro” e “il segreto della sua giovinezza e della sua gioia di vivere”; Maria era la mamma, invocata da Nuccia con il dolcissimo nome “Mammina mia bella”. Seguendo l’assioma dei santi “Ad Iesum per Maria”, tutta la vita spirituale di Nuccia è stata un continuo percorso verso Gesù, fino alla identificazione con Lui, accompagnata da Maria, la sua dolce e tenera pedagoga-maestra nello spirito. L’amore a Maria era espresso da quella corona che costantemente, notte e giorno, pendeva dalle sue esili dita e che chiamava l’arma, dai continui fioretti che offriva in suo onore e dall’altarino, su cui troneggiava la statuetta della Madonna sempre adornato di fiori freschi, attorno al quale, soprattutto i mesi di maggio e di ottobre, raggruppava piccoli e grandi per pregare col rosario e con canti la madre di Gesù e madre della chiesa. Il linguaggio di Nuccia era intessuto di espressioni-invocazioni rivolte alla Madonna. “Sin da piccola, - dice la cugina Ida Chiefari - è precoce nelle cose di Dio, che le sono congeniali, e mostra subito un particolare trasporto per la preghiera del S. Rosario”. Per cantare le glorie di Maria Nuccia ha scritto varie preghiere, più messaggi e meditazioni per i misteri del rosario. In questi scritti riaffiora la sua devozione tenerissima per la mamma del cielo. E ogni volta che qualcuno le manifestava un bisogno, immediatamente si rivolgeva a Maria, sicura di ottenere la grazia per la sua intercessione, ed invitava a confidare in Lei. “Le sue lettere erano una “cristoterapia” e una “mariaterapia”, per ogni tipo di problema”.
b) Il Rosario e i fioretti
La corona del rosario era sempre tra le sue dita. Vicino al suo letto c’era un piccolo altarino, sul quale era posta la statua di Maria, un crocifisso e la lampada d’olio sempre accesa. Soprattutto il mese di maggio, dopo aver eseguito i compiti e consumata la merenda, con le amiche e i vicini di casa si recitava il rosario e si ripetevano i riti stabiliti da Nuccia. Con l’inizio di giugno la statua della Madonna era sostituita con quella del Cuore di Gesù, che adornavamo di fiori sempre freschi e ogni giorno i riti si concludevano con canti ed inni a Maria e a Gesù. Pregava, faceva pregare e tutto avveniva con naturalezza, spontaneità e semplicità. Era devotissima di Maria. Dopo Dio, Padre buono e misericordioso, amava la Madonna, “la mamma”, con amore filiale. Era rapita dalla sua celeste bellezza e materna bontà e l’amò sempre. Le chiedeva con fede e confidenza grazie per sé, per tutti i suoi cari e per tutti coloro che la invitavano a pregare. Affidava al cuore di Maria i casi più difficili.  Ha insegnato ad offrire a Maria e a Gesù piccoli fioretti, come non mangiare la caramella, il gelato…: erano piccoli esercizi per imparare ad amare, esercizi che aiutano e rafforzano la volontà e diventano palestra di vita. “I bimbi poi le restavano sempre attorno, avendo forse compreso che le sue predilezioni erano per loro. Infatti, ella desiderava che crescessero buoni, li aiutava a fare i compiti e accattivava la loro attenzione, raccontando loro fiabe o esempi di santi e parlava loro con tanto amore della Madonna e dell’angelo custode”.
c) Un pellegrinaggio a Lourdes
Un episodio fondamentale dell’adolescenza di Nuccia è stato il suo pellegrinaggio a Lourdes, approssimativamente a 15-18 anni, con il treno bianco. Ricorda lei nel suo diario: “La mia malattia continuava a peggiorare ed io incominciavo a soffrire. Dato il mio fisico debole, spesso mi veniva la polmonite e così rimanevo per mesi a letto con l'ossigeno. I miei pensarono di mandarmi a Lourdes. Andai con un grande entusiasmo e una grande fede. Partii sola con il treno bianco della speranza. Arrivata lì, alla vista di quella grotta, di quella sorgente benedetta, rimasi estasiata. Mi immersi con fede in quell’acqua benedetta e pregai, non solo per me, per tutte quelle misere creature che erano lì per lo stesso scopo. Al passaggio di Gesù Eucaristia mi offrii vittima e pregai per la conversione dei peccatori. Tornai a casa con la febbre a 40: di nuovo la polmonite. Stetti male, ma in me c'era una nuova forza: soffrivo con più amore, con più rassegnazione”.
d) Sogna la Madonna
 La cugina Ida e l’amica Rosetta Levato raccontano un sogno di Nuccia adolescente, in cui Maria ha operato una svolta nella sua vita. Racconta Ida: “Come tutte le adolescenti Nuccia era vanitosa, andava fiera dei suoi lunghi capelli neri, chiedeva alla sua mamma di pettinarla ogni mattina in modo diverso e poi si ammirava a lungo nello specchio. Quando non era soddisfatta di come la mamma aveva acconciati i suoi capelli, glieli faceva disfare; finché una mattina la mamma perse la pazienza e la sgridò. La notte sognò la Madonna, che, prendendola per mano, la portava in un prato verde; mentre camminava, improvvisamente si accesero tante fiammelle e lei sentì i suoi piedi bruciare. La Madonna con molta dolcezza le disse di non spaventarsi, ma che avrebbe dovuto smettere di guardarsi troppo a lungo nello specchio e far spazientire la mamma, altrimenti un giorno avrebbe dovuto camminare sul quel fuoco. Svegliatasi, rifletté a lungo su quel sogno, promise a sé stessa e alla Madonna che non sarebbe stata mai più tanto vanitosa e capricciosa e si accontentò subito di come la mamma l'aveva pettinata. Suscitò in lei sorpresa e Nuccia le raccontò il sogno che aveva fatto”.
e) Alcuni messaggi mariani di Nuccia
• “Ora è giunto il momento propizio per innalzarti la mia ultima preghiera, la più pura, quella della lode, ed invoco l’aiuto dello Spirito e di Maria Santissima per saperti lodare e ringraziare. La mia ultima preghiera vuole essere un magnificat, una esplosione d’amore e di gioia, per le meraviglie, che Tu, Signore, hai operato nella mia vita”.
• “Poi la sofferenza mi ha condotto ai piedi della croce e mi ha fatto amare il Crocifisso e la Madonna Addolorata. Gesù e Maria sono stati e continuano ad essere i miei migliori Maestri”.
• “Le mie mani sono debolissime, hanno appena la forza di stringere la corona del rosario”.
“Pregate la Madonna, la più pura delle creature, e anche Maria Goretti! Chiedete a loro il dono della fortezza e invocate lo Spirito Santo, perché vi aiuti a non abbassarvi mai ad un livello inferiore a quello cui aspira il vostro cuore
• “Chi si sente ultimo non si avvilisca per come si comporta il mondo; sappia che è primo proprio davanti a Dio, che compie meraviglie. Lo dice la Madonna nel Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili”, gli umili che sono gli ultimi”.
• “Gesù prima di morire, affidò l’umanità alla donna: sua madre, madre dei peccatori. Ancora oggi alla donna è affidata la sorte del mondo. Solo la donna ricca di misericordia, perché nata per essere grembo dell’uomo, può diventare leva, che solleva l’umanità dal pericolo della morte”.
f) I Mesi di maggio e di ottobre, mesi di Maria
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PER IL MESE DI MAGGIO:Sono felice di essere ancora qui con voi e vi ringrazio, perché me ne date la possibilità, ma soprattutto ringrazio la Madonna, che attraverso Radio Maria ci tiene uniti, per farci capire quanto siamo amati da Dio, come deve essere il nostro agire, per poi ritrovarci tutti insieme alla Gerusalemme celeste. Questa sera voglio fare un accenno ai miei “maggi” passati, ma soprattutto un’invocazione e una lode alla Madonna. Maggio è il mese dei fiori, delle rose, dei profumi, della speranza, ma soprattutto è il tuo mese, Maria. Inizia così, o Mamma, il mese dedicato a Te, questo mese è tuo, ma il tuo vero tempo non si esaurisce nel mese di maggio, inizia nel tempo dell’avvento, cioè quando Gesù inizia a vivere nel tuo grembo e da Te nascerà. La tua grandezza, o Maria, è tutta qui: sei la Madre di Gesù. Dio si è incarnato e inizia l’opera della redenzione, della salvezza di tutti gli uomini. Si va a Gesù per mezzo tuo! Lode a Te, grazie a Te, o Maria. Ogni anno, in questo mese ripenso la mia fanciullezza, ricordo la mia mamma, il lumino sempre acceso, i fiori sempre freschi mi erano donati dalle amiche premurose, che li raccoglievano con amore nei campi, sapendo che io li amo tanto. Alla solita ora pomeridiana ci riunivamo tutta la famiglia, le cuginette e i vicini di casa per recitare il S. Rosario. Il Rosario, miei cari, è l’arma più potente contro il male e il maligno, fa tremare l’inferno. Lode a Te, Maria, benedetta fra le donne, noi siamo tuoi figli. Ai piedi della croce siamo stati affidati a Te; prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù. Proteggici, vinci Tu le nostre resistenze e debolezze, trionfa sulla nostra mediocrità e incostanza, allontana da noi le insidie del maligno che ci ostacolano il cammino. Il tuo amore materno vinca la battaglia della nostra fedeltà a Gesù. Grazie, Maria, perché Ti affianchi insieme a Gesù quando il mio e il nostro carico diventa più pesante. Allora, insieme a Voi, diventa più leggero. Grazie, Maria, grazie, Gesù, perché siete i miei amici, i nostri compagni in questo pellegrinaggio. Questo mese, o Maria, lo vogliamo trascorrere con maggiore intensità in tua compagnia. Tu, che sei il rifugio dei peccatori, la Madre dei dolori, aiuta il nostro andare. Il nostro cammino è fatto di stanchezza, di sofferenza, di incomprensioni, di difficoltà. Aiutaci a riflettere di più in questo mese, a pregare di più, a rinunciare di più, ad amare, soprattutto per amor tuo. Desideriamo metterci sotto il tuo manto e nel tuo cuore, e nel tuo cuore di mamma voglio mettere tutti i giovani. Apri i loro cuori alla fede, alla speranza, e colma i loro vuoti, riempiendoli d’amore puro e sincero. Aiutali a vivere una vita sana, ad avere il gusto della vita e delle cose, a non lasciarsi abbagliare dalle luci del mondo, ma dal tuo sorriso. Ti affido tutti i tuoi figli lontani, dispersi, che sono nelle tenebre, che sono nel dubbio. Hanno e abbiamo bisogno di un tuo bagliore, della tua luce, della tua speranza. Ti affido il mondo intero, tutta l’umanità. Stiamo vivendo un periodo sconvolto dal crollo delle ideologie e dei sistemi politici e sociali: c’è confusione e buio. Tu, che sei Aurora di speranza, apri nuovi orizzonti fra i tanti errori causati dal materialismo dilagante e dalle mille illusioni del mondo. Tu, o Maria, sei la guida più sicura, la maestra più saggia, la Madre più premurosa, prendici per mano e conducici tutti al Padre celeste. Abbraccia questo nostro mondo diviso, lacerato e dona la pace: pace alle famiglie, pace nei cuori, pace al mondo intero, specialmente in quei paesi, dove stanno vivendo la guerra, l’oppressione, la fame, la violenza. Fa, o Madre, che la tua maternità, il tuo esempio, la tua disponibilità ai bisogni degli altri, la tua testimonianza, il tuo dolore, vissuto nell’offerta, sia vicino a noi donne. Ti chiediamo, o Madre, di sostenere con una forza nuova tutte le donne, tutte le mamme, tutti coloro che, servendo la vita, s’impegnano a salvaguardarla e a custodirla. Aiutale ad amare la vita. Essa è difficile e a volte tragica, dolorosa ma incredibilmente bella, nasce dal dolore, che fa gridare, e dall’amore, che è più forte del dolore, e (ha bisogno di) silenzio, che rende umili. Aiutaci a risorgere ogni giorno, anzi ogni momento; aiutaci ad accettare le cose, gli avvenimenti, così come si presentano. Nello stesso tempo fai nuove tutte le cose, nel tuo nome e per la tua gloria. Così come Tu hai scommesso sulla carità, fa che anche noi possiamo scommettere sulla carità: cioè credere che l’amore è la forza più grande del mondo e che la verità non salva se non si volge all’amore, alla carità. Rendici aperti, disponibili ai bisogni dei nostri fratelli. Donaci la tua umiltà, la tua discrezione, il tuo silenzio, il tuo totale abbandono alla volontà del Padre. Aiutaci a dire sempre ‘si’ e ‘grazie’. Tu sei la nostra Mamma e come tale non puoi abbandonarci in questa valle di lacrime, aiutaci, aumenta la nostra fede, ravvivala. Proteggi tutti coloro che, turbati dalle difficoltà, dalla mancanza di un lavoro, avviliti dalla sofferenza, sono presi dalla sfiducia e dalla disperazione. Ti raccomando tutti coloro che bestemmiano e oltraggiano il tuo santo nome e quello di tuo Figlio. Fa che le loro bocche si aprano alla lode e al ringraziamento. Ave, o Maria, piena di grazia, facci attraversare il nostro difficile oggi, per raggiungere quel domani, al quale siamo tutti chiamati. Fa che questi giorni che viviamo siano tanti anelli preziosi di una dolce e splendida catena, che ci stringe sempre più a Te, o Regina della pace, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra; stringici a Te, benedicici. O lampada luminosa, nostra Regina, o dolce Mamma nostra, o nostra vita, nostro rifugio, nostra difesa, nostra fortezza. E ora tutti insieme diciamo: “O Madre nostra cara, riportaci a casa e rimani con noi, perché si fa sera! Così sia”.
- PER IL MESE DI OTTOBRE: “Il mese di ottobre è dedicato a Maria , la nostra Mamma celeste: è Lei la via sicura per arrivare a Gesù. Ed è per questo che questa sera il mio pensiero va a Lei, Mamma di Gesù e Mamma di noi miseri peccatori; va alla Stella, che orienta il nostro cammino verso la pace. Maria c’invita continuamente alla conversione e alla preghiera. Molto dipende dalle nostre preghiere, dalle nostre rinunce, dalle nostre offerte quotidiane! Dobbiamo aiutare la Madonna a distruggere il progetto di satana, che vuole trascinarci sul cammino del peccato e della morte. Preghiamo incessantemente, recitiamo il santo rosario tanto caro alla Madonna. Nel rosario presentiamo tante rose a Maria: i grani sono petali profumati. Te li offriamo, o Maria, perché ritornino a noi sotto forma di grazie e benedizioni. Cari fratelli e sorelle, vogliamo dire insieme: “Grazie, Madre del cielo, per aver lasciato la tua immagine a tutte le mamme del mondo, di donarci ogni giorno il tuo volto, attraverso quello delle mamme terrene, che guidano il nostro cammino. Per tutte loro ti preghiamo, affinché siano sempre segno della tua presenza, fatta di delicatezza, di fortezza, d’amore e di pazienza, nei vari momenti della vita in famiglia. Madre tenerissima sei Tu, Maria. Noi non sappiamo trovare le parole, per lodarti degnamente, ma ognuno di noi questa notte vuole offrirti, tanti fiori di grazie, di virtù e di amore, profumati come gigli, che salgono alti nel cielo per benedirti e lodarti. O Madre, noi abbiamo un cuore bisognoso del tuo amore materno, infondi nella nostra anima la fede, la speranza, l’amore, e, come Tu hai accolto la Parola di Dio e l’hai meditata, custodita e messa in pratica, fa che anche noi la meditiamo e la mettiamo in pratica, specialmente nei momenti difficili e importanti della nostra vita. Quando manca la Parola di Dio ne soffriamo le conseguenze: aumentano le paure e le incertezze, diminuisce la nostra resistenza contro le tentazioni, non sappiamo discernere il bene e il male, e pensiamo che le illusioni dei piaceri del mondo possano soddisfare realmente i nostri bisogni. Aiutaci, o Madre, a coltivare con costanza la buona abitudine di leggere la Parola e così conosceremo meglio Dio e ci avvicineremo di più a Lui, che è la fonte del vero bene. Immergici, Maria, nella pratica della carità, in tutte le esigenze della vita quotidiana, nelle grandi occasioni: quando occorre perdonare, condividere quello che si ha, aiutare chi è nella necessità, e nelle occasioni piccole:quando ci viene chiesto di porgere un saluto, di dire una parola, di fare un sorriso. Aiutaci, Maria, a farci invadere da Dio come lo sei stata Tu. Ci rivolgiamo a Te con occhi di figli, per sentirti presente nella nostra vita, come stella luminosa, che c’indica la strada per percorrerla insieme. La strada che c’indichi, o Maria, è Gesù, perché Lui è la vita, la gioia più grande del tuo cuore. Sì, vogliamo imitare Gesù nella povertà, nell’umiltà, nella mitezza, nel silenzio della sofferenza, nella carità verso il prossimo. Madre, vieni in nostro aiuto. Cammina con noi, perché noi vogliamo fare quello che Gesù vuole e quello che ci dirà di fare. E allora insieme questa notte deponiamo ai tuoi piedi le nostre giare, piene di acque sporche, poco chiare, piene di rancori, di egoismo, di desideri e di idoli. Vogliamo svuotare il nostro cuore di tutte le cose inutili, che sono d’inciampo al nostro cammino. Vogliamo bere alla sorgente dell’acqua viva, Gesù, che ci dona la vita eterna. Vogliamo questa notte andare oltre l’acqua, che di solito attingiamo ai pozzi e alle cisterne screpolate, perché, attratti e presi dalle nostre preoccupazioni e interessi, ignoriamo il suo e il tuo invito e cerchiamo altrove la vita, rimanendo insoddisfatti e infelici. E allora, Mamma, raggiungici lungo la via: siamo zoppi, ciechi, paralitici, poveri; aiutaci a lasciare tutto, per accogliere Gesù nel cuore, come figli obbedienti e gioiosi. O Madre, Tu sei vita, dolcezza, speranza; facci partecipi della tua bontà verso coloro che piangono nella dura prova di questo pellegrinaggio verso il cielo, dove tutti uniti nel tuo Cuore un giorno canteremo: ave Regina dei cieli, alleluia, lode a Te, ave Regina dei cuori”.
g)  Alcune preghiere a Maria
- ALL'IMMACOLATA: “Tutta bella sei, piena di grazie, Regina del cielo e della terra, a Te la nostra lode, o Immacolata, tempio dello Spirito Santo, tabernacolo dell’Altissimo. Noi, miseri tuoi figli, ci rivolgiamo a Te con fiducia e fede viva; a Te affidiamo questo povero mondo, avvolto nelle tenebre del peccato e dell’errore, sovraccarico di sofferenze e di tanti dolori. Abbi pietà di tante rovine materiali e morali, di tante lotti tra il bene e il male. Accogli, o Madre, il nostro grido, carico di sofferenze e di timori. Vieni con le tue braccia materne ad abbracciare tutti e a metterci in salvo, al sicuro, nel tuo cuore immacolato. Sii benedetta, Madre nostra, Madre della Chiesa. Illumina e guida il tuo popolo, sulle vie della fede, della speranza, della carità, dell’unità. Aiutaci, o Maria, a vivere nell’obbedienza alla parola del tuo Figlio Gesù e a vivere nella verità e nell’onestà.Aiutaci a vincere il male, che c’è dentro di noi e attorno a noi, a vincere il peccato che porta alla morte in noi e nel mondo. Aiutaci a portare a tutti la buona novella, affinché sia riconosciuta e accettata da tutti gli uomini della terra e ogni ginocchio si pieghi e ogni lingua proclami che Cristo è il Signore. Fai, o Madre, ritornare nella mente e nel cuore degli uomini pieni di orgoglio, di odio e di egoismo, la fede e l’amore, affinché tutti possano sperimentare il tuo amore misericordioso, tenero e compassionevole; e tutti insieme possiamo riconoscere il tuo figlio Gesù come Maestro e Signore della nostra vita e della nostra storia. Concedi, o Maria, che ai nostri focolari non manchi la grazia di amare e di rispettare la vita che comincia. Custodisci nei bambini la purezza, fa che siano fiori olezzanti intorno all’altare. Sii sempre il ‘sorriso’ e fa, o Madre, che alla fine dei nostri giorni possiamo innalzare un cantico di gloria, di amore e di riconoscenza a Gesù e a Te, che sei la Regina del mondo e la nostra Avvocata. Amen”.
- ALLA MADONNA DI FATIMA; “O Madonna di Fatima, pellegrina nel mondo, nelle città, negli ospedali, nelle case degli infermi, oggi ti trovi nella tua dimora, la santa chiesa (cattedrale di Catanzaro), e noi siamo tutti qui per lodarti, per ringraziarti. O Madre del Redentore e di ogni uomo, o Donna del Portogallo, pellegrina fra i tuoi figli, missionaria sulle vie della terra, sei venuta da lontano per convertirci, per dare amore, pace, gioia a tutti i cuori. Grazie per esserti fermata nella nostra città. Grazie per esserti chinata su ognuno di noi e soprattutto su ogni sofferente, su ogni malato nel corpo e nello spirito.Siamo sicuri che chiunque abbia bussato alla porta del tuo cuore materno per chiedere grazie e benedizioni per sé, per i propri cari e per il mondo intero, nessuno è andato via a mani vuote. Tutti abbiamo ricevuto un dono. Grazie, lode a Te, Madre nostra, Madre di Gesù, Madre di Dio. Nel cielo, dove Tu siedi Regina di grazie e Avvocata dei nostri cuori, intercedi presso tuo Figlio Gesù perché ancora una volta riversi su questa umanità dolorante, sofferente, smarrita, confusa, l’abbondanza delle sue grazie e del suo Santo Spirito, affinché illuminati, guidati, rinnovati, convertiti profondamente, possiamo lavorare per dilatare il suo Regno d’amore, di pace e di giustizia. Amen”.
- ALLA VERGINE ADDOLORATA: “Mamma addolorata, desideriamo tenerti compagnia in questo periodo di quaresima, in modo particolare. Ti chiediamo di donarci tutti quei sentimenti che provasti quando hai affrontato con Gesù la strada dolorosa che porta al Calvario. Ti chiediamo perdono e misericordia, o dolce e buon Gesù, per i meriti delle tue sante piaghe. Donaci la grazia di vivere ogni avvenimento della vita con l'amore. Ci basta sapere che tu sei con noi, accanto a noi, e che hai bisogno delle nostre sofferenze per la salvezza nostra e dei fratelli. Fa che viviamo ogni contrarietà, ogni difficoltà, ogni pena con amorosa rassegnazione. Donaci forza, coraggio, speranza. Donaci, o Madre, la pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie.E’ qui che è più difficile amare, perdonare, come Tu ci chiedi. E’ qui che occorre fare il salto di qualità con le persone con cui viviamo e lavoriamo. Guarisci i rapporti con i nostri familiari, parenti e amici, per vivere la pace che Tu ci vuoi donare”.

Bibliografia
PITARI P., La devozione della Serva di Dio Nuccia Tolomeo alla Vergine Maria, Catanzaro 2019; IDEM, Venerabile Gaetana Tolomeo (detta Nuccia) (1936-1997). Biografia e virtù. A cura dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace,  Catanzaro 2019; CHIEFARI I., Serva di Dio Nuccia Tolomeo. Biografia. A cura di Padre Pasquale Pitari, Catanzaro 2015; TOLOMEO N., Scritti  Autobiografici. Nuccia Tolomeo, profezia del sorriso e della tenerazza di Dio, Catanzaro 2008; ARCIDIOCESI DI CATANZARO - SQUILLACE, La santità nella Chiesa di Catanzaro Squillace. A cura di P. Pasquale Pitari, Catanzaro 2018.






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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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